sabato 7 settembre 2013

A Maalula centinaia di rifugiati nei conventi

Preghiamo per questi nostri fratelli! E preghiamo che non venga distrutta e dispersa questa antichissima comunità cristiana.

Altare di epoca Apostolica in un tempio del 3-4 secolo dedicato a San Sergio a Maalula. E' composta da un piano in marmo concavo come tutti gli altari sacrificali del tempo, ma questo a differenza degli altari Sacrificali pagani o giudaici non ha il buco per far scorrere il sangue. E' infatti indiscutibilmente ritenuto dagli archeologi-cristiani mondiali un Altare Cristiano da suo nascere dove si celebrava cioè il Sacrifico di Nostro Signore ma in modo incruento, senza cioè spargimento di sangue.

 Giordano Stabile

Roma

È l’ultimo villaggio dove Gesù potrebbe tornare a predicare nella lingua che usava duemila anni fa ed essere capito. Si trova nel cuore della Siria cristiana, sessanta chilometri a nord di Damasco e a una decina dal confine libanese. A millecinquecento metri di altezza, arroccato su un fianco di una montagna, Maalula era stato finora risparmiato dalla guerra civile che sta facendo a pezzi il Paese. Da mercoledì è sotto assedio.

Una brigata di insorti del fronte jihadista di Al Nusra (amici di Al Qaeda) ha occupato l’hotel che dal cucuzzolo della montagna domina il villaggio. Dall’alto piovono proiettili di mortaio. La pattuglia di soldati regolari che sorvegliava il check-point della strada che sale fino al centro è stata spazzata via. Un kamikaze si è fatto saltare in aria con la sua auto, otto militari sono rimasti uccisi sul colpo. Due vecchi tank e un blindato sono stati poi distrutti dagli altri miliziani.

Ora i tremila abitanti, in maggioranza cristiani ortodossi, possono solo difendersi da soli. Vecchi e bambini si sono rifugiati nei due piccoli, antichissimi monasteri di Mar Sarkis (San Sergio) e Mar Taqla (Santa Tecla). Con un satellitare una suora di Mar Taqla è riuscita a raggiungere il direttore dell’Osservatorio siriano dei diritti umani, vicino all’opposizione, laica, al regime di Bashar al Assad. «Abbiamo portato i bambini, 27 orfani abbandonati, nelle cantine - ha raccontato - così sono protetti e non si spaventano quando arrivano i colpi di mortaio». La suora non ha rivelato il suo nome, per timore di rappresaglie.

Non è chiaro chi si opponga ancora agli jihadisti, che giovedì hanno lasciato l’hotel per poi farvi ritorno, con rinforzi e munizioni, ieri. Nelle montagne attorno al centro ci sono ancora soldati regolari e avrebbero respinto gli estremisti islamici che circondavano una chiesa e una moschea. Ma in molti villaggi a maggioranza cristiana sono nate milizie di autodifesa. Probabilmente anche a Maalula, dove si parla ancora una forma di aramaico, lingua biblica che per la maggior parte degli storici era usata da Gesù.

I due conventi, patrimonio dell’Unesco, costruiti nel IV secolo quando la regione faceva ancora parte dell’Impero romano, hanno aderito al digiuno mondiale per la pace lanciato dal Papa. I santuari sono dedicati a un soldato romano ucciso perché si era convertito, e a una discepola di San Paolo salvata, secondo la leggenda, dalla montagna stessa di Maalula, che si aprì per offrirle un nascondiglio. Gli assediati ora sperano in un altro miracolo.

Fonte: Vatican Insider

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