sabato 18 ottobre 2014

COMUNICATO della Casa Generalizia della FSPX circa la beatificazione del papa Paolo VI

FSSPX

Domenica 19 ottobre 2014, al termine del Sinodo straordinario sulla Famiglia, Papa Francesco procederà alla beatificazione del Papa Paolo VI. La Fraternità San Pio X esprime le più gravi riserve sulle beatificazioni e canonizzazioni degli ultimi Papi, con le nuove procedure accelerate che si smarcano dalla saggezza delle regole secolari della Chiesa.

Certo il Papa Paolo VI è il Papa dell’Humanae vitae[1], che portò luce alle famiglie cattoliche quando i princìpi del matrimonio erano fortemente attaccati, proprio come lo sono stati ora, in modo scandaloso, da alcuni partecipanti a questo ultimo Sinodo.

Ma Paolo VI è anche il Papa che portò a termine il Concilio Vaticano II, introducendo nella Chiesa il liberalismo dottrinale che si esprime in errori come quelli della libertà religiosa, della collegialità e dell’ecumenismo. Ne seguì un turbamento che Paolo VI stesso riconobbe nel discorso del 7 dicembre 1968: «La Chiesa si trova in un’ora di inquietudine, di autocritica, si direbbe di autodistruzione. (...) Come se la Chiesa percuotesse se stessa». L’anno dopo, riconosceva: «In numerosi campi, il Concilio non ci ha dato finora la tranquillità, ma ha piuttosto suscitato dei turbamenti e dei problemi non utili al rinforzarsi del Regno di Dio nella Chiesa e nelle anime». Fino al grido d’allarme del 29 giugno 1972: «da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto». Ma si limitò alla constatazione, senza prendere misure adatte a fermare questa autodistruzione.

Paolo VI è il Papa che, con un fine ecumenico, impose la riforma del rito della Messa e di tutti i riti dei sacramenti. I Cardinali Ottaviani e Bacci denunciarono questa nuova messa dicendo che essa rappresentava «sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino»[2]. Al loro seguito, Mons. Lefebvre definì la nuova messa «impregnata di spirito protestante», e dicendo che racchiudeva «un veleno dannoso per la fede»[3].

Sotto il suo pontificato furono numerosi i sacerdoti e i religiosi perseguitati e anche condannati per la loro fedeltà alla Messa tridentina. La Fraternità San Pio X ricorda con dolore la condanna inflitta nel 1976 a Mons. Marcel Lefebvre, dichiarato sospeso a divinis per il suo attaccamento a questa Messa e per il suo categorico rifiuto delle riforme. Solo nel 2007, fu riconosciuto da Benedetto XVI che la Messa tridentina non era mai stata abrogata.

Seguendo il proprio Fondatore, la Fraternità San Pio X rinnova il suo attaccamento alla Tradizione bimillenaria della Chiesa, persuasa che questa fedeltà, lungi dall’essere un irrigidimento sul passato, porta con sé il rimedio salutare all’autodistruzione della Chiesa.

Menzingen, 17 ottobre 2014

 Fonte: DICI


23 commenti:

don Camillo ha detto...

OVVIAMENTE SULLA QUESTIONE LITURGICA DISSENTO, DISSENTO , DISSENTO DALLA SPX.

http://lepaginedidoncamillo.blogspot.it/p/il-novus-ordo-e-stato-imposto.html?m=1

Turiferario ha detto...

Be' e allora? Se lo fanno santo la Fraternità non accetterà questa santificazione? Allora se a me non piace per qualche ragione san Paolo, dirò che per me non è santo? O le canonizzazioni valgono e sono materia di fede, o non valgono e quindi anche i santi del pasato non sono santi. Oppure c'è una data oltre la quale non valgono più perche Roma ha perso la fede, che invece è rimasta a Econe. Ma dài!

Peregrino Tuc ha detto...

