lunedì 27 ottobre 2014

[AGGIORNAMENTO] LA SPX RISPONDE A TONO AL VESCOVO SEMERARO CHE VA CONTRO PALESEMENTE L'INIZIATIVA DI PAPA FRANCESCO DI RIAVVICINARE LA FRATERNITA' SAN PIO X.

http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1473:a-proposito-della-notifica-di-mons-semeraro&catid=64&Itemid=81





http://www.unavox.it/Documenti/doc0165_CED_MessaFSSPX.htm


http://www.unavox.it/Documenti/doc0165_CED_MessaFSSPX.htm


Spiace vedere che tra i collaboratori di Papa Francesco ci siano Vescovi che vanno contro la sua "mens".  Infatti Papa Francesco ai lefevbriani disse: "c'è chi pensa che li scomunicherò, ma si sbaglia", e "non li condannerò, né impedirò ad alcuno di andare da loro". E poi fece seguito, come promesso la riapertura dei colloqui.

Mons. Semeraro già da tempo farebbe capire che sarebbe "il prescelto" per prendere la poltrona del Cardinale Vicario Agostino Vallini oramai a pochi mesi dalla pensione! E' bene che Papa Francesco apra gli occhi su chi siano questi suoi collaboratori ingrati! Un castigo per Roma sarebbe la sua nomina in una città che per sua vocazione deve accogliere e comprendere e non come ha fatto ad Albano chiudere e scomunicare!

Dio ci salvi da questa ulteriore calamità potrebbe investire di nuovo il Vicariato di Roma!


83 commenti:

Peregrino Tuc ha detto...

I contenuti del documento, più che non accoglienti, mi sembrano non accoglibili.
La scomunica ipso facto è del tutto insostenibile.
Auctoritas, non veritas, facit legem. A questo siamo.
Spero che il Papa intervenga, altrimenti i vescovi potrebbero lasciarsi andare ai peggiori arbitri.
Non conosco le intenzioni di Francesco. Attendo però di vedere le sue azioni ... od omissioni. La vicenda mi sembra molto grave.

Peregrino Tuc ha detto...

Non male l' "adeguato percorso personale di riconciliazione".
Come per i divorziati risposati!

Saluti e santa notte a tutti!

hpoirot ha detto...

Come accadeva con BXVI, il papa é scusato, sono i collaboratori che andrebbero oltre le sue posizioni...

Ah ah, comincerete adesso anche a dirci che lo costringono, che gli scrivono le leteere, che é un sosia, che quello vero lo hanno rapito gli extraterrestri ... ?? Perché non ipotizzare che che si vede sia solo un replicante?

Non sono solo i neo-sedevac ad avere i nervi a fior di pelle!

hpoirot ha detto...

Per ritornare sulla terra mi permetto di ricordarvi che

1) Paolo VI distruggeva la liturgia MA almeno una volta ha parlato di fumo di Satana nella Chiesa
2) GPII sembrava nerone che cantava intanto che Roma bruciava MA ogni tanto diceva che la Chiesa era in una crisi profonda
3) BXVI su certi punti ha insisitito molto sul fatto che non c'é stata nessun primavera col Concilio (poi come al solito ha detto e fatto ANCHE il contrario)

Francesco é il solo ad averci detto testualmente "La Chiesa é in gran forma: non é mai stata meglio di oggi nella sua storia"


No dico: "La Chiesa é in gran forma: non é mai stata meglio di oggi nella sua storia"

don Camillo ha detto...

I contenuti del documento, più che non accoglienti, mi sembrano non accoglibili.
La scomunica ipso facto è del tutto insostenibile.
Auctoritas, non veritas, facit legem. A questo siamo.
Spero che il Papa intervenga, altrimenti i vescovi potrebbero lasciarsi andare ai peggiori arbitri.
Non conosco le intenzioni di Francesco. Attendo però di vedere le sue azioni ... od omissioni. La vicenda mi sembra molto grave.


Non ci sono scusanti o attenuanti! E' tra i primissimi collaboratori del Papa! E questo non lo dico io ma i giornali "laici"che entrano nelle sacrestie!

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/10/27/news/papa-francesco-vieta-di-dire-messa-ai-preti-lefebvriani-1.185655

E' noto che Semeraro già da quando faceva il professore in Laterano aveva fama di essere spocchioso ed ignorante, oltre al fatto che le sue lezioni fossero mal preparate e incomprensibili agli alunni.

Ma ora è vescovo della diocesi di Albano amministrata dal Papa (suburbicaria)! Ora la palla passa alla Ecclesia Dei (quindi al Papa)! Visto che Semeraro va contro PALESEMENTE e ignorantemente le disposizioni già date in merito!

Peregrino Tuc ha detto...

Poirot, mi pare che qui nessuno stia negando la gravità della vicenda e le relative responsabilità.
Sai che penso ogni bene della Fraternità, dunque non provochiamoci tra noi.

hpoirot ha detto...

solo per sapere ... secondo voi anche qui, quei cattivoni della stampa hanno esagerato??

BERGOGLIO INCONTRA I CENTRI SOCIALI COMUNISTI:

Nel suo programma in incontri di oggi, per un confronto sull'economia e la globalizzazione, ci sono molte le organizzazioni provenienti dall'America Latina. A rappresentare l'Italia il Centro sociale Leoncavallo, Banca Etica, Genuino Clandestino e la Fabbrica Recuperata Rimaflow.

BERGOGLIO dice:

"Nessun lavoratore dev'essere senza diritti, proseguite la lotta"

"Diciamo insieme con il cuore: nessuna famiglia senza tetto, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessuna persona senza la dignità del lavoro!"

"continuare la propria lotta, ci fa bene a tutti"

"Mi dicono comunista ma l'amore poveri è nel Vangelo"


Lo riferisce Radio Vaticana.

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2014/10/28/papa-francesco-incontra-movimenti-popolari-mi-dicono-comunista-ma-amore-poveri-e-in-vangelo_abe47e0f-58eb-4aaa-9695-463fe84bc761.html

Peregrino Tuc ha detto...

"“il mondo si è dimenticato Dio che è Padre ed è divenuto orfano perché ha posto Dio a lato”. Il Papa ha quindi esortato i Movimenti Popolari a cambiare questo sistema, a “costruire delle strutture sociali alternative”.
Bisogna, ha ammonito, “farlo con coraggio ma anche con intelligenza. Con tenacia, però senza fanatismo. Con passione, ma senza violenza”. Noi cristiani, ha detto, abbiamo un bel programma: le Beatitudini e il capitolo 25 del Vangelo di Matteo"

Questo estratto del discorso del Papa è di ben altro segno. E ciò non fa che mostrare e confermare l'anfibologia che abita inesorabilmente tutto il linguaggio post-conciliare.

Se non lo capiamo, e in fretta, ridurremo la Tradizione in questo modo:

https://www.youtube.com/watch?v=G0v9bI95SjE

Peregrino Tuc ha detto...

Ecce apparebit Dominus, et non mentietur: si moram fecerit, expecta eum quia veniet et non tardabit!

Santa notte a tutti!

Ἰουστινιανός ha detto...

Dalla risposta di Francesco si vedrà la sua vera posizione. Quindi ora resta aspettare - e pregare! Ma, secondo me, non ci sarà molta differenza fra le due possibili risposte: se protegge la FSSPX, le cose rimarranno come vanno; se invece si mette da parte dal suo suffraganeo, la maggioranza dei fedeli continuerà a credere che i "lefebvriani" non sono cattolici (ciò che credevano già prima), gli Ecclesia Dei saranno contenti perché crederanno di avere meno rivali, e i fedeli della Fraternità continueranno a fare ciò che facevano già prima. E poi, avendo conto che dal Settecento in poi fu vietata la comunione in chiese ortodosse per ragioni puramente politiche, un'eventuale decisione di Francesco in questo senso, che avrebbe pure una ragione politica, né mi stupirebbe molto né mi farebbe preoccuparmi neanche troppo.

In altri tempi, quando la sola conoscenza che avevano tanti preti e fedeli del Papa era la sua nomina nel Canone della Messa, e una sua parola uscita dalla sua boca una bella mattina non condizionava la vita di una diocesi lontana, tutto questo non avrebbe suscitato quest'isteria. Non so, può darsi che fossero tempi migliori...

K. e.

Ἰουστινιανός ha detto...

PS: Sulla questione sociale: non sapevo che Francesco fosse il primo ad incontrarsi con questi gruppi. Lo stesso fece Roncalli quand'era Patriarca di Venezia; o sarà meglio ricordare l'orrenda festa di san Giuseppe Comunista che Pacelli ci lasciò in eredità, e che poi Montini (con buon senso) fece diventare facoltativa?

Questo, Hpoirot, non è una difesa di Bergoglio; è soltanto una costatazione del fatto che questo Papa, quando non fa ciò che dovrebbe, non fa altro che seguire il cammino marcato dai suoi poco tradizionali predecessori del Novecento.

Peregrino Tuc ha detto...

"l'orrenda festa di san Giuseppe Comunista"?
Questa mi sfugge ...

jacopo dellapasqua ha detto...

Carissimo in Cristo sig. Iustinianos,

1 potrebbe cortesemente spiegare (se non l'avesse già fatto) quali sarebbero stati secondo Lei i buoni provvedimenti adottati dai Romani Pontefici in materia liturgica (posto che, a suo avviso, ce ne siano stati)?

2 volendo trarre tutte le conseguenze da quello che almeno sembra essere il modo di guardare la questione: a questo punto vogliamo stigmatizzare anche i Papi che hanno tolto dalla Liturgia l'antica litania sinagogale (di cui oggi rimane solo il Kyrie), sostituito il Greco col Latino, fatto sparire la Preghiera Universale (che è rimasta solo per il Venerdì Santo) e hanno fatto altre cose di questo genere?

