domenica 26 ottobre 2014

L'imbarazzante Messaggio dell'Emerito mutilato nella traduzione! Bilancio del Pellegrinaggio Summorum 2014.

Dal Messaggio di Benedetto XVI Papa emerito, ai partecipanti al  Pellegrinaggio Summorum Pontificum 2014. 

1. "L'Usus antiquus adesso vive una piena pace nella Chiesa?"
Cosa????? c'è stato un fuggi fuggi per imbucarsi nelle retrovie!!! Piuttosto!!!! Santità dove è stato negli ultimi 7 anni?|

2. "E' celebrato da grandi cardinali"
Si domandi piuttosto chi sono quei Cardinali che sbeffeggiano la Messa Romana, magari scoprirà, ma lo sa già, che sono quei vescovi che ha voluto e poi fatto Cardinali.... poche moine santità!!

3. "il mio stato di "monaco di clausura"...
Qui scatta la risata!

4."Solo in casi particolari, invitato personalmente dal Papa".
Santità, ha deciso di fare il Papa, ha deciso di dimettersi da Papa, ha deciso di "fare il monaco" ma si fa chiamare ancora Papa & Santità, ha deciso poi di non fare più il "monaco" ma solo "in casi particolari" e ora fa intendere che è recluso ed esce solo sotto invito, così da far intendere al suo interlocutore che è sotto sequestro?!?! Ma per piacere! Lasci in pace Papa Francesco che Le ha dato ogni libertà!! Nel suo pontificato non è mai venuto una volta a fare na visitina a quei 4 gatti di "nostalgici", mandando sempre telegrammi fatti e firmati da Bertone tra l'altro! Ed ora da Emerito lo vorrebbe fare ma purtroppo.... accidenti auto proclamandosi "monaco di clausura" (che manco esistono in quanto solo le femmine hanno la clausura) è impossibilitato!?

Per fortuna che quest'ultimo capoverso non è stato tradotto nè in francese, nè in inglese! E' stato proprio omesso, come se non fosse stato mai pronunciato dall'Emerito! Forse che gli organizzatori hanno capito anche loro che era veramente imbarazzante!??


Per il resto la "solita" Messa Meravigliosa, con un coro meraviglioso! Con tanta partecipazione di clero e di popolo fedele!! L'omelia defilata da basso profilo, ma non banale! Vabbè un altra occasione mancata! Per far cosa, ancora non si sa!

37 commenti:

jacopo dellapasqua ha detto...

Rev.do,
nel precedente articolo ho letto questa Sua risposta a un Anonimo:

"1. Andare a Messa! sempre comunque è precetto! OVVIO! e non fare come molti tradi, che dicono: "basta il Rosario"..... manco per niente!!!!!"

Mi é venuta allora la curiosità di sentire il suo parere circa i libri di Michael Davies (se li ha letti) sulla Riforma Liturgica Anglicana e circa il parere che San Pio V e il Sant'Offizio espressero a proposito dell'atteggiamento che i Cattolici inglesi dovevano adottare.

hpoirot ha detto...

l'ennesima perla ratzingeriana!

1) in alto a sx, su carta intestata ufficiale il titolo assurdo di "Papa Emeritus", che viene cosi' sempre più normalizzato

2) in fondo a dx, colui che non é più papa da un anno e mezzo, si firma ancora e sempre BXVI (e non vescovo o card. Ratzinger come dovrebbe)

( tra parentesi questo lo aveva già fatto nelle lettera di risposta a Hans Kung )
http://www.lastampa.it/2014/02/27/lettera-papa-emerito-UeAh7HWjvkuMkG0ewbVtKJ/pagina.html

3) nel bel mezzo della lettera, le balle sulla "piena pace"???, "i grandi cardinali" (saranno due o tre, contro le migliaia che ostacolano!) e la presunta vita da timida suorina di clausura.

