giovedì 5 settembre 2013

(2) La PRIMA Riforma Liturgica di Bugnini: le rubriche del Messale Romano del 1962, e del Breviario Romano 1961, sono conformi alla Tradizione?

Perché non riprendere serenamente e approfondire una delle più importanti questioni che più appassionano la Tradizione?

Abbiamo in questi giorni con profitto parlato del Magistero che DEVE essere conforme alla Tradizione immutabile Divino Apostolica di Gesù e degli Apostoli: LEX CREDENDI. Perchè non parlare della Liturgia: LEX ORANDI, di come questa sia cambiata e non certo con il Concilio Vaticano Secondo?

Per la categoria liturgica (così come è stato fatto per il Magistero) perchè una riforma sia genuinamente cattolica si deve o non si deve parlare di legittimo progresso, di maturità di omogeneità di questa che è una legge Liturgica Universale? o si può "cambiare", manomettere e sovvertire, perché "ce lo chiedono i tempi"?
Riprendendo da un altro studio postato vorrei riproporvi questo quesito:


La prima Riforma Liturgica di Bugnini: le rubriche del Messale Romano del 1962, e del Breviario Romano 1961, sono conformi alla Tradizione?
Ovviamente parliamo della Liturgia Latina tradizionale. Il motivo generale di tante cose strane della Liturgia Romana Tradizionale è che nessuno mai si prese la briga di concepirla razionalmente, ed è proprio questa la vera forza del Rito stesso! Il Rito Romano nasce come ripresa consuetudinaria di riprese consuetudinarie, tagliate e riadattate e riproposte, di un nucleo tradizionale Divino-Apostolico trasmesso. Andando avanti così nei secoli si vennero a sovrapporre situazioni liturgiche che nessuno concepì razionalmente, ma che furono il frutto di rimaneggiamenti e sovrapposizioni. Questo è stato il criterio Tradizionale, che certamente non è un criterio razionale ma è pur sempre un criterio che deve essere accettato, condiviso e difeso, proprio perché Cattolico. [Cfr. di Mario Righetti, Manuale di Storia Liturgica, Libro III: La Liturgia Romana, 1944].
Le tappe dell'involuzione liturgica (cfr. La Riforma Liturgica 1948-1975 di Bugnini) in parole molto povere, sono:
-I salmi ri-tradotti del Breviario Romano detti di Bea, 1945 ma facoltativi.
-La nuova Settimana Santa (sperimentale per il Sabato Santo 1951 ma poi) obbligatoria 1953-1956 (con annessi e connessi di riforme di digiuni, messe vespertine ecc.), simile per certi versi a quella di Paolo VI.
*Rubriche semplificate del 1955.
*Edizione di un codice delle rubriche del 1960 per Messale e Breviario (che di fatto recepisce tutte le riforme degli anni '50)
*Totale soppressione di un buon numero di Ottave e di Vigilie, (ect.): tutte di tradizione antichissima.
*Edizioni tipiche del Breviario e del Messale: 1961-1962,  (che sono semplicemente la logica conseguenza dell'uscita del codice delle rubriche: io questi ultimi quattro punti lo considererei quasi una unica questione).
-Edizioni ad interim 1965-1968
-1969 Rito di Paolo VI, con le sue varianti tra cui il "rito" Neocatecumenale.
La Riforma quindi del 1961-62, fu una semplice RIFORMA DI TRANSIZIONE, come è ben spiegato nei particolari QUI, di matrice assolutamente giansenista, tra l'altro.

Si dirà che il Messale del 1962 è sostanzialmente identico alla Messale precedente. Sebbene il santorale sia pressoché identico la parte più importante, il nucleo di certissima Tradizione Apostolica fu violato. I novatori sapevano che se fosse passata la Riforma di Pio XII della Settimana Santa, si sarebbe da li a breve cambiato il tutto Messale, così come avvenne.
"Primo passo di tale riforma è stata l'opera del Nostro Predecessore Pio XII con la riforma della Veglia Pasquale e del Rito della Settimana Santa (Cf. S. CONGREGRAZIONE DEI RITI, Decr. Dominicae Resurrectionis, 9 febbraio 1951: AAS 43, 1951, pp. 128 ss.; Decr. Maxima redemptionis nostrae mysteria, 16 novembre 1955: AAS 47, 1955, pp. 838 ss.), che costituì il primo passο dell'adattamento del Messale Romano alla mentalità contemporanea." Tratto dalla Costituzione Apostolica Missale Romanum del Papa Paolo VI che promulgò il Messale rinnovato per ordine del Concilio Vaticano II, 3 aprile 1969.
Chi contesta il Messale Romano, a ragione o a torto, del 1969 :Bugnini 2.0, ingoia però Bugnini 1.0: 1962 senza colpo ferire, con il suo espianto più grave, con le sue soppressioni, semplificazioni, mutilazioni a casaccio.
Chi contesta gli Altari posticci apportati dalla Riforma del 1969: Bugnini 2.0, però dovrà sorbirsi il "tavolinetto" (che è molto più brutto) davanti all'altare, richiesto per la Domenica delle Palme dal Bugnini 1.0 (1953), dove, il sacerdote dà le spalle al Santissimo Sacramento per la prima volta.
Chi dice che "non si può parlare con Dio con la stessa lingua cui si parla al proprio cane": Bugnini 2.0, dovrà poi rispondere in italiano alla Rinnovazione delle promesse battesimali, sempre in italiano, proposte nel Sabato Santo dal  Bugnini 1.0 (1962).