Reverendo, mi deve scusare ma ho letto solo ora il suo Manifesto.
Mi ci sono proprio ritrovato.
Colpiscono la profondità e più ancora la lucidità di vedute.
E' una posizione complessivamente minoritaria, ma, nel suo spirito di fondo, non del tutto estinta (per quel che conosco io il mondo tradizionale ...).
E' quanto avevo tentato di esprimere io qualche giorno fa parlando di "epoca benedettina" della Chiesa. Ma spero che non sia anche la mia un'idealizzazione!
Ad ogni modo, davvero complimenti e grazie!

Ps: io sarei stato solo un po' più indulgente con il diritto romano ;-). L'originario diritto romano era molto poco teoretico e anche le formule avevano sempre origine da esigenze assai concrete (erano normalmente di origine pretoria). Le sue obiezioni calzano più che altro a ciò che ne hanno fatto i legisti e i canonisti delle scuole scientifiche tardo-medievali, ormai quasi umanistiche. E' quella la mentalità che si ritrova a Trento.

Peregrino Tuc ha detto...

Nel merito, don Camillo.
Certo, il "numquam abrogatam" e l'ermeneutica della continuità ricordano quell'opera di Magritte: ceci n'est pas une pipe.

Saluti e buona giornata a tutti!

don Camillo ha detto...

Tuc non è mai troppo tardi. Certo mi dispiace che lo leggi solo ora quel Manifesto che ha causato innumerevoli mal di pacia e coliche su MessainLatino e ChiesaePostConcilio. Ma il tempo è galantuomo!!!! Io in tempi non sospetti accusavo B16 di essere sedevacantista a suo modo, ora ci sono i neo-sedevacantisti che si rifanno a B16 anch'esso sedevacantista. Tutto ciò è MERAVIGLIOSO. IO DIVREI SCRIVERE UN LIBRO!!!

Mi compiaccio e mi do pure una pacca sulla spalla.

una sola fede ha detto...

“Paolo VI è il Papa che, con un fine ecumenico, impose la riforma del rito della Messa e di tutti i riti dei sacramenti.”

Mentre quindi è tutto bell’è allestito con la consueta pompa magna per la beatificazione di Paolo VI, con tanto di partecipazione (e te pareva?) dell’ex Ratzinger – beh, d’altronde come sappiamo, le VIRTU’ EROICHE di Montini le ha riconosciute lui, per cui…- dicevo, rileggiamoci un po’ come aperitivo, prima della ennesima scorpacciata di esaltazione conciliare e post-conciliare di domani, l’annuncio ENTUSIASTICO da parte dell’imminente beatificato circa l’introduzione della “nuova” Messa… anzi, no, per dirla pari pari come Paolo VI allora, mai come allora poi smentito da tutto ciò che questi 40 anni ci hanno offerto come sconsolante visione della realtà ecclesiale/ecclesiastica (pur con qua e là le immancabili eccezioni):

"NON DICIAMO DUNQUE «NUOVA MESSA», MA PIUTTOSTO «NUOVA EPOCA» DELLA VITA DELLA CHIESA".(doppio, triplo sic!, anzi, sicchissimo!!)

don Camillo ha detto...

Comunque grazie Tuc, il Manifesto è una lettura impegnativa e di prima mattina ce vo' coraggio. Le tue considerazioni sul Diritto Romano sono ASSAI giuste. Buona giornata pure a te e a tutti gli amici

una sola fede ha detto...

Dall’intervento ora invece di BENEDETTO XVI al clero romano - tre giorni dopo l’annuncio dell’abbandono del papato – si possono mettere in luce alcuni aspetti di come, PEZZO DOPO PEZZO, sia stato messo mano – e lui era tra gli esperti - (allora solo programmaticamente, poi come abbiamo visto purtroppo anche dal punto di vista applicativo) all’INTERO EDIFICIO DELLA CHIESA, a iniziare, per sua stessa compiaciuta ammissione, alla LITURGIA

Ecco alcuni stralci di quell’intervento di un anno e mezzo fa di BENEDETTO XVI, in cui tra l'altro afferma tra un ELOGIO AL CONCILIO E L'ALTRO: "così si è riscoperta, RINNOVATA LA LITURGIA.
IO TROVO ADESSO, RETROSPETTIVAMENTE [sicchissimo come prima con Paolo VI, anzi peggio, iper-sicchissimo, visto che ora si sa esattamente come è andata!], CHE E’ STATO MOLTO BUONO COMINCIARE CON LA LITURGIA [ari-daje co' sto' sicchissimo al cubo!!]"