3 riguardo il divieto di fare la S. Comunione in chiese ortodosse: scusi, ma, posto che lo sappiamo, ce lo ricordiamo che prima della vita liturgica viene la vita di Fede, e che la Legge NON ecclesiastica, ma Divina (sia Naturale che Positiva) proibisce la "comunicazione" con eretici, scismatici e infedeli di vario tipo?

4 Aei en agapé Christoù.

Ἰουστινιανός ha detto...

Peregrino: mi riferisco alla festa di san Giuseppe Operaio (chiamata a volte Joe the Communist fra cattolici statunitensi) stabilita nel 1956, e che buttò via l'antiquissima festa degli Apostoli Filippo e Giacomo il Minore; ciò che ebbe come conseguenza, inoltre, la creazione di propri della Messa che mescolano il devozionalismo con la bontà (sociale, terrena) del lavoro.

Caro signor Jacopo:
1) In verità, mi pare che la maggioranza dei papi hanno avuto un attegiamento ottimo verso la loro liturgia: non fare niente. Poi ci sono dei (pocchi) papi che hanno tentato di riparare dei danno fatti prima di loro (s. Pio V, forse s. Gregorio VII); e infine ci sono stati, purtroppo, molti che hanno rovinato ciò che toccavano: si pensi a Nicola III (che abolì la vera liturgia romana antica), i papi rinascimentali che componevano inni dedicati ad Apollone e Giove, Urbano VIII, s. Pio X e, infine, il tandem Pacelli-Montini.

2) Questo è un argomento utilizzato da molti liturgisti bugniniani (penso ad Augé e Giraudo). Ma non credo sia possibile mettere sullo stesso piano dei cambiamenti, che non alteravano la struttura del rito - in un tempo in cui questi era ancora in formazione - con azioni, a volte despotiche, di papi, che, credendo di avere autorità assoluta sul patrimonio della Chiesa, buttano via un Salterio millenario, o propri di Messe antiquissime (si pensi all'Ascensione) o lasciano irriconoscibili i riti della Settimana santa. Il Papa ha diritto di fare mutamenti nel rito della sua chiesa, cioè quello romano; ma non a distruggerlo.

3) Questo è un punto delicato. Inanzitutto Lei ha ragione: la communicatio in sacris è un sacrilegio. Il problema è che, fino al Settecento ci fu, in Europa Orientale, intercomunione fra "uniati" ed ortodossi; un prassi che fu vietata da Roma non per motivi dottrinali, ma "politici": obligare a questi uniati ad abandonare la liturgia bizantina e incorporarsi a quella romana. E poi, seppur oggi sì si potrebbe dire che c'è davvero uno scisma fra latini e bizzantini, quando avvenne questo scisma? Non nel 1054, con quelle scomuniche considerate dalla maggioranza solo un altro incidente fra Roma e Costantinopoli; fu forse nel 1204, con l'istaurazione di un patriarcato latino a costantinopoli, per volere d'Innocenzo III? O forse dopo il Concilio di Firenze? O nel Ottocento, quando i bizantini cominciarono a credere - in risposta all'attività missionaria cattolica nei suoi paesi - che noi latini siamo dei pagani non battezzati? Il mio confronto con la FSSPX si riferiva alla situazione medioevale, non a quella attuale.

Spero di aver risolto i suoi dubbi. In Christo.

K. e.

Peregrino Tuc ha detto...

Carissimo Ἰουστινιανός,
comprendo il tuo punto di vista liturgico, e mi rallegro di tanta sensibilità.
Lasciami tuttavia chiarire il mio punto di vista, più teologico-politico, che mi fa salutare con meno convinzione la facoltizzazione della festa ad opera di Paolo VI.
Come già avvenne nei secoli antichi, la Chiesa, anche nel caso di San Giuseppe lavoratore, ha voluto semplicemente cristianizzare, con un atto d’autorità (rectius, di sfida), verso i falsi e antictistici rimedi che ammorbavano le classi povere della società (il cosiddetto “falso rimedio” del socialismo), la festa pagana del 1° maggio. La festa si iscrive sostanzialmente nella continuità della dottrina sociale della Chiesa (a partire da Rerum novarum) e simbolicamente nella solenne proclamazione della regalità sociale di NSGC.
La facoltizzazione della festa di San Giuseppe lavoratore e lo stravolgimento delle intenzioni della festa di Cristo Re rispondono pertanto alla medesima logica: relegare la regalità di Cristo nei cuori e nel tempo escatologico e lasciare i destini della società all’ “autonomia delle cause seconde”.
Sono i precisi intendimenti della teoria maritainiana della “cristianità implicita”, che, notoriamente, tanto ha influenzato Paolo VI e il CVII.
Ora, si può non apprezzare il propium missae della festa, ma questo non rende buona la decisione di Paolo VI.
Due errori, uno liturgico e uno dottrinale, non fanno una cosa buona. Sono e restano due errori. E un errore dottrinale, credo, è forse anche più grave di uno liturgico.
Poi, comprendo, può destare qualche meraviglia l’indulgere verso temi sociali immischiandovisi in questo modo. È tipico della dottrina sociale, anche quella di Leone XIII, che non si è mai irrigidita in schemi da ancien regime ed ha, almeno implicitamente, accolto la possibilità della riforma sociale (Rerum novarum afferma, tra l’altro, il principio della giustizia sociale). Ciò tuttavia non ha mai compromesso né la complessiva visione soprannaturale delle cose né i principi fondamentali e i diritti di Dio, questi ultimi sempre riaffermati nelle encicliche sulla cosiddetta costituzione cristiana degli Stati.
La Chiesa non ha inventato la modernità politica. L’ha trovata, ostile, sulla sua strada; e l’ha combattuta, ferma nei principi e misericordiosa verso gli ultimi. Almeno fino al CVII.
Spero di essere riuscito a spiegare il mio punto di vista.

Anonimo ha detto...

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2014/10/semerarus-episcopus-diabolicus-et.html?showComment=1414586098156#c5149804756424393962

Ἰουστινιανός ha detto...

Caro Peregrino Tuc:

Capisco bene il suo ragionamento, e la sua logica mi pare perfetta. Infatti, il desiderio di cristianizzare una festa pagana è in sé lodevole, ed ha precedenti nella storia della Chiesa (si pensi al Natale!) - avendo conto che non ci fossero altri fattori della politica interna italiana, su cui ho sentito qualcosa ma non ho potuto mai verificare; se Lei ne sapesse qualcosa, Le sarei molto gradito.

Il problema, secondo me, è doppio. Inanzitutto c'è il fatto dell'esistenza, da età patristica, della festa (di rango solennissimo) degli Apostoli quel giorno stesso. Davvero la questione sociale era così importante per lasciar cadere questo tesoro di Fede e pietà? Non si potrebbe aver tentato un'altra soluzione - questa non è una domanda retorica: me lo chiedo davvero.

In secondo luogo, c'è il problema dei propri, che è a sua volta doppio: se i propri sono antropocentrici (e lo sono molto) questo risponde a 1) la prassi inaugurata da Pio XII (Mediator Dei 10) di stravolgere il detto lex orandi, lex credendi, cioè di inventari nuovi testi liturgici per giustificare novità in altri ambiti; 2) una nuova mentalità in cui le realtà soprannaturali (la salvezza) s'arretrano davanti ai problemi di natura sociale (che, pur essendo importanti, ne dovrebbero essere subordinati). Quindi se, in sé, la celebrazione della festa sarebbe un fatto buono, i suoi propri (che esprimono, non dimentichiamo, la Fede della Chiesa) la fanno diventare qualcosa di strano, di fuori-posto.

Quindi, seppur sarei d'accordo nel lamentare il trasfondo della modifica montiniana, mi chiedo se l'istaurazione della festa da Pio XII era stata davvero una buona soluzione. Su questo punto la mia opinione personale è: NO. Forse se si trovasse un modo d'inserire questa festa nel calendario in maniera armonica, e le si cambiassero i propri (con altri di tono tradizionale), allora san Giuseppe Operaio sarebbe un vero dono per la Chiesa. Ma sarebbe anche molto difficile da fare.

K. e.

Ἰουστινιανός ha detto...

PS: Non mi ho soffermato su un altro versante della problematica: la creazione di questa festa, insieme all'aggiunta di s. Giuseppe al Canone nel 1962, come punti culminanti di un crescente (dall'Ottocento) atteggiamento devozionalistico e ben poco tradizionale verso il venerando patriarca, facendolo diventare una sorta di "supersanto". Ma questo si allontana dalla nostra discussione.

Peregrino Tuc ha detto...

Ἰουστινιανός
non si trattava di subordinazione dell’ordine soprannaturale, ma dell’esatto contrario. Gli errori sociali e politici combattuti fin dall’Ottocento erano il semplice epifenomeno della negazione di fondamentali dogmi di fede, come ben dimostrò Donoso Cortés. Si voleva arginare la diffusione di questi errori in modo esplicito e accessibile alla massa dei fedeli. Forse è per tale motivo che si registra anche un po’ di devozionismo: si sa che la pietà popolare ha questa inclinazione e spesso è assai complicata. Se il nostro fosse un mondo di monaci benedettini, sarebbero sufficiente le sole preghiere di colletta per salvarci da certi errori, no? Ma non è così …
Poi, ordine naturale e soprannaturale non sono neppure propriamente subordinati, ma si tengono nella profonda unità del reale, che altro non è se non la tranquillitas ordinis. In fondo tutto viene da Dio e di tutto abbiamo bisogno.
Certo, si poteva forse cercare un’altra soluzione liturgica. Ma su questo non sono davvero in condizione di esprimermi …
Grazie per l'utile confronto!

jacopo dellapasqua ha detto...