Ma soprattutto il richiamo al SOLO e VERO papa Francesco la cui autorità lo invita talvolta a ...uscire (neanche fosse per l'ora d'aria!).

Cio' con buona pace dei fans-vedovo-nostalgici a cui Ratzinger stesso ripete ancora una volta che non é più lui il papa "principale", che é "solo" l'emerito!

Insomma il solito casino alla Ratzinger dico-nego-e-ridico. L'unica cosa da ritenere é il fatto che per Ratzinger i DUE PAPI sono una cosa NORMALISSIMA !

L'importante é la ricerca e l'innovazione. Sempre detto che doveva lavorare alla Silicon Valley...

Paolo ha detto...

Siete sempre un po' troppo duri con Benedetto XVI... Alla fin fine ha liberalizzato il rito antico e per questo gli sarò comunque sempre grato. :)

hpoirot ha detto...

Rileggendo bene questa volta non é vero che BXVI "dice-nega-e-ridice".

Questa volta ci sono due parti CHIARE:
1) le balle, che sono chiaramente delle balle
2) e la CHIARA standardizzazione della figura del papa emerito.

hpoirot ha detto...

@Paolo: In questa festa di Cristo Re é bene ricordare che Benedetto XVI ha liberalizzato il rito antico principalmente perché é un LIBERALE.

Se anche Ratzinger fosse convinto della messa antica (che in realtà ha sempre posto ben dietro alla nuova) lo sarebbe tanto quanto lo é, per esempio, della separazione Chiesa-Stato, che é la negazione pura e semplice del Cristo Re ... ma che egli ha tuttavia sempre difeso coi denti.

"L'hanno detronizzato", scriveva S.E. Mgr Lefebvre...

Quo Primum ha detto...

In verità, il "rito antico" non aveva bisogno di alcuna "liberalizzazione" perché Papa S. Pio V lo approvò in perpetuo, dando esplicita irrevocabile facoltà di ignorare eventuali divieti o vincoli futuri. Amen.

hpoirot ha detto...

Esatto, Quo Primum. Grazie della precisazione.

Ratzinger non ha liberato niente, ha solo ricordato che il VO non MAI stato abrogato (in teoria non ce n'era bisogno)

una sola fede ha detto...

"Papa S. Pio V lo approvò in perpetuo, dando esplicita irrevocabile facoltà di ignorare eventuali divieti o vincoli futuri. "


Dalla Bolla "QUO PRIMUM" del Santo Sommo Pontefice SAN PIO V nel 1570

[...]
LA MESSA, sia quella conventuale cantata presente il coro, sia quella semplicemente letta a bassa voce,

NON POTRA’ ESSERE CANTATA O RECITATA IN ALTRO MODO DA QUELLO PRESCRITTO DALL’ORDINAMENTO DEL MESSALE.


V. Invece, mentre con la presente nostra

COSTITUZIONE, DA VALERE IN PERPETUO,

priviamo tutte le summenzionate Chiese dell'uso dei loro Messali che ripudiamo in modo totale e assoluto.

STABILIAMO E COMANDIAMO

SOTTO PENA DELLA NOSTRA INDIGNAZIONE,

CHE A QUESTO NOSTRO MESSALE, RECENTEMENTE PUBBLICATO,

ULLA MAI POSSA VENIRE AGGIUNTO, DETRATTO, CAMBIATO….

VII. Similmente,
DECRETIAMO E DICHIARIAMO

che LE PRESENTI LETTERE

IN NESSUN TEMPO

POTRANNO VENIR REVOCATE O DIMINUITE, MA STABILI SEMPRE E VALIDE DOVRANNO PERSEVERARE NEL LORO VIGORE.

E ciò non ostanti: precedenti costituzioni e decreti, tanto generali che particolari, pubblicati in Concili sia Provinciali che Sinodali

XI. NESSUNO DUNQUE, E IN NESSUN MODO,

SI PERMETTA CON TEMERARIO ARDIMENTO

DI VIOLARE E TRASGREDIRE QUESTO NOSTRO DOCUMENTO: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto dichiarazione, volontari, decreto e inibizione.

