venerdì 11 ottobre 2013

"Il gregge prima della dottrina? Si rischia di perdere entrambi", di Rino Cammilleri.

Aspettando qualcosa di veramente "grande", con questo articolo assolutamente condivisibile e nei modi e nei termini, garbati e precisi, chiudo sul tema Bergoglio, ritornando sul tema della Liturgia che mi sta più a cuore. E' inutile e scontato che questo articolo sia stato assolutamente ignorato dai tradizionalisti dal volto "umano", dai nostalgici di Benedetto XVI e dai cattolicisti. Sono curioso: vediamo se qualcuno mi dice perchè?!


Papa Francesco punta tutto sulla carità cristiana perché la Chiesa è in difficoltà. Ma curare le umane sofferenze senza tenere ferma l'ortodossia è strategia pericolosa.

La famosa intervista di papa Francesco a Civiltà cattolica dovrebbe avere chiarito a questo punto il programma del pontificato Bergoglio e gli spunti di perplessità che certe affermazioni «a braccio» alla stampa o certi gesti avrebbero generato in alcuni.  È sembrato che, per esempio, il primo viaggio proprio a Lampedusa tra i clandestini sia stato frutto di un impulso dopo aver visto in tivù le immagini dell'ennesimo naufragio. Gli auguri ai musulmani per il ramadan, le telefonate improvvisate a comuni fedeli, gli scambi di zucchetto in piazza, le esortazioni ai disoccupati a «lottare» per il lavoro, il rifiuto di scarpe rosse, ornamenti d'oro, residenze vaticane, l'uso di auto di serie seduto accanto al guidatore; tutto questo, insomma, avrebbe fatto pensare a certuni che l'ex arcivescovo di Buenos Aires continui a comportarsi come ha sempre fatto e a considerare l'intera cattolicità come se fosse una delle periferie degradate della capitale argentina. L'atteggiamento da simpaticone (squilla il cellulare: ciao, sono papa Francesco) o l'interlocuzione privilegiata con Eugenio Scalfari (promuovendolo «papa» dei laicisti), autorizzerebbero a ritenerlo.  Ma l'intervista a Civiltà cattolica ha spazzato ogni dubbio: il papa sa quello che fa, e quello che fa è parte di una precisa strategia. Eccola, in sintesi. L'uomo contemporaneo è ormai completamente plagiato da una cultura relativistica che ha azzerato ogni valore sia divino che umano. Parlargli di principi non negoziabili è pura perdita di tempo: non li capisce più. L'attacco di secoli al principio di autorità ha stravinto e la gente non sopporta più i maestri. Ma la civiltà odierna è anche un tritacarne che aumenta esponenzialmente il numero degli scarti. L'uomo moderno, ferito e maciullato dal lato oscuro della modernità (che, promettendo felicità a tutti, ha realizzato un grado di malessere mai visto), allorché giace a terra sanguinante bada solo alla mano che lo risolleva e cura, poco importandogli se è di un Samaritano (cioè, esponente di una categoria che gli è stato insegnato a odiare). Ecco, dunque, il programma: aprire le braccia ai sofferenti e ai drop-out, senza polemizzare, senza controbattere, senza rinfacciare gli errori. Dopo che la corazza mentale sarà stata dissolta dalla condizione di bisogno, il disgraziato vedrà nella Chiesa una madre misericordiosa e non, come gli è stato inculcato, un centro ideologico di potere. Il problema urgente è la crisi di fede, di cui la crisi morale è solo conseguenza. Da qui, dice papa Francesco, bisogna ripartire. Da zero. Alla luce di ciò il modus operandi di Bergoglio appare più chiaro.  Quella che sta proponendo è una sorta di gigantesca «scelta religiosa» da parte dell'intera Chiesa: curare in primis le umane sofferenze, poi, solo poi, insegnare il catechismo e tutto il resto. Da qui anche la reticenza a parlare di temi «scomodi» come nozze gay, aborto, eutanasia. Dice: quale sia la posizione della Chiesa su questi argomenti lo sanno tutti ed è inutile che il papa la ripeta continuamente. Epperò -vien da pensare- anche il primato dell'ortoprassi sull'ortodossia (per usare un linguaggio da addetti ai lavori clericali) è un dèjà vu.  Dal primato al distacco, poi, il passo è breve, e una prassi slegata dall'ortodossia l'abbiamo già vista nella famosa «teologia della liberazione». Se non inietti costantemente nella prassi la tua dottrina, un'altra ne prenderà il posto, magari una che le somiglia: ieri il marxismo, oggi il buonismo relativista. È un rischio, speriamo calcolato. Trasformare l'intera Chiesa in una Caritas sarà sufficiente alla nuova evangelizzazione? Dare alla gente quell'immagine della Chiesa che la gente vuole (assistenza gratuita, silenzio sul peccato e l'errore) è davvero l'idea vincente? A queste domande solo il futuro potrà rispondere.  Ma almeno un esempio nel passato c'è, Madre Teresa, che in India faceva esattamente quel che papa Bergoglio indica a tutti i cattolici oggi: la carità silenziosa. Assisteva lebbrosi e moribondi senza aprir bocca sulla dottrina di Cristo: gli indiani, che già la accusavano di proselitismo, avrebbero cacciato lei e le sue suore. Ma cosa rimane in India di tanto duro lavoro sugli «ultimi»? La cristianizzazione del subcontinente galoppa? I cristiani locali non vengono più perseguitati?  In attesa, comunque, che la strategia «samaritana» di papa Bergoglio dia risultati, ci si chiede quanto rimanga utile un Cortile dei Gentili, dispendiosa passerella per Scalfari & Odifreddi vari. Così il famoso «dialogo», e pure l'ecumenismo, la teologia e l'apologetica, vecchi arnesi che, come lo stesso catechismo, nulla dicono all'uomo contemporaneo; anzi, ci sta che lo infastidiscano e respingano. «Scelta religiosa», dunque. Del resto, l'ha già fatta il «popolo di Dio» di sua iniziativa, disertando le parrocchie e riversandosi nei santuari mariani: basta andare a Medjugorje per rendersene conto. Qui, pure la Madonna va al sodo: non parla di catechismo e di dottrina, ma dice solo «convertitevi, pregate, digiunate». Forse perché è vicina l'ora di chiudere il sipario? Chissà...

