sabato 30 agosto 2014

Sintesi sulla Validitá dei “Nuovi Sacramenti” di don Curzio con una mia premessa post vacanziera.

AGGIORNAMENTO, 15 sett. 2014:

Riporto uno scambio di considerazioni tra due amici carissimi don Mauro Tranquillo e don Curzio Nitoglia, riguardanti la "validità dei Nuovi Sacramenti". Voi lo sapete, mi divertono molto le frecciatine che si sono scambiati, che considero, perchè tali sono, scaramucce tra fratelli e commilitoni. Da un mio modestissimo parere, visto che tra i tre sono l'unico che vive in "ambiente neo-sacramentario", posso dire che i due amici riflettono sui nuovi Sacramenti, ma in due ambiti paralleli ma non necessariamente convergenti: ambito Ecclesiologico: don Curzio; ambito Sacramentario don Mauro.
Don Mauro entra nello specifico del Sacramento, secondo me con competenza puntuale, tuttavia don Curzio conclude con una considerazione squisitamente Ecclesiologica assolutamente condivisibile.
Io nel mio piccolo ne parlo ampiamente QUI, quello che posso dire è che in questo tempo di crisi profonda, il Signore non può permettere che i suoi figli stiano senza Sacramenti, la Chiesa infatti, saggiamente direi, ha individuato nell'Istituto giuridico del "Supplet Ecclesia" quella giusta riflessione per non far troppo confondere e i Ministri quanto sopratutto i fedeli, senza ovviamente, lo dico per gli esperti, azzittire la riflessione Sacramentale.

Ovviamente pur essendo il supplet Ecclesia un istituto giuridico-pastorale di grande rilevanza nella Chiesa (codificato sia nel vecchio sia nel nuovo Codice di Diritto Canonico), finalizzato a che gli atti posti dai suoi Ministri non rimangano senza effetto, non ci si può affidare genericamente a tale risorsa: non è la barca su cui navigare ma il salvagente in caso di necessità e Dio sa quanto oggi ne abbiamo bisogno!!!! I giuristi infatti sottolineano che va utilizzato con grande cautela specie in atti che hanno un riscontro non solo di ordine spirituale e sacramentale ma anche civile e patrimoniale. Per esempio il caso delicatissimo di contenzioso tra i coniugi, per il Tribunale della cause matrimoniali, circa il celebrante, la territorialità e, fuori di essa, la delega alla celebrazione, anche per i vescovi!


 ***


Innanzitutto ben trovati! Ho ricevuto diversi messaggi sostanzialmente per chiedermi dove mi ero cacciato e del Breviario Romano bilingue. Io sto bene, studio e leggo! Non ci sono state sostanziali novità chiesastiche in genere, tutto come tre mesi fa. L'unico articolo degno di nota è questo dell'amico don Curzio Nitoglia. Non dice niente di nuovo, tutte cose che io ho sempre sostenuto da anni, ma la cosa degna di nota è chi è lo scrivente: sacerdote consacrato da Mons. Fefebvre, entrato poi tra le fila dei sedevacantisti, per poi approdare con grande profitto alla guida della ben nota rivista apologetica SìSìNoNo. Sacerdote di altissimo spessore culturale e soprattutto spirituale.
Circa il Breviario, non ho ricevuto a tutt'ora alcun accenno delle case editrici a cui avevamo sottoposto il progetto. Ne benefattori danarosi. Quello che continua alla grande è la traduzione del Breviario sul sito http://divinumofficium.com. Ma sono sicuro che i nostri solerti collaboratori avranno più dettagli al riguardo.
Per il resto che dirvi: situazione internazionale sull'orlo di un conflitto mondiale, Francescani dell'Immacolata, o per meglio dire quello che erano una volta, i Francescani dell'Immacolata: dispersi e depressi a quanto sembra senza un'idea un progetto da ambo le parti. Vabbè, non aggiungo altro... come sapete mi concederò più volentieri nei commenti....
Vi lascio quindi all'interessantissima lettura di quest'articolo, pubblico la Conclusione rimandando alle lettura dell'articolo al sito di don Curzio dove troverete ottimi articoli da leggere e interessanti pubblicazioni.
Vi auguro una gioiosa e speranzosa ripresa delle vostre attività.


(Per leggere tutto l'articolo)

La retta soluzione di ogni questione non dipende dai nostri gusti, dalle nostre opinioni o dai nostri comodi, ma dalla conformità del nostro pensiero alla realtà. Per la validità del sacramento occorrono la materia, la forma e l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. Ora i nuovi sacramenti promulgati da Paolo VI a partire dal 1968 sino al 1972 sono provvisti di tutti e tre gli elementi. Quindi essi oggettivamente sono validi, piaccia o non piaccia.
Infine concludo con una nota personale, che può essere utile a chi si sente assalito dai “dubbi sacramentali”: essendo stato ordinato sacerdote da monsignor Marcel Lefebvre nel 1984 e questi essendo stato consacrato vescovo da mons. Liénart, che era massone e anche satanista come dichiarò in un’omelia lo stesso monsignor Lefbvre, da alcuni “dubitanti” io (come i sacerdoti della FSSPX) sono considerato non validamente ordinato sacerdote. Ma questa obiezione non mi ha mai turbato poiché la consacrazione episcopale di monsignor Lefebvre è avvenuta oggettivamente nel rispetto dei tre elementi costitutivi del sacramento dell’ordine sacro e particolarmente (quanto all’intenzione di Liénart) vi è stata l’applicazione esterna e visibile delle rubriche, dalla quale soltanto si evince l’intenzione di fare un rito sacro o ciò che fa la Chiesa.
Tuttavia se ci si lascia prendere dal dubbio metodico o dallo scrupolo non si ha più nessuna certezza, si può dubitare di tutto: il sacerdote che mi ha battezzato voleva fare ciò che fa la Chiesa? Il sacerdote che mi assolve è veramente sacerdote? La risposta la dà la sana teologia: materia/forma/intenzione oggettiva a partire dall’applicazione esterna e visibile delle rubriche. Gli altri “argomenti” o meglio “dubbi negativi” (senza motivi reali e fondati) non vanno presi sul serio: “scrupoli e malinconia, fuori da casa mia!” (S. Filippo Neri).
Soprattutto facciano attenzione i sacerdoti che seminano dubbi negativi (senza fondamento oggettivo) quanto alla validità o non-nullità dei sacramenti posteriori al 1968 a non fare il gioco del diavolo, il quale semina dubbi infondati che turbano; cerchino, dunque, di fare il gioco dell’angelo, che dà certezze  oggettivamente rassicuranti (cfr. S. Ignazio da Loyola, Esercizi Spirituali, Regole per il discernimento degli spiriti, n. 315).
Dove sarebbe la Chiesa se non vi fosse più sacerdozio, episcopato, sacramenti ed il sommo Pontificato? Occorre distinguere tra decorosità e non-sussistenza. È pacifico che vi sono molte cose indecorose ed illecite nell’ambiente ecclesiale conciliare e post-conciliare, ma la non esistenza della gerarchia e dei sacramenti annullerebbe la Chiesa come Cristo l’ha fondata, il che è impossibile perché Gesù ha promesso di essere tutti giorni sino alla fine del mondo (Mt., XXVIII, 20) con la sua Chiesa e che le porte dell’inferno non prevarranno contro di Essa (Mt., XVI, 18).
d. Curzio Nitoglia

76 commenti:

Anonimo ha detto...

Mica ho capito mo adesso i lefevriani hanno cambiato idea sui Sacramenti?!?! Non erano tutti invalidi?

