domenica 5 gennaio 2014

Lettera aperta al Papa. Ripristino Messa Antiquior a Santa Maria Maggiore.

Purtroppo certe cose capitano solo perché nella Sacrestia c'è quel solito frate o anche detto "il superbissimo di Santa Maria Maggiore", quello che ha imboscato in sacrestia Padre Volpi per farlo parlare con Papa Francesco pro domo sua. Preghiamo per questo povero frate, perchè quando cambierà il vento, perchè cambierà! forse fra un mese un anno dieci anni chi lo sa, ma cambierà, trovi un posto ben sicuro per piangere la sua abiezione. La Salus non dimentica quei figli devoti che sono stati cacciati a malo modo per la sua insolenza verso il Rito Romano amato difeso riformato dal quel San Pio V che in Basilica veglia da più di 500 anni!

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Santo Padre,


ci rivolgiamo a Lei come Pastore Supremo della Chiesa universale e nostro, per chiedere il Suo autorevole intervento in vicende che recentemente stiamo registrando e subendo con doloroso attonito rammarico.
Si tratta della progressiva abolizione di celebrazioni della Santa Messa Antiquior a partire da quelle, che hanno suscitato sorpresa ed emozione nell'intero Orbe cattolico, celebrate dai Francescani del'Immacolata, sulla cui vicenda ovviamente non entriamo, in attesa degli esiti del Commissariamento. Ci limitiamo tuttavia a sottolineare che, al di là delle vicende interne all'Ordine e con nessun riferimento ad esse, sono state soppresse le celebrazioni garantite in Centri di eccellenza, alcuni ora chiusi altri languenti, i cui animatori sono stati rimossi con la generica motivazione della "missione", mentre la loro missione si svolgeva con grande edificazione dei fedeli a loro affidati, le cui voci dolenti - espresse ufficialmente dal Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum - non sono state ascoltate né dal nuovo Superiore né dagli stessi vescovi. 
Da ieri, primo sabato dell'anno, la scure inesorabile si è abbattuta anche sulla celebrazione del primo Sabato del mese presso la Cappella Cesi di Santa Maria Maggiore, la Basilica Papale a Lei così cara, interrompendo una consuetudine di quattordici anni.
Non riusciamo a comprendere come la Santa e Divina Liturgia, sdoganata per tutta la Chiesa universale dal Motu proprio del Suo amato predecessore, possa essere oggetto di tale pastorale esclusione.
Chiediamo dunque il Suo autorevole intervento affinché venga ripristinato lo ius divinum del Signore al culto al Lui dovuto secondo una Tradizione bimillenaria e quello pastorale di quei fedeli che lo custodiscono - una cum Papa nostro -  ben lontani da ventilati sospetti di fissismo di tipo museale.
Siamo credenti devoti e uniti nel Signore e nella preghiera al Soglio di Pietro, e ci attendiamo da Lei una parola di condivisione e accoglienza che la sua tenerezza non nega ai più lontani e agli ultimi. La nostra "periferia" di fedeli, emarginati e spesso addirittura ignorati quando non disprezzati, piange e geme per questi fraintendimenti e queste esclusioni che arrivano tanto più inattese, quanto più riconosciute e sancite dalla Tradizione Apostolica giunta fino a noi e confermata dal ricordato motu proprio di Benedetto XVI.
Certi della Sua paterna accoglienza, Le chiediamo un segno della Sua tenera premura attraverso il ripristino della nostra Santa Messa mensile in Santa Maria Maggiore, proprio nella Basilica Papale a Lei così cara. Ricordando che il primo sabato del mese è dedicato alla sentita ed amorosa devozione nei confronti della Santa Vergine in riparazione delle tante offese che purtroppo ogni giorno vengono fatte al suo Cuore Immacolato.
Con i sensi della nostra profonda devozione, in unione di preghiera in Cristo Signore, attendiamo una Sua parola di paterna conferma.
Il Coetus Summorum Romano

14 commenti:

Anonimo ha detto...