16 commenti:

viandante ha detto...

Così come raccontata sembrerebbe una bella storia. Ma qualcosa non mi quadra.
Se tutto questo indaffararsi a cambiare il modo di agire della Chiesa avrebbe veramente lo scopo di avvicinare anche gli inarrivabili, che motivo ci sarebbe di mettere alla gogna chi ama la Tradizione? Se ti muovi per andare a riprendere le 90 pecorelle smarrite, che motivo c'é di agitarsi in modo tale che sembra tu voglia far scappare anche le ultime 10 rimaste?
Che un male possa o debba essere necessario al bene? Strana morale questa.
E poi che non mi convince é anche la motivazione di fondo: si cercano di recuperare i fedeli non in modo nuovo, ma con cose nuove. Questa é quella che don Calmel chiamava Chiesa-miraggio.
Anche la pastorale dovrebbe tornare con umiltà e pazienza ai sani principi dottrinali di sempre sapendo che senza la grazia divina, non converti nessuno. Anche nel 2013.

Latinista ha detto...

"a Medjugorje [...] la Madonna va al sodo: non parla di catechismo e di dottrina, ma dice solo «convertitevi, pregate, digiunate». Forse perché è vicina l'ora di chiudere il sipario?"

O forse perché a quelle "madonne" la dottrina non è molto chiara, e preferiscono dire un paio di banalità sempre uguali, ché così non si sbaglia mai? Magari da quelle parti scendesse una buona volta il sipario... È che la gente continua a pagare il biglietto.

Anche qui, su quelle pretese apparizioni:

http://www.marcocorvaglia.com/

don Camillo ha detto...

che motivo ci sarebbe di mettere alla gogna chi ama la Tradizione?

Di quale Tradizione parliamo, di questa?!

Io sono un prete che vive e lavora in mezzo alla strada, gli anni di Ratzinger per i preti tradizionalisti, non di nicchia, sono stati un vero incubo! Ora che "il Concilio" non è più in discussione, paradossalmente sono stati i mesi dove ho avuto più libertà di movimento e di azione, Catechismo di Trento con riduzione di San Pio X per tutti, Messa Tridentine comprese, che gli OTTO anni di Ratzinger, infarciti di pizzi, merletti, scandali pedofili perchè mal gestiti da LUI, senza contare compromessi e rotture formalizzate della Tradizione (giudii, ect)!

Ma oggi sembra che per essere veri tradizionalisti bisogna dire almeno che il Papa è un po' str***, se no ti guardano male, mi è capitato giusto ieri! Viandante e questa la Tradizione che si vuole?

Latinista ha detto...

