giovedì 30 gennaio 2014

Il tentato, il tentatore, la tentazione: il ghetto tradizionalista. Come il tradizionalista può andarsene “tranquillo” dalla propria parrocchia senza avere mai provato a dare al parroco le ragioni della Tradizione…

Riporto con piacere due commenti di un nostro lettore, meritano di essere letti e commentati. Sembrano parlare di due argomenti apparentemente diversi ma in realtà sono due modi di leggere e affrontare la crisi ecclesiale ora così evidente. Il primo è basato su un approccio sano del tradizionalista diciamo consapevole che tenta di relazionarsi con il parroco del proprio territorio in cui vive. Perchè sano, perchè se il fedele prende coscienza e consapevolezza della Crisi, ha il diritto e dovere di rivolgersi prima in quel luogo di culto che Dio e la Chiesa hanno posto a suo servizio e a servizio di ogni membro battezzato. Nel secondo commento del nostro lettore anonimo invece rilancia un'esternazione infelice (la definisce"auspicio") del teologo Ratzinger che invece si augura in un certo senso che questi battezzati bypassando (non si sà perchè) la propria comunità cerchino di aggregarsi in piccole comunità, Kammini (of course!) e movimenti per rimettere "la Fede al centro dell’esperienza".

80 isole dove fuggire e vivere felici
"Per esperienza mi sono convinto che la Tradizione debba cercare la sua libertà, non tentare di fare massa d'urto.
Questo non è un atteggiamento antipolitico, è anzi il più politico degli atteggiamenti possibili.
Si traduce nel costringere i pastori, ad ogni livello, a non poter negare tale libertà e, di conseguenza, a non poter rinnegare la Tradizione.
Esempi molto concreti. Il parroco dice di leggere in famiglia i catechismi attuali. Gli si risponde che, pur non avendo intenzione di contestare alcunché, in famiglia preferisci leggere il catechismo di Pio X, piuttosto che quello di Trento, piuttosto che quelle di Bellarmino, etc.. Alle insistenze del parroco, domandi se questi catechismi allora facciano male alle anime: difficilmente dirà di sì, se capisce che l'interlocutore non è del tutto sprovveduto ...
Idem per la scelta dei testi di preghiera o di spiritualità.
Chiedete la messa antica. Vi risponderanno di no. Chiedetegli perché, forse è dannosa per le anime? Risponderanno con argomenti pastorali (tipico: crea divisione! Oppure: la gente non la capisce più, etc.) ma non si spingeranno a dire che fa male alle anime.
Sono gesti che fanno bene sia al fedele che al pastore. Si tratta di costringersi e costringerli a confessare che l'attuale chiesa non è una nuova chiesa.
Di questi tempi è già molto, in attesa che questa libertà torni ad essere un pieno diritto, anzitutto di Dio.
Io agisco così. Mi pongo rispettosamente verso il pastore, e normalmente vengo rispettato. Qualcuno ha dato in escandescenza, ma proprio perché ha capito che l'aut aut non consentiva infingimenti. Non li provoco, ma se necessario parlo. Certo, nonostante tutta l'attuale retorica sulla mitica "comunità", purtroppo vengo considerato come una sorta di terrorista incendiario che crea divisione. Ma tant'è, è il prezzo da pagare. Dopo, ovviamente, ti accusano anche di non partecipare alla vita della comunità. Ovviamente. Ma è un'accusa figlia di un'astrazione. Ho rapporti sinceramente cristiani con tante brave persone della parrocchia, non con l'ideale "comunità".
Questo non vuol dire non fare mai massa d'urto. Se l'occasione si presenta, è bene essere uniti. Ma i nostri diritti debbono essere solo il mezzo per costringere i pastori a confessare non noi, ma ciò che pubblicamente ancora vogliamo indegnamente ricordare loro. "
Grazie
e poi: 
"Ecco di cosa parlava B XVI
"Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell’esperienza. Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti. Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto." (Joseph Ratzinger, 1969)

Qualcuno la chiama profezia. Se tale voleva essere, certo non si è avverata: la Chiesa-istituzione c'è ed ha anche potere sociale. Altra cosa il fatto che non lo usi come dovrebbe.
Ma proprio perché non lo usa come dovrebbe, ecco che più che una profezia pare un auspicio.
Dovrebbe sarebbe allora la discontinuità di Francesco rispetto a B XVI? "




17 commenti:

don Camillo ha detto...

