venerdì 20 settembre 2013

ABORTO, Parla con chiarezza il Papa Francesco: "mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti, non sempre si tutela la vita come valore primario e diritto primordiale di ogni uomo".

Parole chiare inequivocabili, commoventi! Ha parlato chiaro alla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici. La personalità culturale e religiosa di Papa Francesco è complessa, non si può incasellare semplicisticamente in una o massimo due categorie. Fino a ieri ricordavano i giornali di alcune espressioni di Papa Francesco che la Chiesa non può "solo" parlare di aborto o di "diritti" ai gay, ed oggi invece parla e ne parla in modo netto e per nulla ambiguo "mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti, non sempre si tutela la vita come valore primario e diritto primordiale di ogni uomo".
L'aborto è una tragedia, uno sterminio di innocenti, ma per la nostra cultura degenerata e liberista è una "conquista". Meriteremmo le sette piaghe di Egitto e anche di più per questo ignobile delitto. Fa piacere che il Papa ricordi al mondo con la sua altissima autorità questa drammatica azione ai medici e al mondo. Grazie a Louis Martin, per la segnalazione.







"Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare!". Sono parole di papa Francesco che oggi ha ricevuto in Vaticano i ginecologi cattolici che partecipano all'incontro promosso dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici.

"Voi riconoscete la maternità come missione fondamentale della donna - ha ricordato il Papa ai ginecologi -, sia nei paesi poveri dove il parto è ancora rischioso per la vita, sia in quelli più benestanti dove spesso la maternità non è adeguatamente considerata e promossa".

"Nell'essere umano fragile - ha scandito Bergoglio - ciascuno di noi è invitato a riconoscere il volto del Signore, che nella sua carne umana ha sperimentato l'indifferenza e la solitudine a cui spesso condanniamo i più poveri, sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nelle società benestanti".

Nella società di oggi, ha denunciato Francesco, "pur essendo per loro natura al servizio della vita, le professioni sanitarie sono indotte a volte a non rispettare la vita stessa". Dunque, "assistiamo oggi a una situazione paradossale: mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti, non sempre si tutela la vita come valore primario e diritto primordiale di ogni uomo". E questo riguarda in particolare le professioni sanitarie. "Il fine ultimo dell'agire medico - ha ribadito Francesco - rimane sempre la difesa e la promozione della vita".

"Da una parte constatiamo, e ringraziamo Dio per questo, i progressi della medicina, grazie al lavoro di scienziati che, con passione e senza risparmio, si dedicano alla ricerca di nuove cure. Dall'altra, però, riscontriamo anche il pericolo che il medico smarrisca la propria identità di servitore della vita".

Infatti, ha lamentato papa Bergoglio, "il disorientamento culturale ha intaccato anche quello che sembrava un ambito inattaccabile: il vostro, la medicina". In proposito ha citato l'enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI, per la quale "l'apertura alla vita è al centro del vero sviluppo. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l'accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono. L'accoglienza della vita tempra le energie morali e rende capaci di aiuto reciproco".

[Fonte]

3 commenti:

Louis Martin ha detto...

A' charge de revanche don Camillo!

Mi è venuto in mente un bellissimo editoriale di poco tempo fa dell'attuale Abate di Le Barroux che, non so come mai, non ha avuto pubblicità nel mondo tradizionalista e cattolico in generale. Conosco bene alcune difficoltà che incontra quel monastero, proprio in campo liturgico, ma ciò non toglie che quelle parole siano un capolavoro contro l' "ordine immorale".
Gliele segnalo, non tanto per pubblicarle quanto per condividerle, se non le avesse già letto.

http://romualdica.blogspot.it/2013/07/benedetti-o-maledetti.html

don Camillo ha detto...

Sì già le conoscevo, veramente molto belle queste "beatitudini" ri-proposte!

kerygmatico ha detto...

wow! grazie louis!