Tutto quello che sarà il Messale del 1969 è  presente, seppur in germe, nel Messale del 1962.
Se vediamo, con stupore, che certo tradizionalismo 1962duista, che ha abbracciato il primo Messale e il primo Breviario di Bugnini, si domanda (o apertamente o sottovoce) se è valido e legittimo il secondo Messale di Bugnini.

Certo altro tradizionalismo invece se dà per certa la validità e la legittimità, pur con qualche legittima e pesante riserva, del secondo di Bugnini (e quindi della sua riforma in genere) continua però a mantenere viva e presente l'ultima riforma Liturgica conforme ed omogenea alla Legge Liturgica universale fedelmente tramandata, arricchita, ma mai violata del Concilio di Trento: le rubriche del 1952 della  Messale Romano editio VI iuxta typicam. Ultimo Messale (con le sue rubriche) ritenuto valido e legittimo tra l'altro dall'Oriente Ortodosso Cristiano.


Il non parlarne, non risolve il problema. Siccome che so che tra i nostri più assidui lettori ci sono dei liturgisti che ben comprendo il problema, chiedo loro di farsi coraggio di intervenire per creare un pensiero, per sollevare una problematica che deve essere almeno conosciuta. Il "tanto nella mia Chiesa faccio quello che mi pare, tanto nessuno mi vede", non è un criterio liturgicamente onesto.

29 commenti:

Anonimo ha detto...

Pio XII NON SI TOCCA, REVERENDO!

Anonimo ha detto...

"Toccare" Pio XII non significa criticarlo,significa solo giudicare alcuni suoi gesti liturgici che lui forse sottovalutava.

Domenicano ha detto...

Pio XII era un diplomatico. Nel '900 i papi che si intendevano di liturgia sono stati veramente pochi e infatti tutti noi vediamo a che punto è la situazione di oggi.

Antonello disse su CePC ha detto...

La riforma liturgica fatta sotto Pio XII pur se realizzata con una serietà metodologica infinitamente più grande rispetto a quella del 1969 (basti solo pensare che di quest'ultima non s'è mai visto uno straccio di verbale; e nonostante Bugnini richiamasse sempre tali verbali nelle riunioni del Consilium, nessun membro li vide mai, come testimonia il cardinale Ferdinando Antonelli; mentre delle riforme piane esistono verbali dettagliatissimi) resta però una riforma anch'essa, come quella del 1969, affrettata e pure pasticciata. S'è accennato alla questoine, per esempio, delle ottave, che benchè molte di origine antichissima, indubbiamente creavano un affollamento quasi inestricabile (ottave che si sovrapponevano ad ottave). Sotto questo aspetto io credo che l'eliminazione di qualche ottava fosse necessario (nonostante si deve tener presente che le ottave non tutte avevano lo stesso grado e pertanto era necessario uno studio volto a capire cosa significassero i vari gradi per le ottave). I pasticci maggiori furono fatti nella riforma della settimana santa. In quel caso mancò indubbiamente uno studio preliminare accuratissimo sull'origine e sul vero significato di ogni singolo rito, e pertanto un rito di cui non si comprendeva bene l'origine e la finalità o fu soppresso oppure mutato! Con risultati spesso incredibili come il Communicantes di Pasqua, che si dice pure a Pentecoste, e in cui si ricordano i neofiti appena battezzati in una veglia però che a Pentecoste.........non c'è più (al riguardo è interessante notare come oggi, col novus ordo, si tenda sempre più a fare una veglia notturna a Pentecoste!; nel rito antico c'era......e l'han tolta!!!). Una vosa è certa: le riforme di Bugnini degli anni quaranta e cinquanta dovranno esser riviste. In attesa di questo in molti luoghi per la settimana santa (dalle Palme fino a Pasqua) e per Pentecoste si usano, con l'autorizzazione dell'Ordinario cui se ne chiede licenza, i riti pre riforma. Antonello

don Camillo ha detto...