Comunque anche se è un po' banale come battuta: "ben tornato don Camillo"!!!!! ci sei mancato!

Anonimo ha detto...

Il bravo don Curzio interessa sempre meno ai tradizionalisti italiani. Anche e soprattutto nelle sue analisi politiche (ignorate o criticate o contestate)
Ormai hanno scelto paladini "frankamente" discutibili.
Scusi l'ironia caustica (è un eccesso in risposta ai loro eccessi), ma pare abbiano perso la misura: quando si cerca di ragionare sulle cause della disastrosa situazione di conflitto in cui ci troviamo ti fanno passare per un qaedista ...
Fronte russo, più fronti mediorientali, dissoluzione della società occidentale, deflazione e ebola fuori controllo.
E qui si ragiona come se fossimo ai tempi di Lepanto!
Molte cose di papa Francesco mi hanno urtato, ma in questa congiuntura ringrazio il Cielo che ci sia lui e non B XVI. Certo, i tradizionalisti invece lo accusano di tacere. Fanno venire alla mente le accuse mosse da altri a Pio XII.

don Camillo ha detto...

Fronte russo, più fronti mediorientali, dissoluzione della società occidentale, deflazione e ebola fuori controllo.
E qui si ragiona come se fossimo ai tempi di Lepanto!


Pensavo che fossi l'unico a pensarla così. In ogni caso siamo una minoranza talmente risibile che non ci resta che pregare e affidarci al Signore.
Sì sono d'accordo anche sul giudizio che lei ha espresso su B16, ma io ho un giudizio sicuramente più severo!

don Camillo ha detto...

Anonimo 30 ago 16:20.

Grazie per i gentile complimento, Si parla più di illegittimità che di validità in ambito Lefevbriano, in ogni caso questo articolo credo che possa aiutare tutti a ritrovare quella giusta serenità e quel giusto approccio per valutare la reale validità dei Sacramenti impartiti dai Cattolici. Ma ne parlo ampiamente nel mio MANIFESTO.

Anonimo ha detto...

In pochi, ma non in pochissimi.
I pastori "al fronte" parlano e mostrano la complessità della situazione

http://it.lpj.org/2014/08/12/i-patriarchi-doriente-lestremismo-religioso-costituisce-una-grave-minaccia-per-la-regione-e-per-il-mondo/

Preghiamo per i governanti. Ne hanno davvero bisogno.

don Camillo ha detto...

Gli Ortodossi e gli orientali in genere, che conosco bene, hanno

1. una visione più diretta, non sono cioè dipendenti dall'unica (UNICA!!) agenzia stampa (giudea) che smista e crea informazione in medi-oriente.
2. e una non sudditanza Usa-Isra
3. e una amicizia elettiva con la Russia.

Tutti elementi che qui da noi sono assolutamente negativi che devono essere se non distrutti, screditati e ingiuriati il più possibile! Ma la cosa positiva che Papa Ciccio lo sa bene... la sua presa di posizione sulla Siria è frutto di queste informazioni dirette sul campo!

Anonimo ha detto...

Concordo.
Ciccio è politicamente scomodo per i neocon, i quali stanno usando i tradizionalisti per i loro scopi.

don Camillo ha detto...

eggià!

bedwere ha detto...

Riguardo a Divinum Officium, a tutt'oggi i miei collaboratori ed io abbiamo trascritto il santorale, dal 12 marzo al 31 ottobre; ed il temporale, da Settuagesima all'ultima domenica di agosto (oggi!). Piu` altre cosette qua e la`. Il sito e` sempre qualche versione in dietro al nostro lavoro, che potete seguire su Google Code (il codice sorgente e` disponibile gratuitamente).
E` stato un doveroso piacere citare tra i ringraziamenti Don Camillo.

Anonimo ha detto...

«Ut in omnibus glorificetur Deus»

Anonimo ha detto...

Speriamo che Ciccio non ascolti certe sirene

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/peres-a-papa-onu-delle-religioni.aspx

Anonimo ha detto...

Che legnata!!!


http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=306173:putin-dugin-de-maistre-de-mattei-e-i-teocon&catid=83:free&Itemid=100021

don Camillo ha detto...

Prendo dal Link cui sopra:

Con il Pontificato di Francesco I De Mattei è passato apertamente e pubblicamente all’opposizione, ma in privato restano, oggettivamente, le ombre di cui sopra si è detto.

Ora “ad ogni peccato, misericordia”. Infatti “errare humanum est”, ma “perseverare diabolicum”. Se De Mattei sconfessa pubblicamente i suoi errori e le sue frequentazioni del passato e del presente, gli si può prestare attenzione; altrimenti occorre prendere le distanze da lui in maniera chiara, esplicita, pubblica ed inequivocabile.

Soprattutto facciano attenzione gli antimodernisti a non cadere nel “trasbordo ideologico inavvertito” verso la teologia moderatamente (quanto ai modi, ma non alla sostanza) modernista post-conciliare. Rifiutare l’eccesso di velocità di Francesco I non basta, occorre disapprovare la direzione erronea che ha imboccato la teologia a partire da Giovanni XXIII, ora in maniera più veloce (Roncalli, Wojtyla), ora più moderata (Montini, Ratzinger), ma comunque sostanzialmente e diametralmente sbagliata. don Curzio


Si sa che Curzio ha il dente avvelenato con de Mattei (e ha i suoi buoni motivi), tuttavia questa conclusione fa capire tante cose, e forse le farà capire pure al de Mattei! Conclusione assolutamente lapidaria e condivisibile!

don Camillo ha detto...

Per l'articolo di Avvenire, ti ricordo che la "primavera Conciliare" l'abbiamo avuto SOLO noi, le altre religioni (o presunte tali) queste robbe le schifano abbastanza. Non a caso ne parla entusiasta solo Avvenire!!!!

jacopo dellapasqua ha detto...

Siano lodati Gesù e Maria!

Rev.do,
due domande:

1 che ne direbbe, se, chi volesse dire l'Ufficio divino,invece del "Breviarium Romanum" decidesse di usare l' "Horologion" orientale?

2 Lei ha detto che, per devozione, per il Breviario, utilizza le rubriche di san Pio X, invece che quelle di Giovanni XXIII: ma questa operazione è lecita? Se sì quali sono i documenti che lo attestano (per carità, non mi fraintenda: non sono in polemica e non lo voglio essere)?

Abbia ogni bene nei Cuori di Gesù e Maria.

P.S.: Assicuri il sig. sindaco (Peppone) delle mie preghiere.

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
vorrei ringraziare per l'iniziativa del breviario.
Io purtroppo non riesco a recitarlo, ho davvero troppi impegni dentro e fuori casa. Mi limito alla semplici preghiere del mattino e della sera.
Leggevo da qualche parte che per chi, come me, è assorbito dal "secolo", una grande scuola di preghiera e quale di Francesco di Sales.
Avrebbe consigli. Quale opera del santo sarebbe utile.
Grazie a tutti, ottimo blog!

Anonimo ha detto...

Interessante l'articolo firmato Roberto de Mattei in data 6 settembre 2014 in risposta a quello di don Curzio Nitoglia: "Il delirio nazicattolico di don Curzio Nitoglia".
Potete trovarlo su www.conciliovaticanosecondo.it oppure su www.riscossacristiana.it.

Anonimo ha detto...

Che de mattei lavorasse per Heritage foundation lo dice lui stesso nel suo cv

http://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Organizzazione/Organizzaprec/Subcommissari/deMattei/Biografia.htm

Da cosa deduce invece de mattei che don curzio sia un nazista?

don Camillo ha detto...

