sabato 11 gennaio 2014

C'è modo e modo di resistere in qusto tempo di crisi e don Ariel S. Levi di Gualdo ha scelto il modo sbagliato.

Mi è stato segnalato stamattina un'ennesima lunga prolusione di don Levì, sempre nel sito di Chiesa e post Concilio sempre più alla deriva. Lettura lunga (come al solito) piena di cose condivisibili ma anche di cose che fanno male alla nostra battaglia per mantenere viva la Fede integra dei nostri Padri nella Fede. Mi scoccia veramente questo sbranarci a vicenda questo squalificare non l'avversario, ma il compagno di lotta, senza pietà, sena misericordia, con il solo desiderio di rendersi migliori e non si capisce di fronte a chi, visto che tutti ci sono avversi. Fa male tutto questo, fa male vedere un sacerdote che vìola la coscienza di un fedele che va a Messa dalla Fraternità dichiarando addirittura che:
 
 "quando (i sacerdoti della SPX) si trovano dinanzi una giovane anima da dirigere come direttori spirituali afflitta dai problemi di questo mondo non sanno da che parte cominciare, per non parlare delle confessioni sacramentali. Questa precarietà è originata dal fatto che hanno riportato indietro le lancette dell'orologio agli inizi del Novecento attraverso una formazione stantìa rimasta ferma agli anni Venti. La loro teologia non è affatto improntata su San Tommaso d'Aquino e sulla scolastica come si va dicendo in giro, ma su formulari e sunti della neoscolastica decadente di fine Ottocento.
senza pensare che ci metterci nel ridicolo tutti."
Questo pressapochismo che è un giudizio sommario, è vergognoso e indegno di un sacerdote che si dichiara vicino alla Tradizione! Primo perchè non è vero, in quanto io stesso mi formo mensilmente ad Albano, insieme a decine e decine di sacerdoti da tutta Italia, con sessioni di studio serio accurato, secondo perchè giusto un mese fa abbiamo affrontato questioni di morale e morale speciale legate al ministero di Confessore, e con stupore, lo devo ammettere anche io ho visto un equilibrio ed una saggezza nel discernere caso e caso, commovente! Sì commovente, perchè c'è veramente una Divina Misericordia che sorge dalla Verità, e io l'ho ri-scoperta con immenso piacere in riunione con dei sacerdoti che non sono rimasti negli anni Venti, e che non si sono formati alla morale penitenziale del volemosebbene.
Avrei tante cose da dire riguardo a questo articolo, mi riservo di proseguire nei commenti, fatto sta che è già da tempo che sto leggendo affermazioni da sacerdoti e commilitoni che fanno male a noi alle anime e soprattutto alla Chiesa.

36 commenti:

hpoirot ha detto...

perfetto !

Anonimo ha detto...

1. hpoirot, ma don Levi non era considerato da voi l'eroe della Resistenza cattolica?

2. Don Camillo, ma è vero quel che dice sull'Università Lateranense?!

Anonimo ha detto...

Caro Don Camillo, Le chiedo senza malizia né polemica.
Se, come Lei dice, i sacerdoti della SPX sono equilibrati e saggi come mai non tornano nella Chiesa Cattolica? Perché non si ricompone la frattura con Roma?

don Camillo ha detto...

Rispondo al primo anonimo circa l'Università che lui definisce "Luteranense". Credo che per poter dire una cosa del genere si dovrebbero portare le prove, e poi di cattivo gusto quella chiosa su Dal Covolo.

Insomma nessuno è senza peccato, forse qualche battuta sarcastica potrebbe essere ammessa tra preti che si prendono un caffè al bar, ma infiorettare l'Università Lateranense in questo modo poi, università che ha avuto tra l'altro fior fiori di professori, mi sembra solo un attacco suicida. Chi potrebbe dare un tale giudizio? potrebbe essere solo un ex professore come Livi, o Gherardini, ma ovviamente si guardano bene dal dire tali amenità

don Camillo ha detto...

Anonimo secondo, lei non vuole fare polemica, manco io, lei scrive:

perchè i sacerdoti della SPX ... non tornano nella Chiesa Cattolica?

e io rispondo: Quando ne sono usciti?
Se poi ha la bontà di leggere nelle mie pagine troverà, credo ben argomentato, ciò che desidera sapere da me.

(((†))) - Radio Vobiscum - [Germania] ha detto...

Laudetur Iesus Christus ! Semper laudetur !

La foto di don Ariel in cravatta alla moda concilio-razingeriana ?

Che provocatore sto don Camillo ;-) ah ah ah ...

Cari Ascoltatori, cari Amici di Radio Vobiscum,

Un tale riflessione di don Ariel, necessiterebbe una bella intervista-risposta sulla nostra WebRadio. - Chi desidera rispondere od esprimersi in modo costrutivo punto per punto, sul contenuto di quella riflessione e offrire ai nostri ascoltatori altri luci o punti di vista, puo mettersi in contatto con noi via email: radiovobiscum@gmx.net

L'intervista-risposta si fara via telefono fisso. Chiamiamo noi !

Abbiamo già risposto via radio all'articolo "Signore, da chi andremo'" pubblicato il 9 gennaio sul sito Chiesa e postconcilio e messo in linea oggi sul nostro sito nella Prima puntata del programma "Risponde il sacerdote"

Buon ascolto a tutti !

A mani giunte ! Preghiamo l'Immacolata.

Radio Vobiscum - [Germania]

[ Voci cryto-lefebvriane in liberta. - Mamma li traditionalisti ! ]

http://radio-vobiscum.tumblr.com/

(((†)))

(((†))) - Radio Vobiscum - [Germania] ha detto...

Laudetur Iesus Christus ! Semper laudetur !

... Upssssss !!! Email sbagliata ! Ecco l'email giusta:

radiovobiscum@gmx.de

A mani giunte ! Preghiamo l'Immacolata.

