domenica 26 gennaio 2014

25 Gennaio 2013 Rosario a Santa Maria Maggiore: cronaca di una occasione mancata, abbiamo dato ancora una volta testimonianza di essere divisi sulle cose importanti.

Ho riflettuto molto se postare questa email privata, alla fine è prevalso in me il desiderio di mettere a nudo quelle divisioni che affliggono il mondo tradizionale romano, anche sollecitato da persone che mi hanno chiamato al telefono confermando sostanzialmente queste stesse impressioni che riporto. Parlo dell'evento organizzato per chiedere ragione della sospensione a tempo indeterminato della Santa Messa Tridentina del Primo Sabato del mese a Santa Maria Maggiore QUI e QUI. In Chiesa e post Concilio vene descritto questo evento come "un giorno di Grazia" quando per altri è stato il colpo di Grazia ovvero dell'evidente constatazione che anche sulle cose di un certo rilievo si è divisi.





Caro don Camillo, sono andato a Santa Maria Maggiore anche spinto dalla tua sollecitazione, pensavo di trovare un gruppo unito invece ho trovato solo tanta divisione! Sono indignato! C'era un gruppo fuori la Basilica pronto a dare una prova di coraggio e di responsabilità nel pregare in ginocchio sul Sagrato, mentre un gruppo di 7-8 persone in Basilica in fondo alla Navata centrale che recitava sotto voce un Rosario tra di loro con Guillaume Ferluc, segretario del Coetus Internationalis Summorum Pontificum. Anche noi siamo venuti solo per pregare, anche noi vogliamo bene al Papa, anche noi vogliamo bene alla Chiesa, ma evidentemente non eravamo forse all'altezza del compito che ci siamo dati: mostrare all'Arciprete della Basilica che esiste qualcosa di diverso rispetto alle "ragioni di Stato". Un'occasione mancata carissimo don Camillo. Mi spiace per quelle persone che sono venute da fuori Roma che non si sono unite alla recita del Santo Rosario con quel gruppo sparuto e mi dispiace sopratutto per quei giovani che venendo per la prima volta sono tornati tristi alle loro case senza unirsi ne al di fuori nel all'interno.
Terminato il Rosario loro si sono dileguati alla chetichella senza manco salutarci e noi ci siamo guardati in faccia ponendoci solo una domanda: "che male abbiamo fatto per essere stati cacciati dalla Basilica ed esclusi da quell'elite appartata che ha dato la testimonianza di pregare sì, ma nascosti dietro una colonna perfettamente mimetizzati con l'arredo della Basilica". Scusi dello sfogo.


 Attendo altre testimonianze, sarei felice se queste stesse smentissero questa cronaca molto amara.

30 commenti:

Anonimo ha detto...

C'ero anch'io ieri a santa Maria Maggiore e confermo che quanto organizzato con tanta pompa e sparato su vari siti e blog è stato un vero flop! Come è non conforme al vero quanto descritto sul sito "Chiesa e post Concilio" perchè si è trattato di uno sparuto gruppo che si è messo in fondo alla basilica a dire il rosario in latino,nè più nè meno che qualunque gruppo che entra per pregare...l'enfasi con cui è stato descritto l'avvenimento va ridimensionata e per amore di verità bisognerebbe approfondire la vera causa per cui è stata abolita la messa nella cappella Cesi perchè non vorrei che si fosse fatto...molto rumore per nulla! Per concludere: da ambo le parti non è stato un bello spettacolo e dovremmo pensare a non confondere i fedeli, specialmente quelli che si stanno avvicinando adesso perchè si potrebbero confondere. Il rosario è un'ottima arma per affrontare e distruggere il principe delle tenebre, ma forse sarebbe anche il caso d'incontrarsi e fare il punto della situazione.

Anonimo ha detto...

Forse davvero Francesco è meno brutto di come lo si dipinge ...

http://cordialiter.blogspot.it/2014/01/il-nuovo-movimento-liturgico-festeggia.html

Federico Baldelli Purrone ha detto...