“il Cardinale [Siri] sapeva di essere sulla strada giusta e mi ha invitato ad andare con lui al Concilio, prima come suo esperto personale; poi, nel corso del primo periodo - mi pare nel novembre ’62 – SONO STATO NOMINATO ANCHE PERITO UFFICIALE DEL CONCILIO.
I più preparati [del Concilio Vaticano II], diciamo quelli con intenzioni più definite, erano l’EPISCOPATO FRANCESE, TEDESCO, BELGA, OLANDESE, la cosiddetta “ALLEANZA RENANA”.

E, nella prima parte del Concilio, ERANO LORO CHE INDICAVANO LA STRADA; poi si è velocemente allargata l’attività e tutti sempre più hanno partecipato nella CREATIVITA’ DEL CONCILIO. I francesi ed i tedeschi avevano diversi interessi in comune, anche con sfumature abbastanza diverse.

LA PRIMA, INIZIALE […] INTENZIONE era

a. la RIFORMA DELLA LITURGIA, che era già cominciata con Pio XII, il quale aveva già riformato la Settimana Santa;
b. la seconda, l’ECCLESIOLOGIA;
c. la terza, la PAROLA DI DIO, LA RIVELAZIONE;
d. e, infine, anche l’ECUMENISMO.

Ma ora era stata riscoperta proprio la bellezza, la profondità, la ricchezza storica, umana, spirituale del Messale e la necessità che non solo un rappresentante del popolo, un piccolo chierichetto, dicesse “Et cum spiritu tuo” eccetera, MA CHE FOSSE REALMENTE UN DIALOGO TRA SACERDOTE E POPOLO, che realmente la liturgia dell’altare e la liturgia del popolo fosse UN’UNICA LITURGIA, una partecipazione attiva, che le ricchezze arrivassero al popolo; e così si è riscoperta, RINNOVATA LA LITURGIA.

IO TROVO ADESSO, RETROSPETTIVAMENTE, CHE E’ STATO MOLTO BUONO COMINCIARE CON LA LITURGIA, così appare il primato di Dio, il primato dell’adorazione.

[…] è stato, diciamo, realmente un ATTO DI PROVVIDENZA che agli inizi del Concilio stia la liturgia, stia Dio, stia l’adorazione.
Poi c’erano dei principi: l’intelligibilità, INVECE DI ESSERE RINCHIUSI IN UNA LINGUA NON CONOSCIUTA, NON PARLATA, ed anche la PARTECIPAZIONE ATTIVA.

[…]nel frattempo, dopo gli anni ’40, negli anni ’50, era già nata un po’ di critica nel concetto di CORPO DI CRISTO: “MISTICO” SAREBBE STATO TROPPO SPIRITUALE, TROPPO ESCLUSIVO; era stato messo in gioco allora il concetto di “POPOLO DI DIO”.

E il CONCILIO, GIUSTAMENTE, HA ACCETTATO QUESTO ELEMENTO, che nei Padri è considerato come espressione della continuità tra Antico e Nuovo Testamento.”

Come poteva non riconoscere le VIRTU' EROICHE di Paolo VI, e come poteva non esserci domani in piazza San Pietro, alla sua beatificazione, tra una pacca, un abbraccio e tanti sorrisi coll'attuale??

Ditemelo un po' voi...

una sola fede ha detto...

Infine, 'sto lenzolaro de 'na sola fede vi lascia con questo....e con ciò che ne è stato fatto, PRATICAMENTE SVUOTATO E BYPASSATO tranquillamente, infischiandosene tutti - anche adesso, naturalmente, perchè gli ammonimenti solenni di un papa valgono in ogni tempo - dell'ultimo punto

"XI. NESSUNO DUNQUE, E IN NESSUN MODO, SI PERMETTA CON TEMERARIO ARDIMENTO DI VIOLARE E TRASGREDIRE QUESTO NOSTRO DOCUMENTO: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto dichiarazione, volontari, decreto e inibizione.
Che SE QUALCUNO AVRA’ L’AUDACIA DI ATTENTARVI, SAPPIA CHE INCORRERA’ NELL’INDIGNAZIONE DI DIO ONNIPOTENTE E DEI SUOI BEATI APOSTOLI PIETRO E PAOLO."