Radio Vobiscum - [Germania]

[ Voci cryto-lefebvriane in liberta. - Mamma li traditionalisti ! ]

http://radio-vobiscum.tumblr.com/

(((†)))

Luciana Cuppo ha detto...

Di commenti sulle "Riflessioni" di don Levi ce ne sono stati tanti, specie su Chiesa e postconcilio, e molti hanno gia' detto, meglio di me, quanto avrei detto io; mi associo in particolare alla risposta di monsignor Cesare Baronio. Nelle parole di don Levi c'e' molta spocchia e poca sostanza, quest'ultima, come spesso accade, in misura inversamente proporzionale alla prolissita'.
Et de hoc satis? Utinam! Bisogna invece rilevare qualche crepa - no, vertiginoso abisso - nella "solida formazione teologica" attribuita al Nostro da Maria Guarini; la quale "solida formazione", con buona pace di Mic, fa acqua peggio di uno scolapasta. Esemplifichiamo:
(1) Scrive don Levi: "una verita' che puo' essere anche ottima, ma slegata dall'unita', resta parziale e incompleta." Da quando in qua l'unita' e' un requisito perche' un'affermazione sia vera? La Chiesa (poiche' di "verita' che risiede nell'unita' della Chiesa" si trattava) e' unita se ed in quanto aderisce alla Verita', non viceversa; e la verita' non dipende dalla maggiore o minore unita' fra i membri della Chiesa, ma da Colui che ci avverti' di non esser venuto a portar la pace, ma la spada.
(continua)

Luciana Cuppo ha detto...

(2) Scrive ancora don Levi: "Non sono stato consacrato sacerdote per la mia personale spiritualita' ma per servire il Popolo di Dio come la Chiesa mi comanda di fare e per offrire per esso il Sacrificio Eucaristico."
Don Levi, come ogni sacerdote, e' stato consacrato per essere un alter Christus. E Cristo si incarno' e mori' sulla croce innanzitutto in obbedienza a, e per la gloria del Padre. La Messa e' il sacrificio di Cristo OFFERTO A DIO. Ora mi chiedo, e vorrei una risposta da don Camillo: se quello di don Levi non e' un lapsus, ma se lui veramente pensa che la Messa sia un atto di servizio al popolo di Dio (come servire tramezzini su un vassoio ad un cocktail party) e non il sacrificio di Cristo offerto al Padre, le sue consacrazioni sono valide? (Te igitur, clementissime Pater, supplices rogamus ac petimus uti accepta habeas...haec sancta sacrificia illibata quae tibi offerimus).
(3) Scrive don Levi: "Sul piano teologico ed ecclesiologico sono da sempre in armonica linea con alcuni miei illustri confratelli nonche' autori di diverse preziose pubblicazioni", e cita vari autori fra cui mons. Gherardini e p. Cavalcoli. Ora, vi e' una notevole diversita' di vedute sul Vaticano II fra mons. Gherardini e p.Cavalcoli, per cui riesce difficile capire come il Nostro possa essere "in armonica linea" con entrambi. Un indizio puo' essere il link che egli appone al nome di Gherardini: quel link porta a "un discorso da fare", del 2009, ma non al lavoro piu' meditato e significativo di mons. Gherardini sul Vaticano II: Il Vaticano II. Alle radici d'un equivoco (2012). Pertanto, si potrebbe concludere che - e scusate la frase trita - il Nostro o non ha letto i libri degli autori da lui citati, o non li ha capiti.

Fleur de Lys ha detto...

Sottoscrivo parola per parola, il commento di Luciana Cuppo.

Le sue preziose osservazioni sul caso del prete don Ariel, sono le mie.

Idem sull' attribuzione che ne fa dello stesso, quella signora che dirige il blog di chiesa e post concilio.

Più volte ho riscontrato in lei la stessa spocchia del prete don Ariel e questo mi basta.

Più volte ho riscontrato la censura da delirio di onnipotenza che ne fa di quel blog, uno strumento per strumentalizzare e questo mi basta.

Ci sono molte persone intelligenti che li scrivono, come ad esempio mons. Baronio, Hpoirot, Luisa e altri che non vedo più. Mi chiedo se quel blog, si merita gli interventi di quelle persone.

La censura di commenti che mettono in difficltà, fatta passare per vis polemica, trattando a pesci in faccia il commentatore che li scrive è sinonimo di poca serietà e di giochetti, atti a rimanere a galla sempre e comunque, aumentando lo share di un blog.

Se non altro, questo pontificato che io non amo affatto e che ha fermato in me l'orologio del tempo a partire dal Giovedì Santo e giù fino al teatrino di Lampedusa, ha un vantaggio ed è provvidenziale. Infatti molte maschere prima ben mimetizzate stanno cadendo.

Quella del prete don Ariel è una di queste, anche se non avevo alcun dubbio a riguardo. Già a suo tempo avevo capito i suoi inutili sofismi, come a dire io sono er meio, io sono il futuro della chiesa, pussate via ignoranti della FSSPX e poracci fedeli che la seguite, tuutti intenti a pizzi e merletti.

Ma come fa costui ad offendere così impunemente?

Puro delirio di onnipotenza tradi-modernista, che da anni sta sporcando il web, con accuse, calunnie di ogni genere verso la FSSPX. Da ciò si evince che ne hanno tanta paura, così come il diavolo fugge davanti l'acqua Santa.

Scusate lo sfogo ma era doveroso.

don Camillo ha detto...

Luciana carissima non mi sento di aggiungere a quel che hai detto tu, in modo puntuale e dotto. Sul punto denominato da te (1) don Levì a conclusione si schiera con "Atanasio" quindi credo che la proposizione oggettivamente infelice possa trovare un "altro" senso leggendo insieme la sua conclusione. Il Punto (2) spero, spero, che sia stato un'altra proposizione incompleta. Sulla validità delle sue Sante Messe, ebbene non ho dubbi! Sono validissime! Sul punto (3) anche io ho avuto lo stesso dubbio.