Il gruppo che è entrato in Basilica per pregare non si è nascosto dietro una colonna ma, essendo chiusa la cappella Cesi (destinazione del Rosario), si è posizionato in fondo alla navata, per non creare confusione all'inizio di questa, dove affaccia la cappella del Santissimo in cui in quel momento era iniziata la celebrazione di una Messa. Nessuno ha pregato sottovoce: lo testimonio io che c'ero e che pregavo in tono perfettamente udibile in Basilica; certamente nessuno ha urlato. La Messa era celebrata nella Basilica, non sul suo sagrato, dunque la recita del Rosario è stata giustamente all'interno della Basilica; recitarlo sul sagrato non avrebbe portato benefici in quanto a ricezione della protesta (ma in primo luogo si è trattato di preghiera). L'organizzazione non è stata perfetta, ma questo perchè non c'era un gruppo ben definito dietro. Il signor Guillaume Ferluc ha partecipato a titolo personale, collaborando alla stesura delle intenzioni del Rosario, nonchè alla logistica in loco. Quanto all'episodio del gruppetto sparuto che esce snobbando chi era fuori dico solo che, uscendo, mi sono sentito rivolgere epiteti poco civili, tra i quali l'aulico termine "cogl**ne".

Anonimo ha detto...

Io non ho sentito nessuno insultarti, anch'io ero fuori nel gruppetto tra cui c'erano quelli che non erano entrati, e prima ero stato dentro a recitare il rosario.. ma non puoi smentire il fatto che uscendo ci avete completamente ignorati, così come avevate fatto del resto anche entrando in Basilica....
Salvatore

Andrea Carradori ha detto...

Mi permetta, Reverendo, un'auto-citazione : http://traditiocatholica.blogspot.it/2014/01/questo-thread-crea-molta-confusione.html

Anonimo ha detto...

Anche io ho aderito all'iniziativa e vorrei precisare che nessuno ha insultato il sig. Baldelli, il quale,oltre a non aver fatto un minimo di accoglienza ai nuovi arrivati (sulla piazza c'erano vari gruppi e loro non erano individuabili in nessun modo)dopo aver finito il rosario e andato al bar sulla piazza con altri, evitando accuratamente di fare un invito o di voler dare un segno di distensione e pertanto nessuno avrebbe potuto lanciargli l'epiteto di cui si è sentito investito. Sembrava piuttosto un gruppetto di...carbonari che di fedeli! Dopo essere stati al bar un giovanotto si è avvicinato al gruppetto sulla piazza per porgere la mano in modo asettico, ma si è rifiutato di dialogare ed è andato via in modo ipocrita. Sig. Baldelli, se ritiene di essere stato oggetto di una parola da trivio si rivolga alle autorità competenti, altrimenti la sua è calunnia (visto che c'erano dei testimoni!)e l'unico scopop che ottiene è di aizzare gli animi. Perchè non ci dice, se lo sa, come mai la Messa nella Cappella Cesi non viene più celebrata? Concludo nel dirle che trovo positivo avviare un dialogo costruttivo piuttosto che la modesta esibizione di sabato, rosario a parte, s'intende!

Anonimo ha detto...

Sono arrivato verso le 15,30 a Santa Maria Maggiore quando ancora davanti alla Basilica non c’era nessuno. Sono entrato in Basilica e ho notato che la cappella Cesi era chiusa.
Verso le 15,50 sono uscito e ho visto due gruppetti separati: uno con Alessandra e l’altro con Federico. Conoscevo di vista entrambi, ma mi sono diretto verso quello di Alessandra. In questo gruppo Alessandra sosteneva che occorreva recitare il rosario fuori. Io e altri le abbiamo fatto notare che nei Blog si era parlato di recitare il rosario dentro la Basilica, e sostenevamo che recitarlo fuori a quel punto diventava un po’ dirompente e comunque si doveva discuterne prima. Alessandra ha cercato al telefono Mic per chiedere lumi, continuandio a sostenere comunque con forza che si doveva restare fuori. Nel frattempo il gruppetto di 4 persone dove c’era Federico e anche il signore che poi ha condotto il rosario qualche minuto prima delle 16, senza rivolgerci parola, è entrato in Basilica. A quel punto io e altre 2 persone abbiamo capito che bisognava scegliere; o dentro o fuori. Abbiamo deciso di entrare e dopo entrati abbiamo notato che il gruppetto dei 4 insieme ad altre persone si era sistemato nelle ultime 5 file di sedie a destra nella navata principale e stava già recitando il rosario. Ci siamo accodati. Mentre si proseguiva continuavano ad arrivare persone e qualcuno è arrivato proprio alla fine. Ho voluto rapidamente contare i presenti: eravamo 20. Il tutto a mio avviso si è svolto troppo velocemente, occorreva aspettare almeno altri 10 minuti e raccoglierci fuori prima di entrare, e magari confrontarci un po’. Alla fine del rosario quello che lo aveva condotto si è alzato e si è rivolto esclusivamente ai suoi 3 conoscenti dicendo loro che aveva intenzione di recarsi alla tomba di S. Pio V. Io e altre persone presenti ci siamo rimasti un po’ male perché avremmo sperato che l’invito fosse rivolto a tutti, ma d’altronde il rosario era finito e quindi anche per questo alcuni di noi sono usciti dalla Basilica riunendoci al gruppetto che era rimasto fuori. Nel frattempo verso le 16,15 è arrivata una signora che ci ha chiesto dove era l’appuntamento per la recita del rosario e avendogli noi risposto che era ormai terminato ci è rimasta male… Mentre discutevamo, dopo qualche minuto è uscito il gruppetto del conduttore del rosario e senza neanche rivolgerci la parola se n’è andato al bar (così almeno ci è stato detto). Dopo un po’ il sig. Baldelli (che non è stato insultato da nessuno) si è avvicinato per salutare Alessandra, e gli abbiamo chiesto il motivo per cui il suo gruppetto si era comportato così, ma mentre stavamo parlando si è semplicemente allontanato senza proferire parola, lasciandoci di stucco..
La recita del rosario c’è stata, ma anche disorganizzazione e divisione. Sarebbe bastato confrontarsi un po’ prima, anche davanti alla Basilica e aspettare un po’, senza tanta fretta! Questo lo dico non per criticare ma invitare tutti per la prossima eventuale iniziativa a raccordarci meglio prima in modo che nessuno di quelli che vogliono partecipare per un motivo o per un altro venga escluso. Ovviamente non condivido i toni trionfalistici sull’avvenimento dell’articolo pubblicato sul blog ‘chiesaepostconcilio’. Ho cercato di raccontare le cose che ho detto qui e sono stato tacciato di essere più o meno un bugiardo (a che pro poi?). Ho cercato di replicare ma queste repliche non sono state pubblicate in tale sito e ciò mi è veramente dispiaciuto.