Pio X è stato parroco! Ho sempre più chiaro del perchè è stato un grande Santo!

semplice fedele ha detto...

Caro don Camillo, in parte le do anche ragione.

E' vero, uno che ha capito il valore della Tradizione Bimillenaria, non può abbandonare la propria parrocchia, però è anche vero che se non ha paura di nascondere i suoi veri sentimenti al parroco modernista è segnato a vita.

Quante volte ho provato a discutere con suore e preti amici di vecchia data, ma attorno a me il deserto che prima non c'era.

La cosa gravissima è che se solo citi il nome di mons. Lefebvre sei messo alla gogna...e questo anche da amici, perchè il nefando lavoro di calunnia e di disprezzo che hanno gettato sulla sua persona e di conseguenza alla FSPX è enorme.

Non solo, non accetto passivamente che si cerchi di dimenticare e quindi di togliere il merito a mons. Lefebvre nella difesa della S. Messa Tridentina e della resistenza vera agli errori del cv2 pastorale, come invece da anni imponengono con l'inganno certi nuovi 'preti tradizionalisti' e codazzo al seguito autoproclamino veri ed unici senza macchia, perchè sono (dicono) in obbedienza alla chiesa (sig!!)

Come fare in questi casi? Difficile molto difficile. Anche ora che la ' scomunica ' è stata tolta, vige ancora questo clima bellico, magari mascherato da pseudo riflessione.

Si basti pensare all'ultimo di quel Levi di Gualdo, il quale si permette di dipingere i tradizionalisti che a lui non garbano ( ma chi è costui e chi si crede di essere? ) come dei pericolosi appestati, ma voglia il caso che proprio costui,(e ve ne sono tanti che si spacciano per veri e tradizionalisti) da quello che mi risulta attualmente, non ha ancora smentito un fattarello che lo riguarderebbe da vicino

Siena, 18 gennaio 2014 -

L’EPISODIO ha suscitato stupore perché insolito. Papa Francesco ha concesso la sua benedizione apostolica al circolo Arci di Ulignano, una piccola frazione alle porte di San Gimignano. Si tratta del gesto di riconoscenza del parroco locale, don Luigi Miggiano, realizzato con l’aiuto di un prelato della Curia vaticana, don Ariel Levi di Gualdo, che ha scelto il piccolo borgo senese come buen retiro per riposarsi e meditare.


I due religiosi hanno voluto omaggiare il circolo Arci consegnando nelle mani della barista la pergamena, con tanto di timbro papale in rilievo, rilasciata dall’Elemosineria Apostolica del Vaticano. Nella pergamena, prontamente incorniciata e messa in bella vista nel locale, si legge «Sua Santità Francesco di cuore impartisce l’implorata Benedizione Apostolica a Arcinova di Ulignano invocando, per intercessione di Maria Santissima, abbondanti Grazie Divine»’.

http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2014/01/18/1011895-papa-dono-benedizione.shtml

Anonimo ha detto...

Grazie don Camillo per l'attenzione.
Leggo spesso il suo blog, ne apprezzo gli approfondimenti e lo spirito che lo anima. Non di rado mi è di aiuto per orientarmi in questa confusione.
Certo, spesso le delusioni arrivano. Ogni tanto la solitudine si fa sentire, soprattutto quando è davvero impossibile appoggiarsi alla parrocchia (come fai a mandare i figli dalle catechiste che gli parlano di educazione sessuale!). Per la Messa VO occorre fare tanta strada.
Ma so per certo che le isole felici sono vere illusioni, che presto o tardi si mostrano come tali.
E poi, come insegnava san Francesco di Sales, perché fare castelli in Spagna quando dobbiamo vivere in Francia?
Quanto al passo di Ratzinger, la Chiesa è stata edificata sull'autorità degli Apostoli, non sul fascino esercitato da qualche movimento. Se gli Apostoli avessero ragionato in quel modo, probabilmente non avrebbero lasciato il cenacolo ...
Grazie di tutto

Anonimo ha detto...