Che SE QUALCUNO AVRA’ L’AUDACIA DI ATTENTARVI, SAPPIA CHE INCORRERA’ NELL’INDIGNAZIONE DI DIO ONNIPOTENTE E DEI SUOI BEATI APOSTOLI PIETRO E PAOLO".

Ospite ha detto...

Usus antiquus? normalmente lo si definisce 'usus antiquior'. Che ne pensate?

Luciana Cuppo

don Camillo ha detto...

Scusate se mi ripeto in continuazione, circa il "non abrogato" che è una sciocchezza, vi chiederei la carità di leggere qui!

http://lepaginedidoncamillo.blogspot.it/p/il-novus-ordo-e-stato-imposto.html

don Camillo ha detto...

,Usus antiquus? normalmente lo si definisce 'usus antiquior'. Che ne pensate? .

Questa non l'ho capita! tu cosa ne pensi cara Luciana!?

La filologa sei tu ! Un lapsus di B16? o c'è di più!?

Peregrino Tuc ha detto...

Reverendo, scusi se ripeto qui la questione posta nel thread precedente.
Fermo il precetto, come regolarsi nel caso concreto della festa di Cristo Re se non ci si può recare ad una Messa VO?
Aggiungo che non è solo un problema di data (che è già un problema in sé: la simbolica relegazione della regalità di NS al sono tempo escatologico) ma anche di significato annesso alla festa. Il commento al messale VO (G. Lefebvre) parla di “solenne proclamazione della regalità universale di Cristo contro il laicismo del nostro tempo”. Il commento al messale NO (I. Biffi) parla di regalità che “silenziosamente e misteriosamente si va costruendo ogni giorno con la grazia che libera le creature dal peccato”.
Due intenzione ben diverse mi pare. L’una l’eroica testimonianza; l’altra la conversione personale. Buone entrambe, ma ben diverse.

Sull’abrogazione sono d’accordo con lei. Il Papa aveva il potere formale e l’intenzione di fare quel che ha fatto. Non forse il potere sostanziale (la Tradizione è indisponibile, e le forme del culto hanno la loro fonte nella Tradizione), cosa che potrebbe pregiudicare la legittimità dell’atto pur legalmente valido. Ma quale autorità nella Chiesa può sollevare un tale vizio dopo l’iperbole ultramontanista?

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2014/10/arcana-imperii-arcana-ecclesiae-la.html

don Camillo ha detto...

Mi é venuta allora la curiosità di sentire il suo parere circa i libri di Michael Davies (se li ha letti) sulla Riforma Liturgica Anglicana e circa il parere che San Pio V e il Sant'Offizio espressero a proposito dell'atteggiamento che i Cattolici inglesi dovevano adottare.

Jacopo, mi pare che la neo-Litugia di P6 non sia paragonabile per sostanza al Prayer Book riguardo alla Santa Cena. Per gli Anglicani si parla di Messa INVALIDA (per vian anche delle dolose omissoni), per la Neo-liturgia di P6 solo di "illecita" e fortemente invalida se ci sono delle condizioni interiori del celebrante. Il fedele che assiste però troverà certamente giovamento e conforto!

Anonimo ha detto...

Dal manifesto di don Camillo:

“La Chiesa è infallibile nella sua disciplina universale. Con l’espressione disciplina universale si intendono le leggi e gli usi che appartengono all’ordine esterno di tutta la Chiesa."

Mi chiedo se sia universale una disciplina che riguarda solo la Chiesa latina...

jacopo dellapasqua ha detto...

"mi pare che la neo-Litugia di P6 non sia paragonabile per sostanza al Prayer Book".

Rev.do,
non so sinceramente fino a che punto: le intenzioni sono state sicuramente diverse, ma i particolari delle due riforme sono praticamente gli stessi.