Chi ha grande dimestichezza e sicurezza nello scrivere, così come dimostrato da don Levì, (a differenza del sottoscritto, ma penso che oramai sia noto) delle volte tende a scrivere, scrivere, senza rileggere quel che ha scritto. Certo non lo voglio giustificare ma può succedere! Aspettiamo di leggere le risposte alle molte puntuali domande, sollecitazione che gli sono state offerte su CepC, specie quella di Baronio, molto interessante e puntuale lì, credo, si capirà un po' meglio di questa personalità sacerdotale.

don Camillo ha detto...

La foto di don Ariel in cravatta alla moda concilio-razingeriana ?
Che provocatore sto don Camillo ;-) ah ah ah ...


Carissima Radio Vobiscum - [Germania], non era un modo per provocare don Ariel, ma forse per ricordargli da dove veniamo, o meglio da dove sorge la nostra generazione sacerdotale. Siamo nati dopo il Concilio e se è germinato in molti sacerdoti l'amore per la Tradizione è solo un puro dono di Dio. Lui portava la cravatta, io manco quella! Per dire che abbiamo molto da imparare e prima di emettere giudizi su chi è rimasto sempre fedele, dovremmo fare non una doccia ma un bagno di sana e tradizionalissima umiltà.

don Camillo ha detto...

Cara, Fleur de Lys, ti capisco talmente tanto che come vedi io sono qui! Ho smesso di seguire i post di Mic, con i relativi commenti (che sono talmente tanti che si perde il senso del discorso) perchè devo confessarti ho sempre meno tempo da passare sul PC.
Sui fedeli della SPX, posso solo dirti che ho passato una vacanza meravigliosa con loro in montagna un po' di tempo fa, in questa occasione li ho conosciuti tutti in un colpo solo! Sono stati meravigliosi e accoglienti pur sapendo che celebro in rito nuovo. Mai ho sentito o ho avuto la sensazione di essere di troppo! E ancora con loro tramite FB ho scambi fraterni e sinceri, altro che pizzi e merletti! Quel che dice don Ariel mi ha lasciato senza parole!

Ariel S. Levi di Gualdo su Chiesa e post Concilio... ha detto...

Cara Signora Luciana Cuppo.

Mi fa piacere che ella si “associ alla risposta di Monsignor Cesare Baronio”, che non è né un ecclesiastico né un monsignore, sappiamo bene chi è ma sorvolo ...

Non rispondo punto per punto ai suoi diversi sofismi, ma una cosa debbo dirgliela: come lei dice giustamente “La Messa è il Sacrificio di Cristo offerto a Dio”, ovviamente. Ciò che però drammaticamente le sfugge – quantunque a scrivere non sia lei – è il “per chi”.
Una cosa è certa: il santissimo sacrificio non è offerto per la … “redenzione” di Dio.
Insomma: Cristo non è morto per ... redimere Dio e il suo sangue, se non erro, pare proprio che lo abbia versato per noi.
Le parole recitate sul vino che diviene sangue di Cristo “qui pro vobis et pro multis effundetur” (versato per voi e per molti) ritengo che siano abbastanza chiare, riguardo a chi viene offerto e quindi per chi viene offerto, fatta unicamente eccezione per gli accecati dalla ideologia a caccia di inverosimili cavilli, che ripeto ancora a conclusione: nulla hanno da spartire con la Fraternità di San Pio X ed i suoi numerosi, buoni e validi sacerdoti, validi anzitutto sacramentalmente e per questo efficaci dispensatori di grazia.
Se invece lei intende contestare con sofismi invero ridicoli, alterando persino il senso stesso delle Preghiere Eucaristiche, affermando che il sacrificio di Cristo viene offerto a Dio per Dio, allora chiudiamo il discorso, mia dolce sciocca, ed io vado a guardarmi 2001 Odissea nello Spazio, dopo che lei si è prestata a postare col suo nome i commenti stravaganti e offensivi di un sartino per ecclesiastici che ora si spaccia per ecclesiastico ora per liturgo, perché è sulla base di questo che ho reputato salutare elargirle l’epiteto di sciocca, senza voler assolutamente offendere la sua persona visto che tutti, nella vita, io per primo, abbiamo fatto una o più volte la figura degli sciocchi.

E che Dio la benedica e la apra alle meraviglie della sua grazia.

don Camillo ha detto...

Dopo aver con mal di pancia letto i commenti e le risposte sul testo citato da Chiesa e post Concilio, e avendo visto che per la seconda volta venivano presi dei contributi mio e di Luciana senza citarne la fonte (vedo che è andata alla deriva anche la buona educazione) ho riportato la risposta di don Levì.

Luciana, su CePC, sono state chiusi i commenti, per cui se vorrai rispondere potrai farlo qui.

Luciana Cuppo ha detto...

Don Camillo, i commenti sono stati chiusi in un post ma aperti in un altro, parola di Mic; ed anche nel post dove sono stati chiusi (quello in cui don Levi ha pubblicato la sua risposta) si sono prontamente riaperti al balenare di cotanto senno - di don Levi, s'intende. Chiaramente la sua risposta, cosi' lucida ed articolata, merita la piu' ampia e generosa diffusione.
Ci dormo su e domani rispondo, intanto grazie per l'invito; e niente mali di pancia. Una cosa pero' devo dire, se no tutto l'Ade ed i Campi Elisi con i loro occupanti si riverseranno sul mio giaciglio gridando vendetta tremenda vendetta: qui pro vobis et pro multis effundetur significa "che sara' versato per voi e per molti". Ah, se questi teologi sapessero almeno i latinucci.

don Camillo ha detto...