1 che ne direbbe, se, chi volesse dire l'Ufficio divino,invece del "Breviarium Romanum" decidesse di usare l' "Horologion" orientale?

Buon per lui! se è sacerdote, gli orientali non sono obbligati a recitare l'ufficio come per noi latini, se è laico, credo che sia una cosa che male certamente non fa!.

2 Lei ha detto che, per devozione, per il Breviario, utilizza le rubriche di san Pio X, invece che quelle di Giovanni XXIII: ma questa operazione è lecita? Se sì quali sono i documenti che lo attestano (per carità, non mi fraintenda: non sono in polemica e non lo voglio essere)?

Se vuole documenti scritti, non ce ne sono, è stato riproposto ad uso sacerdotale (e non solo) il Breviario Romano ma non il codice di diritto canonico vigente del tempo che dava delle linee guida precise in merito. Pertanto il Breviario Romano di Pio X, regolamentato nelle rubriche di Pio XII e G23 è disponibile, l'ordine dei Salmi settimanali è lo stesso, si allungano le letture che sono sempre le stesse.
Insomma un po' di buon senso, pregare un po' di più non fa male.

Poi il sito divinumofficio, propone per la recita anche il Breviario Tridentino con le ultime riforme di Leone XIII, Dio si inquieta se un pio sacerdote decidesse di utilizzare tale officiatura per il suo obbligo quotidiano?

don Camillo ha detto...

Risposta di de Mattei a don Curzio.

Premetto di conoscere don Curzio da quando era poco più che adolescente e di averne seguito con apprensione la vicenda personale che lo ha portato da Alleanza Cattolica alla Fraternità San Pio X, da questa all’Istituto Mater Boni Consilii e dal sedevacantismo alle attuali posizioni “nazi-cattoliche” che lo portano a definire Adolf Hitler un “moderato” . Don Curzio Nitoglia è oggi un “chierico vagante”, privo di incardinazione canonica, che sfoga le sue frustrazioni con teorie fantacomplottiste e con attacchi deliranti a chi entra nel cono delle sue antipatie. L’articolo che ha scritto sul suo blog basta a provarlo. Non ho mai riposto ai suoi continui e velenosi attacchi, ma mi sembra che questa volta abbia passato la misura.

Prendo da (qui)

Premessa poco elegante, visto che don Curzio fa una sua considerazione storico-politica degli accadimenti della seconda guerra mondiale, tuttavia è innegabile che ambedue facevano parte dello stesso sottobosco reazionario post-conciliare, ovviamente morto Lefebvre, e non essendoci nessuno della gerarchia ecclesiastica e non solo che ne prendesse le fila ciascuno a suo modo ha continuato questa battaglia in questa Chiesa tanto in crisi. Compagni di lotta dunque e nemici in casa, purtroppo. Questo pazzo pazzo mondo tradizionalista italiano è così!

Non sono io certo a difendere don Curzio, ma so di per certo che chiese di essere incardinato con un Vescovo il quale vescovo, alla fine non ebbe il coraggio a prenderlo con se! Mi pare quindi che non si possa parlare di “chierico vagante”, almeno per don Curzio, ben saldo nel suo ministero di capo redattore della Rivista Antimodernista SìSìNoNo.

Ho apprezzato la risposta di de Mattei, chiara abbastanza esaustiva, don Curzio sarà contento di queste risposte al di la del merito delle stesse.

don Camillo ha detto...

Risposta di de Mattei a don Curzio.

Premetto di conoscere don Curzio da quando era poco più che adolescente e di averne seguito con apprensione la vicenda personale che lo ha portato da Alleanza Cattolica alla Fraternità San Pio X, da questa all’Istituto Mater Boni Consilii e dal sedevacantismo alle attuali posizioni “nazi-cattoliche” che lo portano a definire Adolf Hitler un “moderato” . Don Curzio Nitoglia è oggi un “chierico vagante”, privo di incardinazione canonica, che sfoga le sue frustrazioni con teorie fantacomplottiste e con attacchi deliranti a chi entra nel cono delle sue antipatie. L’articolo che ha scritto sul suo blog basta a provarlo. Non ho mai riposto ai suoi continui e velenosi attacchi, ma mi sembra che questa volta abbia passato la misura.

Prendo da (qui)

Premessa poco elegante, visto che don Curzio fa una sua considerazione storico-politica degli accadimenti della seconda guerra mondiale, tuttavia è innegabile che ambedue facevano parte dello stesso sottobosco reazionario post-conciliare, ovviamente morto Lefebvre, e non essendoci nessuno della gerarchia ecclesiastica e non solo che ne prendesse le fila ciascuno a suo modo ha continuato questa battaglia in questa Chiesa tanto in crisi. Compagni di lotta dunque e nemici in casa, purtroppo. Questo pazzo pazzo mondo tradizionalista italiano è così!

Non sono io certo a difendere don Curzio, ma so di per certo che chiese di essere incardinato con un Vescovo il quale vescovo, alla fine non ebbe il coraggio a prenderlo con se! Mi pare quindi che non si possa parlare di “chierico vagante”, almeno per don Curzio, ben saldo nel suo ministero di capo redattore della Rivista Antimodernista SìSìNoNo.

Ho apprezzato la risposta di de Mattei, chiara abbastanza esaustiva, don Curzio sarà contento di queste risposte al di la del merito delle stesse.

don Camillo ha detto...

Leggevo da qualche parte che per chi, come me, è assorbito dal "secolo", una grande scuola di preghiera e quale di Francesco di Sales.
Avrebbe consigli. Quale opera del santo sarebbe utile.


Ovviamente la FILOTEA!

Luciana Cuppo ha detto...

Le ragioni teologiche, a prescindere da dissapori personali, addotte da don Curzio Nitoglia per prendere le distanze da Roberto de Mattei sono pienamente convincenti. A lume di buon senso, e' inoltre consigliabile tenersi a prudente distanza di chiunque non ricordi cio' che ha scritto nel proprio c.v. e definisca delirante, filonazista, frustrato, chierico vagante e bisognoso di riposo un sacerdote le cui idee hanno l'imperdonabile torto di non collimare con le proprie.

Luciana Cuppo

jacopo dellapasqua ha detto...

Siano lodati Gesù e Maria!

Rev.do,
La ringrazio per la sua risposta alla mia domanda circa la liceità del Breviario di San Pio X.
Più che per altro, il dubbio mi si poneva per il fatto del calendario: nel sito Divinum Officium infatti i Breviari più antichi non sono aggiornati riguardo alle aggiunte di nuove feste e, soprattutto, alla riforma del calendario fatta da G. 23: dal che, uno che recita il Breviario di San Pio X seguendo quel sito, magari finisce per dire l'ufficio di una festa che è stata abolita, o per la quale bisogna dire non più il Proprio, ma il feriale, o altre cose simili.

Lei in proposito cosa mi dice?

Santa giornata e grazie infinite.

Anonimo ha detto...

Reverendo, qualche notizia o impressione sul prossimo sinodo?
L'attesa dei novatori è tanta, ma credo che questa volta Cicco farà la fine di Paolo VI. E la sua luna di miele con il mondo finirà ...

don Camillo ha detto...

jacopo, per il momento questo è l'unico limite del nostro sito. In ogni caso ti metti in comunione con chi, ora in cielo, ha recitato quell'Ufficio in quei tempi e in quel modo! Credo che al Signore non dispiaccia!

jacopo dellapasqua ha detto...

Nei Cuori di Gesù e Maria, La ringrazio.

don Camillo ha detto...

Buongiorno Luciana, bentrovata. Mi sembra che tu abbia colpito nel segno.

