venerdì 9 agosto 2013

Papa Francesco, e la dissonanza cognitiva



Consiglio caldamente di leggere questo suo ennesimo articolo del dott. Blondet che coglie perfettamente il mio sentire perché coglie la cristi che stiamo attraversando in modo lucido e puntuale. Segnalo poi anche un articolo di Magister che in un certo senso getta una luce di speranza per un sperato cambiamento... chi lo sa. Da ultimo se vi interessa e se avete tempo vi invito a leggere l'annosa questione della abrogazione/non abrogazione del Messale Tridentino, articolo di qualche anno fa, ma non perde la sua freschezza. Preannuncio che è una lettura, con le mia Introduzione e con la Nota in postfazione dura ed impietosa, ma per ricostruire si devono mettere in sicurezza le fondamenta.
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Maurizio  Blondet 
in effedieffe 
9 agosto 2013

Riprendiamo la recente lettera di un lettore perché merita una trattazione più ampia:

Signor direttore,

senza la pretesa che Lei si cimenti nell’estensione di un altro articolo (so che è molto impegnato e anche afflitto da problemi di salute), desidererei che mi comunicasse il Suo pensiero riguardo il recente viaggio di Sua Santità in Brasile per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Se posso dire apertamente quali sono le mie sensazioni, ebbene percepisco tali manifestazioni come delle indecorose carnevalate, delle pagliacciate che offendono la Cattolicità, che mi pare fatta di silenzio e raccoglimento: Papa Francesco non riesce a capire? Ed i Suoi ultimi predecessori, non si rendevano conto dei colpi mortali che stavano infliggendo al Cattolicesimo? (Ricorda Papa Giovanni Paolo II sul palco assieme ad un cantante rock?). Credo Lei sappia chi fu l’ideatore di siffatti artifizi come, appunto, la proclamazione di giornate mondiali, la raccolta firme di «intellettuali» e simili marchingegni propagandistici: si chiamava Mùnzenberg, un giudeo spartachista che ideò tali tecniche per plagiare la massa anonima, inconsapevole, e sfruttarla per gli scopi che si intuiscono. Una cosa per me è certa: quando, in Italia, entro in una chiesa, specie se opera di architetti d’oggi, e la vedo coperta di ridicoli manifesti scritti in un pessimo italiano dai giovinastri che danno del tu al parroco, strimpellano le chitarre e che partecipano agli «eventi» del Cattolicesimo da televisione, sento solo irritazione, fastidio e non più Presenze soprannaturali.

Con sincera stima

Manfred Riemann

«Come non essere d’accordo?»..... 

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