Oltre a quelli di madre Teresa in India (ma è poi vero che non apriva bocca sulla dottrina cristiana?), mi chiedo quali siano stati i frutti di mons. Bergoglio, in termini di evangelizzazione, nella terra dei lupi famelici. Quanta gente prima ostile ha iniziato a vedere nella Chiesa una madre misericordiosa - e possibilmente non solo una mensa per poveri? Lei che c'è stato, don Camillo, che ne dice?

don Camillo ha detto...

Quando un fenomeno non è visto da vicino, si commettono sempre pasticci. La Madonna a Medugorie non parla SOLO di conversione di pregare e di digiunare, ma, mi spiace per Camilleri, è VERA catechista, si parla di inferno, purgatorio, paradiso, anime dannate, Divina Retribuzione, di vera ascesi, di vita dopo la morte, ect. ect. ect. ma magari i preti e le suore ricordassero queste cose tutti i giorni, magari!

Certo ci sono punti oscuri: per esempio non parla MAI apertamente del Papa ma "dei Pastori" dei preti, perchè?! non ha detto una parola nè del vecchio, nè del nuovo! Perchè?!

Dopo questo messaggio , tutto mi è stato più chiaro!

Nei 10 castighi che prossimamente ci riguarderanno uno si staglierà contro la Chiesa!

Io ho ritrovato la mia pace, so in che mani ho riposto la mia fiducia!
E voi cosa mi proponete?!

don Camillo ha detto...

Se mi venisse richiesto di ritornare in Sud America ci ritornerei di corsa! E' più facile fare il prete in quei posti, quanta devozione per il sacerdozio! Peccato che negli anni '70-'80 c'hanno mandato in quelle terre i preti più svitati, quelli scartati, i falliti sessantottini che non avendo più terreno nelle loro diocesi, hanno devastato missioni e regioni con le loro scemenze... tutte italiane. Sai quando un Vescovo aveva questi matti tra le mani, dove li mandava secondo te? Ora le cose sono cambiate perchè: i matti ci sono sempre, ma sono di meno, per cui i Vescovi se li tengono a casa per forza casa .

Infatti in questi ultimi 20 anni le cose sono molto migliorate anche perchè, la sua grandissima religiosità naturale popolare è stata la sua difesa migliore!

Circa madre Teresa, non so che dirti, ci sono ampissime regioni cattoliche in India, so che le suore non avevano tempo di fare catechismo, ma la loro vita è stata veramente un esempio di Fede Cattolica applicata! Per il resto so solo che è noto che negasse formalmente il Battesimo in punto di morte agli induisti (perchè non lo chiedevano per avere il Sacramento ma perchè desideravano essere aspersi con l'acqua del Gange, che per loro era salvifica), ma di nascosto lei e le sue suore glielo impartivano con un batuffolo impregnato d'acqua sulla fronte nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Ἰουστινιανός ha detto...

Mi permetta di fare una breve riflessione, che forse non piacerà nessuno, ma che fin da che vedo (in questo blog e in altri, ma anche fra i miei stessi amici) che la discussione su questo Pontefice diventa più e più amara, non posso non condividere con tutti.

In verità, siamo di fronte alle conseguenze della cosiddetta papolatria che soffrono i fedeli al meno dal tempo di Pio IX, e soprattutto di Pio XII: sembra che tutto nella Chiesa dipenda da cosa dice o fa, in qualche momento, il Papa (non faccio riferimento ora a quanto abbiano fatto questo Papa e i suoi predecessori, né alla sua gravità). Se non fosse questo, non sataremmo proprio qui discutendo.

Ma guardiamo i nostri antenati di secoli fa: chi era per loro il Papa? Il vicario di Cristo, successore di Pietro, giusto. Ma oltre tutto questo, non era che quell'uomo il cui nome veniva detto nel Canone della Messa (eppure loro non lo sentivano!). Per loro, la fonte della Fede, della Religione non era quanto diceva il Papa, ma la Tradizione che avevano ricevuto, infine la Rivelazione!

Fin da qualche mese, io son tornato al Medioevo: anch'io mi ricordo del Papa grazie al Canone, ma nient'altro! E ogni volta che sento queste discussioni, ho tantissima voglia di gridare:

"guardate ai santi Padri, guardate alla Tradizione, guardate ai Santi; ma non guardate i discorsi del Papa, né discutete per causa di essi!!!
Ciò che sta facendo Francesco era già stato preparato da tutti i papi fin da Pio XII, quindi perché vi strappate le vesti proprio adesso???
Pregate per lui, ma non pensate che la Chiesa dipenda da lui: infatti dipende da Nostro Signore!!!
Soffrite, sì, come soffriamo tutti per la rovina della Chiesa in questi giorni, ma non fare diventare Francesco la sua causa, questa invece vien da lontano!
E, forse, non sarebbe meglio tentare di vivere come veri cattolici, invece di discutere sempre su quando Bergoglio dovrà rovinare definitivamente la Chiesa?? Perché non lo facciamo???"