Circa l'articolo di don Curzio, credo che sia una delle pietre miliari del suo percorso sempre appassionato e condivisibile. E questo sono certo che aiuterà molti all'interno della fraternità SPX a riprendere sicurezza e coraggio nel fare il salto, credo oramai non troppo distante.

dani ha detto...

".. sono certo che aiuterà molti all'interno della fraternità SPX a riprendere sicurezza e coraggio nel fare il salto, credo oramai non troppo distante."
Non ho capito cosa intenda dire. Potrebbe spiegarsi?
Grazie

dani ha detto...

Scusi, poco fa ho scritto un commento senza prima presentarmi. Sono una lettrice e non avevo mai scritto prima sul suo blog. La ringrazio.
In Gesù e Maria

don Camillo ha detto...

Da cosa deduce invece de mattei che don curzio sia un nazista?

L'Alleanza ha perso la Guerra, del nazismo del fascismo si DEVE dire tutto il peggio possibile, non aggiungo altro. In ogni caso de Mattei ha avuto l'onesta di linkare l'articolo "incriminato" di don Curzio, ciascuno di voi è capace di leggere e di farsi un'opinione.

don Camillo ha detto...

Reverendo, qualche notizia o impressione sul prossimo sinodo?

E' bene che se ne parli e pure tanto!!! P6 contribuì a che ognuno ricevesse la Santa Comunione "senza essersi debitamente confessato", allora tutti i nodi vengono al pettine! C'è una tale confusione nelle parrocchie specie quelle un po' lontano da Roma, che è bene fare il punto della situazione: si scannassero tra di loro!

Papa Francesco sono sicuro prenderà in mano la situazione ma in senso tradizionale!
Troppo intelligente per condannare l'umanità cattolica all'auto disgregamento. Perchè lasceremmo solo all'islam (non poligamo evidentemente) il compito di tenere salda la "famiglia".

don Camillo ha detto...

".. sono certo che aiuterà molti all'interno della fraternità SPX a riprendere sicurezza e coraggio nel fare il salto, credo oramai non troppo distante."
Non ho capito cosa intenda dire. Potrebbe spiegarsi?
Grazie


Roma torna a parlare con S.E. Mons Fellay senza due personaggi abbastanza grotteschi, il superiore di Francia Abbé Régis de Cacqueray e il parroco di Saint-Nicolas-du-Chardonnet: Abbé Xavier BEAUVAIS. Che con le loro esternazioni volgari, impudenti, imprudenti, hanno minato non solo la buona volontà reciproca ma hanno azzerato il buonsenso!

dani ha detto...

La ringrazio.

Ugoccione ha detto...

Roma torna a parlare con S.E. Mons Fellay senza due personaggi abbastanza grotteschi, il superiore di Francia Abbé Régis de Cacqueray e il parroco di Saint-Nicolas-du-Chardonnet: Abbé Xavier BEAUVAIS.

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Potrebbe spiegarsi meglio? Grazie!

Anonimo ha detto...

Io aspetto e sogno sempre il breviario latino italiano. Auspico uno spostamento del Papa verso posizioni più tradizionali che tolgano dubbi sulle correnti di pensiero che ogni religione possa salvare.

don Camillo ha detto...

Potrebbe spiegarsi meglio? Grazie!

Mons. Fellay è stato eletto come superiore della Fraternità! Lui ha avuto il compito di discutere sui famosi dialoghi "secretati" con la Santa Sede. L'azione dei due sacerdoti "rimossi" fu intimidatoria e diffamante verso il Superiore Generale!

C'era una situazione avvelenata, c'era un B16 che cambiava idea di giorno in giorno! Tensioni interne alla Chiesa, con i "conservatori" che si opponevano all'ingresso uniti agli ultra progressisti (che ora sbeffeggiano Papa Francesco), e loro che organizzavano una vergognosa "resistenza interna" alla Fraternità.

Ora è il tempo favorevole! Secondo me, proprio quando uno meno se l'aspetta qualcosa di sorprendente succederà!

Ugoccione ha detto...

Ringrazio don Camillo, per la risposta che condivido specie anche quando sottolinea lo strano comportamento dei 'conservatori' ossia coloro a cui piace preparare conserve di ogni tipo.

Faccio un esempio molto concreto, da quando è salito al trono pp.Francesco, questi/e sembrano impazziti e tirano fuori il peggio di se. Giro su internet e leggo le critiche stucchevoli e poco obiettive di questi strani signori/e che si definiscono amanti e difensori della Messa Antica.
Se uno osa associare B16 con pp.Francesco cominciano a dare in escndescenza, dacchè a sentir loro il primo era 'dolce, intellettuale, ottimo teologo, con una certa romanità' ancora viva, mentre questo è addirittura uno che non ci sta con la testa e quasi quasi, non disdegnano di pensieri sedeprivazionisti e/o sedevacantisti.

Quindi una fede sentimentale legata all'uomo, alla simpatia, ai bei discorsi anche se nascondevano trappole mortali.C'è chi si sente più autorizzato/a a difendere oltre ogni logica B16 perchè avrebbe 'ritrovato' la fede perduta ed ora si sente confuso/a.
A parte il fatto che la conversione vera è a prescindere dall'uomo, se lo fosse sarebbe una fede obiettiva, quel tanto che basta per ammettere che B16 non è certo migliore di pp.Francesco.

Ora, è fin troppo evidente che questi 'cattolici' self service non vogliono ammettere l'UNICA VERITA'e cioè che B16 così come i suoi predecessori a cominciare da G23, sono della stessa scuola e che non vi è differenza, se non nell'esporre e nel modo di agire.
Cosa poi che non ho mai digerito è che a causa del loro 'amato' B16 ora abbiamo l'ILLECITA figura del pp.emerito e NON si permettano di dare la colpa a pp.Francesco di tutto il marciume che è avvenuto nella Chiesa dal cv2 in poi.

Altri, a cui andavano fieri dei loro viva il papa viva il papa e riempivano più le piazze che le Chiese, ora gridano al complotto e ad elezioni non valide, cfr. Socci il primo a pensare questo e i vari pappagalli al seguito.
Spero che alla fine abbiano un sussulto di dignità e comincino per davvero a guardare in faccia la realtà.

Se mi permette un'ultima domanda, spesso vedo annunci di questo gruppo che si fa chiamre 'summorum pontificum', in realtà chi sono e qual'è il loro scopo? Vogliono forse avere un qualche riconoscimento visibile a mo' dei conservatori cui sopra?

Luciana Cuppo ha detto...

La rubrica 'Chiesa' dell'Espresso (www.chiesa.espressonline.it pubblica oggi Regnante ed "emerito". L'enigma dei due papi, che comprende 'articolo Uno e uno solo e' il papa, di Roberto de Mattei, il quale afferma:
'Il papa, in una parola, e' colui che ha il supremo potere di giurisdizione, la "plenitudo potestatis", perche' governa la Chiesa. E' per questo che il successore di Pietro e' prima papa e poi vescovo di Roma. E' vescovo di Roma in quanto papa e non papa in quanto vescovo di Roma." (continua)

Luciana Cuppo ha detto...