La riforma liturgica fatta sotto Pio XII pur se realizzata con una serietà metodologica infinitamente più grande rispetto a quella del 1969 resta però una riforma anch'essa, come quella del 1969, affrettata e pure pasticciata.

Solo ora a "riforma" completata possiamo comprendere quelle che furono le intenzioni dei novatori: SOVVERTIRE!

don Camillo ha detto...

S'è accennato alla questoine, per esempio, delle ottave, che benchè molte di origine antichissima, indubbiamente creavano un affollamento quasi inestricabile (ottave che si sovrapponevano ad ottave). Sotto questo aspetto io credo che l'eliminazione di qualche ottava fosse necessario (nonostante si deve tener presente che le ottave non tutte avevano lo stesso grado e pertanto era necessario uno studio volto a capire cosa significassero i vari gradi per le ottave).

Ma perchè era necessario toglierle? Che male ti hanno fatto?! Certo, nel periodo Natalizio: Ottave del Natale, di San Giovanni, dei santi Martiri, (...?) e a Pasqua se è alta: Corpus Christi, Sacro cuore (...?) si poteva arrivare a 5, 6 orazioni, e allora? La Messa si allungava di 3, 4 minuti, e dunque?

Nessuno ebbe il coraggio di toglierle perchè c'erano da sempre... e perchè davano DEVOZIONE, personalmente piacciono tantissimo così come sono sempre piaciute nel corso dei secoli a tanti e tanti sacerdoti.

don Camillo ha detto...

Una vosa è certa: le riforme di Bugnini degli anni quaranta e cinquanta dovranno esser riviste. In attesa di questo in molti luoghi per la settimana santa (dalle Palme fino a Pasqua) e per Pentecoste si usano, con l'autorizzazione dell'Ordinario cui se ne chiede licenza, i riti pre riforma.

Ordinario, cosa? già tanto che tollerano che ognitanto qualche "nostalgico" celebri la Messa del 1962, figuriamoci se potranno mai concedere di celebrare il Rito del 1952... per la Settimana Santa!

Si dovrebbe chiedere al Papa! Assicurando che la sola Orazione per i giudii venga sostituita.

don Gianluigi su CePC ha detto...

Bugnini concepì la liturgia come un vecchiume che andava rivisto con criteri razionali senza il minimo scrupolo di poter intaccare un patrimonio apostolico, anzi con la convinzione di riportare in luce la vera liturgia degli apostoli, ormai incrostata da secoli di becero ritualismo, formatosi da Costantino in avanti.
Questa radice avvelenata delle riforme dagli anni '50 in avanti ha dato prima solo qualche frutto (settimana santa), poi ha inquinato tutta la liturgia latina, ma lo spirito è lo stesso.
Basti constatare le incongruenze della settimana santa riformata, come la reposizione del giovedì santo, fatta con la massima solennità, mentre la stessa eucaristia viene riportata all'altare il venerdì senza nessun segno di riguardo, addirittura non si disturba nemmeno il celebrante, ma va il diacono senza incenso né ombrella, come se non fosse lo stesso Signore. O basti pensare alla croce svelata della processione la domenica delle palme (perché?) o alla comunione del venerdì santo, giorno aliturgico (ancora oggi gli ambrosiani non celebrano l'eucaristia i venerdì di quaresima e quindi non fanno la comunione). Piccoli esempi di una riforma senza uno studio serio, basata su tanti pregiudizi, come del resto le riforme successive.

Dovremmo o meglio, dovrebbero i liturgisti ricordare almeno in parte il pensiero degli orientali riguardo alla liturgia: essendo un dono del cielo va conservata come ci è stata consegnata. Forse loro sono eccessivi nel considerare tutto di origine soprannaturale, ma da parte nostra si eccede veramente troppo nell'altro senso.

don Camillo ha detto...

Sì don Gianluigi, hai perfettamente ragione, queste incongruenze gridano al cielo! io dico, rispondendo anche ad Antonello che ringrazio per i suoi spunti di riflessione, perchè ci viene negato di celebrare il rito Tridentino maturato fino all'ultima riforma omogenea di Pio XII: 1952 sesta edizione tipica dopo quella del 1920 di San Pio X, visto che celebriamo anche il Rito del 1969?

Domenicano su CePC ha detto...



In effetti tanto sarebbe da abolire delle "nuove" riforme (basti pensare a quella del calendario e a quella di certi paramenti, entrambe di Giovanni XXIII)purtroppo non potrà mai avvenire. Ormai la storia ha fatto il suo corso e un recupero all'indietro non è possibile, tanto più che si vocifera che l'attuale pontefice vorrebbe inserire nuovi prefazi e nuove festività (per i santi degli ultimi 50 anni, fra cui San Pio): ve lo immaginate il latino impiegato di che livello sarà?

don Camillo ha detto...