MASSI'...si saranno detti....e contineranno a dirsi...:

"SAPETE CHE CE FREGA A NOI DE LE BOLLE E DE LE BOLLETTE!!! ANZI, QUESTO A LA FACCIACCIA VOSTRA... TIE' E ARITIE'!!! (accompagnato da tipico gesto conciliare e post-conciliare nei confronti della Tradizione)..."

una sola fede ha detto...

BOLLA di S. Pio V "QUO PRIMUM TEMPORE", 14 luglio 1570…

Pius Episcopus servus servorum dei ad perpetuam dei memoria

I[…] nella Chiesa di Dio uno solo è il modo di salmodiare, così SOMMAMENTE CONVIENE CHE UNO SOLO SIA IL RITO DI CELEBRARE LA MESSA.

II. Per la qual cosa, abbiamo giudicato di dover affidare questa difficile incombenza a uomini di eletta dottrina. E questi, infatti, dopo aver diligentemente collazionato tutti i codici raccomandabili per la loro castigatezza e integrità — quelli vetusti della Nostra Biblioteca Vaticana e altri ricercati da ogni luogo — e avendo inoltre consultato gli scritti di antichi e provati autori, che ci hanno lasciato memorie sul sacro ordinamento dei medesimi riti, hanno infine RESTITUITO IL MESSALE STESSO NELLA SUA ANTICA FORMA SECONDO LA NORMA E IL RITO DEI SANTI PADRI.

III. […] perciò affinché tutti e dovunque adottino e osservino le tradizioni della santa Chiesa Romana, Madre e Maestra delle altre Chiese, ordiniamo che nelle chiese di tutte le Provincie dell'Orbe cristiano: nelle Patriarcali, Cattedrali, Collegiate e Parrocchiali del clero secolare, come in quelle dei Regolari di qualsiasi Ordine e Monastero, maschile e femminile, nonché in quelle degli Ordini militari, nelle private o cappelle, dove a norma di diritto e per consuetudine si celebra secondo il rito della Chiesa Romana, in avvenire e senza limiti di tempo, LA MESSA, sia quella conventuale cantata presente il coro, sia quella semplicemente letta a bassa voce, NON POTRA’ ESSERE CANTATA O RECITATA IN ALTRO MODO DA QUELLO PRESCRITTO DALL’ORDINAMENTO DEL MESSALE.

V. Invece, mentre con la presente nostra COSTITUZIONE,

DA VALERE IN PERPETUO,

priviamo tutte le summenzionate Chiese dell'uso dei loro Messali che ripudiamo in modo totale e assoluto.
STABILIAMO E COMANDIAMO

SOTTO PENA DELLA NOSTRA INDIGNAZIONE,

CHE A QUESTO NOSTRO MESSALE, RECENTEMENTE PUBBLICATO, NULLA MAI POSSA VENIRE AGGIUNTO, DETRATTO, CAMBIATO….

VII. Similmente,
DECRETIAMO E DICHIARIAMO

che LE PRESENTI LETTERE IN NESSUN TEMPO POTRANNO VENIR REVOCATE O DIMINUITE,

MA STABILI SEMPRE E VALIDE DOVRANNO PERSEVERARE NEL LORO VIGORE.

E ciò non ostanti: precedenti costituzioni e decreti, tanto generali che particolari, pubblicati in Concili sia Provinciali che Sinodali

XI. NESSUNO DUNQUE, E IN NESSUN MODO, SI PERMETTA CON TEMERARIO ARDIMENTO DI VIOLARE E TRASGREDIRE QUESTO NOSTRO DOCUMENTO:

facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto dichiarazione, volontari, decreto e inibizione.