D'altra parte, ecco quanto aveva scritto monsignor Brunero Gherardini in un editoriale su DIVINITAS 57/1 (2014) pp. 3-10, con presentazione a p. 2:
"La particolarita' dell'azione vescovile su Roma deriva dal fatto che il vescovo di Roma e' il Papa: Papa in quanto vescovo di Roma e non viceversa, non Vescovo di Roma in quanto Papa. Cio' vuol dire che il Papa, appunto in quanto Papa, assume la cura della diocesi romana nel momento stesso in cui vien assunto, e perche' vien assunto, al Soglio pontificio. Non significa, detto in altri termini, che la cura della diocesi romana assorbe tutta l'attivita' pastorale del Papa, ma che Roma e' la prima beneficiaria di tale azione, Roma essendo a tutti gli effetti la diocesi del Papa. Qui una casistica storicamente e canonicamente analizzata s'aprirebbe in varie direzioni, dalle quali e' bene prescindere per non perder il filo del discorso: quel che conta e' che il Papa e' tale in base al fatto d'esser il vescovo di Roma."

Allora, come la mettiamo? commenti da don Camillo e/o da altri frequentatori del blog?

Luciana Cuppo ha detto...

Addendum - per amor di completezza:

La mia citazione da mons. Gherardini si puo' trovare a p. 9 dell'articolo succitato. Inoltre, ecco la presentazione dell'articolo stesso (DIVINITAS 57/1, 2014, p.2):

"Nel suo primo quaderno dell'anno 2014 "Divinitas" invita anzitutto i suoi affezionati lettori a riflettere attentamente sul ministero pettino del Vescovo di Roma e sulle sue singolari ragioni teologiche. Non a caso s'insiste sulla natura teologica di tali ragioni: sono esse, infatti, che determinarono e tuttora inquadrano l'emergere storico della primazialita' papale, il suo significato e la sua natura. Si tratta d'una di quelle tematiche che, per la sua indiscussa importanza, si e' soliti definire di fondo. Piu' che giustificato, dunque, il richiamarla all'attenzione."

Anonimo ha detto...

Non saprei, Pietro era Pietro anche quando stava a Gerusalemme od Antiochia, e a Roma ci stava Paolo.
Credo che de Mattei e altri si divertano a giocare con gli scismi ...

Don Camillo, è stato "nominato" nel Big Brother dei sacerdoti! :)

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/09/don-mauro-tranquillo-e-don-curzio.html

P.

don Camillo ha detto...

Se mi permette un'ultima domanda, spesso vedo annunci di questo gruppo che si fa chiamre 'summorum pontificum', in realtà chi sono e qual'è il loro scopo? Vogliono forse avere un qualche riconoscimento visibile a mo' dei conservatori cui sopra?

Dovrebbe essere un po' un movimento trasversale che raccoglie tutti gli amanti del Rito Romano, ma non ho tanti elementi per poter dare un giudizio più ponderato. Vi partecipo (delle volte) per devozione a titolo ovviamente personale, come del resto molti dei sacerdoti che intervengono, lefebvriani compresi (quando ci sono).

don Camillo ha detto...

Allora, come la mettiamo? commenti da don Camillo e/o da altri frequentatori del blog?

Luciana, io rimango di sasso nel vedere che si RIPARLA di questa storia! Non se ne fanno una ragione! Forse perchè finalmente hanno capito che B16 non si opporrà alle proclamate ma non dimostrate sovversioni di Papa Ciccio e che la storiella dell'“ingravescente aetate”, è stato solo un modo per mascherare la vile tracotanza di un Papa che ha fatto del suo gesto il più grande "martirio" al Concilio più sovversivo della storia! Il "canto del cigno" più odioso che potesse mai partorire nel suo interminabile pontificato (nascosto, palese ed emerito) che è incominciato con l'elezione a vescovo da parte di P6.

Ἰουστινιανός ha detto...

Ben trovato, don Camillo!

Ci sarebbero tanti commenti da fare, ma non c'è molto tempo. Vorrei semplicemente fare una piccola glosa a qualche commentatore, e a don Curzio stesso, che parlano dei mali della Chiesa da Giovanni XXIII e il CV2 in poi. E cosa succede con Pio XII? Lui fu il vero assassino della Liturgia, e pioniere delle novità. Anzi, direi che la simpatia cieca che tanti "summorum pontificum" hanno verso B16 è un riflesso di quella che molti tradizionalist (FSSPX o non) hanno verso P12 (come diceva un altro blogger: "dammi mille Bergogli anziché un solo Pacelli!!").

E su Francesco e il sinodo... preghiamo!

Kyrie eleison

don Camillo ha detto...

Don Camillo, è stato "nominato" nel Big Brother dei sacerdoti! :)

Nominato a sproposito, come se fosse un mio puntiglio personale l'"antipatia e stroncature nei confronti di papa Benedetto"... come se non avessi dimostrato la sua intrinseca ambiguità e da Prefetto e da Papa... comunque è inutile proseguire oltre

don Camillo ha detto...

"dammi mille Bergogli anziché un solo Pacelli!!"

Se permetti ne farò il mio motto personale!!!! Ben trovato pure a te carissimo Ἰουστινιανός!

Ἰουστινιανός ha detto...

Spero di vederlo sul sottotitolo del blog! ;-)

Sono forse io solo a pensare che Giovanni XXIII fosse il papa più tradizionale dell'intero Novecento?

K. e.

Anonimo ha detto...

" come se non avessi dimostrato la sua intrinseca ambiguità e da Prefetto e da Papa... comunque è inutile proseguire oltre"

sì, credo anche io che da quell'orecchio lì proprio non ci vogliono sentire e il continuare a tirare fuori documenti pubblici di ogni genere pare non basti mai, non sia mai essenziale, non sia centrato sul focus importante (ritenuto tale) che è solo l'ultimo pontefice, il quale pare che sia ormai tacciato di essere l'artefice di ogni male nella Chiesa, sorto così, dal nulla all'improvviso, perché hanno già deciso, specie su alcuni blogs, che ogni cosa che Ratzinger (già da loro di fatto canonizzato prima ancora di passare all'altra vita) ha fatto di non conforme affatto alla dottrina di sempre, lo abbia fatto o perché costretto, o perché impossibilitato a fare altrimenti o perché bla bla bla..come ad Assisi tre anni orsono, come nelle sue visite nei templi protestanti, nelle sinagoghe, nelle moschee a piedi scalzi in religioso silenzio e occhi socchiusi (ci sono i video e le foto) con accanto il Mufti entrambi rivolti al Mihrab (vedi qua articolo recente http://www.lastampa.it/2014/09/06/esteri/vatican-insider/it/quando-benedetto-xvi-preg-in-moschea-due-minuti-rivolto-al-mihrab-KcELLyKNUDrwjUfuei4tsJ/pagina.html)
insomma quasi fosse stato un papa sotto tutela che non poteva decidere su niente e fare niente. Ma allora, se capisco bene tutto questo giustificazionismo ad oltranza, un pontefice che fa così e che in più fugge davanti ai cosiddetti lupi (o ritenuti tali) e lascia il gregge senza pastore, i figli senza padre per andarsene in pensione (partecipando però a diverse situazioni pubbliche della Chiesa magari accanto al papa attuale ma sempre vestito anche lui da papa pur non essendolo più, nonostante ciò che dichiarò, cioè che si sarebbe completamente ritirato dal mondo) allora uno così in fondo è un bene per tutti che abbia lasciato, o no? In questo mi pare comprendere la ragione di fondo di don Camillo nell'asserire questo, ma mi sembra di capire dai suoi interventi pure di Luciana Cuppo, così come di hpoirot in altra sede.

Anonimo ha detto...