don Camillo ha detto...

Va bene, una Santa Messa in meno! Non certamente particolarmente rimpianta! Dopo 12 anni forse potremmo serenamente porci dei perchè?!
1. L'orario poco comodo?
2. Una non adeguata cura pastorale del Celebrante?
3. Bo?!
4. A proposito, dove sono quelli di Gricigliano?

E poi Federico, ti domando che vuol dire partecipare a "titolo personale" per il segretario di questo fantomatico Coetus Internationalis Summorum Pontificum? Lo so che in Italia per fare le rivoluzioni si aspetta il permesso dei Carabinieri, ma se il Coetus non si fa sentire come si può pensare di essere credibili? O forse con le vostre buone maniere (rispetto ovviamente ai "villani" de fori) pensavate che uscisse il Cardinale benedicente che con un puffetto vi riassegnava una Messa alla quale probabilmente molti di voi non hanno mai partecipato? divenendo che so, degli interlocutori?

Facciamocene una ragione. Il Cardinale di Santa Maria Maggiore, ha sentito se non Pozzo certamente Muller (scelto da B16, non lo dimentichiamo MAI) come referente pari grado il quale sicuramente gli avrà assicurato il pieno appoggio! E' un diplomatico navigato non fa colpi di testa!

Hanno tolto una Messa Tridentina a Santa Maria Maggiore, sì, ma non LA Messa Tridentina che fino a prova contraria viene celebrata ogni mattina da preti studenti, nonostante tutto, ed in ogni caso, nella Basilica dai Pontificali (in Latino con la Cappella Musicale Romana più bella e cattolica del Mondo) alle ultime Messe ad orario sono celebrate solennemente e assolutamente più che dignitosamente.

C'è una azione di persecuzione contro la Messa Tridentina?! Certamente sì, e queste azioni non fanno che avvalorare ancora e ancora di più l'azione "eroica" di Mons. Lefebvre.

don Camillo ha detto...

Grazie per gli interventi, se potete darvi almeno un nome, è più facile per chi legge capire chi risponde a chi.

Anonimo ha detto...

L'Anonimo delle 18,26 sono io 'Salvatore', scusate mi è sfuggito di 'firmarmi' come invece avevo fatto nell'intervento delle ore 14,16...

Anonimo ha detto...

«E’ forse diviso il Cristo?» (1 Cor 1,13). Il forte richiamo che san Paolo pone all’inizio della sua Prima Lettera ai Corinzi.

L’Apostolo ha appreso con grande tristezza che i cristiani di Corinto sono divisi in diverse fazioni. C’è chi afferma: “Io sono di Paolo”; un altro dice: “Io invece sono di Apollo”; un altro: “Io invece di Cefa”; e infine c’è anche chi sostiene: “E io di Cristo” (cfr v. 12). Neppure coloro che intendono rifarsi a Cristo possono essere elogiati da Paolo, perché usano il nome dell’unico Salvatore per prendere le distanze da altri fratelli all’interno della comunità. In altre parole, l’esperienza particolare di ciascuno, il riferimento ad alcune persone significative della comunità, diventano il metro di giudizio della fede degli altri.