Carissimo in Cristo Iustinianos,

grazie innanzi tutto delle risposte.
Poi circa alcune cose successivamente dette:

1 riguardo al Natale cristiano sostituito a una festa pagana: tra gli storici oggi si argomenta che sarebbe accaduto il contrario: sarebbero stati in realtà i Pagani ad aver voluto paganizzare una ricorrenza cristiana ;

2 riguardo a San Giuseppe nel Canone: può servire a qualcosa il rilevare che l'abate Guerangèr non ci era contrario? Inoltre: esattamente cosa non è stato tanto tradizionale nell'accresciuta devozione a San Giuseppe?

una sola fede ha detto...

ER PAPA DOPPIO 'N BRONZO

Er papa, bell'e ddoppio,
o, mejo, er doppio papa
(per nun offenne arcuno!)
se ne sta là che guarda
l’antro, e l’antro a lui.

Vedete ‘n po’ che caso,
davanti a ‘n papa ormai
ce ne sta 'n'antro sempre,
…però nun ce sto a crede:
aò, stavorta è ‘n bronzo!

De bronzo proprio, dico,
e no la faccia e basta
(che quela nun è strana!),
ma ‘r busto tutto ‘ntero.
Di queli, chi è che è 'r vero?


Da me composta traendo spunto da questo articolo di pochi giorni fa, ma soprattutto dalla FOTO

http://it.radiovaticana.va/news/2014/10/27/francesco_benedetto_xvi_un_grande_papa/1109516

don Camillo ha detto...

2 riguardo a San Giuseppe nel Canone: può servire a qualcosa il rilevare che l'abate Guerangèr non ci era contrario? Inoltre: esattamente cosa non è stato tanto tradizionale nell'accresciuta devozione a San Giuseppe?

Te la sentiresti di inserire nella Divian Commedia di Dante, che so, al Canto XXXIII un riferimento a San Giuseppe?

Vergine Madre, figlia del tuo figlio, "Sposa di San Giuseppe"
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio


E dare ordine di rottamare tutti i testi senza modifiche e di stamparli con le modifiche?!

Ovviamente esagero, ma non troppo.

I Papi come diceva giustamente Giustiniano, non osavano toccare, fare nulla perchè l'Autore, così stabilì per farsi lodare. Ma lo spirito immanentista-umanista incominciò a impugnare e a giudicare! Il suo culmine di arroganza arrivò nel DEMOLIRE la Settimana Santa CUORE del Rito ROMANO per poi inserire San Giuseppe in un Canone di soli martiri, e che nulla aveva a che fare con loro, visto che il Beato Giuseppe non donò il Sangue come la Vittima significata in ogni Santa Messa.

Non sono solo i liturgisti che si dovevano i irritare e battere i pugni sul tavolo! MA I FILOLOGI!!! Coloro che contro tali manipolazioni dovevano rispondere scientificamente e brutalmente!!!

Ma il nefasto "VATICANO I"! ha rimbambito tutta la Chiesa! Compresi i filogi laici! Purtroppo!

jacopo dellapasqua ha detto...

Sempre riguardo a San Giuseppe: gradirei comunque che si dicesse qualcosa sull'opinione dell'abate Guerangèr, che diceva:

"Nel Communicantes, come nel Confiteor, non si menziona san Giuseppe (13), perché la devozione a questo Santo benedetto era riservata agli ultimi tempi, ed anche perché nei primi secoli la Chiesa preferiva rendere gli onori del culto ai suoi Apostoli e ai suoi Martiri. Inoltre, una volta fissata la forma del Canone, la Chiesa non voleva che si toccasse né modificasse in nulla, neppure nei dettagli, una preghiera liturgica consacrata e stabilita fin dall'antichità cristiana; e, manifestando in questo come in tutto la sua prudenza, si è limitata ai Santi qui menzionati: sed et beatorum Apostolorum ac Martyrum tuorum."

Ἰουστινιανός ha detto...

Caro Jacopo:

Non capisco cosa vuole dire dom Guéranger con la devozione a questo Santo benedetto era riservata agli ultimi tempi. Ad ogni modo, lasciando da parte gli studi liturgici che incominciò, dom Guéranger mi sembra uno dei personaggi più sinistri di tutto l'Ottocento ecclesiale (un uomo che, sotto comando di Pio IX, e utilizzando un inesistente pericono jansenista, obbligò a tutte le diocesi francese ad abbandonare le loro liturgie; che poi, essendo consultore della Congregazione dei Riti, dopo di essere respinto da questa un progetto di nuovo ufficio per il monastero di Solesmes, se ne andò da Roma gridando che Pio IX era un cretino e che non voleva vederlo più; e che, infine, guardava con disprezzo la liturgia bizantina dicendo che era morta ed ossificata...).

La crescente devozione verso san Giuseppe derivò in un'iconografia in cui appareva con faccia di ventenne mentre sosteneva Nostro Signore bambino (contro la tradizione che ci disce che era già anziano e vedovo quando sposò la Madonna), un'iconografia invadente che veicolava un'immagine del Santo come patrono di quasi tutto, e che voleva vederlo inserito in ogni preghiera della Chiesa. Tutto ciò finì con san Giuseppe Comunista e il suo inserimento nel Canone - se venne inserito lì, mi chiedo perché non lo fu anche il Battista, di cui Nostro Signore stesso diceva che era "il più grand'uomo nato da una donna".

Poi, sul Canone: io aggiungerei una ragione in più per non aver introdotto il nome di san Giuseppe: perché questo inserimento non fu che una "prova" da parte dei novatori per controllare la difesa che preti e laici farebbero del Canone. Poiché videro che non ci furono proteste, dopo di sei anni ecco che si promulgarono le tre nuove "preces eucharisticae II, III, IV".

K. e.

jacopo dellapasqua ha detto...

Carissimo in Cristo Iustinianos,

al di là della biografia del Guerangèr, di importanza (penso) relativa:

1 i riti francesi che fece abbandonare, invece che recupero degli antichi riti gallicani scomparsi con Carlo Magno, non erano piuttosto quasi tutti creazioni di inizio Ottocento (un esempio cioè di insano archeologismo)?

2 quanto a San Giuseppe: al di là dell'icona, delle origini della devozione a Lui, e anche (per il momento) del suo inserimento del Canone, ponendoci da un punto di vista teologico: é forse infondato il suo titolo di "patrono della Chiesa universale" oppure il ritenere che sia un intercessore particolarmente valevole (sorvoliamo sulla MIA terminologia probabilmente oscena) in virtù del suo legame speciale con Nostro Signore e la Vergine SS.ma?

3 rev.do, per dire quello che voleva, sinceramente poteva scegliere un esempio e (forse) un argomento migliore che quello del XXXIII del Paradiso (almeno così mi sembra al momento).

Anonimo ha detto...

Iustinianos scrive:

"guardava con disprezzo la liturgia bizantina dicendo che era morta ed ossificata..."

Il Gueranger non considera morta la liturgia ma la chiesa... ed essendo un corpo morto non può sviluppare malattie (eresie liturgiche)...

Peregrino Tuc ha detto...

Mi pareva che avessimo convenuto che non si tratta di san Giuseppe "comunista".
Come ritenete.
Ben trovato a Una sola Fede e saluti a tutti.

Ἰουστινιανός ha detto...

Peregrigno Tuc: Chiedo scusi. "Comunista" è ovviamente una forma di dire che a volte mi esce dalla bocca/dita.

Jacopo:
1) Infatti no. Anzi sono un'esempio di "sviluppo organico" della Liturgia, dal Seicento in poi. Le differenze col rito romano erano alcune Collette diverse, più sequenze e prefazi, qualche differenza nel calendario, e cerimonie ben più solenni di quelle tridentine. Non facevano nessun danno alla Fede, e infatti sono belli esempi di Liturgia radicata nella cultura locale - parlo sempre dei Messali; i Breviari invece sì erano stati manomessi molto dai giansenisti, e alcuni facevano molto schiffo.

2) Non credo che la devozione verso san Giuseppe sia mala in sé, e, come tutti i santi di Dio, è un ottimo intercessore. Ciò che criticavo era l'inserimento di pratiche devozionalistiche recentissime nella Liturgia, che è tutta un'altra roba. Sul titolo di "Patrono della Chiesa", mi chiedo se davvero la Chiesa ha bisogno di un patrono specifico - non lo nego, semplicemente non riesco a capire la facenda.

Anonimo: crede infatti che le chiese bizantine sono morte? A me pare che, oggigiorno, è da noi dove si potrebbe dire che la Chiesa è "morta" (mi si intenda: Dio non l'abbandonerà mai, parlo solo delle situazioni che tante volte, e in questo stesso blog, ci fanno dolore, e soprattutto della situazione della gerarchia) ed "ossificata" (nell'entusiasmo degli anni 60).

K. e.

Anonimo ha detto...

Intanto la fraternità ha risposto con un vigoroso comunicato sul loro sito...è meglio obbedire a Dio piuttosto che agli uomini!

jacopo dellapasqua ha detto...

Carissimo in Cristo Iustinianos,

ma i riti fatti abbandonare al Gueranger, quanto erano antichi? Alla data della "Quo primum" avevano almeno duecento anni vita (condizione necessaria per non essere interdetti)? E anche quando li tenevano: il loro "sviluppo organico" avvenne col benestare della S. Sede, necessario DOPO l'istituzione della S. Congregazione dei Riti?