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/01/signore-da-chi-andremo.html

Qualche notizia precisa?
Grazie.
P.

don Camillo ha detto...

Io personalmente non sono dello stesso avviso, anzi... i biritualisti parroci che conosco sono tutti al loro posto. Io celebro tranquillamente anche se a cappella vuota, perchè gli snob, vanno al centro, e gli altri, legati in certo qual modo ai FI non vogliono grane. Non ho problemi, almeno fino ad oggi, ad insegnare come ho sempre fatto. Su Santa Maria Maggiore mi dispiace, certo è bizzarro che con un Capitolo pieno di preti in pensione che ben volentieri avrebbero celebrato in Antiquior, ci volesse la necessaria presenza dei sacerdoti di Griciliano (senza ripetere le mie personali perplessità sul loro modo di procedere) per dire una messa antica.
Attualmente il Capitolo Liberiano è commissariato dal Cardinale (sono anni che è così, per malgestione di monsignori canonici polacchi), il quale si sà non è molto presente nelle cose interne, quindi l'avversione del "superbissimo", signore della sacrestia avrà avuto un ruolo decisivo nel cacciare definitivamente la Messa di San Pio V, da casa sua! Ma vabbè i conti si fanno alla fine!

Per il resto, è chiaro che a Francesco non importa nulla della Liturgia come non importava nulla a B16, salvo baloccarsi di pizzi e marinate e divanate. Abolirà la Messa?! Non credo! l'ha detto ai vescovi pugliesi e mi sembrava, rispetto al suo predecessore, abbastanza sincero.

Circa i Francescani, qualcuno ha chiesto il mio parere tempo fa, pur stimando assai la vita fratereccia, se mi son fatto prete diocesano ci sarà stato un perchè! Per me, salvo colpi di scena, potrebbero pure sciogliersi, anche perchè all'indomani della "normalizzazione" che arriverà presto, avranno tutti gli "orifizi tappati" dal "nuovo" corso del politicamente corretto!

Per un ritorno alla Messa tridentina come medicina di tutti i mali? Pierre Teilhard de Chardin, Karl Rahner, Hans Urs von Balthasar, e lo stesso Ratzinga, la Messa tridentina la dicevano tutti i giorni, eppure di sfondoni ne hanno detti e il più grande è e sarà sempre quel capolavoro di ambiguità che ha generato tanto male che si chiama "subsistit in", capovolto questo termine, tutto si rimetterà a posto, compresa la Liturgia, che in ogni caso bisogna conoscere e studiare!

Sì, conoscere studiare ed evitare di dire cialtronate! E questo lo dico in modo chiaro e diretto ai miei cari confratelli e commilitoni, che amo, stimo ed incoraggio a prescindere ma nello stesso tempo esorto a rileggere prima di postare qualsiasi cosa:

"Oggi la situazione è totalmente mutata: la Chiesa si è trasformata in una struttura di peccato che genera e produce peccato al proprio interno." don Levì

"Non si può abolire la Messa che la Chiesa ha celebrato per quindici secoli e che ha fatto i Santi". don Secci


Questo cose sono illegibili e fanno male a Cristo!

Anonimo ha detto...

Grazie, ero interessato a sapere se la vicenda di Santa Maria Maggiore poteva essere un segno di qualcosa di più grosso.
Da quanto dice sembra di no, meglio così.
Non chiedo per pettegolezzo, non sono di Roma, mi preoccupo solo per le realtà a cui sono legato.
Condivido quanto dice sulla frase di don Levi. Forse quella di don Secci, al di là della semplificazione storica, dice una verità. Ma non ho abbastanza strumenti per giudicare.
Grazie!
P.

Luciana Cuppo ha detto...