Non ne sarei così sicuro! e rispondendo anche a Mic, ti dico che per esempio i cosiddetti salmi di Bea sono stati bellamente sepolti con lui! Rimangono solo le tracce in quelle edizioni bellissime del Pustet, che sono vendute a pochi soldi e che nessuno utilizza per la recita quotidiana.

Io personalmente anche se trovo più "semplice" recitare il Breviario di Bea (il latino di Bea è molto lineare quasi ginnasiale) da subito mi sono orientato a recitare il Breviario (completo, non mutilato) con i Salmi di San Girolamo...

Anonimo ha detto...

Tutto quello che sarà il Messale del 1969 è presente, seppur in germe, nel Messale del 1962: ma questo lo sanno coloro che celebrano e seguono le messe secondo MPSP?

don Camillo ha detto...

Lo sanno, lo sanno... gli Istituti Ecclesia Dei, dico tutti, chi più chi meno, se da un lato condannano le "invenzioni" liturgiche del 1969, dall'altro "aggiustano" il Messale del 1962, redendolo di fatto un Messale del 1952.

Basta pensare al Confiteor dei fedeli prima di ricevere la Santa Comunione. Il Messale del 1962, lo tolsero a sfregio!

Stefano78 su CePC ha detto...

Non si possono mettere sullo stesso livello fatti, elementi e modifiche, facendo quella che alla fine appare come una semplificazione.

Sebbene opinabili, le "riforme" di quello che chiamate "Bugnini 1.0" non sono nemmeno paragonabili al "Bugnini 2.0". E non perchè fosse diverso Bugnini. Da un Bugnini "saggio" a un Bugnini "novatore". Certamente Bugnini è sempre stato un novatore, e le sue intenzioni, nella versione 1, sono identiche nella versione 2.

Ma la situazione, la Chiesa, la Gerarchia, nella versione 1, era DIVERSA dalla versione 2! O meglio: esisteva ancora, seppure nella sovversione SILENTE già presente ed estesa, una "guida sicura". E' venendo a mancare la Guida Sicura, ferma, che "Bugnini 2" ha potuto fare liberamente i suoi comodi. Questo dipende da più fattori e non mi metto a fare facile critica semplicemente a PAOLO VI.

Il Messale del 1962 è decisamente, SICURAMENTE, inserito nello sviluppo LEGITTIMO di una Tradizione initerrotta.

Che vi siano delle riforme opinabili alle rubriche, e che queste magari abbiano dato "inizio alle danze", non inficia minimamente nella chiarissima forma Tradizionale del Messale dl 1962.

Io credo che occorra comprendere che la riforma di Bugnini 2.0 NON SI CANCELLA E NON SI CANCELLERA' pensando di "stornarla", elminarla, di punto in bianco sulla base di critiche che sono sicuramente giuste.

Bugnini 2.0 si SUPERERA' se Dio vuole, riprendendo il corso della Tradizione della Chiesa, inziando proprio a "Riformare" Bugnini 2.0. Per procedere fino a "tornare" al MESSALE DI SEMPRE.

Il mezzo non può essere che questo! Non mi risulta che l'emendamento di errore, di questo genere poi, possa essere compiuto CANCELLANDOLO.

don Camillo ha detto...

NO!

Il Messale del 1953-62 rompe la Tradizione liturgica della Chiesa Cattolica nella parte più importante per la Cattolicità: la Settimana Santa. Questo è un fatto!

Che poi Mons. Lefevbre l'abbia utilizzato ma solo come COMPROMESSO, questo è altro discorso.

Antonello su CePC ha detto...

Il problema delle ottave non era tanto quello di una orazione in più o in meno; la questione è diversa, e va individuata nella natura e nella finalità del'ottava, smarrita la quale se ne sono aggiunte a iosa, sovrapponendosi una all'altra. Io comunque non ho detto di esser contrario, e infatti ho specificato che la soluzione poteva esser trovata nell'analisi dei vari gradi delle ottave e di cosa tali differenti gradazioni significavano in pratica. Le ottave erano di 5 gradi diversi:

ottava privilegiata di I ordine (solo Pasqua e Pentecoste);
ottava privilegiata di II ordine;
ottava privilegiata di III ordine;
ottava comune;
ottava semplice.

ad una diversa gradazione deve necessariamente corrispondere un diverso valore. Ecco: bisognava approfondire quel valore di ogni grado e vedere se non fosse più "razionale" della soppressione. Ma quando si fanno le cose in fretta, e senza una lunga e severa sperimentazione, è più facile cancellare. e pure poco impegnativo.
Antonello

don Camillo ha detto...