Oh, giacché mi ha messo la curiosità: com'era la Liturgia Romana prima di Nicolò III?

don Camillo ha detto...

Intanto la fraternità ha risposto con un vigoroso comunicato sul loro sito...è meglio obbedire a Dio piuttosto che agli uomini!

Legittima difesa dire! Don Pierpaolo ricorda poi ad un intervista che non è l'iniziativa del Papa, ma ciò non toglie che questo atto è un sgambetto a coloro che stanno dando la vita per poter sanare questa ferità!

Anonimo ha detto...

Mons Semeraro ha studiato a lungo la teologia scritta in ginocchio dal gran teologo Kasper. A leggere tutte quelle belle parole unte di misericordia, odorose di pecora, non ci ha dormito tutta la notte e al mattino ha scritto quel capolavoro di tenerezza. Pare un'omelia sul vangelo del buon pastore. e quello è bello.

Anonimo ha detto...

Iustinianos,

ma è proprio il discorso che fa il Gueranger: il fatto che siamo malati è la prova che siamo vivi...
Inoltre il G., mi sembra in "Institutions liturgiques", considera buona cosa mantenere le tradizioni liturgiche... però un conto è mantenerle nonostante i combattimenti contro le eresie un altro, invece, perchè sei morto...

Anche a livello teologico l'ortodossia è stagnante, questo passo di Giovanni diventa praticamente inutile:

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.

Se ho interpretato correttamente il pensiero del Gueranger paragonerei l'ortodossia al sarcofago di Tutankhamon: fuori oro, ma dentro...

Anonimo ha detto...

La Fraternità San Pio X ha fatto bene a scrivere una simile risposta!
E lo dico io che nemmeno sono un tradizionalista (avrei tradotto tutte le preghiere dal latino in una buona traduzione, e lì sarebbe finito il Concilio),hanno perso il lume della ragione a Roma. Ma chiedo io: si scrive un comunicato come quello del vescovo? che male fanno quanti recitano preghiere secondo la tradizione della Chiesa?nulla di male.Penso che andava meglio quando invece di fare le "messe al cimitero di 20 minuti" novus ordo, in questi giorni nei cimiteri veniva recitata una Grande Assoluzione ai 5 angoli di un cimitero, belle e vere preghiere.
Altro che tutto questo ecumenismo antropocentrico!

hpoirot ha detto...

...e la relazione triangolare? dove la mettiamo la relazione triangolare tra

A) Kasper
B) Semeraro
C) il Papa (per cui Kasper é un grande teologo)


1) Semeraro studia la teologia da Kasper, é sulla sua linea progressista ed é un suo stimatore

2) il papa ha detto pubblicamente che Kasper é un grande teologo

3) il papa ha messo Kasper a capo del Sinodo, PERCHE SA CHE VUOLE INNOVARE DI BRUTTO cambiando tutto.

Tuttavia, Semeraro é il cattivone che bastona la SPX mentre papa Francesco é la bravissima persona che incarna l'iniziativa di riavvicinare la SPX (é talmente bello che nel scriverlo mi sono commosso...)

Per certe persone il ritorno alla realtà sarà duro e crudo.

hpoirot ha detto...

Mons Fellay: Il Sinodo ha aperto una porta sul'Inferno!

http://www.cfnews.org/page88/files/17dc4fd6cdbc6b12eb9047b4ca4a9947-288.html

che vuol dire: Kasper ha aperto una porta, su mandato del papa...

hpoirot ha detto...

l'intervista recente a Mons Fellay
(per don Camillo)

http://laportelatine.org/mediatheque/videotheque/laportelatine/entretien_exclusif_mgr_fellay_lourdes_lpl_141027.php

Peregrino Tuc ha detto...

"I Papi come diceva giustamente Giustiniano, non osavano toccare, fare nulla perchè l'Autore, così stabilì per farsi lodare. Ma lo spirito immanentista-umanista incominciò a impugnare e a giudicare! Il suo culmine di arroganza arrivò nel DEMOLIRE la Settimana Santa CUORE del Rito ROMANO per poi inserire San Giuseppe in un Canone di soli martiri, e che nulla aveva a che fare con loro, visto che il Beato Giuseppe non donò il Sangue come la Vittima significata in ogni Santa Messa."

Don Camillo, la chiesa ha sempre avuto al suo interno autori di eresie e di abusi di ogni tipo, sono d'accordo e qui la seguo.
Ma mi aiuti a capire alcune cose, domande spontanee ed in totale buona fede di chi sta cercando di approfondire.

1. se le riforme di cui parla sono il "culmine", come considerare il NO (uguale, meglio, peggio)? E' possibile affermare che il VO, anche nella forma del 1962, comunichi ancora ai fedeli la fede cattolica più di quanto non faccia il NO?
2. c'è un criterio certo ed oggettivo per distinguere ciò che nella liturgia è divino (l'Autore ...) da ciò che è umano ... troppo umano? E un preciso momento storico in qui l'originaria "purezza" è andata perduta?
3. l'idea di una chiesa volontaristica e legalista che impone riforme "artificiali" e posticce (una chiesa, diciamo così, che si sostituisce a Dio), non rischia di essere una critica ecclesiologica molto vicina a quella dei vari Melloni etc.: una mitica purezza delle origini tradita dalla tentazione del potere? Certo, non credo che lei ritenga che il CVII abbia restaurato la "vera chiesa", ma la possibilità di pensarlo diverrebbe possibile. Ho sempre sospettato che tale modo di pensare dei novatori nascondesse una sorta di novello marcionismo (il finto dio della chiesa di potere che ha tradito il vero Dio...).
4. io sono stato spesso tentato da non pormi più troppe domande al riguardo, ma mi riscoprivo presto con un'idea di chiesa "disincarnata" e con un "soli Deo" un po' disperato.

don Camillo ha detto...

Peregrino TUC

1...se le riforme di cui parla sono il "culmine", come considerare il NO (uguale, meglio, peggio)?

Uguale se non meglio, almeno accanendosi sul un rito EX novo, hanno lasciato un corpo senza "cuore" parlo del Rito Tridentino mutilato nella Settimana Santa e in tante piccole devozioni arricchenti il Rito stesso.


E' possibile affermare che il VO, anche nella forma del 1962, comunichi ancora ai fedeli la fede cattolica più di quanto non faccia il NO?

E' forviante questa domanda, se l'arbitrio è il criterio di aggiornamento liturgico, demolita la Settimana Santa con le sue "buffe" consuetudine (come celebrare il Sabato Santo di mattina oscurando le finestre per far sembrare che fosse notte) non è altro che spalancare, anzi abbattere la diga e far effluire il modernismo in tutta la Liturgia!
Infatti i sacerdoti tradizionalisti Lefe ed Ecclesiale Dei fanno dei mischioni liturgici con una spruzzata di libero arbitrio paolosestiano utilizzando nella Settimana Santa un 52 e un po' 62.... non so se questo rito possa comunicare la Fede, però a me fa tanto ridere, come le chitarre di Kiko Arguello che strillano quell'orrendo exultet da lui composto e imposto in tutto l'orbe.

Circa poi il NO! Ricordo che il NO è stato fatto da preti che celebravano il VO tutti i giorni! Quind andiamoci piano con gli L'slogan, che sono utili ma sempre slogan sono! Dire per esempio che il NO non trasmette la fede autentica, è una sciocchezza, può piacere o non piacere, ma le sue orazioni sono coerenti con la fede che professiamo, in altre parole il NO potrebbe portare all'eresia come potrebbe portare all'eresia il Messale del 52 e del 62. Lo dimostra il fatto che i preti, vescovi, papi eretici e scismatici prima del 52, non si contano!


2. c'è un criterio certo ed oggettivo per distinguere ciò che nella liturgia è divino (l'Autore ...) da ciò che è umano ... troppo umano?

Che io sappia no!


E un preciso momento storico in qui l'originaria "purezza" è andata perduta?

La liturgia è fatta da e per Dio ma officiata dagli uomini... Si dice che il Canone della Messa fu divinamente ispirato agli Apostoli da Gesù stesso, non faccio fatica a crederlo, visto che ha insegnato il PAter, non vedo perchè non possa aver insegnato il Cuore del Culto a lui gradito, il resto è semplicemente uno stratificarsi di devozione su devozione!


...una mitica purezza delle origini tradita dalla tentazione del potere? Certo, non credo che lei ritenga che il CVII abbia restaurato la "vera chiesa", ma la possibilità di pensarlo diverrebbe possibile.

"AHHHHH la nuda pietra delle chiese Romaniche, che bellezza che solennità" Questo è lo slogan dei mitici esperti d'arte che in realtà non capiscono niente! Perchè chi ha messo mani ai restauri di tali chiesa sa bene che le chiese romaniche e medioevali erano riccamente decorate e dipinte anche sulle colonne di marmo! Un po', anzi come le Chiese Bizantine, che guarda caso dal romanico copiarono, solo che lo stile bizantino si mantenne fedele a "Roma" più di quanto "Roma" oggi sia fedele a se stessa". Tutto questo per dire cosa, che la Liturgia Romana è come la struttura delle primitive chiese romaniche, c'è una struttura e poi nel corso dei secoli questa struttura eterna inamovibile si è arricchita di "dipinti", ovvero di devozioni di amore, come le liturgie dei Santi, per esempio che hanno fatto della liturgia romana un'anticipazione del Paradiso.

(c0ntinua)

don Camillo ha detto...