Condivido anch'io le parole di don Camillo sulla frase di don Levi; e poiche' ne ho teste' letta un'altra in cui don Levi definisce Benedetto XVI "maestro della fede e della sana dottrina cattolica", penso sia il caso di vedere insieme cosa questo maestro della fede cattolica scriveva nel lontano 1956; parole mai smentite ne' rettificate, di cui solo ora si capisce la portata. Sono tratte dal saggio 'Beobachtungen zum Kirchenbegriff des Tyconius im Liber regularum' [Osservazioni sul concetto di Chiesa di Ticonio nel Libro delle regole], e vogliate scusare, qui e nelle citazioni successive, la traduzione di lavoro; saggio che potete trovare nella Revue des etudes augustiniennes 2/1 (1956), pp. 173-185.
Nel 1956 Roma vigilava sulla dottrina, ed accadeva quindi che alcuni teologi esponessero le loro idee in modo indiretto; che e' quel che fece Ratzinger nell'articolo suddetto, servendosi di Ticonio per esprimere con evidente approvazione concetti in netto contrasto con quelli di S.Agostino e della Tradizione cattolica. Alcuni saggi:
Per Agostino la via per la giustificazione e' la fede nel Mediatore: "Es ist die entfaltete fides mediatoris, die jetzt wie damals alleiniger Weg zur Rechtfertigung ist, und nicht irgendeine pneumatologisch verstandene fides-fiducia" [Adesso come allora, non una qualsiasi fides-fiducia intesa pneumatologicamente, ma la fede dispiegata nel mediatore e' l'unica via alla giustificazione] (p. 178-179). Ma per Ticonio, continua Ratzinger (p. 179) "das gemeinssame Medium der Rechtfertigung ist nicht die KIRCHE, sondern der GEIST Gottes, der mit dem Christusgeist gleichgesetzt wird" [il mezzo comune per la giustificazione non e' la CHIESA, ma lo SPIRITO di Dio, che viene equiparato allo spirito di Cristo].
Ratzinger passa poi a commentare il ben noto concetto ticoniano (quello combattuto da S.Agostino perche' eretico) di Chiesa come corpus bipertitum, cioe' un corpo bipartito: "Der wesentliche Inhalt der Lehre vom corpus bipertitum besteht in der These, dass der eine Leib der Kirche zwei Seiten hat: eine linke und eine rechte, eine suendige und eine begnadete, die aber beide eben Seiten eines einzigen Leibes sind" [il contenuto essenziale della dottrina del corpus bipertitum consiste nella tesi che l'unico corpo della Chiesa ha due parti: quella sinistra e quella destra, una peccatrice ed una in grazia, che pero' sono entrambe parti di un unico corpo], p. 179. Fra le conseguenze pratiche di un tale concetto della Chiesa, Ratzinger ricorda (p. 182): "Bei Augustinus bedeutet er wirklich die positive Ausbreitung der Herrschaft Christi durch die Kirche ueber die ganze Welt. Bei Tyconius bedeutet er das auch, aber darueber hinaus drueckt er die innere Einheit der Kirche mit dem kosmos houtos aus, der ihr nicht absolut gegenuebersteht, sondern als pars sinistra in sie selber eingegangen ist" [Per Agostino il concetto [di cattolicita'] significa veramente il positivo estendersi della signoria di Cristo in tutto il mondo attraverso la Chiesa. Per Ticonio esso significa anche questo, ma inoltre egli afferma l'interiore unita' della Chiesa con il kosmos houtos (questo mondo), che non e' in assoluto contrasto con essa, ma e' entrato in essa come pars sinistra], p. 182. Ratzinger dedica una nota a pie' pagina - la nota 52, p. 182 - alla brillante e vigorosa confutazione di questi concetti da parte di S. Agostino, per concludere a p. 183: "So wird hier der Gedanke einer nahezu rein spirituellen Kirchenzugehoerigkeit sichtbar, der sich aus Tyconius' Lehre vom corpus bipertitum folgerichtig ergibt: Diese Lehre hebt jedwede Sicherheit bezueglich der Geltungsweise und der Wirksamkeit der ausseren kirchlichen Institutionen praktisch auf" p. 183.
(continua)

Luciana Cuppo ha detto...