Noi il dialogo con il parroco l'abbiamo cercato quando abbiamo chiesto la messa antica. Lui (fra parentesi un sacerdote avanti con gli anni, conservatore, rigoroso quanto a dottrina) prima ci ha trattati come ignoranti, poi vedendo che eravamo decisi ha cominciato a dire che la messa antica non va bene, crea divisioni, il repertorio classico. Insomma assolutamente contrario. Alla fine la messa antica l'abbiamo avuta nonostante la sua opposizione. Senza averlo voluto (perché in realtà quello che volevamo era fare parte della parrocchia) nel ghetto e nell'isola felice ci siamo ritrovati. Certo, calcolatrice alla mano da noi alla messa "parrocchiale" va un numero maggiore di persone, ma alla messa antica vanno solo persone che hanno fatto una scelta consapevole, hanno detto "dove mi ritrovo di più?", hanno perfino dovuto fare la fatica (non sovrumana) di imparare un rito che ignoravano. E dopo anni posso dire con certezza che queste persone sono in aumento, non si è sicuramente trattato di un fuoco di paglia subito dimenticato. Ogni tanto mi capita di chiedermi chi stia realmente nel ghetto.

Luciana Cuppo ha detto...

Dove sarebbe allora la discontinuita' fra papa Benedetto XVI e Francesco?

Evidentemente, la discontinuita' non c'e'.
Tempo addietro su questo blog avevo citato un articolo del 1956 scritto da Joseph Ratzinger su Ticonio in cui Ratzinger prospettava la visione di una chiesa non gerarchica e non sacramentale, ma pneumatica, cioe' mossa soltanto dallo spirito - da non identificarsi con lo Spirito Santo.
Un commento anonimo su questo blog chiese perche' mai andare a rivangare questi vecchi scritti. Ebbene, questo post dimostra chiaramente che le idee del 1956 erano ancora vive e vegete nel 1969, com'erano gia' vive nel primo Novecento, quando Ratzinger non era ancora nato; e come sono oggi vive piu' che mai. Ma la Chiesa ha preso ben altre batoste e passera' anche questa.
E veniamo al punto cruciale: il "rimettere la fede al centro dell'esperienza" - da partedi una maggioranza o di una minoranza, importa poco.
Possibile che i devoti di Benedetto XVI non si accorgano che questo e' modernismo allo stato puro? San Pio X, che defini' il modernismo la sintesi di tutte le eresie, ne bollo' il porre il "sentimento religioso" al posto della Fede; che e' precisamente quanto fa Joseph Ratzinger, che invece di porre l'esperienza al servizio ed in subordine alla Fede, pone la fede al centro dell'esperienza; ma se e' al centro dell'esperienza, la fede e' anch'essa qualcosa che si puo' sperimentare.
E invece no, mille volte no. "Fede e' sostanza di cose sperate / ed argomento delle non parventi", scriveva Dante; in tutto cio', l'esperienza non c'entra. La "gioia spirituale", lo "stare insieme", la "comunione fraterna", le "isole felici"; tutte belle cose, se considerate aiuti psicologici di cui abbiamo tutti talvolta bisogno per vivere meglio la vita cristiana. Ma non sono la Fede. Il neonato appena battezzato sperimenta fame e sonno e bisogno d'esser coccolato; non sperimenta affatto la Fede, eppure ce l'ha, poiche' gli e' stata data col battesimo. Ed anche noi non sperimentiamo la fede, ma solo alcune sue manifestazioni; anzi, la nostra fede e' tanto piu' salda quando non si sperimenta proprio niente, ma c'e' la volonta' di credere e di agire in conseguenza, e ci si affida a Dio.
E le isole felici? Sono un'illusione, innanzitutto perche' non esistono come situazione permanente: Cristo invito', si', i discepoli a riposarsi, e li fece. si', (alcuni) assistere alla sua trasfigurazione; ma invece che a piantar tende sul Tabor, li mando' a lavorare per il regno di Dio; e dovrebbe andar meglio a noi? le isole felici sono un tranello diabolico, perche' si scambia l'esperienza con la Fede.

viandante ha detto...