In questa situazione di divisione, Paolo esorta i cristiani di Corinto, «per il nome del Signore Nostro Gesù Cristo», ad essere tutti unanimi nel parlare, perché tra di loro non vi siano divisioni, bensì perfetta unione di pensiero e di sentire (cfr v. 10). La comunione che l’Apostolo invoca, però, non potrà essere frutto di strategie umane. La perfetta unione tra i fratelli, infatti, è possibile solo in riferimento al pensiero e ai sentimenti di Cristo (cfr Fil 2,5). Uniti in preghiera, avvertiamo che Cristo, che non può essere diviso, vuole attirarci a sé, verso i sentimenti del suo cuore, verso il suo totale e confidente abbandono nelle mani del Padre, verso il suo radicale svuotarsi per amore dell’umanità. Solo Lui può essere il principio, la causa, il motore della nostra unità.

Mentre ci troviamo alla sua presenza, diventiamo ancora più consapevoli che non possiamo considerare le divisioni nella Chiesa come un fenomeno in qualche modo naturale, inevitabile per ogni forma di vita associativa. Le nostre divisioni feriscono il suo corpo, feriscono la testimonianza che siamo chiamati a rendergli nel mondo.Fedeli tradizionalisti Urbe

Anonimo ha detto...

Nel frattempo qualcuno ha detto che la Messa nella cappella Cesi è stata sospesa perchè i fedeli erano troppo pochi. Se le cose stanno così perchè è stata strumentalizzata una notizia di questa portata con gli annessi e i connessi?
Già i tempi sono difficili per tutti e allora perchè qualche gruppuscolo vuole farsi pubblicità in questo modo? Si aumenta solo la confusione fra i fedeli e si accendono micce inutili! Ci tengo inoltre a precisare, visto che anch'io ero in piazza, che non si trattava di un gruppo di ragazzini, ma persone di una certa età e che non mi identifico nei villani del commento delle 18:31!
Che brutta figura avete fatto in presenza di persone nuove! Se la verità della sospensione della messa è quella di cui sopra, pensateci bene prima di ripetere simili iniziative false e tendenziose.

Anonimo ha detto...

don Camillo don Camillo, come si sente la sua mancanza su C&PC.
Prima hanno toni da lanzichenecchi che discendono su Roma.
Poi si vedono di persona e si guardano di traverso.
Perché? Perché non fanno la minima fatica per creare rapporti caritatevoli e cortesi (perché la cortesia verso il prossimo, soprattutto se è un fratello nella fede, è un dovere della carità) e hanno innalzato la scortesia e l'alterco a principio d'azione. Mi dispiace dirlo, ma ormai alcuni luoghi della rete sono in preda ad una specie di bullismo teologico.
Ora vagheggiano le comunità creative di B XVI e i luoghi stabili di don Secci!
Ma dopo le prove date, si può pensare che sappiano fare la fatica della vita comunitaria, che richiede l'esercizio di tutte le sfumature della carità.
E ancora, ma BXVI e don Secci di cosa parlano? Siamo alla comunità di base tradizionaliste? E poi dirette da chi? Da un prete che si è del tutto sottratto ai vincoli gerarchici o, molto peggio, da qualche laico o laica? Siamo al trapasso completo della chiesa gerarchica?
Sono mai stati in queste "isole felici", dove spesso si riscontrano i modi del peggior movimentismo?
E poi, per dirla tutta, cercano la loro libertà nella Chiesa o cercano una posizione di potere? No, perché se vogliono la messa e un sacerdote che abbia cura delle loro anime, non mi pare che la missione sia impossibile: per i romani (io non lo sono) basterebbe spostarsi un po' dal centro e andare dal buon don Camillo, per fare un esempio.
Se invece vogliono restaurare la tradizione nella Chiesa, si accomodino pure, se ritengono di essere stati suscitati da Dio a questo fine. Ma sappiano il rischio enorme che corrono se si stanno sbagliando.
Io mi accontento di cercare la mia libertà, per fare in coscienza i miei doveri di stato.
Scusi lo sfogo e grazie per tutto il suo lavoro

viandante ha detto...