Da notare: il Prayer book ha conservato le parole della Consacrazione (che praticamente sono come in P6), ma nelle preghiere anglicane compaiono tranquillamente le parole"vittima","sacrificio","altare", etc. (sebbene pervertite nel significato)

Ἰουστινιανός ha detto...

Qualche glossa ai commenti precedenti (e al post):

1) Del messaggio del card. Ratzinger (ciò che è veramente), be', meglio non parlarne!

2) Paolo: B16 non liberalizzó mai il "rito antico"; liberalizó il "rito del 62", che è qualcosa di molto diverso!

3) Di solito si dice "usus antiquior" (cioè "uso più antico"), ciò che, detto del rito del 62, è vero parecchio.

4) Una sola fede: la storia della Quo primum e il mai abbrogato - mi chiedo perché mai si parla della Quod a nobis con cui venne promulgato il Breviario nel 1568, e che ha le stesse formulazioni - è infatti una delle maggiori menzogne che circolano nel mondo tradizionalista. Il fatto che il "rito di s. Pio V" non era "inabbrogabile" viene confirmata dal suo successore Clemente VIII, che nel 1604 pubblicó un nuovo Messale con un ritus seruandus diverso (si veda il mio link nei commenti del post precedente): il "rito di san Pio V" soltanto fu utilizzato durante 34 anni!!

Quindi la Quo primum non serve a nulla nella discusione. Ciò che importa è la distruzione di una liturgia tradizionale e la sostituzione, al suo posto, di una creazione di laboratorio. Questo è il punto fondamentale!

K. e.

Ἰουστινιανός ha detto...

PS: Reverendo, perché diceva nell'altro post che dopo dieci minuti voleva andarsene dal Pellerinaggio?

Quo Primum ha detto...

VII. Anzi, in virtù dell'Autorità Apostolica, Noi CONCEDIAMO, A TUTTI I SACERDOTI, a tenore della presente, l'Indulto perpetuo DI POTER SEGUIRE, in modo generale, in qualunque Chiesa, SENZA SCRUPOLO VERUNO DI COSCIENZA o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, QUESTO STESSO MESSALE, di cui dunque avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente: così che... NON SIANO TENUTI A CELEBRARE LA MESSA IN MANIERA DIFFERENTE da quella che Noi abbiamo prescritta, né, d'altra parte, possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo Messale.
+
Amen

una sola fede ha detto...

"Una sola fede....Quindi la Quo primum non serve a nulla nella discussione"

Embè allora amico mio, fatevela voantri 'sta discussione e così sia.

don Camillo ha detto...

una sola fede carissimo, tu devi comprendere che le scienze liturgiche esigono una analisi puntuale. Ἰουστινιανός ha ragione!!! In liturgia non esiste il "a me piace così" o "io preferirei così" oppure "questo pezzo non mi piace".... questo l'hanno fatto coloro che della liturgia hanno avuto uno sguardo immanentista! E il primo non è stato certo P6. Tra i Papi moderni il più feroce è stato Pio X! Per esempio. Ecco perchè questo blog è emarginato dal resto dei blogs tradi.

Citare "QUO PRIMUM", pertanto è semplicemente ridicolo. Come citare il "breve esame critico" di Ottaviani e Bacci!

Scrolliamoci da dosso le incrostazioni che nulla hanno a che fare con la tradizione, e umilmente, lo dico prima a me stesso che sono un pozzo di ignoranza, leggiamo e studiamo! Perchè più lo faremo e più ci renderemo conto di come sono state fatte male, le Riforme liturgiche in genere. Incominciando con il Breviario per finire con il Messale.

Questo blog è pieno di articoli in merito con commenti di grande spessore!

don Camillo ha detto...

PS: Reverendo, perché diceva nell'altro post che dopo dieci minuti voleva andarsene dal Pellerinaggio?

A seguito dei molti cattivi pensieri dopo la lettura della lettera di B16.

una sola fede ha detto...