Chiedo scusi per questo sfogo, ma non trovo altra maniera di protestare contro tutto il fuoriviantismo che sto vedendo questi mesi.

Kyrie eleison

don Camillo ha detto...

Sono così d'accordo che mi ripermetto di ripostare in commento a risposta a Viandante che ho visto che ha destato interesse:

"Personalmente adagio adagio sto imparando a diventare cattolico e a relativizzare alquanto anche la figura del papa, per importante che possa essere!"

Su questo semplice concetto dovrebbe ruotare da OGGI in avanti, tutta l'azione della Tradizione, dico "oggi" perchè la Lettera di Langone mi da l'impressione che abbia ufficialmente creato uno spartiacque.

Bisogna "relativizzare il Papato". Per un modernista-cattolico il passaggio è stato facilissimo già all'indomani della Pastor Aeternus, per il cattolico tradizionalista, come hai detto tu, ci vuole tanta pazienza.

Personalmente ho superato questo passaggio l'indomani del 13 giugno 2008, dove il mio carnefice e della mia comunità parrocchiale ha sfondato la porta della mia stanza dicendo: "ora siamo un DONO nella Chiesa e per la Chiesa e ci dovete amare"!

Era tale e tanta la rabbia contro il Papa teologo (un Papa non come gli altri ma un Papa che come Prefetto della Fede conosceva da 25 anni i faldoni di Zoffoli e di tantissimi che hanno scritto per denunciare le violenze psicologiche, ecclesiologiche, liturgiche, teologiche e sopratutto morali che subivano (E SUBISCONO) gli adepti di questa setta, ora solennemente riconosciuta e approvata - "Cum Ecclesia" -) che solo la mano misericordiosa della Madre di Dio mi ha aiutato a superare le fasi che mi hanno accompagnato a prendere coscienza che il Papa Romano è un uomo come noi, influenzabile come me, che può sbagliare come me e soprattutto cattivo come me!

Ho superato tutte le fasi dei malati terminali:

1. prima una negazione mista a rabbia,
2. poi momenti alternanti di disperazione e indifferenza,
3. poi una inutile contrattazione
4. seguita da una depressione di alcuni mesi,
5. e infine l'accettazione.


Nella mia vita dal 2008 non c'è più quella figura mistica-poetica-serafica-divina del Papa-duce che mi ha accompagnato nella mia giovinezza, come fervente seminarista e novello sacerdote, e solo adesso comprendo come sia stata mostruosa tale idea, che bada bene ancora vedo impressa in molti "malati terminali" che affollano blog, e editoriali di giornali.

Ci vuole tempo, come hai detto te, tanta pazienza e tanta fede! Per capire senza arrabbiarsi che il Magistero Papale veramente buono da utilizzare è quello che è fondato palesemente nella Tradizione e non nel contingente del volemosebene o non nella mondanità del finchèlabarcavalascialandare o nel compromesso del epiùquellocheciuniscechequellochecidivide, che va semplicemente respinto perchè è semplicemente infruttuoso, per non dire dannoso. La SPX l'ha capito bene: i loro seminari compreso quello Italiano sono sempre più pieni!

Andrea Carradori ha detto...

Penso che è stato superato il livello di tollerabiltà dell'insulto verso il Papa e il Magistero. Quello che giornalmente leggo su MiL supera di mille miglia le tenui e rosee crtiche al Pontificato di Paolo VI che " Il Borghese" e "Volpi" facevano ... Stamane ho scritto sulla mia bacheca di facebook che la Marcia dei quarantamila è iniziata : “ Il fatto che la messa nell’antico rito faccia spesso da polo aggregatore per gruppi integralisti , fondamentalisti e dalle più scure e strane colorazioni è vero ! E’ necessario ed urgente che i cattolici si riappropino essi stessi della “ loro” Messa Vetus Ordo oppure questi estremisti ne decreteranno la fine”. Un intellettuale cattolico preoccupato per la “deriva” di MiL che tutti i giorni deride il Papa : il cattolico fedele all’antica liturgia NON può essere confuso con coloro che insultano e criticano il Vicario di Cristo sulla terra !
Vedrete che tonfo che faremo fra poco : fra la Digos che " salva con nome" e la Segreteria di Stato che stampa e apparentemente archivia ...

Anonimo ha detto...