All'anonimo delle 12.45.
Se forse invece di vedere lanzichenecchi ovunque cercasse di aprire gli occhi e vedere come reagiscono in altri luoghi di fronte agli stessi problemi, la soluzione di molti problemi sarebbe più vicina e le divisioni forse meno laceranti.
Si chiede di cosa parlano Benedetto XVI e don Secci: si informi e parli con cognizione di causa e non a vanvera. Sa lei se tutti quelli che scrivono parlano solo per sentito dire?
Su una cosa però concordo. È sufficiente un don Camillo come quello che gestisce questo blog (e che apprezzo), con alcuni fedeli coerenti per creare una piccola isola "felice". E darebbe i suoi frutti. Lasciamo perdere la megalomania, non é per questi tempi.

Anonimo ha detto...

Quod Erat Demonstrandum!
Non conosco bene don Secci, lo conosco benissimo da molti molti anni! Vi posso assicurare che ha una visione decisamente gerarchica della Chiesa, apprese in CL e dalla spiritualità benedettina.
La chiesa di Vocogno gli è stata concessa da mons. Corti dopo che ha perso la parrocchia si Santa Maria Maggiore (appena sotto Vocogno).
Sa bene che la sua autorità deriva dalla dipendenza gerarchica: fa parte del regolare clero diocesano (e ci tiene a farne parte) anche se in diocesi lo ignorano.
Indulge un po' alla poesia, d'altra parte è anche un pittore. Ma non sottovaluta affatto i problemi canonici e non ha nessun sentimento romantico verso l' "attivismo dal basso".
Obbedisce al suo Vescovo ed ha anche un giudizio positivo su Papa Francesco.
Forse state facendo dire a don Alberto e a P. Calmel più di quello che dicono. Quest'ultimo sottolinea nel testo citato da C&PC che l'autorità deve essere "reale e indiscussa". Queste poche parole riaprono interamente il problema che ho posto. E' reale e indiscussa (almeno teoricamente) l'autorità di un padre di famiglia in casa sua, ma un sacerdote ha bisogno di ricevere la potestà di giurisdizione per esercitarla su una qualche comunità di fedeli. Non si può prescindere dalla Chiesa gerarchica.
Come vede ho cognizione di causa.
Concordiamo che si debba vivere la tradizione in un luogo concreto. Allora mi domando: molti blogger cosa hanno fatto fino ad oggi? Dove sta la novità nella ricerca di un buon parroco, un buon convento, un buon monastero, delle buone famiglie da frequentare?
Si tratta forse di comunità creative?
Non mi pare.
Ad ogni modo, se frequenta Vocogno, sono felice per lei. Il parroco è molto bravo, anche don Stefano, il posto meraviglioso.
Cordialmente

Anonimo ha detto...

Grazie don Camillo per la sua precisazione del 27/01 alle ore 18:31!
Speriamo che quelli di Chiesa e post-Concilio scendanoa più miti consigli e s'informino meglio prima di sparare sul blog delle iniziative che poco corrispondono al vero. Come si dice a Roma: hanno scatenato la gazzarra! Molto rumore per nulla! Sappiamo che la Messa c'è e dunque perchè spargere notizie dubbie che alla fine generano solo un pessimo ritorno d'immagine per chi le divulga e creano inutili allarmismi?
Grazie Don Camillo! Meno male che c'è lei!

don Camillo ha detto...

Ascolto sempre don Secci lo reputo interessante, ci divide l'approccio pastorale, ovviamente il suo background è molto diverso dal mio. Per esempio gli contestai di aver lasciato la "tradizionalissima" parrocchia per prendersi anzi per occupare una chiesa, dopo aver rifiutato un compromesso liturgico da sogno (dire oltre la Messa Tridentina come la principale in parrocchia almeno una Messetta NO in latino con l'altare orientato). Lui mi guardò secondo me senza comprendere il mio risentimento. Fece il duro e il puro, lasciando però il vero campo di battaglia la "prima linea" che secondo me è proprio la parrocchia. Ha fatto una scelta, che io non sarei in grado di fare. Lui si è creato una piccola isola felice che a me come concetto pastorale non piace, non cerco e non incoraggio. Ha fatto bene? ha fatto quello che ha imparato ad essere "un gruppo" un'elite come tutte le realtà di CL, che ovviamente non disprezzo. E' un bene per la Chiesa? Non so come rispondere in modo adeguato. Dovremmo analizzare in generale quella novità conciliare chiamata "movimentismo e Kammino, e ci vorrebbe molto tempo). Fa del bene alle anime di questo ne sono sicuro.

"E don Camillo? don Camillo sta bene dove sta in esilio sulla montagna." Diceva Peppone dopo averlo fatto spedire fuori dal paese. Così mi sento da anni. E come al don Camillo del cinema delle volte sulla montagna vengo coinvolto mio malgrado in questioni che vorrei veramente non seguire, come è stato il caso di questa avventura a SMM. Telefonate email post che non ho pubblicato (e me ne scuso).

