mercoledì 21 agosto 2013

Gennari difende Paolo VI nella disputa sulla "messa interdetta" di Pio V


Sembra un bimbo offeso! Gianni Gennari risponde a de Mattei senza argomentare, così facendolo, facendoci passare pure a noi come dei bambini capricciosi che vogliono "il giocattolo" Messa di San Pio V che gli è stato sottratto! Infarcendo ovviamente di luoghi comuni e prendendo stralci di discorsi che de Mattei e chi affronta questa problematica a "bocce ferme" non ha mai fatto nei termini riportati. Quando si potrà affrontare con questi vaticanisti un discorso serio?

 
Mercoledì 21 agosto 2013
Il Foglio
Comunicazione
di Gianni Gennari

Al direttore - Imperdibile Foglio, ancora una volta. Chiedo scusa per il disturbo, ma giovedì scorso a pagina II - "La Messa interdetta", a firma Roberto De Mattei - mi trovo accusato di "criticare con sufficienza il mondo tradizionalista italiano" senza "rendermi conto" delle "radici profonde" che esso ha. 
Non riesco a spiegarmi come possa, De Mattei, non capire che la questione della messa che egli dice "interdetta" non è esattamente al centro della questione. Non si tratta di ammettere una preferenza (sempre lecita e possibile) per la messa tradizionale, ma nel mondo cui De Mattei si riferisce e che pensa di difendere dalle critiche, si tratta da sempre della pretesa che essa, e solo essa, sia la vera messa cattolica. E non la "messa bastarda" - definizione testuale da decenni nei testi tradizionalisti - [n.d.r.: chi lo dice dove lo legge? Gennari, un po' di serietà intellettuale e professionale per piacere!!] si parla di Rito " di Paolo VI e del Concilio Vaticano II che tradisce la fede e cede al mondo moderno con il quale la "cattolica" mai potrà conciliarsi e dialogare senza tradimento! 
Qui è il punto, e non altrove, nei gusti leciti di preferenza o meno. Del resto, non ho mai sentito dire da qualcuno che la messa di San Pio V è bastarda o blasfema [pure blasfema!!!], e De Mattei non può ignorare che in rete e in pubblicazioni varie i suoi amici che egli chiama "tradizionalisti" da decenni ricoprono Paolo VI di calunnie vergognose [?!], accusano Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II di aver tradito la fede cattolica romana, e anche pochi mesi orsono - le tracce sono ancora in rete, ripetute e rilanciate - hanno denunciato anche Benedetto XVI come "traditore" della fede per le sue aperture ecumeniche, tra l' altro per aver ricordato "la fede" di Martin Lutero nel discorso di Erfurt. 
Chi pensa, dice e scrive che la messa del Vaticano II, di Paolo VI e di tutti i suoi successori è una messa blasfema - e sono proprio gli ambienti attigui ai tradizionalisti scismatici lefebvriani e simili [?!] - ha in fin dei conti la stessa posizione di chi, agli opposti estremi della critica antichiesa, fin da certi titoli da decenni si arroga il compito di "salvare la chiesa" e dichiara "noi siamo chiesa" facendo intendere che è una esclusiva. Vale anche per il "mondo tradizionalista" caro a De Mattei, mi pare. 
 Quando dall'opinabile si passa alla sostanza della fede [?!], negando legittimità alla chiesa reale [?!], anche con la consacrazione illegittima di preti e vescovi [?!], con l' accusa aperta di tradimento dell'unica fede [?!], con il rifiuto del dialogo ecumenico e del rispetto per altre coscienze religiose [?!] o anche per la coscienza di non credenti sinceri e in ricerca [?!], allora non si può far finta di nulla e nascondersi dietro il divieto della messa in latino o del canto gregoriano, o dell'incenso e delle nostalgie di altri tempi, magari in nome di un "Papa Re" [?!] che non è nel Vangelo, magari criticando senza tregua il Papa reale, calunniato, insultato, vergognosamente accusato da decenni [?!]
Insomma, in nome di un Papa ideale, concepito anche con i sogni nostalgici del passato [?!], si nega il Papa reale [?!]. Altro che messa in latino! Se De Mattei insiste, e continua a far finta di non capire, la prossima volta gli offrirò una sintetica "antologia" - non certo fiori profumati! [?!] - degli insulti [?!] e delle vergognose accuse dei suoi amici [?!] e colleghi [?!] a chiesa e Papi dal Concilio in poi, fino a oggi, indicando fonti e autori [ecco! adesso parla il giornalista!], magari anche nei suoi stessi scritti [sarebbe il caso, scoprirebbe che le Sue sono solo pregiudizi e semplificazioni sommarie di un giornalista che campa sulle cose di Chiesa!]
Cordialmente, per quanto possibile ed è consentito dalle circostanze. [con la certezza che il prof. de Mattei non La farà attendere dandoLe una adeguata risposta su carta!]

2 commenti:

Simon de Cyrène ha detto...

Ottimo quest'articolo di Gennari: molto equilibrato e praticamente inconfutabile.

Questa frase riassume la problematica: "Insomma, in nome di un Papa ideale , concepito anche con i sogni nostalgici del passato, si nega il Papa reale "

Quello che io chiamerei ormai "sede-speranzismo" ...
In Pace

don Camillo ha detto...

Non so come hai fatto, a commentare, pensavo che fossero disattivati i commenti in questo blog. Ad ogni modo sai che ho sempre apprezzato la tua ODIOSA simpatia, ma non ci posso credere che approvi questo modo di rispondere a chi cerca da anni di fare chiarezza e approfondire i lati oscuri che sono evidenti nel post-Concilio. Ti può stare simpatico o meno de Mattei, ma certo appioppargli tutte queste sentenze che sai che non sono vere è una azione iniqua intollerabile per un giornalista e vaticanista come Gennari.