Che SE QUALCUNO AVRA’ L’AUDACIA DI ATTENTARVI, SAPPIA CHE INCORRERA’ NELL’INDIGNAZIONE DI DIO ONNIPOTENTE E DEI SUOI BEATI APOSTOLI PIETRO E PAOLO."

--- E intanto anche domani TUTTI IN PIAZZA!!!! OLE''''

hpoirot ha detto...

...e io OVVIAMENTE SULLA QUESTIONE LITURGICA DISSENTO, DISSENTO , DISSENTO DA DON CAMILLO

Il quale prende qui l'ennesima cantonata (dopo la "certezza" che i 4 vescovi non si sarebbero MAI separati, dopo l'ingenua speranza che eErgoglio avrebbe sistemato tante cose, dopo l'intervento di Francesco sui FI (che c'é stato si, ma nel senso inverso)...

hpoirot ha detto...

MONTINI: IL PAPA CHE PARAGONAVA I MARTIRI MUSULMANI E CRISTIANI.

Paolo VI: "Noi siamo sicuri di essere in comunione con voi musulmani, quando imploriamo l'Altissimo, di suscitare nel cuore di tutti i credenti dell'Africa il desiderio della riconciliazione, del perdono così spesso raccomandato NEL VANGELO E NEL CORANO"


Ma c'é qualcuno che trova ancora differenze tra i papi del post Concilio? Sono perfettamente permutabili, a piacere e all'infinito.


http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2014/10/16/montiniil-papa-che-paragonava-martiri-musulmani-a-cristiani_7acc6262-bdd2-44b5-aab9-e69a85f5c204.html

una sola fede ha detto...

"Ma c'é qualcuno che trova ancora differenze tra i papi del post Concilio? Sono perfettamente permutabili, a piacere e all'infinito."


Sì, ce ne sono ancora tanti che trovano molte e sostanziali differenze, caro hpoirot...ma facciamo una sola piccola carrellata su un tema carissimo ai protagonisti assoluti di questo mezzo secolo...IL MITICO "DIO UNICO E COMUNE" a tutte le confessioni...(GPIi infatti in Africa non si riferisce ovviamente solo alle religioni "monoteiste", ma va al di là...)

- PAOLO VI -
Angelus Domini
Domenica 9 agosto 1970

[…]Il conflitto [in Terra Santa] impegna tre espressioni etnico-religiose, le quali riconoscono UN UNICO VERO E SOMMO DIO: il Popolo ebraico, il Popolo islamico, e, in mezzo a loro e diffuso in tutto il mondo, il Popolo cristiano, cioè il monoteismo, L’DENTICO MONOTEISMO, nelle sue tre voci più autentiche, più antiche, più storiche, più convinte. Non sarebbe mai possibile, che dal NOME DEL MEDESIMO IDDIO, invece di irriducibili opposizioni, scaturisse un sentimento di mutuo rispetto, di possibile intesa, di pacifica convivenza?

Il riferimento AL MEDESIMO DIO, AL MEDESIMO PADRE, senza pregiudizio della discussione teologica, non potrebbe un giorno servire alla scoperta, così difficile e così indispensabile, che siamo tutti fratelli?[…]”

http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/angelus/1970/documents/hf_p-vi_ang_19700809_it.html


- GIOVANNI PAOLO II

Viaggio apostolico in Togo, Costa d’Avorio, Camerun, Repubblica Centro-Africana, Zaire, Kenya, Marocco
Incontro con i giovani musulmani a Casablanca
Marocco - Lunedì, 19 agosto 1985

“NOI CREDIAMO NELLO STESSO DIO, L’UNICO DIO, L’UNICO DIO, IL DIO VIVENTE, IL DIO CHE CREA I MONDI E PORTA LE SUE CREATURE ALLA LORO PERFEZIONE”.