"Citare "QUO PRIMUM", pertanto è semplicemente RIDICOLO"

A Reverè, e siccome sarò sempre ridicolo perchè continuerò sempre a citalla 'ndove capiterò (se me farà vojia de capitacce e soprattutto se da quarche antra parte me sopporteranno un pochetto pe' qquesta mia ridicolaggine), propio pe' questo lasso a voi due inzigni la sottile discussione, e ari-così sia!

Peregrino Tuc ha detto...

Reverendo,
sono d'accordo sulla necessità di approfondire storicamente e scientificamente i problemi liturgici: anzi, ringrazio di cuore lei e Ἰουστινιανός per l'occasione che mi offrite.
Gli è che non tutti (e parlo ovviamente per me) hanno tempo e strumenti necessari. E anche in questi ambiti, come d'altra parte in tutte le cose, ogni tanto occorre uno spartiacque preciso, soprattutto quando si debbono prendere decisioni concrete per sé o per altri (io personalmente rifuggo per quanto posso il NO e sono felice di ogni VO a cui assisto).
Un esempio concreto. Un fedele fa quel che può per restare fedele alla tradizione, magari sapendo poco di tutto ciò che ci sta sotto, ma almeno cosciente dello sfascio attuale. Il sacerdote, nei colloqui privati, gli espone riserve su Pio X, XI, XII e sulla stessa Messa VO del 1962. E magari gli dice che il Concilio i tradizionalisti alla Pio XII sono andati cercandoselo, perché troppo rigidi. E che von Balthasar o altri avevano un po' ragione. E che Paolo VI non è stato capito, etc.
Si immagini a questo punto la confusione nel fedele, e le possibili conseguenze, buone o cattive.
Insomma, per farla breve, mi rendo conto che anche le diverse storiografie cattoliche (conservatrici o progressiste) si alimentano di miti, buoni e cattivi. Ma a la demitizzazione, in tutti gli ambiti, va usata comunque con grande prudenza credo, avendo anche questa il suo prezzo.
Vanno evitati i peccati, i giudizi superbi, temerari etc.. Questo assolutamente sì. Ma qualche ricordo nostalgico un po' indorato non credo sia peccato e magari ogni tanto può essere di conforto.
Che dice?

Ἰουστινιανός ha detto...

Quo primum: ciò che un Papa bolla un altro sbolla; è meglio non cominciare a discuttere sui possibili documenti "infallibili" che probabilmente non lo sono. Comunque, perché i preti non resistettero al nuovo Ritus seruandus del 1604, se dovevano far uso per sempre di quello del 1570? E si deve aver conto anche dal fatto che le ammonizioni di san Pio V nella Quo primum si riferiscono probabilmente, non a Messali futuri, ma ai parecchi libri stampati nel Quattocento e Cinquecento, in cui venivano introdotti da stilismi umanistici fino a errori protestanti, passando per le verbosità introdotte da molti vescovi che avevano amici tipografi!

(continua)

Ἰουστινιανός ha detto...

Una sola fede: a volte scrivo senza controllo, e ora vedo con molto dolore che L'ho offeso. Le chiedo perdono per questo.

Ma mi piacerebbe chiarire un po' il mio raggionamento, affinché non venga preso male, né come un attacco verso nessuno. Purtroppo nel mondo tradizionalista è molto diffusa una mentalità legalistica secondo cui la ragion d'essere della Liturgia Romana è l'essere stata "codificata" e "legalmente protetta" da san Pio V. Ma allora chiediamoci: la venerabile Liturgia Spagnola - che i Papi, misarabilemente, tentarono di far scomparire durante quasi tutto il Medioevo - non è stata mai protetta da una legislazione come quella di san Pio V. Nemmeno lo era la Liturgia Patriarchina, che venne abolita alla fine del Cinquecento, per volere papale. Si può dire, dunque, che la Liturgia Romana, poiché ha la Quo primum e la Quod a nobis, ha più diritti di soppravivenza di queste altre liturgie, o di quelle orientali? NO. Tutte queste liturgie (Romana, Spagnola, Patriarchina, Ambrosiana, Bizantina, &c) sono liturgie tradizionali, quindi la sua abolizione da un Papa sarebbe certo un'azione legale, ma un crimine contro Dio e contro la Tradizione.