L'Abate Scicolone (dando voce ai novatori liturgici conciliari) disse che questi "dipinti" sono semplici "incrostazioni", o come dire: "meglio la nuda pietra o i dipinti, anzi le incrostazioni di Giotto ad Assisi???? Ma oggi tutto è relativo, grazie anche e sopratutto alla incuria dei Papi di Roma, per cui forse un giorno si troverà un "grande uomo" che per onorare San Francesco poverello abbatterà quei "capolavori" con tutte le mura per mettere al loro posto un giardino sconnesso con pietre messe a casaccio "per ricostruire l'ambito originario e VERO del poverello di Assisi, magari con Papi e vescovi festanti e applaudenti!

Peregrino Tuc ha detto...

Grazie per le risposte argomentate.
Provo a rifletterci con calma.
Buona domenica!

Ἰουστινιανός ha detto...

Non discutterò più con l'Anonimo: infatti il vedere come si possa dire che una chiesa che ha custodito la Tradizione a volte molto meglio di noi, nonostante essere composta da uomini peccatori come noi, sia soltanto un sarcofago vuoto mi stupisce.

Peregrino: dalla Liturgia, anche da quella nuova, si può trarre sempre qualche frutto spirituale, seppure è probabile anche che a molti alcune liturgie odierne ci faccianno soprattutto malore nell'anima. E poi, i riti del '62... io direi che quelli della Settimana Santa sono ancora peggiori da quelli NO - il Venerdì Santo di Pio XII è protestante, per carità! È vero che, almeno, il cerimoniale della Messa e grande parte dei propri sono ancora tradizionali (seppur questo si potrebbe dire anche del rito del '65), ma il risultato è un po'... strano quantomeno, direi.

Reverendo: perché parla del Messale del '52? Ha la Messa Signum magnom del 1950 per l'Ascensione!

K. e.

don Camillo ha detto...

Reverendo: perché parla del Messale del '52? Ha la Messa Signum magnom del 1950 per l'Ascensione!

A seguito del dogma dell'Assunzione, Pio XII cambio il Proprio del 15 agosto. Onestamente condivido la tua posizione, tuttavia è una Messa innestata in un contesto Apocalittico che merita, a mio giudizio di essere celebrata.


jacopo dellapasqua ha detto...

"Che il NO non trasmetta la fede autentica é una sciocchezza, etc."

Rev.do,
che diciamo del"Breve Esame Critico al Novus Ordo Missae" o del libro "La nouvelle messe de Paul VIeme etc." di A. X. Da Silveyra, o di altre cose simili? (NOTA: Non mi faccia una prolusione su chi lo ha steso e chi lo ha presentato a P6: siamo persone abbastanza intelligenti da sapere che ciò ha un valore relativo rispetto alle argomentazioni)

"Non discuterò più con l'anonimo etc.."

Carissimo Iustinianos,
non sarebbe più proficuo invece dimostrare ed eventualmente confutare, fatti alla mano (se ce ne sono) l'erroneità delle affermazioni di Anonimo?

don Camillo ha detto...

Se ho interpretato correttamente il pensiero del Gueranger paragonerei l'ortodossia al sarcofago di Tutankhamon: fuori oro, ma dentro...

Ma come puoi impostare una risposta a tale affermazione così da spazzatura?
Venga l'Anonimo a Mosca ed entri nella cattedrale Ortodossa mentre si celebra la Divina Liturgia! Ma prima si faccia un giretto tra le parrocchie dove si vive ordinariamente il culto con le chitarre!

Vedrà chi è veramente nel sarcofago già in stato avanzato di decomposizione e chi gode ottima salute!

Peregrino Tuc ha detto...

Ἰουστινιανός, grazie per le precisazioni.
Personalmente frequento in via quasi esclusiva la messa Vo.
In caso di impossibilità mi reco al NO, non perché lo ritenga equivalente, ma perché lo ritengo valido. Anche se talvolta mi provoca un colpo al cuore, so di potervi adorare il Signore sacramentato e di potermi unire spiritualmente al suo sacrificio. Mi reco da un sacerdote che comunque celebra con grande decoro e pietà.
Oltre questo occasionale “biritualismo pratico” non mi riesce proprio di andare: debbo rispettare anche la mia personale pietà liturgica, una grazia del Cielo attraverso cui è passata anche la mia personale conversione …
Mi ritrovo molto in queste considerazioni di dom Calvet, che ho già postato in precedenza:

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2013/12/jai-vu-leglise-della-relazione-tra.html

Poi, certo, esiste anche una storia di abusi preconciliari, di cui la nuova settimana santa è un esempio eclatante. Io tuttavia mi riferisco al semplice rito della Messa.
È anche vero che l’infiltrazione immanentista parte da lontano, etc.. Però debbo fare i conti con le opzioni che ho a disposizione. Per la preghiera personale uso testi molto antichi. Per la Messa mi accontenterei, anzi, sarei felicissimo, di avere la Messa quotidiana secondo il messale del 1962: oltre che trovarvi il Signore sacramentato e oblato, vi riuscirei a vedere ancora la Chiesa …

Peregrino Tuc ha detto...

Ps: ho parlato di Messa quotidiana, ma mi andrebbe benissimo anche solo quella festiva!

Ἰουστινιανός ha detto...

Jacopo: se non continuo la discussione è perché le affermazioni dell'anonimo lasciano intravedere che non tireremo fuori niente di buono. In Spagna lo chiamiamo "diálogo de besugos" (dialogo fra besughi). D'altronde condivido quanto detto da don Camillo: basta guardare!

Reverendo: il problema maggiore della Messa Signum magnum è che fu un altro precedente perché i Papi potessero manomettere la Liturgia a volontà: aprofittando la dichiarazione dogmatica, fabbrichiamo una nuova Messa ex nouo.

Peregrino: avendo conto che la maggioranza delle Messe "tradizionali" sono infatti '62, è il meglio che possiamo prendere - guardi, nella mia città non c'è nessuna, e neppure NO un po' reverente: niente! Se abbiamo '62, meglio che non aver niente; ma se lo abbiamo, forse abbiamo anche il diritto di chiedere un ricupero di tutto ciò che prima era stato perduto. Il messale del 1962 fu concepito come un mero messale ad interim, che doveva essere riformato dal Concilio. Voler farlo una sorta d'icona perfetta della Tradizione è, soprattutto, un crimine contro questo messale stesso. Quindi per ora, Lei come me, dobbiamo accontentarci di quanto ci offrono; ma arriverà il giorno in cui si dovrà andare oltre. E maggari succeda presto!

K. e.

Ἰουστινιανός ha detto...

PS: Dire che questo:

https://www.youtube.com/watch?v=4RGK3Qf0M4A

è un sarcofago vuoto è dire che la Liturgia non è che una cerimonia vuota senza vero valore, una mentalità proprio non cristiana!

Peregrino Tuc ha detto...

"avendo conto che la maggioranza delle Messe "tradizionali" sono infatti '62, è il meglio che possiamo prendere"

Sì Ἰουστινιανός, sono d'accordo con lei.
Non faccio del messale del '62 l'optimum, ma semplicemente il meno peggio nelle condizioni date.
Siamo d'accordo.

hpoirot ha detto...

ma don, la Santa Mesa é il cuore pulsante della Chiesa e se il cuore non gira a pieno ritmo ne risente tutto il corpo.

Il "contesto Apocalittico" lo abbiamo proprio perché non c'é più una Messa baluardo.

Come dico sempre: non abbiamo una messa di serie C perché c'é la crisi, abbiamo una crisi spaventosa perché abbiamo una messa di serie C

hpoirot ha detto...

siamo in guerra; in trincea a contro il nemico (il demonio) e abbiamo due armi:

1) i migliori fucili del mondo, (il VO)
2) dei coltelli di plastica da picnic, (il NO)

ma siccome i coltelli di plastica sono innestati in un contesto Apocalittico, meritano di essere usati al posto dei fucili.

Ἰουστινιανός ha detto...

Hpoirot: secondo Lei, la liturgia bizantina e quelle orientali che sono, fucili che non combattono?

K. e.

don Camillo ha detto...

Chi odia la Tradizione odia Cristo!

In questo contesto oscuro, "chi non è contro di noi, è per noi"!

Non vi dimenticate amici, figli e fratelli, che è grazie all'intercessione della buon'anima di Alessio II Patriarca di tutta la Russia se noi abbiamo la Messa Tridentina, la favola che B16 l'abbia fatto per i Lefebvriani, è vera fino ad un certo punto!

Sì ancora hanno problemi con l'"IMMACOLATA" ma confido che questo problema lo risolverà La diretta interessata La quale affermò a Fatima che in Russia sarebbe stata molto amata, ed è VERO! Almeno da quello che ho visto!

Peregrino Tuc ha detto...

Perbacco don Camillo, intravedo nelle sua parole delle considerazioni metapolitiche: non starà forse "imbastardendo" la teologia? ;-)

don Camillo ha detto...

PT, in che senso?

Peregrino Tuc ha detto...

Era solo una battuta ironica, che voleva essere di approvazione del suo commento.
In questo stesso blog un ospite (credo proprio la stessa Mic) ha sollevato rispetto ad alcune mie considerazioni "metapolitiche" l'obiezione di imbastardire la teologia con questioni di politica e di sociologia.
So invece per certo (basta leggere Lémann ...) che l'era anticristica sarà un evento essenzialmente politico, come un capo politico sarà l'anticristo stesso, che vorrà distruggere TUTTE le religioni che non lo accoglieranno. Che gli ortodossi russi, i nostri più prossimi "fratelli separati", oggi avvertano con noi lo stesso puzzo di zolfo è un fatto da non trascurare affatto, almeno nel breve periodo.