Denigrare l'avversario è una vecchia tecnica comunista, tra l'altro. Reverendo invece di insultare (la prof.ssa Luciana) o raccontarci pettegolezzi (su Baronio), potrebbe avere invece la bontà di rispondere puntualmente alle obiezioni che le vengono mosse dai suddetti, perchè al momento, abbiamo letto (tra i commenti del suo articolo) solo tante "chiacchiere e distintivi".

Perchè, mi creda in questo momento la figura dello sciocco, mi consenta Reverendo, la sta facendo proprio Lei.

don Camillo ha detto...

Luciana, grazie e buona notte, fai come meglio credi, queste letture serali mi hanno abbastanza amareggiato.

Ariel S. Levi di Gualdo ha detto...

La mia foto in cravatta, in "stile ratzingeriano" come ha chiosato qualcuno e pubblicata a mirabile presa di giro è stata scattata otto anni prima che diventassi prete.
Ma lo vedete quanto siete subdolamente obnubilati nella vostra malafede da ghetto pseudo tradizionalista?
Mi spiegate che senso ha andare a mettere in equivoca bella vista la foto di un prete scattata quando era secolare; prete che oggi, in quanto prete, indossa sempre la talare e in sua alternativa (e ripeto in alternativa) il clergyman su un completo nero giacca e pantalone con collo romano?
Sabato mattina sono uscito dalla chiesa dopo la celebrazione, con la talare indosso sono salito in macchina e sono andato a 8 km di distanza a un ipermercato a fare la spesa. Nei corridoi del supermaket diverse persone al di sopra dei 60 anni mi hanno detto in modo diverso: "Era da quanto ero bambino che non vedevo un prete con la sua veste". Una anziana, quasi commossa: "Che piacere, vedere un prete con la sua veste". Un giovane con la fidanzata mi ha detto: "Scusi padre, io pratico poco le chiese, ma devo dirle: onore alle persone coerenti che non si nascondono. Quando da bimbo frequentavo la parrocchia, il parroco era sempre in jeans e maglione".
Ecc ...
Ora io mi domando e dico, razza di autolesionisti che non siete altro: ma con tutti i preti che ci sono che sotto ai jeans firmati da quei due notori "maschioni" di Dolce&Gabbana portano il perizoma rosso, dovete proprio sbeffeggiare un prete come me?
Perchè se date addosso a quelli come me, allora è chiaro senza pena di equivoco: voleve proprio farvi del male fino in fondo, allo scopo primo e ultimo di rimanere indigesti persino ai preti aderenti alla dottrina e alla tradizione cattolica.

Forse non vi è ancora chiaro che sulla cattedra di Pietro non c'è più il Venerabile Pontefice Benedetto XVI che vi ha teso le braccia in tutti i modi, che ha emanato un motu proprio, che ha cercato un dialogo a tutti i costi inimicandosi per questo intere frange di curia romana e di episcopato mondiale, prendendosi critiche da questi e critiche da voi, mai contenti di niente, perchè tutto ciò che vi è offerto è sempre poco. Perchè voi volete l'impossibile: volete che la Chiesa sconfessi e dichiari invalido un intero concilio ecumenico.
Duri di cuore ... sordi ... ciechi!
l'attuale Regnante Pontefice non sembra avere molta simpatia per certi cosiddetti ambienti della tradizione; e certi ambienti della tradizione, col loro gridare "al concilio eretico ... ai papi illegittimi ... agli antipapi ... al sedevacantismo", finiranno per essere il "meraviglioso" prestesto col quale per vostra somma colpa saremo castigati tutti, colpevoli e innocenti.
Perchè non tutti gli amanti della Tradizione sono dei ribelli irrazionali irriverenti all'autorità della Chiesa come lo siete voi, esistono eserciti di preti fedeli. E se domani, il Sommo Pontefice, dovesse proibire l'uso del messale di San Pio V, forse voi andrete pure nell'atelier ecclesiastico di Mons. Cesare Baronio a farvi celebrare da lui validissime Messe in rito antico, mentre tanti di noi, in obbediente ossequio alla Chiesa, con immane sofferenza non potranno mai più usare quel messale.
Adesso vi è più chiaro il danno verso il quale gli "irragionevoli" e i "talebani" della cosiddetta Tradizione stanno gravemente giocando e trascinando tutti quanti?

Ogni grazia e benedizione da Dio.

Ariel S. Levi di Gualdo

Ariel S. Levi di Gualdo ha detto...

Scrive Luciana:

qui pro vobis et pro multis effundetur significa "che sara' versato per voi e per molti". Ah, se questi teologi sapessero almeno i latinucci.

Cara Luciana.

Le consiglio di non mettere mai un dito dentro un bicchiere di latte, perché con l'acido che ella si ritrova in corpo, lo farebbe diventare yogurt all'istante.
Ciò le era anzitutto dovuto per la sua pseudo ironia nei miei confronti. Posto che non ha risposto alla mia smentita su quanto di oggettivamente e gravemente strampalato lei ha scritto riguardo l'offerta del Sacrificio della Messa, passo adesso ad altro.

Io ho riportato la fedele traduzione dal latino del messale stampato in italiano e ufficialmente in uso. Avrei dovuto scrivere "per tutti", mentre invece ho scritto "per molti" essendo il "per tutti" corretto sul messale con "per molti" e così tra poco sarà nei nuovi messali.
Io devo attenermi alla traduzione ufficiale della Chiesa, io ...
Se vuole posso indicarle a uno a uno, nei testi greci dei Vangeli, i numerosi errori di traduzione: parole tradotte con parole per le quali altre, o altri verbi, sarebbero stati più consoni. Ma io devo attenermi alle traduzioni della Chiesa.

Lei che invece ha "la sua Chiesa personale" e non ha certo il problema di dover trasmettere al Popolo di Dio le verità annunciate dalla Chiesa bensì quelle annunciate dalla sua Chiesa, i problemi miei non li ha.