Il fatto che il rito romano (nel suo complesso svolgimento storico e nelle sue caratteristiche essenziali, non il Messale X promulgato da Papa X) non possa essere messo da parte, como non possono neanche gli altri riti, è consequenza della sua natura tradizionale, non di una legislazione. Le regolamentazioni di san Pio V furono prodotto di circostanze storiche molto precise. Se vediamo le cose in termini soltanto legali dovremmo essere costretti ad utilizzare i libri del 62, che ufficialmente sono gli ultimi "tridentini", o anzi con le riforme del 65, che non sono ancora molto diverse da quelle di tre anni prima.

Spero di avermi spiegato un po' meglio.

K. e.

Luciana Cuppo ha detto...

A chiederci il perche' di 'antiquus' invece di 'antiquior' siamo stati in tre: oltre alla sottoscruitta ieri alle 15:53, don Camillo alle 16:28 e Mic, che alle 18:56 scrive nel suo blog: "Devo dirvi che la prima cosa che mi ha colpito del messaggio e' che Benedetto XVI abbia usato il termine "usus antiquus" perche' ho negli occhi l'espressione antiquior (piu' antico) usata sia nel motu proprio che nella istruzione applicativa." (seguono varie considerazioni).

Vediamo dunque due possibilita':
(1) Lapsus: se tale e', dimostra crassa ignoranza, forse imputabile al traduttore, se Benedetto XVI ha scritto in tedesco e qualcuno ha tradotto in italiano. Personalmente, ritengo la cosa improbabile.
(2) "Antiquus" usato a ragion veduta invece di "antiquior" e testo scritto direttamente in italiano da Benedetto XVI. Propenderei per quest'ipotesi, anche perche' l'italiano rivela qualche incertezza linguistica, ad esempio "monaco di clausura" , che, come ci ha ricordato don Camillo, non esiste. (continua)

Luciana Cuppo ha detto...

Qual e' dunque la differenza fra "piu' antico" (antiquior) ed "antico" (antiquus)?
Ebbene, "piu' antico" e' cosa relativa; si mettono a confronto due riti, in genere quello di Pio V ed il Novus Ordo, ma come ci insegna Ioustinianos si potrebbero mettere a confronto anche molti altri. Usando "piu' antico" si dice, in effetti, che il rituale varia nel tempo; ma bisognerebbe aggiungere - e, come ci dice Ioustinianos, cio' e' implicito nel fatto che tutti i riti, fino al Novus Ordo, sono radicati nella Tradizione - anche se cambia il rito, il sacramento non cambia; e su questo Benedetto XVI tace.

Dicendo "antiquus" invece, vi sono solo due opzioni: il vecchio e il nuovo. Ed anche qui si tace sul fatto che Cristo non e' ne' vecchio ne' nuovo ma heri, hodie et semper; per giungere alla strabiliante affermazione che il vecchio "vive una piena pace nella Chiesa; una pace che non c'e', e questo lo vede chiunque. Eppure Benedetto XVI afferma che la pace c'e'.
Credo che la chiave di lettura sia di "vecchio" che di "pace" si possa trovare nell'ammirazione di Benedetto per Ticonio, ammirazione gia' dichiarata dal giovane Ratzinger negli anni 50 e confermata oltre mezzo secolo piu' tardi (2011' se non erro) nella dedica fatta a papa Benedetto da Roger Gryson, curatore del commento all'Apocalisse di Ticonio.