Peregrino Tuc ha detto...

«È la religione ortodossa la massima minaccia alla civiltà occidentale». «La linea anti-occidentale di Putin è basata sul profondo tradizionalismo delle idee ortodosse». Carl Bildt, Ministro degli esteri svedese.

E basta così, direi.

Luciana Cuppo ha detto...

@ hpoirot:

Hpoirot, a volte mi vien voglia di chiedermi se Lei ci e' o ci fa.
"Abbiamo una messa di serie C".
Ma mi faccia il piacere. La messa e' il sacrificio di Cristo corpo, sangue, anima e divinita'; avremmo, secondo Lei, un Cristo di serie A, uno di serie B ed uno di serie C? Cristo, nella messa, o c'e' o non c'e'; non ci sono graduatorie di presenza.
Possibile che una persona intelligente e preparata come Lei non riesca a distinguere fra il sacramento (Cristo nell'Eucarestia) ed il rito, cioe' le preghiere che accompagnano il sacramento?
L'unico momento in cui sacramento e rito coincidono e' alla consacrazione, perché senza la formula della consacrazione (questo e' il mio corpo - questo e' il mio sangue, e basta, quindi inutile sbracciarsi sul per molti e per tutti) non c'e' sacramento. Ma per il resto, Gesu' e' una realta' e le preghiere belle, brutte o insipide sono un'altra qualitativamente tanto differente quanto l'umanita' differisce qualitativamente dalla divinita'; ed evito di proposito termini come sostanza ed accidenti.
E chi Le dice che Dio non si comunichi di più al povero prete che celebra il NO con una gran voglia di celebrare invece il VO, od al fedele che si sorbisce l'emicrania causata dalle vocalissime preghiere del NO - perché perdirindina, la messa e' la messa e Gesu' e' Gesu', e non c'e' NO che tenga - invece che al fedele che va solo al VO e si sente penetrato da santi e sublimi pensieri? per santi e sublimi che siano, sono pur sempre i suoi pensieri, mentre l'azione di Dio su un'anima e' qualcosa di qualitativamente diverso; e qust'azione ci viene attraverso il sacramento.
Caro Hpoirot, e' sicuro di non confondere - ah, stavolta la mi scappa - la sostanza con gli accidenti?

lettore anonimo ha detto...

A hpoirot, ogni tanto esce fuori l'arroganza transalpina, non è ovviamente del tutto colpa sua.

don Camillo ha detto...

"Abbiamo una messa di serie C".
Ma mi faccia il piacere. La messa e' il sacrificio di Cristo corpo, sangue, anima e divinita'; avremmo, secondo Lei, un Cristo di serie A, uno di serie B ed uno di serie C? Cristo, nella messa, o c'e' o non c'e'; non ci sono graduatorie di presenza.


Luciana carissima fintanto che non ci sarà questa perfetta presa di coscienza da parte di tutto l'orbe cattolico non si andrà mai da nessuna parte!

Per rispondere poi al mantra "Breve esame critico del «Novus Ordo Missæ»", ricordo che lo studio si basò in buona sostanza al PRIMO Ordo Missae di P6, che successivamente P6 modificò in favore delle critiche del Cardinale Ottaviani e Bacci. I quali quest'ultimi alla fine, LORO, riconobbero accolte (poi in privato si scatenarono nel dirne peste e corna, ma in privato, ovviamente), CelebrandoLO CON-celebrandoLO, senza colpo ferire!

Per cui per piacere finiamola co sto ritornello!

Ἰουστινιανός ha detto...

Si può dire che abbiamo una Liturgia di "serie C", e questo è per se un fatto tragico, per l'importanza della Liturgia e il suo legame con la Tradizione. Ma dire che la Messa (in quanto sacrificio) possa essere di serie A, B o C è spaventoso!

Mi ricordo ancora come ho potuto leggere, 5 mesi fa, una discussione su FB fra un fedele della FSSPX (d'altronde mio amico) ed uno dell'ICRSS; quello diceva che questo doveva smettersi di andare a Messa dall'Istituto perché, seppur la liturgia era la stessa (io direi che migliore), le Hostie prese dal tabernacolo (l'ICRSS non ha una chiesa propria a Madrid, e deve celebrar Messa la domenica in un convento di suore) erano state consacrate col NO, e che, quindi, non si doveva andare a communicarsi, perché "non è lo stesso". Nessuno, in quella conversazione, disse che quello era una bestemmia! Per cose come queste mi sono andato via dal mondo "tradizionalista"!

K. e.

Peregrino Tuc ha detto...

Sono perfettamente d'accordo e sottoscrivo le considerazioni sacramentali.
E' però anche vero che siamo semplici creature, e abbiamo bisogno anche di cose create per conservare ed accrescere la nostra pietà. La Chiesa, nella liturgia, ha sempre fatto ricorso a queste cose, come le arti (figurative, musicali, letterarie ...), per elevare lo spirito del celebrante e dei fedeli. E' l'opera dello Spirito Santo, che sempre insegna alla Chiesa a pregare con "gemiti inesprimibili".
La odierna crisi liturgica è una forma di resistenza allo Spirito Santo.

hpoirot ha detto...

ribadisco e sottoscrivo:

abbiamo una messa di serie C... anzi D.

hpoirot ha detto...

per 1965 anni la più piccola delle frazioni, ha fatto sacrifici per comprare un calice d'oro per la parrocchia, perché a Dio si offre il meglio.

Eppure il calice era ancora un simbolo e non l'essenza...

Oggi si arriva ad offrirGli la messa di serie D (che é scandalosa nell'essenza) e guai se osi fiatare.

Ugoccione ha detto...

scrive "Ἰουστινιανός"

La crescente devozione verso san Giuseppe derivò in un'iconografia in cui appareva con faccia di ventenne mentre sosteneva Nostro Signore bambino (contro la tradizione che ci disce che era già anziano e vedovo quando sposò la Madonna), un'iconografia
invadente che veicolava un'immagine del Santo come patrono di quasi tutto, e che voleva vederlo inserito in ogni preghiera della Chiesa.
____________

Mi sto chiedendo dove e in che passo del Vangelo questo signore abbia appreso che S. Giuseppe era anziano e vedovo.

Una interpretazione questa proveniente dalla tradizione ortodossa che in questo caso da alito ed alimento alle idee "tradizionali" dei protestanti, i quali sono soliti rappresentare S. Giuseppe vecchio per "giustificare" la castità e la purezza di S. Giuseppe verso Maria.

Infatti se S. Giuseppe fosse stato trentenne come in realtà lo era come avrebbero potuto entrambi mantenersi casti?

Attenzione a queste spiegazioni assolutamente non cattoliche.

L'iconografia di un S. Giuseppe anziano NON è cattolica. Mi dispiace per chi ne è convinto.

S. Giuseppe E' Patrono della Chiesa per il semplice fatto che è stato il patrono e protettore di Maria Madre della Chiesa. Più semplice di così si muore....


Caro don Camillo non credere all'Immacolata Concezione NON è una cosa da niente.

Un caro saluto a tutti in particolare al caro Una Sola Fede.


ps.

Spezzo una lancia in favore di Hpoirot, in realtà credo volesse dire che il NO è di serie C per il sempre presente pericolo di non vera trasmissione della Fede, anche se personalmente so che il Ministro del Sacrificio E' Gesù Cristo stesso e quindi le indegnità del sacerdote non lo scalfiscono, perchè sono Sacramenti istituiti da Gesù stesso e non dalla Chiesa come alcune preghiere e i Sacramentali.

hpoirot ha detto...

@Luciana Cuppo

se non ci fosse il Sacramento non ci sarebbe nessun problema, potremmo anche fare 100 volte peggio del Bugnini.

Ma é proprio perché quella Messa puo' essere spesso valida, i contenitore del Sacramento non puo' essere illegittimo.

Seguendo il ragionamento di Luciana se domani il Vaticano ci propone una messa valida nel sacramento ma messa satanista nella forma, ci dobbiamo andare tutti e di corsa !

don Camillo ha detto...

Seguendo il ragionamento di Luciana se domani il Vaticano ci propone una messa valida nel sacramento ma messa satanista nella forma, ci dobbiamo andare tutti e di corsa !

Non c'è sciagura peggiore che perdere insieme al lume della ragione, la Fede!

una sola fede ha detto...

"non credere all'Immacolata Concezione NON è una cosa da niente."

Intanto saluto di cuore Ugoccione da cui prendo lo spunto per questo brevissimo passaggio cari amici per ricordare a tutti noi, me compreso naturalmente, che cerco sempre di tenere il più possibile vicino il buon Catechismo Maggiore di San Pio X per evitare di dire e propalare eresie (e di farne!) che per essere TOTALMENTE FUORI DALLA CHIESA (non aggiungo "Cattolica", perché "Chiesa" può essere solo la Catholica, come anche, appunto, da Catechismo Maggiore) - con tutte le conseguenze spirituali che ne derivano -, basta ad esempio negare anche UN SOLO DOGMA a scelta, ad esempio, tra:

1- il "Filioque",
2- il Primato Petrino,
3- l’infallibilità del papa quando parla ex-cathedra
4- l'Immacolata Concezione di Maria Santissima

...tutti rigorosamente non riconosciuti dalla cosiddetta "chiesa" ortodossa...

una sola fede ha detto...

DAL CATECHISMO MAGGIORE, DI SAN PIO X

169. Può alcuno salvarsi fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana?

NO, FUORI DELLA CHIESA CATTOLICA, APOSTOLICA, ROMANA NESSUNO PUO' SALVARSI, come niuno poté salvarsi dal diluvio fuori dell'Arca di Noè, che era figura di questa Chiesa.