Chissà dov'erano Socci e compagni ...

http://www.dici.org/actualites/palestine-les-catholiques-de-gaza-sous-les-bombardements/

http://www.dici.org/actualites/terre-sainte-etat-des-lieux-apres-les-bombardements-a-gaza/

Anonimo ha detto...

reverendissimo don Camillo, le pongo un quesito ce mi assilla: sappiamo che Pio XII definì nella nota Costituzione Sacramentum Ordinis definì come materia dell'ordinazione l'imposizione delle mani e come forma delle parole all'interno del prefazio che significassero l'ordine che si stava ricevendo.
Però il Concilio Fiorentino aveva definito come materia dell'ordinazione la consegna degli strumenti e come forma le parole corrispondenti all'atto. Anche il pontificale post-tridentino riprendeva questa dottrina sostenendo che il carattere del presbitero veniva impresso quando questo toccava il calice e la patena.
Pio XII con solo la sua autorità decise che d'ora in avanti, anche se la Chiesa aveva precedentemente sostenuto il contrario, e tolse dal pontificale tutto ciò che sosteneva la dottrina precedente.
Si può legittimamente sostenere che è colpa di Pio XII se il pontificale è stato devastato nel post-concilio?

don Camillo ha detto...

Per completezza riporto la risposta di don Curzio a de Mattei:

Osservo che chi insulta senza confutare o rispondere forse non ha argomenti e probabilmente ha torto.

RDM Roberto de Mattei) scrive:

1°) “Don Nitoglia mi accusa…”.
Io non ho accusato nessuno, tanto meno RDM. Non ho mai scritto la parola “accuso/a” nel mio articolo. Ho semplicemente constatato che RDM ha partecipato ad un incontro riservato, non pubblicizzato.

2°) [RDM scrive: Don Nitoglia mi accusa di]
“Incontro segreto”.
Io ho scritto che «l’incontro era a porte chiuse, […] che sarebbe dovuto restare “segreto”». Ho scritto volutamente “segreto” tra virgolette, ossia in senso lato, altrimenti – normalmente – se ne sarebbe data notizia, dato che RDM è un giornalista affermato de il Foglio di Giuliano Ferrara. Ora se la notizia non è stata data è verosimile che si preferiva mantenere “riservata” la presenza, del tutto lecita, al Congresso di Vienna.

3°) [RDM scrive: Don Nitoglia mi accusa che]
“Io [RDM] sarei membro della Heritage Foundation”.
Io non accuso, ma constato e cito che l’appartenenza di RDM alla Heritage Foundation si trova scritta sul “Sito ufficiale del CNR” (cfr. http://www.cnr.it/IlCNR/Organizzazione/Organizzaprec/Subcommissari/deMattei/Biografia.htm).

4°) [RDM scrive: Don Nitoglia mi accusa di]
“Un legame tra me e Dugin”.
Non ho scritto di legami, ma di ciò che “accomuna” personaggi molto diversi come RDM e Dugin, ossia Joseph De Maistre, che è stato massone ed è rimasto un ammiratore della massoneria spiritualista e del popolo una volta eletto.

(continua)

don Camillo ha detto...

5°) [RDM scrive: Don Nitoglia mi accusa che]
“Avrei organizzato un Convegno, all’insegna della conciliabilità tra giudaismo e cristianesimo. L’unico denominatore comune del Convegno del 2008 all’Università Europea è stato l’anti-islamismo ”.
Ora nel cartoncino d’invito al Convegno (cfr. http://www.americanfreedomalliance.org/microsite/identycrisisimages/BROCHURE-italia.pdf) sta scritto:

«La European Freedom Alliance insieme alla Università Europea di Roma [di cui RDM è Direttore] e alla Fondazione Lepanto [di cui RDM è stato il fondatore nel 2001 a Washington, ma con sede a Roma] presenta ‘Crisi di identità: la civiltà europea può sopravvivere? Conferenza Internazionale’. Giovedì 13 marzo 2008. […]. Introduzione: RDM. […]. Ore 17h – 16,h 30, Tavola rotonda conclusiva: “Il ruolo del Cristianesimo e dei valori giudeo-cristiani”. Interventi di RDM, Giorgio Israel, Emanuele Ottolenghi».

Quindi nel Convegno non si è trattato solo di anti-islamismo, ma anche di giudeo-cristianesimo con la partecipazione attiva di due studiosi (che hanno concluso il Convegno in una “Tavola rotonda” assieme a RDM) di confessione israelitica, la quale non crede alla SS. Trinità e alla Divinità di Gesù Cristo, ossia i due dogmi fondamentali del Cristianesimo. Perciò mi son permesso di manifestare una certa perplessità riguardo alla conciliabilità del tema: “valori giudeo-cristiani” dibattuto da RDM con l’israelita E. Ottolenghi e l’israelita, massone e comunista G. Israel.

6°) [RDM scrive: Don Nitoglia mi accusa, ma]
“L’informatore di d. Curzio certamente non era presente. Ciò dimostra la superficialità del nostro [di d. Curzio] nel dare per certo fatti di cui non sa nulla”.
Invece il testimone era presente – eccome! – perché ha partecipato al Congresso in maniera attiva ed ho una sua lettera in cui me lo confida. In questo caso parlare di mia “superficialità” non è forse azzardato e ingiurioso? Inoltre su quali elementi oggettivi si basa la “certezza” di RDM riguardo all’assenza della mia fonte al Congresso di Vienna? Infine lo stesso RDM conferma quanto da me riferito: lo svolgimento del Congresso di Vienna e la sua presenza assieme a quella di Dugin proprio a quel Congresso. Perciò mi domando e dico: perché io sarei stato “superficiale e calunnioso”, visto che anche RDM ammette il fatto che ho riportato?

7°) [RDM scrive:]
“Non ho mai avuto parte nella politica medio-orientale di Fini”.
Io ho scritto soltanto del viaggio di RDM con Fini al n. 10 di Downing Street di Londra nel 2002 con tanto di foto pubblicata su “La Stampa” di Torino il 13 novembre 2002, pagina 4. Non ho scritto di politica medio-orientale di Fini aiutato in ciò dal suo Consigliere RDM, neppure ho scritto che RDM avrebbe accompagnato Fini anche da Ariel Sharon in Israele nel novembre del 2003. Allora perché RDM scrive: “Non ho mai avuto parte nella politica medio-orientale di Fini”. Excusatio non petita, accusatio manifesta?

8°) [RDM scrive:]
“Sono uscito da Alleanza Cattolica nel 1981, da allora la mia posizione è stata caratterizzata da una radicale divergenza da quella di Alleanza Cattolica”.
Certamente dal 1981 RDM ha rotto con Alleanza Cattolica, poi ha fondato il Centro Culturale Lepanto e – dopo la scissione con i fratelli Bernabei e la vecchia guardia del Centro Culturale Lepanto – ha eretto la Fondazione Lepanto. Io non ho scritto che RDM ha la medesima posizione di Alleanza Cattolica post 1981. Ho scritto soltanto che “RDM a partire dal 2010 ha pubblicamente fatto un’inversione di rotta ritornando alle posizioni cattoliche tradizionali della TFP e di Alleanza Cattolica ante 1980”, posizioni che a partire dal 1981, oggettivamente, sono cambiate.
Non capisco tanta acrimonia e tante ingiurie per la mia lettera che non contiene nessun insulto.

(continua)

don Camillo ha detto...

Conclusione

“Figlio mio, fonda il tuo cuore nel Signore, e non temere i giudizi degli uomini. […]. Perché temere un uomo mortale? Oggi è, e domani forse non c’è più. Temi Iddio, e non paventerai le minacce degli uomini. Che può farti un uomo con parole e con ingiurie? Egli nuoce più a sé che a te: né potrà sfuggire il giudizio di Dio chiunque egli sia” (Imitazione di Cristo, libro III, cap. 36).