Purtroppo a questo mondo non ci possono essere isole felici, nel senso che ovunque siamo la nostra natura è corrotta dal peccato originale e abbiamo da lottare continuamente contro la triplice concupiscenza. Ho già usato anch’io questo termine (isola felice) che però va inteso nella giusta accezione, che è relativa e non assoluta.
Un tempo si era maggiormente coscienti che il Principe di questo mondo è Satana e che lui cerca di impedire la nostra santificazione e che per questo noi dobbiamo continuamente lottare.
Ora nella maggior parte delle parrocchie non si parla più di questo. Non ci si può più affidare alla parrocchia per il catechismo di bambini e ragazzi, ma neanche per la dottrina per gli adulti. L’azione pastorale è indirizzata a scopi che esulano dagli insegnamenti e direttive evangeliche (andate ed ammaestrate tutti, battezzando tutti nel nome del Padre …).
Correttissimo dunque parlare di questo con il parroco, ma senza illudersi di poter cambiare le cose. È comunque una utile testimonianza.

Però resta il problema: dove cresco i figli? In un ambiente ambiguo o in uno integro, se ne ho la possibilità? Beh, scusatemi ma non penso si debba riflettere a lungo per prendere una simile decisione.

Io mi rifaccio comunque volentieri alla storia: forse che durante l’arianesimo, i pochi sacerdoti integri, cacciati, non si dovettero rifugiare da qualche parte? Forse che subito dopo la nascita la FSSPX non dovette concentrare i suoi sforzi in alcune località particolarmente reattive?

In tempi di ospedali da campo si dovrebbe mettere in quarantena l’ammalato. Quando invece il morbo si è già diffuso in modo esteso, come ai tempi della peste, conviene che i sani si ritirino in qualche rifugio e aspettino pregando e facendo penitenza, la misericordia del Signore.

Convengo con la signora Cuppo che sarebbe grave scambiare l'esperienza con la fede, ma questo rischio esiste ovunque, non solo in queste isole legate alla Tradizione. Anzi può essere ancora peggio laddove tra tante Messe riformate si concede anche la Messa secondo il motu proprio "per coloro che hanno un'altra sensibilità"; come dire aggiungere confusione alla confusione!

Anonimo ha detto...

Ottime osservazioni.
In certi ambienti è nato e si è diffuso il concetto di fede come "adesione amorosa". Io lo ho rintracciato in un numero di diversi decenni fa di Communio, ma ora non sono in grado di ricordare quale.
I riferimenti culturali di Communio sapete bene quali sono. Altrettanto le sue propaggini.
L'"adesione amorosa" è un modo subdolo di scalzare la definizione tradizionale di fede quale adesione ragionevole, superiore alla ragione ma non contro la ragione, proprio perché è la ragione a riconoscere questo "oltre" (Catechismo di San Pio X, § 872).
Sostituendo l'attributo "amorosa" all'attributo "ragionevole", si genera confusione tra due distinte virtù teologali (fede e carità) e si getta la fede nella dimensione del sentimento, dell'esperienza etc.. Si giunge ad affermare, sempre in quelle pagine di Communio, che non basta che la fede sia buona in sé, occorre che si buona "per me" (spero di poterle rintracciare per segnalarvele). Ecco che il soggetto processa la fede ed in ultimo Dio.
Questi non sono intellettualismi. Certo, di tutte le virtù la carità è la più grande. Ma confonderla con la fede non aiuta né l'una nell'altra. I frutti li abbiamo visti in questi anni. Anche l'idea delle isole felici in fondo ne è una conseguenza: è una falsa alternativa tra fede e carità, che infine tradisce sia l'una che l'altra. Neppure un monaco si ritira in monastero per conservare la fede: si ritira per convertire incessantemente i propri costumi. Ricordiamoci che i campioni della fede sono i martiri e i confessori, non gli eremiti! I monaci dovrebbero essere i serafini della carità ...
Mi sembra fare il paio con tale confusione delle virtù la confusione delle persone trinitarie denunciata da Amerio.
Se può interessare, segnalo un post che mi pare approfondito. Non voglio aprire un capitolo su CL, non ne ho neppure una cattiva considerazione, ma mi pare che in un discorso sull'esperienza e il sentimento religioso siano inevitabilmente coinvolti. D'altra parte, Communio unisce fortemente Ratzinger e CL e spiega le analogie di pensiero.