- GIOVANNI PAOLO II

Visita a Wadi Al-Kharrar,
Preghiera del Santo Padre Giovanni Paolo II
Martedì, 21 Marzo 2000

“SAN GIOVANNI BATTISTA PROTEGGA L’ISLAM”

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/travels/documents/hf_jp-ii_spe_20000321_wadi-al-kharrar_it.html

don Camillo ha detto...

hpoirot, l'analisi liturgica che ho proposto è a mio giudizio inoppugnabile. Nessuno ha portato cioè argomentazioni di confutazioni consistenti. Circa poi i 4 vescovi, lo sai profondo dolore. Per i FI, ho già espresso le mie considerazioni post.

Grazie Una sola Fede.

una sola fede ha detto...

- BENEDETTO XVI

In occasione della visita a Istanbul, 2006

Nel Libro d’oro del Museo di Santa Sofia scrisse:

“NELLA NOSTRA DIVERSITA’ CI TROVIAMO DAVANTI ALLA FEDE DEL DIO UNICO, che Dio ci illumini e ci faccia trovare la strada dell’amore e della pace”.
http://www.stpauls.it/fc06/0650fc/0650fc26.htm


- BENEDETTO XVI

Incontro con i capi religiosi musulmani, con il corpo diplomatico e con i rettori delle università giordane

MOSCHEA al-Hussein bin-Talal - Amman
Sabato, 9 maggio 2009

“LUOGHI DI CULTO, COME QUESTA STUPENDA MOSCHEA di Al-Hussein Bin Talal intitolata al venerato Re defunto, si innalzano come GIOIELLI sulla superficie della terra. Dall’antico al moderno, dallo splendido all’umile, TUTTI RIMANDANO AL DIVINO, ALL’UNICO TRASCENDENTE, ALL’ONNIPOTENTE.

Ed attraverso i secoli questi santuari hanno attirato uomini e donne all’interno del loro spazio sacro per fare una pausa, per pregare e prender atto della presenza dell’Onnipotente, come pure per riconoscere che noi tutti SIAMO SUE CREATURE”.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20090509_capi-musulmani_it.html

Turiferario ha detto...

Permettetwmi di esprimere il mio profondo dissenso, che ho manifestato anche più volte dalle pagine di Chiesa e postconcilio. Bergoglio non vuole altro che la dissoluzione della tradizione. Ma otterrà l'effetto opposto, come appare chiaramente già fin da ora. E questo lo dico con la capacità di analisi che più volte mi è stata riconosciuta anche in quel blog.

una sola fede ha detto...

...su su fino ad arrivare a Francesco, che intervistato da Scalfari così risponde:

"E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, NON ESISTE UN DIO CATTOLICO, esiste Dio".

Allora a tutti questi "pastori" andrebbero ricordati alcuni passaggi della Dottrina immutabile, che traggono linfa da Scrittura e Tradizione...ecco solo qualche passo della Scrittura (potrei ovviamente citare il Catechismo, ma questo l'ho fatto anche qua diverse volte, per cui oggi inserisco questi)

Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
(Gv 14,6)

Chi NON è con me, è contro di me; e chi NON raccoglie con me, disperde.
(Lc 11,23)

-“CHIUNQUE NEGA IL FIGLIO, NON POSSIEDE NEMMENO IL PADRE; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre”.
(1Gv 2,23)

- Chi è il menzognero SE NON COLUI che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.
(1Gv 2,22)

- "Allora PIETRO, pieno di Spirito Santo, disse loro: « [...] In NESSUN ALTRO [all'infuori di Gesù] c'è salvezza; non vi è infatti ALTRO NOME dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati»
(At 4,12)


P.S GRAZIE @DON CAMILLO!! per oggi le assicuro che le lenzuolate sono davvero finite!!...a presto amici tutti e scusate...ma penso andassero riportate almeno qualcuna di queste dichiarazioni...

don Camillo ha detto...

Turriferaio, perché Benedetto XV (sic!) e seguenti hanno lavorato attivamente per custodirla? Perché delle volte vedo la tua capacità analitica incepparsi. :)

una sola fede ha detto...