Ticonio, chi era costui? e che c'entra lui con la lettera di Benedetto XVI al presidente del CISP?
Potrebbe entrarci assai. Perche' Ticonio era un eretico africano, la cui dottrina diede occasione a S.Agostino di scrivere alcune delle sue pagine piu' belle sulla Chiesa. La dottrina di Ticonio e' che la Chiesa e' un corpus bipertitum, un corpo bipartito in cui coesistono buoni e cattivi, e cio' perche' la mescolanza di santi e di peccatori e' elemento costitutivo della Chiesa, e sara' cosi' fino alla fine del mondo. Di Cristo non si parla, solo della chiesa-comunita' di santi e peccatori; anzi, se dobbiamo credere alla ricostruzione di Gryson, l'Agnello glorioso, figura di Cristo nell'Apocalisse, e' nella dottrina ticoniana figura della Chiesa.
Chiesa come comunita' di coloro che credono in se stessi, sincretisticamente composta di elementi contrari; in una tale "chiesa" la pace sta proprio nei contrasti, nella coesistenza di bene e di male e l'affermazione di Benedetto XVI e' pienamente coerente con le sue idee. I modernisti hanno lavorato per questa "chiesa" sincretistico-ecumenica per molti anni. E Benedetto XVI puo' ben rallegrarsi se, come lui pensa, il pellegrinaggio del CISP e' parte di quel mondo. E nella sua lettera non c'e' nessun riferimento a Cristo. Insomma, mi pare che la lettera sia una bella tirata per i fondelli.

don Camillo ha detto...

Qui auget scientiam, auget et dolorem (Ecl., 1, 18)

Peregrino Tuc, Amico mio, l'unica certezza nostra è la FIDUCIA in Dio! Preferisci essere consolato dalla Menzogna o ferito dalla Verità?

Buona parte del mondo tradizionalista vive in una idea di Chiesa che non esiste più, ancorato a cose e rubriche già morte e sepolte, Quasi affezionati alla "muffa" e non al corpo della Tradizione da cui per incuria è cresciuta la muffa.


"Quindi difronte alla confusione che si è generata con "l'abrogazione" della vigenza, della norma giuridica liturgiche posteriore a quella vigente, che viene dichiarata, ma non dimostrata canonicamente - dal Sommo Legislatore - "mai abrogata", chi ha il dovere di celebrare, vedrà di esercitare l'epikeia secondo coscienza e secondo quella che sarà l'opportunità del caso concreto, ricordandosi anche il dovere della prudenza e di evitare gli scandali, anche per evitare di finire di fare dei danni dicendo la verità."

Peregrino Tuc ha detto...

"anche per evitare di finire di fare dei danni dicendo la verità."

Ecco, perfetto Reverendo.
A me personalmente questa sensibilità non è stata usata dai "purissimi" della tradizione (ne ho conosciuti ...), non di rado un po' sarabaiti.
La verità storica non è un dogma, e dunque non giustifica il venir meno alla carità (in omnibus!).
Grazie, è bello parlare di certo cose in questo modo. Se in questo caos si conserva una vita interiore, è sempre possibile intendersi.

don Camillo ha detto...

Benedetto per Ticonio, ammirazione gia' dichiarata dal giovane Ratzinger negli anni 50 e confermata oltre mezzo secolo piu' tardi (2011' se non erro) nella dedica fatta a papa Benedetto da Roger Gryson, curatore del commento all'Apocalisse di Ticonio.

Tu parlasti per la prima volta di questo influsso molto tempo fa, ebbi un moto interiore di incredulità e di negazione! Ma il tempo è passato e rileggendo a mente fredda le molte uscite di B16, non si può non vedere questa "impronta" terribile e spietata.

Grazie, GRAZIE per la tua lezione magistrale puntuale e concisa!

Peregrino Tuc ha detto...

Aggiungo solo che io mi occupo del - diciamo così - regimen saeculare.

Vi chiedo dunque di avere pazienza se, approfondendo con voi, mi capiterà o mi è capitato di ricorrere a categorie un po' eccentriche rispetto a quelle proprie della materia.