http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2014/01/il-sentimento-religioso-esiste-la-dove.html

don Camillo ha detto...

Ringrazio tutti per i contributi interessanti, aggiungo solo qualche pensiero.
Sì. la prima reazione è sempre negativa, vuoi anche perchè il parroco in questione magari non ha voglia di ricominciare ad imparare un altro modo di dire Messa, ma non crediate che certi approcci cadano nel vuoto. Mi capita di frequente di incontrare i preti della mia zona pastorale ebbene spesso e volentieri mi si avvicina quello o quell'altro prete che mi chiede informazioni sulla Messa, oppure sacerdoti che mi danno Vecchi Messali dicendomi "li do a te, che so che li usi, ma non è un regalo se mi servono me li ridai" o roba del genere. Cioè che voglio dire, che dopo svariati anni dal MP, i parroci stanno entrando nell'ottica che C'E' anche il rito Tradizionale. E dietro quel NO, non c'è un muro, ma quella richiesta avrà scatenato una reazione a catena che forse porterà un giorno a prendere una decisione in merito.

Quale è il consiglio di don Camillo:
1. La parrocchia è sempre la parrocchia, bella brutta c'è sempre la presenza di Cristo per me.
2. Fatevi conoscere, come?: senza pretendere nulla "io sono Tal dei tali, sono un suo parrocchiano, volevo farmi conoscere, non vengo qui a Messa perchè da anni vado alla Messa Tridentina, senza necessariamente entrare nei particolari.
3. Presentatevi ogni anno magari a Natale con un piccolo contributo, non certo per farvi notare in positivo, quanto piuttosto perchè è dovere del Cristiano "Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità". Il che non significa non provvedere con la mia "moneta" nella colletta durante la Messa Tridentina...

Vi trattano male? non accettano i soldi? Non fa niente, vedrete che l'anno successivo che ripeterete lo stesso gesto le cose cambieranno, perchè nel frattempo avete innescato una reazione a catena benefica. Certo se ci provate una volta, e dopo il primo NO, vi arrendete, anche il parroco se ne farà una ragione... Se avete compreso il senso della santa Messa, ricordatevi che è un Dono dal Cielo che non può non essere condiviso con il proprio parroco, buono o cattivo che sia.

Le isole felici sono belle, (bellissimo il detto di San Francesco di Sales) ma come ha ben detto Luciana non siamo stati chiamati a vivere sul Tabor, ma ad andare a Gerusalemme per dare testimonianza.

semplice fedele ha detto...

Caro don Camillo, nei suoi consigli mi trova perfettamente d'accordo ed è già quello che faccio da anni.

Dirò di più, pur divenendo con chiunque e in qualsiasi contesto una 'belva' quando sento calunniare la FSPX, nel mio piccolo non faccio mai mancare nulla alla mia parrocchia gestita da preti modernisti.
Spesso offro gratis lavoro altamente professionale, proprio per amore della mia parrocchia, senza ricevere un misero grazie, facendo risparmiare anche 1-2 mila euro per volta.
Non me ne lamento, perchè so che lo faccio per una buona causa, ovvero la mia parrocchia. Così come non faccio mai mancare nulla ai Sacerdoti della FSPX.

L'educazione non sempre trova casa nelle parrocchie, spesso abitate da sacche di invidia e saccenteria, specie in coloro che si ritengono catechisti o manager della parrocchia, lo stesso atteggiamento che riscontro in certi/e responsabili di blog che si dichiarano tradizionali.