Ariel S. Levi di Gualdo ha detto...

don Camillo ha detto...

Rispondo al primo anonimo circa l'Università che lui definisce "Luteranense". Credo che per poter dire una cosa del genere si dovrebbero portare le prove, e poi di cattivo gusto quella chiosa su Dal Covolo.

Mio caro Don Camillo, ma sei davvero più verginale delle sante martiri Lucia e Agata messe assieme nel chiedere a mio sottinteso discredito queste prove!
Dimmi, pur di dare addosso a me, sei perfino disposto a difendere il peggior rettore che mai la Lateranense abbia avuto?
Suvvia, un po' di coerente amor proprio!

Ciò detto fammi allora una cortesia: comincia a fare il giro di tutti i numerosi blog (e sono davvero tanti) che si dichiarano più tradizionalisti dei tradizionalisti i quali amano dare le liste degli alti prelati massoni, o che accusano il Venerabile Pontefice Paolo VI di indicibili turpitudini, cominciando a chiedere prove e possibilmente controprove anche a tutti loro.

Per quanto riguarda il mio stimatissimo confratello Antonio Livi, che conosco molto bene, se tu leggessi il suo ultimo e illuminante libro "Vera e falsa teologia" (Leonardo da Vinci Edizioni, 2011) capiresti dalla prima all'ultima riga che quel libro è la vivente negazione della teologia oggi insegnata presso la maggioranza delle cattedre della Lateranense, dove i professori più autorevoli insegnano la teologia di Rahner supportata dalla filosofia di Hegel.
Vuoi altre prove?
Io ho letto loro libri e dispense, seguo diversi costernati seminaristi e sacerdoti che con questi professori sono costretti a studiare e a dare esami. Leggiti come ho fatto io i loro libri e le loro dispense ufficiali e li dentro ci troverai tutte le prove, abbondanti e gravi, anzi gravissime, di un pensiero non cattolico, bensì filoprotestante, che è oggetto di insegnamento, in modo impunito e impudente, sotto gli occhi di tutti, nell'università del Romano Pontefice, della quale Enrico Dal Covolo da me criticato a tuo dire con cattivo gusto, è magnifico rettore.
Eccoti date dunque le prove.
E come disse la voce del bambino (l'angelo) a Sant'Agostino: "Tolle lege" (prendi e leggi).

Luciana Cuppo ha detto...

Grazie per l'ospitlita', don Camillo, ed ecco i miei commenti i risposta a don Levi ed anche a Rosa, che il 12 gennaio alle 23:39 scriveva su Chiesa e postconcilio:
Scusa, Mic, ma ti rendi conto?
Don Marco, suppongo sia un sacerdote e prima Baronio che dice di celebrare, quindi suppongo sia anche lui un sacerdote, poi la sig.ra Cuppo ed ora tu, contestate Don Ariel sulla liturgia e sul suo significato e sulla dottrina e storia della chiesa. Che cosa possiamo pensarne noi lettori, o almeno quelli di noi che, come me, sono semplici fedeli con una conoscenza da catechismo - vecchio, grazie a Dio - e scolastica di queste cose? Rischiamo un'ulteriore confusione
.
Rispondo non con parole mie, perche' non ne ho, ma con quelle di san Pio X nel catechismo che da lui prende nome e che basta ed avanza per fugare presenti e future confusioni.

Domanda # 136:
Nell'Eucaristia c'e' lo stesso Gesu' Cristo che e' in cielo, e che nacque in terra da Maria Vergine?
Nell'Eucaristia c'e' lo stesso Gesu' Cristo che e' in cielo, e che nacque in terra da Maria Vergine.

Lo stesso Cristo, dunque, in cielo, sulla terra 2000 anni fa, ed ora nelle nostre chiese nell'Eucaristia. La consacrazione e' il momento in cui pane e vino diventano Corpo e Sangue di Cristo (questa e' la domanda #137 del catechismo). Il sacerdote, dicendo le parole della consacrazione, fa quel che fece Cristo nell'ultima cena ed e' veramente un alter Christus (un secondo Cristo). E poiche' il sacerdote fa quel che fece Cristo ("non sono io che vivo, e' Cristo che vive in me"), anche le parole che egli pronuncia sono quelle dell'ultima cena: questo ne' il mio Corpo, questo e' il mio Sangue che sara' sparso per voi. "Sara'", perche' la crocifissione non era ancora avvenuta, ma la volonta' di donarsi c'era tutta intera e percio' gia' c'era tutto il sacrificio.
E veniamo al mio "sofisma", cioe' la distinzione fra il "sara' versato", che e' quanto dice il canone della Messa, ed il "versato" (cioe': gia' versato, che e' stato versato) della pseudotraduzione del NO, mentre nel vecchio messale la traduzione era "sara' versato" - allora, don Levi, e' anche quella una "traduzione ufficiale della Chiesa"? Se il prete dice "sara' versato", egli impersona Cristo all'ultima cena e lo rende presente. Se invece dice "fu, od e' stato, versato" egli narra una vicenda storica di duemila anni fa (la crocifissione), senza alcun riferimento all'ultima cena ed alla reale presenza di Cristo sull'altare dal momento della consacrazione. E tutto questo l'avevano gia' detto i cardinali Ottaviani e Bacci molti anni fa.
(continua)

Luciana Cuppo ha detto...

(2) Domanda # 147 del catechismo:
Che cos'e' la santa Messa?
La santa Messa e' il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesu' Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offre dal sacerdote a Dio sull'altare in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce.