Concludo ringraziando gli amici intervenuti Viandante e i vari Anonimi nella discussione, e gli amici a cui non ho pubblicato i post (loro ben credo sanno il perchè, ma se mi scrivono una email gli risponderò con più precisione).

Ribadisco che questo spazio non si pone come controcanto al altri blog, ma per cercare di dare spazio a tutti su questioni che interessano a tutti.

Domattina cerco di scrivere qualcosa di altro.

Anonimo ha detto...

Grazie don Camillo,
mi scuso, ma non era mia intenzione farle fare il controcanto ad altri blog. Mi pareva solo che la questione fosse di interesse generale.
Grazie ancora

Anonimo ha detto...

Leggendo i vari resoconti (dico subito che non c'ero) mi tornano in mente vecchie reminiscenze scolastiche e mi viene da pensare che a Santa Maria Maggiore si sia un po' ripetuto quello che capitava ai carbonari risorgimentali, che si davano appuntamento "per l'azione" in un certo luogo e in una certa ora ma non si conoscevano fra di loro e non avevano discusso anticipatamente il da farsi, per cui immancabilmente finivano per litigare fra loro invece di combattere. Vedo ad esempio che gli organizzatori si sono dati appuntamento in SMM per un rosario ma non hanno detto dove esattamente, non hanno nemmeno indicato una persona (che doveva essere in qualche modo riconoscibile) alla quale fare riferimento. Che poi la cappella Cesi fosse chiusa era prevedibile, visto che anche i responsabili di SMM saranno informati di cosa si scrive sui blog tradizionali... Sono esperienze negative di cui bisogna fare tesoro per il futuro, un minimo di indicazioni e di organizzazione sono indispensabili se si vuole che una qualsiasi iniziativa riesca.

don Camillo ha detto...

Speriamo di non fare altre figuracce

una sola fede ha detto...

Le figuracce le fa chi parla per sentito dire o solo per denigrare.
Chi legge il blog chiesa e postconcilio sa come sono andate le cose dall'inizio alla fine, senza illazioni nè malignità.

Anonimo ha detto...

Però quelli di"chiesa e..." hanno una gran faccia tosta a dire come sarebbe andata negando l'evidenza dei fatti! Essi dimenticano che i nuovi arrivati sono perplessi per questa situazione che si è creata e poi hanno toni un pò esacerbati (su altri blog ) e perdono energie ancora dicendo come sarebbe andata (sigh!) invece di proporre un bell'incontro,magari una tavola rotonda per affrontare le cose diversamente e proporne di nuove.
E prevedo che continueranno a scagliarsi a destra e manca invece di mostrare anche un volto più dolce! Dai su! Abbassiamo tutti i toni e andiamo avanti! Perchè non ci incontriamoin maniera ben fatta e riflettiamo insieme su come sta la Chiesa oggi e come interagiscono i gruppi tradizionali fra loro e con la gerarchia? E' un esempio...ma per favore,procediamo!

semplice fedele ha detto...

Lei c'era?

No, perchè qui hanno scritto persone che erano presenti. Con ciò mi chiedo a che pro la sua predicuzza. Una delle tante, che lascia in quel blog da lei citato.

Predicuzze solitamente elargite da chi appartiene o ha respiarato fino all'asfissia la "nuova evangelizzazione" imposta da certo movimentismo. Da come scrive e da ciò che scrive sembra aver assimilato molto bene le lezioncine del rns.

Facciamola finita con queste pillole avvelenate.

Anonimo ha detto...

@ una sola fede
Qui hanno raccontato la propria esperienza quelli che come me ci sono stati. Nessuno ha voluto denigrare ma evidenziare i problemi che ci sono stati per migliorare: queste sono quelle che si chiamano critiche costruttive. Di quali 'illazioni' e 'malignità' parli? Tu dove eri? 'Chiesa e Postconcilio' è forse la Bocca della Verità? Mic non c'era ... Le cose che sono state raccontate qui corrispondono al vero. A me sembra però che ci sia qualcuno che 'se la canta e se la suona' o che voglia nascondere la polvere sotto il tappeto. Che tristezza!
Salvatore

Anonimo ha detto...

Aggiungo che questa è la prima volta ( e forse l'ultima) che partecipo ad un incontro del genere per pregare con quelli che dovevano essere miei fratelli nella Fede, mai mi sarei aspettato che potesse succedere tutto questo trambusto... sono sconcertato!
Evidentemente Satana ha voluto metterci lo zampino...
Salvatore

mic ha detto...