Una grande colpa in questo ce l'hanno i sacerdoti modernisti che invece di seguire la parrocchia delegano a questo o a quello.

Ripeto, non le mando certo a dire specie ai superbi e arroganti, mi spaice quelli non li digerisco, proprio per la loro superbia elevata al quadrato anche se si presentano con il sorriso sulle labbra. Quello non mi incanta anzi!!
Tra questi i vari rappresentanti o simpatizzanti del movimentismo post conciliare che sono la rovina della Chiesa e delle parrocchie altro che 'carisma' dello Spirito Santo.

Mons. Lefebvre si, (al contrario di costoro) è stato chiamato al carisma nella difesa della Tradizione, fatto certo e ineludibile.

Ahimè per assistere alla S. Messa Tridentina della FSPX devo percorrere chilometri, e quando la frequento è come andassi in pellegrinaggio. Gioia ed emozione mi assalgono.

Quando invece frequento la Messa NO in parrocchia, non c'è emozione ma vado con il cuore in mano pregando il Padrone della Messe che illumini il mio prete di parrocchia, affinchè possa agire pensare e catechizzare come quei santi Sacerdoti della FSPX.

Caro don Camillo la ringrazio vivamente per la risposta e i consigli che ha fornito.

don Camillo ha detto...

semplice fedele, la tua testimonianza non solo incoraggia me ma sono sicuro tanti che leggeranno queste tue belle parole! Coraggio!

semplice fedele ha detto...

Grazie infinite carissimo don Camillo, che il Santo Curato d'Ars la guidi la protegga e interceda per lei e quei Sacerdoti animati dal suo stesso spirito d'amore per la Santa Madre Chiesa, Cattolica Apostolica Romana.

Grazie e un caro saluto.

Anonimo ha detto...

Fede ed esperienza. Tema ripreso da C&PC.

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/02/fede-adesione-ragionevolezza-e-poi.html

Anonimo ha detto...

I suoi consigli sono giusti. Anche se con la parrocchia (o con il parroco, per essere più precisi) non è stato apparentemente possibile intavolare un dialogo, noi ci teniamo a versare ogni settimana nelle sue mani le offerte che si raccolgono durante la Messa antica (tratteniamo solo quello che è necessario per l'acquisto di ostie, vino ecc.). Devo dire che di fronte alla busta con i soldi il buon prete non ci ha mai detto di no! Fra l'altro è giusto questo contributo visto che comunque la bolletta della luce ed eventuali spese di manutenzione della chiesa che utilizziamo sono in carico alla parrocchia. Concordo anche sul fatto che dietro certe chiusure in apparenza definitive "qualcosa" potrebbe in realtà lavorare e nel tempo portare a qualche risultato insospettato. Bene quindi che quanti desiderano la Messa antica escano allo scoperto e facciano valere le proprie ragioni senza paura di beccarsi qualche insulto (ai martiri andò ben peggio!). Stando chiusi in casa non si andrà mai da nessuna parte.

don Camillo ha detto...

Ecco! Grazie Anonimo!

Andrea Carradori ha detto...

Bell'articolo don Camillo !!!
Complimenti !

(((†))) . Radio . Vobiscum . [ Germania ] ha detto...

Laudetur Iesus Christus ! Semper laudetur !


VIVA VOX - Voce dai blog della Tradizione cattolica - Radicati nella Fede: Stabilitas Loci - Editoriale di Febbraio 2014 - A cura di don Etienne

http://radio-vobiscum.tumblr.com/post/76029954824/viva-vox-voce-dai-blog-della-tradizione

Durata: 00:14:41 - Volume: 13.45 MB

Buon ascolto a tutti !

A mani giunte ! Preghiamo l’Immacolata.

Radio Vobiscum - [Germania]

Email: radiovobiscum(chiocciola)gmx.de

[ Voci crito-lefebvriane in liberta. - Mamma li traditionalisti ! ]

Fleur de Lys ha detto...

Concordo con i commenti di 'semplice fedele' e naturalmente con don Camillo.

Ringrazio inoltre il bellissimo servizio di informazione sulla Tradizione che fa Radio Vobiscum.