Massì, via , "riascoltiamocelo" un po' quell'annuncio DELL'inaugurazione della "NUOVA EPOCA DELLA VITA DELLA CHIESA", come la chiamò lui all'Angelus di 45 anni fa

Dall’UDIENZA GENERALE di PAOLO VI Mercoledì, 19 novembre 1969

[…]La Messa sarà celebrata in una FORMA ALQUANTO DIFFERENTE DA QUELLA CHE, DA QUATTRO SECOLI AD OGGI, CIOE’ DA SAN PIO V, dopo il CONCILIO DI TRENTO, siamo soliti a celebrare.

IL CAMBIAMENTO HA QUALCHE COSA DI SORPRENDENTE, DI STRAORDINARIO, essendo considerata LA MESSA COME ESPRESSIONE TRADIZIONALE E INTANGIBILE DEL NOSTRO CULTO RELIGIOSO, DELL’AUTENTICITA’ DELLA NOSTRA FEDE.

[…]Come mai tale cambiamento? Risposta: esso è dovuto ad una VOLONTA’ ESPRESSA DAL CONCILIO ECUMENICO, testé celebrato. Il Concilio dice così: «L’ordinamento rituale della Messa sia riveduto in modo che apparisca più chiaramente la natura specifica delle singole parti e la loro mutua connessione, e SIA RESA PIU’ FACILE LA PIA E ATTIVA PARTECIPAZIONE DEI FEDELI. Per questo, i riti, conservata fedelmente la loro sostanza, siano resi più semplici; si sopprimano quegli elementi che col passare dei secoli furono duplicati […]
[…]È una legge pensata da cultori autorevoli della sacra Liturgia, a lungo discussa e studiata; FAREMO BENE AD ACCOGLIERLA CON GIOIOSO INTERESSE e ad applicarla con puntuale ed unanime osservanza.

[…]La coralità della preghiera nella Chiesa è uno dei segni e una delle forze della sua unità e della sua cattolicità. Il cambiamento, che sta per avvenire, non deve rompere, né turbare questa coralità: deve confermarla e farla risonare con spirito nuovo, CON RESPIRO GIOVANE.

[…]LE CONSEGUENZE PREVISTE, O MEGLIO DESIDERATE, SONO QUELLE DELLA PIU’ INTELLIGENTE, PIU’ PRATICA, PIU’ GODUTA, PIU’ SANTIFICANTE PARTECIPAZIONE DEI FEDELI AL MISTERO LITURGICO, cioè alla ascoltazione della Parola di Dio, viva e risonante nei secoli e nella storia delle nostre singole anime, e alla realtà mistica del sacrificio sacramentale e propiziatorio di Cristo.

NON DICIAMO DUNQUE «NUOVA MESSA», MA PIUTTOSTO «NUOVA EPOCA» DELLA VITA DELLA CHIESA".

una sola fede ha detto...

...aò ma c'avete fatto caso a

QUANTE INAUGURAZIONI ECCEZIONALI DOVEVANO ESSE QUELLE??...

Prima 'nfatti er super concilio,
poi l'omo su la luna
che se conquista tutto
pecché è ppadrone de tutto
(a detta sempre de 'sto Paolo)
...e poi la Messa nova
che ce dovea portà la Chiesa nova...

e noantri intanto?
semo sempre deppiù
còr capo all'ingiù,
quasi come Nostro Signore
su la Croce...

mentre tutti quest'artri 'ntorno domani de novo
TUTTI IN PIAZZA OLE'
insieme a' du' papi
che si nun ce se sta attenti
ponno anche diventà tre!!

don Camillo ha detto...

Ora mandami una email con il tuo nuovo indirizzo gmail.

una sola fede ha detto...

Per il caro amico @Ugoccione: per la mail non importa, tranquillo...però almeno non sparire da qua!

hpoirot ha detto...

Nel giorno della "beatificazione" di Paolo VI é bene ricordare le parole della BOLLA di S. Pio V "QUO PRIMUM TEMPORE", 14 luglio 1570…


"I[…] come nella Chiesa di Dio uno solo è il modo di salmodiare, così SOMMAMENTE CONVIENE CHE UNO SOLO SIA IL RITO DI CELEBRARE LA MESSA."

http://www.unavox.it/doc15.htm