157. Non vi potrebbero essere più Chiese?

NO, NON VI POSSONO ESSERE PIU' CHIESE, perché siccome vi è un solo Dio, una sola Fede e un solo Battesimo, così non vi è, e NON VI PUO' ESSERE CHE UNA SOLA VERA CHIESA.

158. Ma non si chiamano Chiese anche i fedeli uniti insieme di una nazione, o di una diocesi?

Si chiamano Chiese anche i fedeli uniti insieme di una nazione o di una diocesi, ma sono sempre porzioni della Chiesa universale e formano con essa una Chiesa sola.

159. Perché la vera Chiesa si dice Santa?

La vera Chiesa si dice Santa, perché santo è il suo capo invisibile, che è Gesù Cristo, santi sono molti suoi membri, santi sono la sua fede, la sua legge, i suoi sacramenti, e fuori di essa non vi è né vi può essere vera santità.

una sola fede ha detto...

Dall’Allocuzione Singulari Quadam del 9.12.1854 del Beato Sommo Pontefice PIO IX:

"Bisogna ammettere che, secondo il dogma della fede, NESSUNO PUO’ SALVARSI CHE SI TROVI AL DI FUORI DELLA CHIESA APOSTOLICA ROMANA”.
------------------------------

Papa BONIFACIO VIII,
stralci della Bolla “UNAM SANCTAM”
(18. 11. 1302)

“[…] vi è UNA SOLA SANTA CHIESA CATTOLICA E APOSTOLICA, e noi fermamente la crediamo e professiamo con semplicità, e NON C’E’ SALVEZZA NE’ REMISSIONE DEI PECCATI FUORI DI LEI.

[…]UNA SOLA INFATTI FU L’ARCA DI NOE’ al tempo del diluvio, che prefigurava l'unica Chiesa; ed era stata costruita da un solo braccio, ebbe un solo timoniere e un solo comandante, ossia Noè, e noi leggiamo che FUORI DI ESSA furono sterminati tutti gli esseri esistenti sulla terra.

QUESTA [CHIESA] noi veneriamo, e QUESTA SOLA.

[...]

Peregrino Tuc ha detto...

Ben trovati Una sola Fede e Ugoccione.

Circa il rapporto con l'Ortodossia, porrei a tutti una questione, senza intento provocatorio, che a mio giudizio è impossibile non porsi.
Sul piano metapolitico ho già detto quello che penso; non so se qualcuno condivide le mie osservazioni in proposito ... ma non serve che le ripeta.
Sul piano teologico ed ecclesiologico, è vero, con l'Ortodossia ci sono i seguenti problemi:

1- il "Filioque",
2- il Primato Petrino,
3- l’infallibilità del papa quando parla ex-cathedra
4- l'Immacolata Concezione di Maria Santissima

Credo ci sia anche qualche problema circa il momento della consacrazione (che loro fisserebbero all'epiclesi), ma di questo chiedo conferma a voi; oltre ovviamente alla disciplina del matrimonio ...

Ora, di tutti questi dogmi affermati dalla Chiesa cattolica (che io tengo per verissimi), quanti ad oggi, novembre 2014, sono osservati e fatti osservare? La Chiesa visibile nei fatti ha ormai sorpassato "a sinistra" l'Ortodossia, le sua chiese autocefale, la sua "economia", etc..
Insomma, i Papi da tempo stanno addirittura lavorando alla "riabilitazione" di Lutero!
Penso che colga maggiormente la realtà ragionare senza schemi massimalisti.

Circa la questione liturgica posta, posso solo dire che mi è capitato (per inviti a matrimoni, etc.) di assistere a messe NO davvero terribili. Sì, lo dico, sembravano quasi sacrileghe. Sul momento sono stato tentato di andarmene per non prendere parte a qual secondo Calvario del Signore. Poi ho deciso di restare con Lui, in quello stolto scandalo. In pochissimi ci siamo inginocchiati alla consacrazione; in pochissimi ci siamo comunicati; ero normalmente l'unico ad inginocchiarsi per ricevere la benedizione finale.
Ho sempre considerato questi momenti delle grazie del Cielo (un po' sentimentalmente, mi sentivo come Marcellino vicino al Signore in soffitta ...).
Ecco, questo per dire che non si può assolutizzare in astratto la propria posizione. Facciamo tutti quello che possiamo per sopravvivere a questa crisi terribile.

don Camillo ha detto...

Si una sola Fede, io direi di più l'Immacolata Concezione di Maria Santissima E' fondamento della Chiesa Cattolica stessa! Questo dogma porta con se, tutti, dico tutti i Dogmi della Chiesa stessa! Non ultimo e il più importante la corretta dottrina sul peccato Originale, vero punto critico, se dobbiamo dirla tutta, con la Chiesa Ortodossa.

Ma come ha ben detto Peregrino Tuc:

La Chiesa visibile nei fatti ha ormai sorpassato "a sinistra" l'Ortodossia, le sua chiese autocefale, la sua "economia", etc..

Mi capita di andare per studio ad Atene ospite benamato della Chiesa Greca. E' mia abitudine andare in giro con la sottana, ovvio, e sovente porto UNA BELLA Medaglia Miracolosa della Madonna al collo. Mi commuovono, MI COMMUOVONO, i commenti di certi Archimandriti che appena la vedono, con commozione dicono ohhh Panaghia, Panaghiaaaaa, con l'immancabile richiesta di averne una simile per loro! Allora colgo l'occasione per spiegare che al di là della bellezza estetica, che tale oggetto porta con se un Valore importante... e loro mi dicono, forse anche ingenuamente che "credono nell'Immacolata"! Non so fino a che punto siano in grado di cogliere la profondità di questo Dogma, tuttavia come dubitare di questa asserzione positiva!?

Ovviamente mi vieni subito in mente Pio XII e la sua chiarezza sulla salvezza extra-ecclesia. Infatti in contemporanea con l’uscita della Mystici Corporis si diffuse in alcuni centri di studio cattolici degli Stati Uniti un insegnamento «di una severità che nessun autore antico o medievale aveva mai sostenuto». Secondo tale insegnamento rigoristico i non cattolici, esclusi i catecumeni che hanno già espresso l’esplicito desiderio di entrare a far parte della Chiesa, sarebbero esclusi dalla salvezza eterna. Pertanto, in una lettera all’arcivescovo di Boston Richard J. Cushing dell’8 agosto 1949, il Sant’Uffizio ribadiva la dottrina della Mystici Corporis. Negando, da una parte, che ogni religione sia ugualmente (aequaliter) buona per salvarsi, e affermando, dall’altra, che in ordine alla salvezza eterna basta il voto implicito (VOTO IMPLICITO) di aderire alla Chiesa.

Come non pensare e credere che questo amore per la Madonna Immacolata non sia altro che un VOTO IMPLICITO?

Dall'altra parte, come non ricordare i continui motteggi, sorrisetti, sguardi di compatimento, che ricevo quotidianamente da buonaparte dei mie confratelli cattolici che mi accusano di essere un fondamentalista, o peggio un "fissato" perchè porto certi "orpelli medioevali" al collo?!?!

Ecco, questo per dire che non si può assolutizzare in astratto la propria posizione. Facciamo tutti quello che possiamo per sopravvivere a questa crisi terribile.

Pregate per me!

Peregrino Tuc ha detto...

"La Fede é quella che tiene duro nei secoli dei secoli. La Carità é quella che dà se stessa nei secoli. Ma é la Speranza che si leva tutte le mattine. La Fede é una cattedrale radicata nel suolo di un paese. La Carità é un ospedale che raccoglie tutte le miserie del mondo. Ma senza Speranza, tutto questo non sarebbe che un cimitero."
Charles Peguy

Scusate la parentesi letteraria ... saluti e tutti!

una sola fede ha detto...

"i Papi da tempo stanno addirittura lavorando alla "riabilitazione" di Lutero!"

Il fatto che lo facciano è un problema che poi avranno inevitabilmente davanti al Creatore!

Ciò non autorizza alcuno di noi che sappiamo bene come stanno le cose - o dovremmo saperlo a menadito e insegnarlo pure, se è il caso -, sebbene riceviamo input negativi ormai da ogni parte, a dimenticarci che fuori dalla Dottrina immutabile dell'Unica Vera Chiesa non può esistere salvezza. Se ci mettiamo anche a discutere su questo non siamo cattolici, ma ancora in una vaga ricerca della Verità. Ognuno è libero, ma questo mi parrebbe lampante!
Farlo ben presente a chi tenta di far passare il concetto che il bypassare di netto ben QUATTRO DOGMI non è in fondo cosa cattiva, non è affatto un "assolutizzare in astratto la propria posizione", ma semmai RIBADIRE semplicemente, Catechismo Maggiore alla mano, la posizione ufficiale della Chiesa: fuori da questa Chiesa, fuori da questa Dottrina non c'è altra Chiesa e non c'è altra dottrina, e quindi non ci può essere salvezza. Se poi non si è d'accordo non prendetevela col sottoscritto che lo ha solo rammentato a dei fratelli...

hpoirot ha detto...

A.A.A Cercasi: Adeste Italia, società specializzata in risorse religiose a tempo parziale, cerca per la sua filiale di Roma un:

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http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11717456/Dagospia--indiscrezione-vaticana--.html

hpoirot ha detto...