Sì, Antonello hai ragione, se non sbaglio fu proprio la riforma piana (Pio X) a mettere ordine sulle Ottave che rappresentano una delle forme aggregative cultuali più antiche.

Si sono vantati di immettere "elementi" giudaici [ma spuri], nel Bugnini 2.0, quando quegli elementi di genuina tradizione Templare-ebraica, sono stati bellamente tolti e sono:

1. Le Quattro tempora che hanno le corrispettive festività ebraiche.
2. Le Vigilie delle feste grandi
3. Per l'appunto le Ottave. Tutte le feste giudaiche avevano le ottave. I pellegrini facevano lunghi viaggi per arrivare a Gerusalemme, rimanevano per la festa, la quale festa durava 8 giorni. Es. Chanukkà, con il miracolo della Luce.

Togliere le Vigilie e le Ottave è stata una catastrofe culturale non solo liturgica, abbiamo perso un patrimonio millenario.

don Camillo ha detto...

Sempre più mi rendo conto che prima di operare una vera restaurazione, occorre disintossicarci dalla odiosa mentalità immanentista-efficentista-minimalista, che è la vera nemica della liturgia, la vera tiranna del modernismo.

Il Tempo di Dio è il tempo per Dio!

Non so a quali preghiere ti riferisci, e se sono mai esistite. Io non voglio dare soluzioni, ma porre delle domande?

Del Messale del '700 non so che dirti, nemmanco del Messale prima di Pio X.

Ho sotto mano la riforma di San Pio X, e mi domando perchè per esempio sono state tolte le Vigilie degli Apostoli, che hanno una loro propria liturgia antichissima?

Da sacerdote provo un bruttissimo disagio quando sento qui ma specialmente dai preti amici che la "liturgia Tradizionale è lunga e faticosa" (da qui se ho capito bene il "dovere" (?) di sfoltire e semplificare). Una Messa catantata dura un'ora e mezza, e mi ci vogliono almeno 4 per preparala bene, e allora?

Ma io mi domando e domando anche ai miei amici sacerdoti, se il prete non adopera il suo tempo per il culto, che deve fare?

Ma "i fedeli si annoiano", ma mica mi sono consacrato a intrattenere allegramente gli uomini.

Sarà che io vengo dalla mentalità lavorativa, sarà che io celebro prevalentemente da solo, ma quando io celebro il culto penso sempre che invisibilmente sto edificando qualcosa, sia che ci sia la gente (e magari si annoia) sia che non ci sia. E il buon manovale è giudicato dai particolari, dalla cura che mette nei dettagli, in quel "pezzetto in più" che non ti è formalmente richiesto, ma che il committente vede e loda... detto in poche parole dalle "devozione" che mette nel proprio lavoro.

La riforma Piana è devota, il Messale del 1952, pieno di amore per esempio nella Madonna che viene sempre ricordata nella 2da Orazione, o per la Chiesa o per il Papa: nella 3za Orazione. Nel '62 tutto è stato brutalmente tolto, perchè definito inutile! superfluo, da sfoltire... perchè la devozione è disprezzabile?

don Camillo ha detto...

Reverendo, anche il Breviario di due volumi di Giovanni XXIII non va bene?

La questione del Breviario, è ancora più complessa, la rimando allo studio tremendamente esauriente di don Ricossa (linkato nell'articolo) oppure http://lepaginedidoncamillo.blogspot.it/p/leresia-antiliturgica-dai-giansenisti.html

cito solo:
"Fare, insomma, un Breviario cortissimo e senza ripetizioni. Era il sogno dei liturgisti rinascimentali (Breviario di S. Croce, abolito da S. Pio V) e poi degli Illuministi. Commenta Dom Guéranger: vogliono un Breviario "senza queste Rubriche complicate che obbligano il Sacerdote a fare dell'Ufficio Divino uno studio serio; dal resto le rubriche stesse sono tradizioni, ed è giusto che scompaiono. (...) Senza ripetizioni (...) e molto corto: ecco il grande mezzo di successo! (...). Si vuole un Breviario corto. Lo si avrà; e si troveranno dei Giansenisti per redigerlo", (pag. 162, e anche 159). Questi tre principi saranno il vanto pubblico delle Riforme del 1955 e 1960: scompaiono le lunghe "Preces", le memorie, i suffragi, i "Pater, Ave, Credo", le Antifone alla Madonna, il Simbolo di S. Atanasio, 2/3 del Mattutino, e... chi più ne ha più ne metta!