[cosi' qui si fa visibile il pensiero di una quasi puramente spirituale appartenenza alla Chiesa, risultante dalla dottrina ticoniana del corpus bipertitum: questa dottrina elimina praticamente ogni sicurezza riguardo al valore ed all'efficacia delle istituzioni ecclesiastiche esteriori].
Per tornare a noi: se la Chiesa ha costituzionalmente una pars sinistra indistinguibile da "questo mondo" il cui principe e' Satana, certo essa puo' divenire "struttura di peccato". Ma per la sana dottrina - e per S. Agostino, de doctr. christ. 3.32.45 - la Chiesa non e' mai peccatrice. Se la Chiesa e' un corpo bipartito, allora si', la Chiesa fondata da Cristo "subsistit in" quella di oggi assieme a chissa' quanti schifezzi, che pure sussistono e costituiscono la pars sinistra della Chiesa. Gli sfondoni di Benedetto XVI sono reali ed hanno radici antiche - altro che "maestro della fede e della sana dottrina cattolica."

Anonimo ha detto...

The Church two bodies ... the Christ two bodies ... Ernst Kantorowizc, di origini ebraiche, nel suo capolavoro ha ben spiegato queste essenze duali, queste geminae personae, nella storia del pensiero cristiano medievale. Pur con qualche audacia intellettuale, per farlo non ha tuttavia avuto bisogno di attaccare alcun dogma, come quello della santità della Chiesa. A volte occorre l'onestà di un osservatore esterno.
Grazie
P.

don Camillo ha detto...

Ho dedicato un post al riguardo su don Levì, mi piacerebbe un tuo commento.
Grazie intanto per questo tuo splendilo contributo.

don Camillo ha detto...

Grazie anche a te carissimo P.

don Camillo ha detto...

Gli sfondoni di Benedetto XVI sono reali ed hanno radici antiche - altro che "maestro della fede e della sana dottrina cattolica.

Carissima Luciana, quello che mi spaventa di B16 è proprio la sua pertinace volontà, di non mettere in discussione nulla di ciò che ha detto e fatto nella sua giovinezza. E questo era molto chiaro al grande professore di Dogmatica don Michael Schmaus che lo denunziò appunto al Sant'Uffizio. Quanti errori ha proposto e favorito nella teologia moderna! Dio lo aiuti a correggere i suoi errori prima di chiudere gli occhi a questo mondo.

Anonimo ha detto...

Bravi sì, infamate Benedetto e tenetevi l'uomo dell'anno del massonico time o del the advocater, siamo alla frutta, lasciate in pace Benedetto e aprite gli occhi sulla realtà attuale, Messe tridentine abolite, cardinali vicini alla tradizione cacciati, contenti voi...

don Camillo ha detto...

Bravi sì, infamate Benedetto

Lo infameremo se ci inventassimo le parole, ma quel che ha scritto è sotto gli occhi di tutti! I riferimenti di Luciana sono chiari e limpidi.

Veritas summa Caritas!

Anonimo ha detto...

Si certo va bene, andate a rivedervi le perle dell'attuale uomo dell'anno. Benedetto era di un altro spesso, per questo le lobbies lo odiavano

Fleur de Lys ha detto...

Ma è pur vero che Benedetto 16, ha chiamato il giudaismo come nostro padre nella fede, alchè mi sembra una frase alquanto poco ortodossa o sbaglio?

don Camillo ha detto...

Cara Fleur de Lys non mi ricordo se abbia utilizzato questo termine, ma sicuramente considera i giudei quasi quasi come dei diversamente cristiani. in ogni caso assolutamente inaccettabile. Sul sito di don Curzio Nitoglia troverai più notizie al riguardo..