martedì 17 settembre 2013

Due battute del papa contro Müller e Bertone. di Sandro Magister


Buongiorno, questa mattina ho letto grazie ai bloggers Latinista e Domenicano che Magister ha pubblicato due succulente battute di Papa Francesco riguardanti due eminentissimi personaggi di Curia. Un Ex Segretario di Stato Bertone e un (Ex?) Prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede. La riunione era a porte chiuse, ma i giornalisti arrivano ovunque. Sì è tutto vero! Si potrebbe dire molto di questo incontro, ma la cosa che conta è che ad un parroco un po' troppo entusiasta delle "aperture" di Müller, ha risposto un Papa molto seccato! Ma leggiamo la sintesi dell'ottimo Magister. Poi nei commenti cercherò, di rispondere alle vostre curiosità.



È durato più di due ore l’incontro tra papa Francesco e i preti della sua diocesi di Roma, nella basilica di San Giovanni in Laterano, la mattina di lunedì 16 settembre.
L’incontro era a porte chiuse. E un resoconto parziale di ciò che il papa ha detto è stato fornito qualche ora dopo da “L’Osservatore Romano” e dalla Radio Vaticana.
Ma in nessuno dei due resoconti sono comparse due battute dette dal papa su due alti ecclesiastici.
La prima è stata seria e tagliente. La seconda ironica.
Nel formulare una delle cinque domande rivolte al papa e nel parlare della centralità dei poveri nella pastorale, un sacerdote ha fatto riferimento, in positivo, alla teologia della liberazione e alle posizioni comprensive, nei confronti di questa teologia, dell’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller.
Ma all’udire il nome del prefetto della congregazione per la dottrina della fede papa Francesco non ha fatto finire la domanda e ha detto: “Questo lo pensa Müller, questo è ciò che pensa lui”.
La seconda battuta è stata una frecciata contro il cardinale segretario di Stato uscente, Tarcisio Bertone.
Papa Francesco ha sorriso, quando un sacerdote ha ironizzato su quelli che si mettono in testa che la Chiesa sia “una, santa, cattolica e salesiana”. E ha rincarato: “Una, santa, cattolica e salesiana, come dice il cardinale Bertone”.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Che aria tirava in Laterano, don?

don Camillo ha detto...

Mai visto tanto clero di Roma.

Comunque si vedeva che era un incontro difficile per Francesco.

Domenicano ha detto...

in che senso difficile?

don Camillo ha detto...

Difficile perché in questi mesi ha molto bacchettato la categoria sacerdotale, a torto o a ragione e se il Generale maltratta gli ufficiali indiscriminatamente la guerra, qualsiasi sia, è persa in partenza.

Domenicano ha detto...

Diciamo che è stato facile bacchettare i sacerdoti ma nessuno s'è chiesto cosa volesse dire esser sacerdote sotto il non-governo di Benedetto XVI, sotto cui si facevano un passo avanti, due indietro e pure uno di lato. E -a dire il vero- pure ora la bussola pare un po' confusa.

Ἰουστινιανός ha detto...

Forse sono io a non essere proprio bene informato, ma, a questo punto... quale azione di governo sta portando avanti Papa Francesco fin da che venne eletto?

Kyrie eleison

PS: cosa pensa del prossimo viaggio papale ad Assisi?

don Camillo ha detto...

Caro Domenicano, hai ragione! Non esiste più l'idea di imporre un piano pastorale concreto in una diocesi forse anche perchè sono 50 anni che a livello universale si naviga a vista.
Mi veniva in mente uno dei passi della Emmerich.


«Fra le cose più strane che vidi, vi erano delle lunghe processioni di vescovi. Mi vennero fatti conoscere i loro pensieri e le loro parole attraverso immagini che uscivano dalle loro bocche. Le loro colpe verso la religione venivano mostrate attraverso delle deformità esterne. Alcuni avevano solo un corpo, con una nube scura al posto della testa. Altri avevano solo una testa, i loro corpi e i cuori erano come densi vapori. Alcuni erano zoppi; altri erano paralitici; altri ancora dormivano oppure barcollavano” (1° giugno 1820). “Quelli che vidi credo che fossero quasi tutti i vescovi del mondo, ma solo un piccolo numero era perfettamente retto”. “Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Cosi doveva essere la nuova Chiesa... Ma Dio aveva altri progetti».

All'incontro con il clero molti, ma non tutti grazie a Dio, li vedevo rappresentati nella Visione della Beata.

don Camillo ha detto...

PS: cosa pensa del prossimo viaggio papale ad Assisi?

Non penso proprio, tremo! Ogni volta che il Papa, qualsiasi sia, va ad Assisi, (cominciando da Giovannone) diventa sempre un evento da dimenticare.

Chi lo sa?! Qualcuno dice che "toglierà la sacra porpora!" boooo

don Camillo ha detto...

@Ἰουστινιανός

Credimi ancora non lo so. A livello locale (cittadino, diocesano per intenderci) l'incontro di ieri serviva per programmare tutto l'anno pastorale, questo inatteso incontro ha fatto saltare tutti i piani per una "comune" azione pastorale. Non che gli anni passati le cose andassero meglio... l'anarchia in Diocesi regna da decenni sempre sovrana.

Anonimo ha detto...

Può essere più preciso sulla battuta a Muller?

don Camillo ha detto...

Purtroppo l'audio era pessimo in Basilica e sia il Papa che il sacerdote parlavano piano.

Il sacerdote, dichiarandosi "parroco di periferia" aveva subito fatto intendere che lui avesse un contatto privilegiato con tutto il mondo del disagio. Ha incominciato ad introdurre la domanda, che sembrava per la verità più una testimonianza che una domanda vera e propria.

Non so se questo sacerdote simpatizzasse per la Teologia della Liberazione, tuttavia dal suo modo non sembrava certamente non respingerla totalmente.

Mi pare che abbia fatto riferimento alla "presunta enciclica" del Papa sui poveri, dove anticipazioni giornalistiche avevano assicurato che Francesco (a seguito del suo presunto avvicinamento) avrebbe dato un chiaro ammiccamento se non alla teologia di Gutiérrez ai compromessi di Muller, suo Prefetto della Congregazione della Fede. E questo riferimento ha portato un sorprendente e brusco intervento di Francesco, che ha interrotto DUE volte il prete nel dire che questa Enciclica NON è ASSOLUTAMENTE nella mente del Papa, ma in quella di Muller.

Latinista ha detto...

Momento: "quello che pensa Müller" (e non il Papa) sono le posizioni comprensive nei confronti della teologia della liberazione, come pare dall'articolo di Magister, o è solo che ci sarà un'enciclica sui poveri, come si intende dal Suo racconto di testimone?

don Camillo ha detto...

Per essere sicuri si dovrebbe risentire la registrazione di Radio Vaticana, che ovviamente non riporta l'episodio, ne tanto meno è riportato sull'Osservatore Romano.

Quello che posso dire e che il Papa ha preso il microfono per interrompere il sacerdote a brutto muso due volte. Se fosse stata solo una precisazione l'avrebbe potuta fare alla fine della domanda. A me sembra che ha accennato a qualcosa riguardate la Teologia della Liberazione prima di parlare dell'Enciclica, anche perché non saprei come ha fatto ad uscire il rimprovero a Muller.

Ad ogni modo, il suo tono, quello che conta, non era solo il tono di uno uomo che voleva prendere le distanze da un suo stretto collaboratore, ma di uomo che lo voleva far CAPIRE A TUTTI (perchè il curialese lo conosco bene). E' la prima volta che io ricordi che un Papa parla in questo modo di un suo collaboratore.