Che il sacerdote offra la Messa per Dio e' un'elucubrazione altamente personale di don Levi; io certo non l'ho mai detto. Una cosa pero' non ho fatto, ed avrei dovuto farla: tradurre le parole del canone che avevo citato. Lo faccio ora, avvalendomi della traduzione del messale del 1956:
, supplices rogamus ac petimus uti accepta habeas...haec sancta sacrificia illibata quae tibi offerimus.
Or dunque, o clementissimo Padre, supplici ti imploriamo affinche' abbia accetti...questi santi e illibati sacrifizi, che ti offriamo.
Pensavo che don Levi, che celebra nel ritus atiquior una volta alla settimana a porte chiuse, capisse il latino delle parole che dice quando celebra, ma forse no; diversamente, non saprei come spiegare il fatto che egli abbia pensato che tibi vuol dire "per te" e non "a te."

"Ovvio" - scrive don Levi - che la Messa si offre a Dio. Sara' pure ovvio, ma non lo si dice; ed invece le verita' di fede si devono affermare, proprio come fa il catechismo di san Pio X, perche' non darei per scontato che ai futuri preti si insegni che la Messa e' innanzitutto un sacrificio di adorazione - impetrazione - supplica - ringraziamento rivolto a Dio e solo in quanto tale puo' essere un servizio al popolo di Dio.
(continua)

Luciana Cuppo ha detto...

(3) Per don Levi:
Nel ritenere "ovvio" che la Messa sia un atto di culto reso a Dio, ma nel passare questa verita' rigorosamente sotto silenzio io vedo un sintomo inequivocabile di quell'antropocentrismo - cioe', il metter l'uomo al centro di tutto ed eliminare Dio dalla scena, od al meglio lasciarlo ai margini - che mons. Gherardini ha definito "l'equivoco di fondo" che genero' "nel Vaticano II una consistente famiglia d'equivoci" (modernismo, neomodernismo, democraticismo). Nel Vaticano II, amico mio; non nei suoi (immaginari) fraintendimenti od interpretazioni.
Le citazioni, Lei l'avra' indovinato, sono tratte dal libro di mons. Gherardini cui Lei ha accuratamente evitato di porre un collegamento: Il Vaticano II. Alle radici d'un equivoco (p. 377). Lei e' "in armonica linea" anche con quest'analisi del Vaticano II, don Levi? Se si', me ne congratulo. Se no, ci pensi. Perche' vede, don Levi: il Vaticano II puo' esser messo in discussione, anzi gia' lo e' di fatto. A Dio nulla e' impossibile; e fermi restando i dogmi ereditati dai 20 concili precedenti, dopo un immane ma imprescindibile lavoro di discernimento (altro che i "ritocchi" cui alludeva Mic!), la Chiesa nel suo Pastore supremo sconfessera' il Vaticano II nelle sue componenti non conformi alla Tradizione - e fossero pure il 99%. E mi mandi pure le "traduzioni errate" dal greco del NT, ci sara' da divertirsi. In allegria,

Luciana Cuppo

don Camillo ha detto...

Don Levi, nessuno si scandalizza, e certamente il sottoscritto non è un ingenuo. Dal Covolo è un ricercatore specializzato in Patristica e latinista di eccezione, almeno così dal curricolo riportato. Ci sono delle sue ricerche dove nelle sue conclusioni si dimostra che professa ipotesi teologiche eterodosse? ha forse sposato la causa di qualche autore eretico, così come comprovato dalla ricerca effettuata dal Luciana sul giovane teologo Ratzinger??

Queste sono le prove, caro confratello!

Siamo tutti consapevoli della profonda confusione che vige nelle università, di come ci sia la necessità di riformare i programmi nei seminari, ne hanno parlato 3 Papi, ma nessuno ad ora ha messo mano.

Che lui, latinista non sia un amante della tradizionale liturgia latina è fatto noto, io stesso ebbi una rispostaccia da lui in un contesto goliardico, ma diverso è dire che sia un Luterano.

Pertanto abbassiamo i toni e la rabbia (e lo dico principalmente a me stesso), non diamo un bello spettacolo di noi.

Ariel S. Levi di Gualdo ha detto...

.... infatti, in quello che ho scritto io non ho detto che il Vescovo Dal Covolo è un luterano, questo lo dici tu, o meglio me lo metti in bocca tu. Io ho parlato, in modo chiaro, della istituzione. Ho parlato delle cattedre d'insegnamento, dei professori, di quello che insegnano, di quello che scrivono nei loro libri e nelle dispense ufficiali.
Lo vedi - se ne volevi riprova - che a parlare con "voi" c'è sempre, di rigore, puntualmente e immancabilmente da essere fraintesi, finendo infine col trovarsi ad avere detto quel che non si è detto e quel che non si è pensato?
E dinanzi a questo sfacelo accademico di professori che in testi pubblicati e dispense smerciano aperte eterodossie, mi dici adesso chi è che ha la responsabilità di vigilare sull'istituzione, se non un meraviglioso latinista e patrologo come tu dici, che di essa è magnifico rettore?
In ogni caso, ti saluto cordialmente e con molto affetto, considera questo mio l'ultimo commento che ti posto, perché è ormai evidente che se parli di cavoli ti viene risposto puntualmente e di prassi in merito alle carote.
Ogni bene e grazia dal Signore.

Fleur de Lys ha detto...

Ringrazio don Camillo per la gentile risposta al mio primo commento.

Vedo che nel frattempo la discussione è proseguita con altre esternazioni, da parte del don Levi.

Esternazioni che trovo, piene di livore e supponenza, il classico binomio dei preti conciliari, non tutti ma la maggioranza e il don Levi li rappresenta appieno.

Stupore e sconcerto mi assalgono, quando leggo che lo stesso, dice che le traduzioni del NT in greco sono piene di errori, come a dire che S. Girolamo è da rivedere..

Certo, l'ho sentito più e più volte dai protestanti questa balla colossale ...come se, S. Girolamo e quindi il Concilio di Trento avessero ingannato per secoli la Chiesa.

Da notare poi che lo stesso don Levi, ha definito disciplinare e non Dogmatico lo stesso Concilio di Trento.