Detto questo il Breviario di Giovanni XXIII oltre ad essere costituito dal salterio di Bea (ora ri-stampato con la Vulgata) ha un unico difetto: la preghiera detta del Mattutino è mutilata alla cavolona, cioè senza un criterio logico, per brevità. Si leggono sempre 9 salmi, ma se San pio X prevede 3 salmi 3 lezioni (cioè un Notturno) per tre volte, di cui la seconda serie (2do notturno) è dedicata alla vita del Santo

Giovanni XXIII non tolse i salmi (3+3+3) ma abbreviò le lezioni, le letture dopo i 9 recitati tutti insieme. 2 Letture bibliche e una lettura tratta dalla vita del santo, che è un riassunto fatto malissimo delle tre originarie.

Per chi vuole può comparare il Mattutino di oggi, fatto

secondo Pio X
http://divinumofficium.com/cgi-bin/horas/Pofficium.pl?date1=7-28-2012&command=prayMatutinum&version=Divino%20Afflatu&testmode=regular&lang2=English&votive=

secondo Giovanni XXIII
http://divinumofficium.com/cgi-bin/horas/Pofficium.pl?date1=07-28-2012&command=prayMatutinum&version=Rubrics%201960&testmode=regular&lang2=English&votive=

don Camillo ha detto...

Chi, e giustamente, sente il vuoto culturale e spirituale, può trovar i messali dell'epoca nelle biblioteche.

Sempre più mi rendo conto che prima di operare una vera restaurazione, occorre disintossicarci dalla odiosa mentalità immanentista-efficentista-minimalista, che è la vera nemica della liturgia, la vera tiranna del modernismo.

Il Tempo di Dio è il tempo per Dio!

Non so a quali preghiere ti riferisci, e se sono mai esistite. Io non voglio dare soluzioni, ma porre delle domande?

Del Messale del '700 non so che dirti, nemmanco del Messale prima di Pio X.

Ho sotto mano la riforma di San Pio X, e mi domando perchè per esempio sono state tolte le Vigilie degli Apostoli, che hanno una loro propria liturgia antichissima?

Da sacerdote provo un bruttissimo disagio quando sento qui ma specialmente dai preti amici che la "liturgia Tradizionale è lunga e faticosa" (da qui se ho capito bene il "dovere" (?) di sfoltire e semplificare). Una Messa catantata dura un'ora e mezza, e mi ci vogliono almeno 4 per preparala bene, e allora?

Ma io mi domando e domando anche ai miei amici sacerdoti, se il prete non adopera il suo tempo per il culto, che deve fare?

Ma "i fedeli si annoiano", ma mica mi sono consacrato a intrattenere allegramente gli uomini.

Sarà che io vengo dalla mentalità lavorativa, sarà che io celebro prevalentemente da solo, ma quando io celebro il culto penso sempre che invisibilmente sto edificando qualcosa, sia che ci sia la gente (e magari si annoia) sia che non ci sia. E il buon manovale è giudicato dai particolari, dalla cura che mette nei dettagli, in quel "pezzetto in più" che non ti è formalmente richiesto, ma che il committente vede e loda... detto in poche parole dalle "devozione" che mette nel proprio lavoro.

La riforma Piana è devota, il Messale del 1952, pieno di amore per esempio nella Madonna che viene sempre ricordata nella 2da Orazione, o per la Chiesa o per il Papa: nella 3za Orazione. Nel '62 tutto è stato brutalmente tolto, perchè definito inutile! superfluo, da sfoltire... perchè la devozione è disprezzabile?

Anonimo ha detto...

Io concordo con lo sconcerto su quello "sfoltire" ; mi sta procurando un vero orrore vedere lungo queste linee storiche tracciate ciò che è accaduto.
Devo dar ragione al sacerdote, non sono cose di poco conto, o modifiche accettabili per "adeguarsi ai tempi", alla gente moderna che ha fretta, o deve passare sempre ad "altro argomento" e non si deve annoiare...ma scherziamo con la cosa più sacra esista ! così avranno ragionato i novatores; sfoltiamo un po' qua un po' là ecc....
Grazie a Dio c'è qualcuno che ricorda che il tempo della Messa va speso per il culto a Dio e non per divagare noi mortali; che dobbiamo deporre i nostri pensieri e cure profane o no ? altrimenti risiamo daccapo, la messa è per l'uomo ?
Io mi chiedo come si possa minimizzare il disastro, di cui vediamo gli albori in quel Messale 1962, e con quale facilità voler "sfoltire" non si sa con quale criterio....mi pare come se si dovesse "aggiustare", con severe penne professorali, un compito di un ragazzetto di scuola che risulta "prolisso" ! tutto ciò è inaudito, sarò retrogrado, non so...
Grazie, don Camillo, la sua è una voce rara in difesa della Verità, dato che si perde facilmente di vista il rapporto strettissimo tra
Fede autentica, profonda e vissuta (non quella sentimnental-carismatica) e tipo di Messa celebrata.

don Camillo ha detto...