A proposito Reverendo don Camillo
mi piacerebbe sapere la sua opinione sul fatto che, secondo Magister, il suo beniamino papa Bergoglio ha bloccato l'indagine della CDF sugli abusi liturgici durante le messe neocatecumenali che BENEDETTO XVI aveva disposto l'anno scorso. Grazie

viandante ha detto...

Caro don Camillo,
non é a quella foto che io mi riferisco parlando di Tradizione. Anche se potrei obiettare che in altro ambito si vede di molto peggio, cose che a parte il ridicolo rasentano anche l'eresia e/o blasfemia. No, non é di questa espressione della Tradizione che io normalmente parlo.
Anzitutto io quando parlo di Tradizione mi riferisco ad una parte della Rivelazione e quindi in modo principale agli insegnamenti ed alle dottrine che ne costituiscono le fondamenta.
D'altronde se la leggo, é perché ritengo, mi sembra lo abbia più volte dimostrato, che anche lei sappia superare certe esteriorità per cercare di meglio penetrare l'essenza della vita cristiana. Superare le esteriorità non per volersene disfare, ma per meglio comprenderne le fondamenta, l'essenza e a volte per verificarne l'adeguatezza.

Comunque che mi dà più fastidio non é che siano messi alla gogna coloro che sfoggiano certi abiti, tradizionali o moderni che siano, ma che siano derisi coloro che nelle loro famiglie, nella loro sofferenza, nella loro vita si sono permessi di sgranare rosari su rosari a favore del papa.
Questo mi dà veramente fastidio e mi ricorda quei gruppi di persone, di altra fede, che nemmeno ammettono si possa pregare per loro!

Condivido pienamente quanto detto da Ἰουστινιανός.

don Camillo ha detto...

A proposito Reverendo don Camillo
mi piacerebbe sapere la sua opinione sul fatto che, secondo Magister, il suo beniamino papa Bergoglio ha bloccato l'indagine della CDF sugli abusi liturgici durante le messe neocatecumenali che BENEDETTO XVI aveva disposto l'anno scorso. Grazie


La responsabilità ricade oggettivamente su chi prima li approva, poi ci ripensa.

Su Bergoglio, io ho tutt'altro feedback riguardo alla sua presunta simpatia per il CN. Il Cardinale Martini, gesuita, infatti, suo mentore, non li poteva vedere manco in cartolina, i gesuiti in genere (cfr, i vescovi gesuiti in Giappone) per loro formazione e il loro carisma proprio, non concepiscono che l'uomo dentro una "comunità" possa fare un cammino di santificazione (loro che da loro nascere NON hanno MAI avuto l'obbligo del coro), chi ha fatto gli Esercizi Ignaziani veri, sa che non ci può essere omologazione, e principalmente cammino iniziatico! Ad ogni "chiamata" corrisponde una "elezione" che è propria per ogni singolo cristiano, seguita da una militanza costante. Ecco perchè ci sono sì tanti gesuiti, ma ognuno ha una "vocazione" specifica nell'Ordine.

Ad ogni modo, Kiko, sarà stato pure rassicurato, MA SO che non dorme proprio sonni tranquilli con Bergoglio.

don Camillo ha detto...

Il fatto che la messa nell’antico rito faccia spesso da polo aggregatore per gruppi integralisti , fondamentalisti e dalle più scure e strane colorazioni è vero !
Andrea, caro, di chi è la responsabilità di questo risultato? Si dice che a Roma così fu pensata e approvata la "parrocchia personale": "così tutti li matti li mannamo lì"...

Non si lamentassero!

minstrel ha detto...

Io propongo di pensare che le apparizioni, anche quelle accettate, non sono dogma, ma - al contrario - si accettano come vere perché i messaggi lasciati non contrastano con i dogmi!

Ergo propongo che se si parla di apparizioni che ad oggi non sono nemmeno accettate, la prudenza è il minimo e il silenzio su QUALSIASI COSA lì si dica e si faccia è d'obbligo!

In questo scritto di Camilleri c'è molto su cui discutere, ma son tutte cose sulle quali si è già ampiamente discusso. Secondo me è per quello che nessuno ne ha parlato: arriva fuori tempo massimo.

don Camillo ha detto...

Ergo propongo che se si parla di apparizioni che ad oggi non sono nemmeno accettate.

Allora parliamoci chiaro-chiaro, parlare oggi di Medugorie ed in questi termini è assolutamente RIDICOLO, dopo che sono passati sotto un apparente sorriso sornione del Vaticano milioni e milioni di fedeli! E qui mi fermo.

minstrel ha detto...

Accetto il mio limite: la mia fede non riesce a basarsi su nessuna apparizione.