Anonimo ha detto...

"anche per evitare di finire di fare dei danni dicendo la verità."

Strano che dicendo la verità su B16 non si fanno danni, dicendola su F1, invece sì.

hpoirot ha detto...

..e di questo? cosa ne dice il nostro don Camillo?

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/10/27/news/papa-francesco-vieta-di-dire-messa-ai-preti-lefebvriani-1.185655

Peregrino Tuc ha detto...

Cari amici,
vorrei condividere con voi questa bella omelia per la solennità di Cristo Re, appena trascorsa.
Abbiamo parlato di questa solennità dal punto di vista liturgico. Per questo mi permetto di inserire questo commento.

https://www.youtube.com/watch?v=i2q0Ocrc82U

Poirot, ho letto e se fosse vero sarebbe terribile. Aspetto almeno di avere conferma da una fonte interna della FSSPX (abbiamo visto il caso Oliveri ... meglio un po' di prudenza). Ma se la cosa fosse confermata, non mi resterebbe che macinare chilometri fino al primo priorato o alla prima cappella! Se è guerra, ci si deve schierare!
Potrebbe anche essere una rappresaglia per il dubbio che ogni tanto si solleva nella FSSPX (almeno da parte di alcuni del distretto italiano) circa la validità della consacrazione con il NO. Non saprei.
In ogni caso, sarebbe una falsità da respingere sdegnosamente al mittente!


Paolo ha detto...

Capisco, comunque ciò non toglie che, per quel che mi riguarda, posso solo ringraziare Benedetto XVI per il motu proprio. :)

Detto questo, avrei una domanda per don Camillo: l'articolo-manifesto è decisamente interessante. Nelle note, poi, indica l'atteggiamento giusto da tenere quando si è costretti a celebrare nel nuovo rito.
Ora, la domanda: ha scritto o scriverà un bel post sull'atteggiamento che dovrebbero tenere i fedeli costretti a seguire il nuovo rito?
Mi interesserebbe molto e gliene sarei molto grato!

don Camillo ha detto...

Ora, la domanda: ha scritto o scriverà un bel post sull'atteggiamento che dovrebbero tenere i fedeli costretti a seguire il nuovo rito?
Mi interesserebbe molto e gliene sarei molto grato!


Ecco, c'era una domanda in sospeso che non mi ricordavo dove l'avevo vista, era la tua, qui.

Sì farò un 3d specifico. Ti anticipo che:

1. devi trovare una Messa decente, con decente ti dico una Messa che non si perde in sciocchezze, eviterei la "Messa dei bambini" dove il sacerdote di solito scende a livello della demenza pura, con spettacolini e pagliacciate estemporanee. Sarebbe meglio una Messa la mattina presto, che è propria dei sacerdoti anziani, più misurata e devota.

2. Mentre assisti unisciti all'intenzione del Sacerdote, la tua intenzione. Gesù la vedrà e perfezionerà in un certo qual modo, se fosse necessario un'intenzione del sacerdote che all'apparenza sembra pensare ad altro, rispetto a quello che celebra.

E poi aiutati con questo strumento, semplice e completo, anche per fare una buona confessione.

http://lepaginedidoncamillo.blogspot.it/2013/12/piccolo-manuale-di-preghiere-di-san-pio.html

Paolo ha detto...

Bene! Grazie! Anche perché non credo di essere l'unico che per motivi geografici non può assistere spesso alla messa di sempre... :(

Sì, le messe dei bambini o coi "giovani" le evito come la peste... di solito ci sono sempre le chitarre (le messe pop). Non fanno bene al fegato, anche se hanno un pregio: si può offrire a Dio la propria sofferenza.

Come aiuto stavo pensando di prendere il libro blu della SPX, dovrebbe essere in ristampa. Lo conosce? Vale la pena?

Buona giornata e ancora grazie!