RORATE CAELI:

Il papa vuole andare fino in fondo.
(con buona pace di don Camillo)


" ... Terzo Episodio: stessa discussione un po' più tardi. Chi parla ora é un prete che a contatti regolari, o piuttosto quotidiani, col Santo Padre

<< L'ultima cosa che mi ha detto il papa prima che io parta é stato di pregare affinché egli possa effettuare dei cambiamenti PROFONDI e DEFINITIVI nella Chiesa in modo tale che non possano mai più essere modificati.>>"


http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/11/francis-intends-to-go-all-way-sounds.html

Peregrino Tuc ha detto...

Mi sono imbattuto in delle belle pagine di storia monastica e liturgica. Si tratta di una miniatura della spiritualità liturgica di Cluny tratteggiata dallo storico Mariano dell’Omo.
Visto che l’oggetto principale di questo blog è la liturgia, mi sono permesso di trascriverle per condividerle con voi. Mi sono sembrate interessanti.

Cluny apogeo del monachesimo medievale.
Ideale liturgico e vita monastica come anticipazione della Gerusalemme celeste.

La spiritualità cluniacense fu marcata dal forte rilievo attribuito alla solenne e prolungata celebrazione della liturgia, in cui la corrente ritualistica avviata da Benedetto d’Aniane raggiungeva il suo culmine. Pertanto, nell’insieme del rinnovamento monastico che vede protagonisti tra X e XI sec. monasteri come Cluny in Borgogna, Gorze in Lorena, Montecassino in Italia, il fenomeno cluniacense costituisce un caso a sé che nel contemporaneo universo monastico assurge ad un significato emblematico. In quella cluniacense infatti, con più evidenza che in ogni altra compagine monastica, si può vedere il funzionamento di quella “istituzione di preghiera” che era la vita benedettina. Anche un uomo come san Pier Damiani, che per tendenze personali non era certo orientato sulla linea di Cluny, riconosceva tuttavia, tra il 1063 e il 1064, l’”incomparabile” mondo che quel monastero incarnava, più di tutto, come scrive Jean Leclercq, per “la perfezione raggiunta nell’organizzazione della preghiera”.
È stato scritto che l’anima di Cluny è nel coro: in effetti la celebrazione dell’ufficio divino era il compito principale del monaco cluniacense, assorbendone la maggior parte della giornata. Le radici di tale pratica stanno in una concezione della vita monastica di cui l’abate Oddone è sicuramente il grande teorico: per lui la vita monastica consiste nel mantenere presente nel mondo il mistero della Pentecoste, nel realizzare quindi il fine essenziale della Chiesa: la santità di Dio comunicata agli uomini.
Rileggere in particolare i tre libri delle Collationes, la più pregevole e personale delle opere in prosa di Oddone, ci aiuta ad entrare in questo universo, a capire in special modo quale fosse la cura essenziale non solo sua ma dell’intero aggregato monastico cluniacense, che si andava sempre più consolidando proprio durante il suo governo (927-942). L’assillante tormento dell’anima di Oddone è il problema del male. Il male tra i laici e tra il clero, anzi tra gli stessi monaci; il male della corruzione interiore e quello della violenza esterna; il male che rattrista e deturpa la terra e priva di tanti eletti il cielo. Spettacolo triste tra i laici – è l’accorata constatazione di Oddone – ma quanto più doloroso tra quelli che dovrebbero essere di esempio, i chierici, e coloro che si sono votati alla perfezione, i monaci!
Al disordine, al caos e all’anarchia che è in primo luogo morale e poi sociale, Oddone contrappose il suo ideale di Chiesa, che corrisponde appunto alla Ecclesia della pentecoste, di cui la vita monastica, vita sociale per eccellenza, vissuta nello spirito di carità concorde – unanimitas -, è specchio e visibile compimento.

- continua -

Peregrino Tuc ha detto...

- continua -

La dimensione sociale della vita monastica si staglia quindi nettamente profilata e solida di fronte a quel mondo sul quale pure in altra opera – un lungo ed elaborato poema didascalico-meditativo intitolato Occupatio -, il monaco scrittore con raccapriccio vede prevalere le forze del peccato. Si avvicina l’avvento dell’Anticristo e la voce di Oddone vuol essere un fraterno e vibrante appello a procedere per le vie della luce, lungo le quali i giusti si dirigono al possesso della pace beatifica. Il poema si chiude infatti con la pacata e pacificante visione della città celeste, ove Dio manifesta gli inesauribili tesori dei suoi misteri, ove la Trinità è il termine di tutti i desideri, ove i beati esultano perennemente in Cristo. Ebbene, se c’è un luogo dove tutto questo può anticiparsi, è per l’appunto il monastero. È nella vita monastica, realtà sociale dominata dalla carità, che l’ecclesiologia cluniacense tende perciò a vedere realizzata l’unione del Corpo Mistico. Al monaco pertanto non resta che accogliere docilmente le inesauribili meraviglie che la Chiesa dispiega agli occhi della sua fede durante l’intero anno liturgico, nel corso del quale, come in un minuzioso cerimoniale regolato fin nei minimi dettagli, gli è permesso di compiere con tecnica raffinata un “servizio di corte” alla presenza del rex regnantium, Cristo re dei re.
È in questo atrio paradisiaco, in questa Gerusalemme cenobitica che si sviluppa, quasi celebrazione che ne anticipa il destino eterno, quella civiltà liturgica e rituale con cui spesso si è identificato, talora in senso troppo unilaterale, il monastero di Cluny. Di qui ad esempio il risalto conferito alla festa della Trasfigurazione, sullo sfondo di una profonda concezione ecclesiologica, in forza della quale sant’Odilone istituisce per il 2 novembre la commemorazione liturgica di tutti i fedeli defunti.

- continua -

Peregrino Tuc ha detto...

- continua -

Culto della croce, culto mariano, culto eucaristico, culto dei defunti e moltiplicazione delle messe sono certamente presenti i misura abbondante nell’ambiente cluniacense. La preghiera salmica in primo luogo riceve uno sviluppo considerevole: 138 salmi all’ufficio quotidiano diurno e notturno, per giunta cantato e non recitato, con i vari salmi supererogatori e l’intercalare di preces. Più tardi nel secolo XI, per ogni giorno si giunge al numero di ben 215 salmi, talché Hallinger ha scritto di una progressiva tendenza di Cluny alla “Steigerung”, all’accrescimento, e perciò di un andar oltre la “Überlieferung”, la tradizione di tipo anianense seguita nell’abbazia di borgognona almeno fino all’epoca di Oddone.
Altro notevole elemento è dato dalla preminenza di cui gode a Cluny la celebrazione dell’Eucaristia. Alle messa conventuale celebrata dopo l’ora Terza, già consueta, Cluny ne aggiunge una seconda anteriore all’ora Prima: la messa mattutina celebrata per l’intera comunità, cui vanno ad aggiungersi le messe private. Se i monaci sacerdoti, il cui numero si va accrescendo sempre più, non celebrano ancora l’Eucaristia ogni giorno, nondimeno officiano due, tre volte nel corso della settimana: sant’Odilone, secondo la Vita che ne scrisse Pier Damiani, sul letto di morte fa calcolare, stando alla testimonianza di Adraldo abate del monastero di Brema, il numero di sante messe celebrate a partire dal giorno della sua ordinazione. È lo stesso Odilone che indirizza lo sviluppo della liturgia cluniacense verso un ritualismo che raggiungerà il suo apice durante il lungo abbaziato di sant’Ugo (1049-1109), e del quale danno testimonianza le successive redazioni delle consuetudini di Cluny, specialmente quella già sopra menzionata di Ulderico, a cui è strettamente connessa l’elaborazione delle Constitutiones Hirsaugienses da parte di Guglielmo abate di Hirsau.
C’è a Cluny grande devozione per le feste del Signore, per gli atti della sua vita, e inoltre le scene della Passione e della Risurrezione sono oggetto di contemplazione, nondimeno sempre considerando le realtà che questi eventi di salvezza attuano pienamente, comunicano e mantengono presenti. È così che fanno la loro comparsa le “messe in onore dell’umanità del Signore”: facendo così memoria delle circostanze nelle quali l’umanità di Cristo si è manifestata, ci si unisce all’opera divina di cui essa fu mediatrice.
Da sottolineare infine che l’esuberanza di vita liturgica dà origine altresì ad una produzione di inni, preghiere, lodi di ogni genere alla Madre di Dio, come pure a pratiche di pietà, quali la schiavitù mariana con la quale Odilone si consacra alla Vergine Maria, al pari di un vassallo che fa atto di sottomissione al feudatario di gradi più alto. Non a caso la Vergine Maria è descritta come il modello per le occupazioni proprie della vita contemplativa – “orabat, legebat” – e in un impeto di amore tenero e fiducioso è da lui invocata come “nostra stella splendida et matutina, adhuc incumbentibus ignorantiae tenebris”, sullo sfondo di un contrasto quasi pittorico tra luce e ombre, da cui poi san Bernardo trarrà il suo celebre richiamo Respice stellam, voca Mariam.

(M. Dell’Omo, Storia del monachesimo occidentale dal medioevo all’età contemporanea, Jaca Book, Milano 2011, pp. 143-147)

Peregrino Tuc ha detto...

E' solo un breve paragrafo di un opera di oltre 500 pagine.

Saluti a tutti!

Peregrino Tuc ha detto...

Leggo questa litania della chiesa luterana: "Dal furore omicida, dalla calunnia, dalla rabbia e dalla ferocia del turco e del papa, liberaci o Signore".

Deve ammettere che aveva ragione Karl Marx (anche se, a dire il vero, la frase è di Engels), quando diceva che la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa!

don Camillo ha detto...

Cluny tra le pagine più belle della nostra Tradizione Latina!

Grazie Peregrino Tuc.