Infine S. Tommaso d’Aquino insegna: chi ascolta la detrazione e la tollera senza reagire (difendendo la persona denigrata) pecca gravemente. Quando invece non reagisce, pur avendone la possibilità, non perché gli piaccia il peccato ma per rispetto umano o per negligenza, allora pecca solo venialmente (S. Th., II-II, q. 73, a. 4, in corpore). Se si può portar pazienza nel tollerare la denigrazione verso se stessi, non è tollerabile il sopportare la denigrazione della buona fama altrui (Ivi, ad 1um). La derisione del prossimo è peccato mortale, tanto più grave quanto maggiore è il rispetto dovuto alla persona derisa.(q. 75, a. 2, in corpore).

Il Dottore Comune (S. Th., II-II, qq. 72-75) tratta delle ingiustizie che si compiono con le parole, dopo aver esaminato quelle che si compiono con le azioni (q. 64). Nella questione 72 l’Aquinate tratta della “contumelia” ossia l’ingiuria verbale fatta non alle spalle o “a tradimento”, ma a viso aperto. ‘Contumelia’ deriva dal verbo latino ‘contemnere’ cioè disprezzare o insultare clamorosamente e in faccia. È distinta dall’ingiuria, che è un’azione la quale lede l’altrui diritto (‘in-jus’) con azioni: percosse ecc. Ora l’Angelico nota che sebbene le parole non facciano fisicamente male (a. 1, ad 1um), tuttavia, in quanto le parole significano le cose, esse possono arrecare molti danni. La contumelia o ingiuria verbale lede l’onore, la diffamazione o detrazione lede la buona fama e la derisione toglie il rispetto.

La contumelia, che rinfaccia i difetti davanti a molte persone, è più grave dell’insulto rivolto da solo a solo, che manca di rispetto solo a chi ascolta o è ingiuriato. Il fine della contumelia consiste nel menomare l’onorabilità morale del prossimo (ad 3um) rinfacciandogli i suoi difetti morali. La contumelia è qualcosa di più grave del semplice ‘insulto’, col quale si rinfaccia al prossimo un difetto fisico (per es. dare del cieco o del gobbo a qualcuno), mentre la contumelia rinfaccia un difetto morale o spirituale (per es. dare del pazzo, del ladro o dell’ubriacone a qualcuno). Nell’articolo 2, San Tommaso spiega che la contumelia è peccato mortale e cita il Vangelo di San Matteo (V, 22): “chi dice pazzo al fratello merita il fuoco dell’inferno”. Infatti (in corpore articuli) di per sé la contumelia implica una menomazione di onore del prossimo. Quindi essa è un peccato mortale non meno del furto, che detrae la ricchezza materiale, mentre la contumelia disonora l’anima del prossimo nella sua moralità.

Padre Tito Centi commenta: “Di qui deriva la gravità della contumelia, la quale di suo è fatta per distruggere l’onorabilità morale, e comporta l’obbligo di riparare”: o restituzione di fama (per la contumelia) e di beni materiali (per il furto), o dannazione.

(continua)

don Camillo ha detto...

Nell’articolo 3 il Dottore Comune spiega che in certi casi è necessario respingere le contumelie e specialmente per due motivi: primo: per il bene di chi insulta, per reprimere la sua audacia, affinché non monti maggiormente in prepotenza e presunzione e reiteri codesti atti. “Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza, affinché non si creda saggio” (Prov., XXVI, 5); secondo: per il bene delle altrui persone, se chi viene offeso ricopre una carica pubblica, onde l’offesa ricadrebbe sulla di lui società e la disonorerebbe (ad es. un magistrato, un prelato, un governante…). Onde chi è costituito in dignità o autorità pubblica deve difendere queste e non la sua persona, oppure qualcuno lo deve fare per lui.
Nella questione 75 il Dottore Ufficiale della Chiesa cattolica afferma che la derisione mira a suscitare vergogna in chi viene deriso (in corpore articuli). Nell’ad 1um l’Angelico distingue la derisione, che viene fatta con la bocca, la cattiva lingua e le risa, dal “ghigno” (“subsannatio”), che si fa colla smorfia del volto, arricciando il naso. L’effetto voluto dalla derisione è la confusione e la vergogna (ad 2um) che consistono nella “paura del disonore” o “timor dehonorationis”. Per cui la derisione ha in comune coi peccati suddetti la materia, ma il fine è diverso. Siccome “un animo tranquillo è come un banchetto perpetuo” (Prov., XV, 15), chi turba la pace interiore del prossimo (ad 3um) coprendolo di vergogna e confusione, tramite burla o sguardi altezzosi e smorfiosi, gli arreca un danno speciale e grave e quindi la derisione è un peccato speciale e grave. Nell’articolo 2 san Tommaso afferma che la derisione è un peccato mortale tanto più grave quanto maggiore è il rispetto dovuto alla persona derisa. Perciò è peccato gravissimo deridere Dio e le cose o persone di Dio.

don Curzio Nitoglia

Ἰουστινιανός ha detto...

All'ultimio anonimo:

secondo me, e senza voler usurpare il posto a don Camillo, in grande misura sì: se non per l'azione stessa di manomettere i riti pontificali (non ho studiato questa vicenda, quindi non ne posso parlare con sicurezza), chiaramente per aver messo un precedente per altri pontefici per fare quel che vogliono con i riti e le tradizioni della Chiesa -come d'altronde Pacelli fece spesso.

K. e.

antonio ha detto...

Reverendo,
Le vorrei porre una questione. A parte l'assurdita' di negare cio' che si afferma nel proprio cv, in alcuni ambienti circola una voce. La 'lepanto foundation' avrebbe finanziamenti di dubbia provenienza. Si sa che dm e' ben introdotto in certi circoli, come lui stesso scrive nel proprio cv. Inoltre;
1. Chi paga l'affitto e le spese a washington?
2. Perche' quando c'e' contrasto tra la santa sede e i circoli neocon, dm prende sempre le difese dei secondi?
3. Perche' dm non cita mai san francesco?
La ringrazio.

Anonimo ha detto...

Guardate che il tradizionalismo italiano è semplicemente caduto nel trappolone preparato dai neocon contro un papa che li detesta. Non so chi sia in buona o fede o no, ma questi sono i fatti.

jacopo dellapasqua ha detto...

Siano lodati Gesù e Maria!

Rev.do,
una questione alla quale neanche nelle Rubriche ho trovato risposta: nel Breviario, alla fine dell'ora Prima, si dice un "benedicite", cui si risponde "Deus". A me sembrerebbero abbreviazioni (come ce ne stanno diverse nel Breviario). Ma queste per che cosa stanno?

don Camillo ha detto...

Si può legittimamente sostenere che è colpa di Pio XII se il pontificale è stato devastato nel post-concilio?

"L'imposizione delle mani è un gesto di matrice apostolica che ha sempre mantenuto il suo carattere nella liturgia cattolica e non solo. Il modificarsi dei tempi e delle percezioni ha fatto sì che l'imposizione delle mani perdesse il suo carattere fondamentale come linguaggio non verbale ma non ha mai perso il suo valore teologico e sacramentale".

Pio XII ha solamente rimesso le cose a posto. A me non risultano cambiamenti del Pontificale sotto PIO XII. I riti sono quelli del Tridentino. La riforma del Pontificale è avvenuta sotto Giovanni XXIII.

La teologia e LA SACRAMENTARIA hanno rivalutato il rito dell'imposizione delle mani ma non mi risulta che ci siano stati cambiamenti del rito di ordinazione al meno fino al 1969.

Devo controllare per essere sicurissimo.