Salvatore, eppure sei uno che ha parlato per telefono con me, che ho pubblicato la tua testimonianza. La verità è che ti sei offeso perchè nella foga di autogiustificazione Stefano ti ha dato del bugiardo e, mentre io ho tentato di gettare acqua sul fuoco, senza negare gli inconvenienti da cui imparare per una possibile futura esperienza, voi tutti ci state continuando a buttare la benzina. E quello che potrebbe essere comunque un inizio di una resistenza non passiva di chi in fondo ha lo stesso obiettivo, si sta trasformando in indegna gazzarra.
Continuate pure così. In fondo sono io l'unica che ci credeva nel fatto che si potesse essere abbastanza adulti da andare fino in fondo e andare oltre.
Nel frattempo, proprio grazie a questo vostro tam tam favorito da uno che ora sa come stanno le cose, ne sto facendo le spese con l'aggiunta del veleno a dosi industriali dei miei peggiori denigratori.

E nel frattempo ancora anche i 'coraggiosi' che ci hanno fatto il piacere di aderire si dichiarano scocciati, come se si trattasse di un impegno personale e non di qualcosa che ci supera ed è molto serio.

Tornando ai denigratori, questi non sporcano la mia persona, perché non sono sul web per raccogliere consensi, ma per testimoniare e condividere la nostra fede così oscurata. Però le dosi industriali di veleno riversate su ogni cosa che dico o faccio (tra l'altro senza confutare molte delle puntualizzazioni per le quali non potevo tacere, per il semplice fatto che lo dovevo a Qualcuno) per chi è meno attento possono rischiare di sporcare ciò in cui credo e per cui mi sto battendo da anni senza averlo pragrammato, ma semplicemente trovandomici dentro e vivendolo giorno dopo giorno.

Se davvero volete che possa esserci un seguito e si possa crescere insieme in fede e in umanitá (le due cose non sono separate), cambiate disco e cambiate pagina.

Si può anche essere di pareri diversi o avere sensibilità diverse, ma quando si ha un obiettivo come il nostro, bisogna riuscire ad andare oltre, buttando il cuore oltre ogni ostacolo e puntare all'essenziale, sotto lo sguardo e con l'aiuto del Signore, in Corde Matri!

don Camillo ha detto...

Con questo intervento di Mic, che ringrazio per la telefonata e per il passaggio chiudiamo questo dibattito.
Non spetta a me dare una conclusione a questa vicenda che ha mostrato senza pietà quelle profonde lacerazioni che vive il tradizionalismo romano (e con quel "romano", lo intendo e interno: della città, ed esterno ovvero di un mondo cattolico che vede in Roma la propria capitale spirituale).
Ho visto che sia la Francia che la Germania hanno guardato con estrema attenzione questa vicenda. Facendosi anche qualche grassa risata, ma ricordo con infinito rispetto che è facile per loro aver dopo lungo travaglio trovato nella Fraternità il loro punto di riferimento, in una Parigi e in una Monaco in cerca da anni della propria identità cattolica, Saint-Nicolas-du-Chardonnet è Roma, e anche Kirche Patrona Bavariae è Roma, si vive cioè una "romanità" una latinità concreta visibile cattolica. In Italia e a Roma in particolare vuoi perchè c'è il Papa, vuoi perchè è una Città Santa bagnata dal Sangue di tanti martiri cari a Cristo, è stata preservata dal totale sfacelo. Per cui le truppe che siamo noi sono poche non perchè non ci siano cattolici fervorosi, ma perchè grazie a Dio ci sono tanti preti e parroci fervorosi che hanno, grazie a Dio, coagulato tante buone anime sulla "buona strada". E quei pochi in prima linea, sì, sono alla disperata ricerca del BOLLINO BLU, sì perchè parlo per esperienza personale se è relativamente facile d'oltralpe allontanarsi da "Roma" per essere un vero "Romano", a Roma è psicologicamente IMPOSSIBILE! Perchè per un romano Roma, con la sua città con le sue vestigia del passato, con le sue Basiliche con la sua storia con i suoi tanti Papi E' TUTTO !

Comunque, per il futuro chi vivrà vedrà. Come ho già detto a Mic per telefono, prendiamo atto di questa esperienza che ci ha aiutato a ricollocarci bene con i piedi per terra. Siamo ancora una realtà "giovane" che ha bisogno di essere ancora collaudata lasciamoci alle spalle questa vicenda e andiamo avanti, perchè grazie a Dio non si torna in dietro.

Salus Populi Romani, ora pro nobis!

semplice fedele ha detto...

Caro don Camillo, sono dispiaciuto che lei abbia voluto chiudere i commenti in questo spazio, avrei tante cose da dire.