Per sua sfortuna vi è stato un ottimo Sacerdote che con estrema carità ( io al suo posto non l'avrei usata, perchè lei non se le affatto meritata)ha corretto il suo fallo ...e che fallo!!!

Quindi il Concilio di Trento,il quale avrebbe sancito come UNICA TRADUZIONE valida e da adottare la Vulgata...andrebbe rivista...

In risposta, circa le "mal traduzioni greche" l'ottima dissertazione della dott.ssa Luciana Cuppo, che come previsto (e data la sua preparazione), avrebbe messo le virgole al loro posto.

Non contento, l'egregio don Ariel, invece di ringraziare sorvola..

Ma d'altro canto, cosa aspettarsi da uno che, invece di scovare i nemici della Chiesa si mette a criticare e a fare le pulci alla Fraternità S. Pio X?

Che cosa c'entra la FSSPX con il sedevacantismo o prode eroe della neo tradizione conciliare?

Che cosa c'entrano i fedeli che riconoscono nella FSSPX la voce del Buon Pastore? Sono solo dei poveri ignoranti?

Lei invece che ha collezionato, figuraccie si sente o si crede più intelligente?

Mi faccia il piacere, continui a celebrare la sua messa a porte chiuse, che di certo le persone che sanno riconoscere la voce del Buon Pastore, non rimarranno afflitte... e potremmo dire che tutti vissero felici e contenti.

Di lei avevo stima, ora per grazia di Dio non c'è l'ho più e ne sono contenta.

Verrà anche per lei il giorno in cui dovrà fare ammenda, dell'odio e del livore sotto forma di
"carezze" che ha riservato a dei Sacerdoti, che hanno l'unica colpa di aver resistito agli errori dell' abberrante cv2.

Se fossi in lei mi vergognerei solo del fatto che invece di prendersela con coloro che hanno rovinato, demolito, infangato la Chiesa, se la sia presa con la FSSPX.

Povera già di suo, con i Sacerdoti che vivono nella e della Provvidenza dei suoi benefattori, mica come lei che riscuote la paghetta dalla curia!

che vergogna... egregio ...che vergogna.

Ringrazio ancora don camillo per lo spazio che mi ha concesso, sperando di non dover leggere ancora, "articoli" come quello apparso sul blog dove è stato inserito, evidenza che in quel posto ha trovato fertile terreno.

Infatti l'egregio d.Ariel nel suo ultimo commento rivolto a don Camillo esterna sottolineando il "voi" ... a significare...io non sono come voialtri....e ne sia contento allora, stia tranquillo celebri la sua messa a porte chiuse, studi il greco il latino tutti i documenti che vuole...tanto lei non fa parte della plebe ignorante, perchè lei è un super eroe della neo tradizione conciliare.

Anonimo ha detto...

don Ariel avrà ragione di tutto se invece di prendersela con la gente mi spiega come una persona può credere con il Vaticano I che al solo Pietro è stato dato da Cristo il potere sulla Chiesa universale e allo stesso tempo, con il Vaticano II, che un altro soggetto ha ricevuto da Cristo lo stesso potere. Non c'è riuscito nemmeno Gherardini in cinquant'anni.
Allora quando mi si chiede di accettare LG, a me che credo al Vaticano I, mi si può spiegare che devo fare? Far finta di niente, fare un atto di fede irrazionale (come sembra dire don Ariel), o manifestare il mio attaccamento a un dogma che la Chiesa mi ha insegnato rifiutando l'insegnamento nuovo in modo inequivocabile?

E questo è solo uno dei tanti esempi. Su queste cose farebbe bene a concentrarsi don Ariel, invece di lamentarsi che tutti lo trattano male, difendendosi lamentando lo scarso rispetto per la veste che porta al supermercato in alternativa alla clerical suite con collo romano

Ariel S. Levi di Gualdo ha detto...

Avevo detto e scritto a Don Camillo che non avrei più risposto ad altri post.
Ragazzi miei, ma voi siete messi proprio male?
Fatevi un bravo direttore spirituale, oppure fatevi un bravo psicoterapeuta, oppure fatevi una bella moglie, voi che potete e che non avete promesso come me di rimanere celibi.
Ma vi rendete conto che di fronte a una persona che ha sollevato questioni ben precise, seguitate a rispondere a ciò che non ha detto cavillando su cose invero risibili?
Ora dico: se voi rappresentate il mondo della tradizione e del vero cattolicesimo, allora non posso dire altro che la parusia forse è vicina.

Desidero comunque perdere del tempo prezioso per postarvi nuovamente un commento al quale nessuno ha dato risposta, visto che dinanzi alle cose serie scappate via per attaccarvi ad altro.
Questo è ciò a cui nel merito dovete rispondere. Ecco di nuovo qua di seguito e vediamo se qualcuno ha argomenti per rispondere:


Forse non vi è ancora chiaro che sulla cattedra di Pietro non c'è più il Venerabile Pontefice Benedetto XVI che vi ha teso le braccia in tutti i modi, che ha emanato un motu proprio, che ha cercato un dialogo a tutti i costi inimicandosi per questo intere frange di curia romana e di episcopato mondiale, prendendosi critiche da questi e critiche da voi, mai contenti di niente, perchè tutto ciò che vi è offerto è sempre poco. Perchè voi volete l'impossibile: volete che la Chiesa sconfessi e dichiari invalido un intero concilio ecumenico.
Duri di cuore ... sordi ... ciechi!
l'attuale Regnante Pontefice non sembra avere molta simpatia per certi cosiddetti ambienti della tradizione; e certi ambienti della tradizione, col loro gridare "al concilio eretico ... ai papi illegittimi ... agli antipapi ... al sedevacantismo", finiranno per essere il "meraviglioso" prestesto col quale per vostra somma colpa saremo castigati tutti, colpevoli e innocenti.
Perchè non tutti gli amanti della Tradizione sono dei ribelli irrazionali irriverenti all'autorità della Chiesa come lo siete voi, esistono eserciti di preti fedeli. E se domani, il Sommo Pontefice, dovesse proibire l'uso del messale di San Pio V, forse voi andrete pure nell'atelier ecclesiastico di Mons. Cesare Baronio a farvi celebrare da lui validissime Messe in rito antico, mentre tanti di noi, in obbediente ossequio alla Chiesa, con immane sofferenza non potranno mai più usare quel messale.
Adesso vi è più chiaro il danno verso il quale gli "irragionevoli" e i "talebani" della cosiddetta Tradizione stanno gravemente giocando e trascinando tutti quanti?