Essendo il Sacro Ordine un sacramento in cui Cristo ha dato alla Chiesa piena autorità di sistemare il rito come meglio pensa, la decisione di Firenze non è assolutamente vincolante "in aeternum."

Poi, nella lettera a Timoteo (2a, credo) e nei Padri, l'imposizione delle mani era sempre la cosa più importante, tanto che ad Alessandria, la mano del Patriarca defunto veniva imposta sulla testa del suo successore durante il rito dell'Ordinazione. I greci finora usano il termine χειροτονια come il nome standard del rito di Ordinazione di qualsivoglia grado.

Poi, sappiamo che ci sono tantissimi varianti nei Pontificali medioevali.

Riguardo il Pontificale soprattutto, credo che lo scempio si fece così : per colpa di uno scolasticismo esagerato, direi anche degradato, che regnava nei seminari, la ricerca sui riti puntava molto spesso sull'indagare "l'essenza" del rito, cioè la parte che "faceva" l'effetto desiderato, la parte che "agiva."

Questa parte s'identifica, naturalmente, con la parte più antica, (veramente così, o presunta tale,) secondo il pregiudizio per l'antico che è sempre stato il patrimonio universale dei "riformatori". (Protestanti, giansenisti, etc.)

Essendo il resto "non essenziale", "aggiunte posteriori" etc. si toglievano facilmente.

don Camillo ha detto...

Pertanto, sì Pio XII, rimise le cose nel giusto Ordine, tuttavia io avrei lasciato così come erano le cose. Pio XII aveva una smania tutta sua a mettere mani nella Liturgia. Forse Pacelli voleva così azzittire tutti i novatori, ma sappiamo che non seppe contrastarli, anzi li favorì al punto che ora la liturgia è allo sbando più totale.

don Camillo ha detto...

la questione dell'ora Prima, dove si dice un "benedicite", cui si risponde "Deus".

Come nella messa compare il Jube Dom(i)ne benedicere cui segue la benedizione non potendo ripetere benedizioni esclusive della messa nel breviarium ne sono state composte di adatte.

Il concetto è lo stesso. Dovendo recitarsi l'ufficio da soli Si chiede la benedizione "benedicite" e la risposta è "Deus" unica fonte di ogni benedizione, Colui che solo può veramente benedire in una recita quod a solo persolvitur.

Anonimo ha detto...

"Gesù è venuto al mondo per imparare a essere uomo" (Papa Bergoglio, omelia di santa Marta oggi).

E' sicuro Socci che il Papa si sbagli?

"pur essendo Figlio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì" Ebrei, 5, 8.

Il cardinal Biffi darebbe ragione al Papa: v. Alla destra del Padre, capitolo III, Lo "sviluppo" di Gesù di Nazareth

jacopo dellapasqua ha detto...

PER LA QUESTIONE DEL BENEDICITE DELL'ORA PRIMA

Grazie

don Camillo ha detto...

E' sicuro Socci che il Papa si sbagli?

Ma chi è Socci? Ma l'ha letto Giussani?

Anonimo ha detto...

Ma chi è Socci? Ma l'ha letto Giussani?

Io sì, e l'ho capito. Socci anche, ma non l'ha capito. Ed è diventato ciellino!

angelo ha detto...

Avrei fatto una domanda. Potrei avere una risposta? Grazie.

don Camillo ha detto...

Angelo, se per piacere mi riformuli la domanda, questo è l'inconveniente di chi posta senza almeno uno pseudonimo.

angelo ha detto...

A parte l'assurdita' di negare cio' che si afferma nel proprio cv, chi paga affitto e spese varie della lepanto foundation? Perche' de mattei prende sempre le parti dei neocon quando c'e' contrasto tra questi e la santa sede? Cfr. Guerra in iraq. Qualcuno vocifera di finanziamenti occulti. Grazie

don Camillo ha detto...

Ecco, Angelo, che cosa ti posso dire? Io leggo quello che è riportato nei vari blogs, è noto che non abbia un feeling con i neocon, già al tempo di Ratzinger e quando Morselli pubblicava libri cercando di far dire a B16 cose "cattoliche" che mai si sarebbe sognato di dire!

Di più non so che dirti! Si entra in un campo per me ignoto e oscuro che non è facile decifrare. Sicuramente ci sono tante brave persone in questi ambienti, ma di brave persone in questo momento non so che farne! Ci vogliono combattenti che liberi da nostalgismi barocchi, trovino il coraggio di denunciare gli errori non di questo pontificato ma di questo secolo di storia della Chiesa! Infatti sembra che abbiano trovato in Francesco il perfetto capro espiatorio, ma è da sciocchi pensare che morto lui possa venirne un altro più buono, guardando il panorama ecclesiale odierno.

Anonimo ha detto...

Ecco perché rimpiangono B XVI

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/121067/rubriche/papa-e-califfo.htm

Cosa se ne fanno costoro di un Papa come Francesco che nega lo scontro di civiltà? Diventa ovviamente un loro naturale nemico ...

don Camillo ha detto...

Gli americani non hanno perdonato a Papa Ciccio il suo intervento personale per difendere la Siria di Hassad! Ovviamente ora per bocca di coloro che "ieri" erano i portatori di "primavera araba" (finanziati dagli USraele) ora degli assassini carnefici (continuamente finanziati sempre da loro) gli hanno mandato a dire che gli vogliono fare la pelle!

B16 era una garanzia, marionetta sotto ricatto per le sue mal-gestioni dei preti pedofili negli Stati Uniti, ma ora il vento è cambiato, almeno politicamente!

Peregrino Tuc ha detto...

Dopo aver affermato che i musulmani non hanno la ragione, tra poco si domanderanno con gravità se i non occidentali abbiano l'anima. Cose già viste nella storia ...

Peregrino Tuc ha detto...

Il settimanale di Padre Pio (n. 37 del 2014) pubblica un articolo di Fabrizio Cannone dal titolo “Battista Mondin e i valori fondamentali”.

Ne estraggo un breve passo: “In tal senso, veramente, la politica è una delle forme più alte della carità (da non ridursi però a mera solidarietà materiale). Ma la politica totale che il cristiano deve fare non sta soltanto nel votare con la testa (e non per moda o conformismo), ma anche e soprattutto nel vivere la vita all’insegna del’Adveniat Regnum Tuum. Cercare in ogni cosa il suo Regno e il bene comune, e non i nostri interessi personali, ancorché legittimi. Quanti soldati di Cristo (ovvero cresimati cattolici), in quest’ultimo trentennio, davanti alla crisi epocale che pur vedono intorno a loro, hanno pensato anzitutto alla carriera, allo status sociale (per alcuni che odiano la povertà segno di predilezione divina!), a sistemare i figli, a moltiplicare gli introiti per costituire un “patrimonio familiare” … Quante energie buttate nel campo dei conservatori, ridotti dai mala tempora alla condivisione dello spirito borghese (pseudo-anticomunista), e all’amore della comodità e del dollaro!”.

Riflessioni condivisibili, alla luce della quali viene da domandarsi: sono proprio sicuri i tanti che ritengono che quando il Papa usa certe espressioni (cristiani da pasticceria, etc.) si riferisca ai tradizionalisti, quelli veri? O vogliono solo darlo a credere?

don Camillo ha detto...

Secondo me è la rivincita del demonio sulla Messa papista, ha fatto in modo che non venisse resa pubblica ma sequestrata da umuncoli radical chic ma borghesi, ma che pensano solo all'esteriorità e al loro tornaconto!

Peregrino Tuc ha detto...

Sono d'accordo con lei Reverendo. Ciò rende ancora più evidente la strumentalizzazione della Tradizione ad opera della solita intelligencija.