Io mi chiedo come si possa minimizzare il disastro, di cui vediamo gli albori in quel Messale 1962, e con quale facilità voler "sfoltire" non si sa con quale criterio....mi pare come se si dovesse "aggiustare", con severe penne professorali, un compito di un ragazzetto di scuola che risulta "prolisso" ! tutto ciò è inaudito, sarò retrogrado, non so...

Quoto! è la stessa immagine che mi è venuta in mente quando ho studiato per la prima volta questa questione.

Per concludere questo primo giorni di commenti ringraziando cuore tutti i lettori, aggiungo solo che io oso ancora sperare.

So che sarà quasi impossibile e se ci sarà la RESTAURAZIONE liturgica (ed il Messale del 1952 mi pare pienamente all'altezza del compito richiesto) non sarà per tutti, non tutti l'abbracceranno!

Si parla molto di "minoranza eletta", mi piacer sperare di vedere almeno un gruppo di fedeli e sacerdoti che tengono viva non solo la pastorale e la dottrina tradizionale ma anche la Liturgia di Trento.

don Camillo ha detto...

Insomma Pio XII promosse la settimana Santa ma non la intronizzó; un po' come fece per Montini.

Se vuole intendere che Pacelli era un tradizionalista-liturgico e per qualche ragione cedette alle novità con riluttanza ebbene, i fatti parlano: Pacelli FU UN NOVATORE spaventoso, piaccia o non piacca! I primi esperimenti di liturgia in volgare (Messa e Sacramenti)
furono fatti TUTTI da lui....

don Camillo ha detto...

..Ma se da un lato voleva introdurre novità dall'altro canto riuscì a completare la riforma liturgia iniziata dal suo predecessore. L'ultima edizione conforme alle Riforme di Pio X è stata editata come VI post typicam Vaticana nell'elemento cartaceo oggettivo stampato nel 1952 ha la Settimana Santa tradizionale e tutte quelle piccole addizioni ed integrazioni che furono proposte da Benedetto XV e Pio XI. Tutta questa riforma si godette per poco.

Il 16 novembre 1953 c'è il decreto sulle Nuove Rubriche (simili se non identiche al Messale del 1962), il 16 novembre del 1955 c'è il decreto sulla Settimana Santa riformata, obbligatorie entrambi dal 1 gennaio 1956.

La VI post typicam, sembra un spartiacque, prima abbiamo una Riforma che teneva conto del passato, dopo pochi mesi una Riforma che voleva solo rinnovare, ma il Papa era esattamente lo stesso. Pio XII emana i Decreti cogenti, ma non autorizza la modifica formale sul Messale. Un Messale del 1956 era diverso (Rubriche e Settimana Santa) ma era sempre titolato come VI post typicam Vaticana.

Con ogni probabilità, le riforme erano troppo grandi per fare una semplice post typicam, ma troppo piccole per una nuova tipica, forse perchè si voleva riscrivere le Rubriche Generali e non solo modificarle o sopprimerne qualcuna. Pertanto la nuova tipica è uscita alla fine del lavoro di rifacimento delle Rubriche Generali, e siccome negli anni '50 Bugnini stava ancora lavorando a quel rifacimento, forse non parve necessario fare alcuna edizione intermedia. Certamente era una cosa del tutto strana.

Quindi nel 1962 Papa Giovanni XXIII si fa coraggio ed edita l'edizione non più come post typicam del 1920, ma VII nuova tipica.

Detto in modo più semplice

dal 1920 al 1955 Abbiamo tra le mani il Messale di Pio X con tutte le riforme da lui pensate e maturate ed assestate.

Dal 1955-1962 Abbiamo tra le mani sempre formalmente la VI post typicam (in base a quel che è scritto sul Messale stesso) ma il contenuto è cambiato senza che il Papa ne avesse autorizzato sullo Messale cartaceo il cambiamento.

Dal 1962 al 1964 (due soli anni) viene recepito il GRANDE cambiamento (la nuova Settimana Santa del 1956 in primis, un nuovo calendario e mutilazioni varie) che di fatto non fu mai utilizzato perchè il clero non recepì mai il cambiamento e con l'arrivo della Messa in italiano dello stesso Papa Giovanni mutilata nel 1965 e con la messa di Paolo VI, si cambiò il corso liturgico della storia.

Il tradizionalismo infatti contestò Lefevbre perchè invece di utilizzare il Messale tradizionale, quello che tutti avevano e conoscevano (fino al 1955 per intenderci), scelse una cosa "nuova" che si discostava dal Messale Tradizionale comunemente inteso. Cioè il clero che ebbe il permesso di "continuare" a celebrare la Messa dovette comunque imparare a celebrare una Settimana Santa che difficilmente avevano nè visto nè celebrato fino a quel tempo, perchè sì, c'era la cogenza di Pio XII nel 1956, ma non tutti specie i preti anziani (nelle parrocchie i parroci rimanevano a vita) attuarono con facilità il nuovo quadro liturgico.