Ogni grazia e benedizione da Dio.

Ariel S. Levi di Gualdo

don Camillo ha detto...

E se domani, il Sommo Pontefice, dovesse proibire l'uso del messale di San Pio V, ... tanti di noi, in obbediente ossequio alla Chiesa, con immane sofferenza non potranno mai più usare quel messale.

Ipotesi assurda, da non prendere in considerazione, e poi perchè dovrebbe farlo? Oramai è diventata talmente rara che non credo possa fare più "paura" a nessuno.

Perchè voi volete l'impossibile: volete che la Chiesa sconfessi e dichiari invalido un intero concilio ecumenico.

Aspettiamo che venga considerato per quello che è! "UN CONCILIO PASTORALE" che non vuole definire nulla, così come P6 disse, tra l'altro. E che delle preposizione siano corrette: il "subsisti in" in "est", per esempio e la nostrae aetate sia esclusa dai testi Conciliari, anche perchè non ha nessuna conformazione tipica di un testo magisteriale universale. Se non erro non ha nemmeno citazione nè bibliche nè patristiche, per esempio.

Margheriti Mastino ha detto...

ANTONIO MARGHERITI MASTINO

Don Ariel, caro vecchio amico, te lo avevo detto di lasciar perdere questa masnada di pazzi, psicotici, sociopatici, malati di testa che si definiscono "tradizionalisti" ma che immaginano una chiesa che non è mai esistita, né mai dovrà esistere e se per uno scherzo del demonio si realizzasse, bisognerebbe abbatterla con la forza pubblica e turbe di infermieri dei manicomi.
Devo soffocare nel loro stesso ghetto, riempito d'acqua come topi nella fogna, solo questo meritano questi ciarlatani, farisei, psicotici. Questi profeti di sventura che non hanno neppure il coraggio delle luce del sole, che vivono nascosti dietro uno schermo, di firmarsi col loro nome. Anche perché se venissero allo scoperto, presentandosi con la loro faccia e il loro nome, avrebbero paura che chi non deve li riconosca. Per quello che sono e hanno fatto veramente. Sovente al buio.

don Camillo ha detto...

Margheriti Mastino ha detto... Don Ariel, caro vecchio amico...

La vostra commovente affinità elettiva non mi sorprende, avete gli stessi modi di affrontare l'avversario politico, l'insulto e il dileggio, ma... non c'è problema perchè caro Antonio, non sai la gioia che mi hai dato, nel leggere tutte queste parole di giudizio e di condanna. Io sono quello che sono davanti a Dio, con i miei dubbi e con la mia consapevolezza sulla "Crisi della Chiesa" che ho compreso, grazie a Dio, leggendo tutti gli scritti di Mons. Lefebvre, e servendo la Chiesa fin dall'ingresso in seminario. Il resto non mi interessa, credimi non mi interessa. Ho dei buoni amici sacerdoti veri e sinceri (e questo oggi giorno è un miracolo) ho un ministero ricco e fecondo nell'ultima contea dell'Impero che non cambierei per nulla al mondo. Che posso volere di più?

Se non volete affrontare serenamente le questioni, lasciateci in pace nel nostro "ghetto" e nella nostra "fogna", tanto sapete dove stiamo, quando arriverete con la "forza pubblica" non opporremo resistenza, ve lo assicuro perchè grazie a Dio sarà arrivata finalmente, la nostra liberazione quella vera!

don Camillo ha detto...

Fleur de Lys, grazie per l'incoraggiamento, non me ne volere ma toglierò il tuo commento, non certo per fare il censore, ma come vedi questo blog è di studio e approfondimento, ho postato il contributo di don Levì solo per portare una mia esperienza a difesa della formazione della SPX, che da lui è stata ingiustamente messa in discussione, sempre secondo il mio modesto parere. Per il resto vorrei ritornare allo spirito che mi ha mosso nel realizzare questo spazio, che non ha niente a che vedere con discussioni o ping pong sterili e infruttuosi.

hpoirot ha detto...

a Anonimo dell 11/01 16h06
scusandomi per il ritardo

1. hpoirot, ma don Levi non era considerato da voi l'eroe della Resistenza cattolica?

personalmente don Levi non sapevo neanche chi fosse, fino a pochi mesi fa quando l'ho scoperto sui blog dell'orbita (larga) tradizionalista

Emilio ha detto...

Don Ariel, non tema: Benedetto XVI l’ha detto chiaramente, ed è la nota più forte e più dolente di tutto il Summorum Pontificum, che alcuni liturgisti fanno finta di non capire: il nuovo Messale non ha abolito quello precedente. Non lo poteva, nessuno ha l’autorità di farlo, neppure il Papa. Questi è “custode” della Tradizione non l’inventore. Anche quello nuovo non si può abolire, ma senza il Messale precedente il nuovo non ha un contesto, è senza radici.  

Alvaro Vitali ha detto...

Mi stupisce che diate corda a ALDG, richiamato più volte dai superiori per le sue intemperanze, come nel caso del suo spregevole articolo contro i funerali di Don Gallo, già notorio se non famigerato nella comunità riformata di Milano quando faceva l'ebreo ortodosso pur non avendo mai imparato nemmeno una riga d'ebraico…