Tuttavia VOLEVO SOTTOLINEARE QUANTO SEGUE.

Lei giustamente riporta ed evidenzia le lacerazioni che ci sono nel cosidetto tradizionalismo postconciliare, mostrate a chiare lettere da quanto è successo. BENE!!

Ora, si da il caso che queste debbano essere individuate, tra coloro che hanno denigrato e tradito l'Opera di Resistenza di mons. Lefebvre e quindi della Fraternità S. Pio X. L'unica realtà che malgrado la pubblica gognaha sempre portato avanti ciò che il pastorale VII ha rotto con il Deposito Millenario della Chiesa Cattolica Apostolica Romana

Tra questi, in bella compagnia con i modernisti, i rametti usciti dalla stessa pianta di mons. Lefebvre, che per ragioni puramente personali, come il "bollino blu vaticano", hanno perseguito la strada di divisione e spesso di denigrazione nei confronti della Fraternità, parlo di realtà come FSP, IBP e altri come ICR, che si sono formati a ridosso scopertisi 'tradizionali'sulla base del CVII, infatti da questi non una denuncia pubblica dell'orripillante pastorale uscita dai documenti conciliari, tutto bene...

Sovente grazie ad internet mi capita di imbattermi, nei ragionamenti astrusi di costoro (riconoscibilissimi dall' astio che nutrono verso la FSPX )alcuni dei quali si capisce essere pure dei sacerdoti e non dico cosa sarei tentato di scrivere a costoro. Dico la verità tra questi e preti modernisti che la mia parrocchia mi offre, preferisco quaesti ultimi, almeno so come la pensano e non mischiano sacro e profano insieme, tentando di cambiare la Tradizione con un'opera di camaleontismo, da dove poi derivano le divisioni nel mondo cd tradizionale post conciliare. In ogni caso è evidente la volontà di una battaglia personale, atta ad attirare acqua al proprio orticello, scansando la FSPX. E' questo che NON ACCETTO.

La pace tra i cd tradizionalisti, PARTE da quì, ovvero nel RENDERE GIUSTIZIA E RICONOSCERE PUBBLICAMENTE alla grande Opera di mons. Lefebvre e all'ingiusta pena infertagli con la 'scomunica'.

Questa è la lettura che si deve dare, ma fino a che ci saran persone che si autocertificano ' tradizionali' e rinnegano, denigrano calunniano la FSPX, arrivando a dire che non hanno l'esclusiva storica nella difesa della Tradizione, della S. Messa Tridentina, sfociata in una PUBBLICA RESISTENZA ci saranno questi miserevoli risultati, sia per quanto riguarda esiti di preghiere sia per le discussioni in certi blog che si autocertificano tradizionalisti.

Tra le altre cose, non ho mai digerito coloro che hanno forzato con argomenti equilibristi il periodo prima dei ' famosi accordi' che ringrazio il Cielo non essere avvenuti.

Le scenette che ne sono seguite, dai cd tradizionalisti postconcliari sono da cartoon. Chi gridava allo scandalo, chi all'ingratitudine, alla superbia all'ennesimo atto di una setta protestante, ricordo ancora gli strali di un 'prete' che si firma in pace, il quale ovunque scrive lascia la scia dii calunnie contro la FSPX. Miserabile davvero.

Se così fosse stato, ora avremmo una Fraternità che avrebbe fatto la stessa fine dei fraticelli dell'Immacolata, che dopo tutto l'appoggio che hanno avuto, sono fermi ed impantanati in un malinteso senso di ' obbedienza'.

La saluto e veda lei se per politically correct vorrà non pubblicare questa mia. GRAZIE.

don Camillo ha detto...

Devo dire la verità fino ad un paio di anni fa, ti potevo dare ragione, gli ex SPX con il bollino potevano vantarsi della "regolarità" accusando i fratelli, gli altri, di "cocciutaggine", ma gli scenari nella Chiesa cambiano in veramente poco tempo. Isolati, denigrati, etichettati lefebvriani (sempre e in ogni caso) disprezzati da quegli stessi che li avevano accolti trionfalmente, ora pensano a quanto si stava "meglio". Per cui in questi mesi c'è stato un lento ma inesorabile avvicinamento con Econe. Certo rimangono certe frange ancora disposte a continuare a sputare sul piatto dove hanno mangiato, ma quella stessa durezza un giorno si rivolterà contro loro stessi. Come scordare la scomparsa del "primo rettore di Econe, Mons. Jacques Masson, rientrato a "Roma" e morto nell'abbandono e nell'umiliazione?

semplice fedele ha detto...

Approvo il suo commento in risposta al mio.

Grazie.