Lo stesso Papa Giovanni XXIII, così come è ben riportato da don Carusi, a quasi 8 anni "dall'obbligarorietà" a San Pietro non utilizzò la Settimana Santa del Messale che pubblicò, ma fece la Settimana Santa che si faceva nel 1952.

Non solo un Papa che in questioni liturgiche disobbedisce al Papa suo predecessore, ma di un Papa che disobbedisce a se stesso.

Quindi se un sacerdote utilizza le "rubriche" del 1952-55, fa bene o fa male?
Al momento non ho la risposta.

don Camillo ha detto...

com'è che il Sinodo di Pistoia venne condannato e ora ci troviamo riforme praticamente copiate da quel sinodo?

Il giansenismo fu condannato ma non è stato mai debellato. Un miscuglio strano tra immanentismo e illuminismo... una vera piaga nella Chiesa.

Sorrido quando leggo di lettori che ritengono la "chiesa" pre-conciliare come assolutamente salda nella fede, ortodossa senza problemi, attribuendo al Concilio tutti i guai. La crisi giansenista fu tremenda! In quel tempo nostro Signore personalmente venne in aiuto alla Chiesa con la proposta di devozione al suo Sacratissimo Cuore, che rivediamo in un certo senso rinnovata alla Tre Fontane 1947 (poco prima del Concilio) quando la Santa Vergine ricorda a Cornacchiola che per la devozione dei primi 9 venerdì del mese che lui fece al Sacro Cuore, il Signore gli ha concesso la grazia della conversione e del rientro da cattolico non più da protestante, nella Santa Chiesa di Cristo: quella cattolica.

Circa poi la questione liturgica, sì, in particolare il "Piccolo Breviario" solo in ITALIANO di Montini che a Pacelli piaceva tantissimo, è assolutamente o volente o nolente un prodotto che i giansenisti avrebbero assolutamente apprezzato, solo l'arrivo di Papa Giovanni XXIII con la Veterum Sapientia, rimandò, per pochissimo il progetto di Montini.

don Camillo ha detto...

A mio parere, tutti i tradizionalisti cadono in contraddizione:
1) quelli in comunione, visto che accettano il messale di Bugnini 1;
2) la SPX, che di fatto fa la stessa cosa;
3) i sedeprivazionisti, che più coerentemente dicono la Messa di S. Pio X, ma non rispondono all'obiezione di Pio XII di cui sopra. Ho enorme rispetto per quest'ultimo, ma, come detto da Don Camillo, che addirittura lo bolla di "antitradizionalismo" in liturgia, egli errò.


La liturgia è una scienza vera e propria, lungamente studiate ed approfondita.

E' Dio che dona la liturgia all'uomo, perchè Dio fosse amato e servito nel modo che a lui piace. Un po' come quando viene un ospite a cena, e pur sapendo che desidera mangiare solo determinate cose, il padrone di casa ne cucina di altre, perchè "tanto sono buone lo stesso".
Questa è la mentalità Ortodossa infatti gli Ortodossi riconoscono solo il Messale del 1952

In Vaticano è ben presente questo problema non tanto le pressioni interne quanto quelle esterne. Ricordiamoci che il MP è uscito il 7 luglio come omaggio ad Alessio II, che molto volle il ripristino del Messale Tradizionale.

Non mi stupirei che si possa un giorno ottenere un indulto, per il ripristino del 1952.

Per le cose interne, ebbene la verità è che tutti aggiustano la settimana Santa. Il problema è ben conosciuto.

egli errò

forse in buona fede. Certo le sue riforme sono veramente mal digerite ancora oggi... questo è segno che qualcosa non va.

Anonimo ha detto...

Un capolavoro! Complimenti Reverendo!

Domenicano ha detto...

Ho letto le differenze della Settimana Santa fra '52 e '54: avevo le lacrime agli occhi dalla tristezza! Quanto abbiamo perso!

don Camillo ha detto...

I novatori Bugnini-Montini hanno fatto perno sull'indiscussa santità e autorevolezza di Pacelli per fargli fare le meglio liturgie sovversive. Ho una grande pena per coloro che difendono Pio XII senza se e senza ma!
Tra un po' pubblicherò un altro esperimento di Pacelli e Montini riguardate però il Breviario.
Una riforma pacelliana abortita, ma che fa comprendere cosa avevano in mente! Il disprezzo per tutto ciò che è tradizionale!