martedì 12 novembre 2013

A Friburgo arriva l'ira di Francesco: "ritirate il manuale sulla pastorale per i divorziati risposati".

E con questo "capitolo" chiudiamo la valanga di insinuazioni e maldicenze sul Papa, riguardante la questione, a me molto cara, della "pastorale dei divorziati" che io guido abitualmente!
 

Il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, che ora non fa niente senza il permesso e il volere del Papa, ha inviato una lettera all’Arcivescovo di Friburgo in cui si chiede di ritirare e rielaborare il discusso manuale di pastorale per i divorziati risposati. La motivazione è che il manuale “è ambiguo nella terminologia e in due punti non corrisponde alla dottrina della Chiesa”, scrive il Prefetto. La lettera è stata mandata in copia a tutti i vescovi diocesani in Germania. Lo riferisce l’agenzia in lingua tedesca Kath.net.

Müller critica in particolare che secondo il manuale i divorziati risposati possono arrivare a ”un discernimento responsabile” e poi ricevere i sacramenti. “Al contrario, il magistero della Chiesa sottolinea che i pastori devono distinguere bene le situazioni e incoraggiare questi fedeli a partecipare alla vita della Chiesa, ma conferma la prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere i divorziati risposati al pasto eucaristico”, sottolinea il prefetto, e teme che si possa creare “confusione tra i fedeli sulla dottrina della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio”. La lettera non ammette neppure la celebrazione di un atto di preghiera per chi contrae nuove nozze civili. “Celebrazioni di questo genere sono state espressamente rifiutate da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”, scrive Müller. Il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede aggiunge che ha informato Papa Francesco e che dopo aver parlato con il Santo Padre ha scritto un articolo per l’Osservatore Romano in cui riassume la dottrina della Chiesa in proposito.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

http://unafides33.blogspot.it/2013/11/ex-affligentibus-nos-magistrale.html

CL e dossettiani le due facce della stessa medaglia?

don Camillo ha detto...

Articolo interessante, l'ho letto al volo non vorrei essere superficiale, ma il fenomeno CL, non credo che si possa riassumere ed incasellare così semplicemente.

Io non sono di CL, ne conosco alcuni sacerdoti molto validi e parroci a Roma, di liturgia non capiscono nulla, ma di teologia e magistero, la pensiamo uguale!

Sarebbe bello sapere cosa direbbe don Secci al riguado, visto che viene anche lui da CL.

Ovviamente il punto che non riesco a condividere è il suo suo super-esaltare il magistero di B16, ad oggi ha combinato più pasticci lui che Papa Francesco.

Anonimo ha detto...

Io ho imparato a diffidarne, purtroppo, e me ne dispiace. E' molto facile andare d'accordo con loro su tante cose, ma spesso, alla fine, sentono il richiamo della foresta e tirano fuori proprio quello che dice de Mattei, unito al classico atteggiamento movimentistico noi/loro. E questo vale anche per gli ex ciellini, come per tutti gli ex di qualunque movimento, che magari se ne distanziano, ma ne conservano la forma mentis.

don Camillo ha detto...

E' VERO!