giovedì 23 ottobre 2014

Papa Francesco vuole risolvere definitivamente la questione Lefebvriana! Roma non vuole la resa della FSSPX e le consentirà i dissensi non dottrinali

Ovviamente la cosa più goduriosa e l'articolo firmato da Roberto ed Enrico, (poveretti!) dove, pur riportando la notizia nei giusti termini, non risparmiano qualche frecciatina personale alla loro più accanita nemica di sempre la FSSPX!!! 
Come vorrei essere nella loro mente che scricchiola davanti a questi passi inesorabile verso l'oramai chiara regolarizzazione dei Lefebvriani! Loro, neo-sedevacantisti che odiano il Sovrano Pontefice regnante, ora vedere che questi riammette i loro più odiati nemici!!!! Quante parole oscene sono state dette attraverso del blog. Messa in Latino contro questa fraternità sacerdotale! Per fortuna che ho tutto salvato e memorizzato, onde evitare che un giorno dicano, perchè ce l'avrebbero la faccia! che "loro hanno sempre lavorato attivamente per il loro reintegro"!

Comunque vada con la FSSPX, in questo mare di amarezza, come tifoso della AsRoma, quest'articolo è come la recente sconfitta della Juventus in Champion League.



Roma non vuole la resa della FSSPX e le consentirà i dissensi non dottrinali


In un'intervista rilasciata a  Famille chrétienne (accesso a pagamento), ripresa e commentata da Riposte catholique, Mons. Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, si è espresso sulle relazioni tra Roma e la Fraternità Sacerdotale S. Pio X.

Già nel comunicato del 23 settembre 2014 si intravvedevano prospettive positive, e le stesse sono state più che confermate da Mons. Pozzo, il quale ha ricordato che le relazioni tra le parti continuano anche "dopo l'elezione di Papa Francesco", per superare le difficoltà dottrinali che persistono.

Aggiungiamo noi che si è creata una certa buon'intesa tra il Superiore della FSSPX mons. Fellay e il card. Mueller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, da cui i colloqui dipendono.

Mons. Pozzo ha ricordato che i punti su cui si ha difficoltà di incontro tra S. Sede e Fraternità riguardano sia problemi dottrinali, sia la situazione pastorale-ecclesiale nel periodo postconciliare.

Mons. Pozzo ha ricordato lo stato canonico di un'eventuale Fraternità riconciliata: egli prospetta la possibilità di una prelatura personale (proposta che, come già apparso durante gli incontri ai tempi di Benedetto XVI, sarebbe accettata dalla Fraternità). Questa soluzione avrebbe come principale caratteristica l'assenza di una circoscrizione territoriale, contrariamente alle diocesi. Il prelato della Fraternità avrebbe il libero e incondizionato diritto di erigere un seminario, di incardinare seminaristi di ordinarli.

Sui rapporti con i Vescovi diocesani ancora nulla è stato definito, anche se in virtù di accordi locali ai sacerdoti della Fraternità potrebbe anche essere affidata la cura di alcune parrocchie (oltre, ben inteso, quella delle chiese della prelatura).       

Sulle questioni dottrinali, Mons. Pozzo ricalca la posizione "ratzingeriana" ma introduce una novità: le riserve o le posizioni della Fraternità su certi aspetti che non riguardano la fede ma che concernono i temi pastorali o di insegnamento prudente del Magistero non devono essere necessariamente ritirati o annullati dalla Fraternità. Questo appare un superamento di alcune posizioni più rigide anteriori: purché non tocchino punti dottrinali, le critiche (si immagina sia sottinteso: rispettose) verso la gerarchia ecclesiastica ed il modus operandi della Chiesa, sono legittime e possono continuare. Riposte catholique commenta che, rispetto alla precisione dogmatica di Benedetto XVI, ciò sembra andare nella direzione 'francescana' di 'sdottrinalizzare' ove possibile, nella logica di un pontificato che aspira ad abbordare le questioni sotto un angolo pastorale...

Ecco le parole di Mons. Pozzo


Coerentemente con il motu proprio Ecclesiae Unitatem di Benedetto (2009), la Congregazione per la Dottrina della Fede ha sempre ritenuto che il superamento dei problemi dottrinali sia condizione essenziale e necessaria per procedere con il riconoscimento canonico della Fraternità. Tuttavia, vorrei chiarire che il superamento delle difficoltà dottrinali non significa che le riserve o le posizioni della Fraternità San Pio X su aspetti che sono al di fuori del campo della fede, ma che si riferiscono a temi pastorali e di insegnamento prudenziale del Magistero, debbano necessariamente essere ritirate o annullate dalla Fraternità. Il desiderio di continuare la discussione e l'approfondimento di tali questioni che turbano la Fraternità San Pio X, per precisazioni e chiarimenti ulteriori, non solo è ancora possibile, ma - almeno a mio parere - da incoraggiare e desiderabile. Non le si chiede quindi di derogare a tale esigenza che la Fraternità manifesta nei confronti di un certo numero di temi.

Per Pozzo, la voce "non negoziabile" è il ruolo del Magistero:

Ciò che è essenziale, cui non si può rinunciare, è l'adesione alla Professio fidei e al principio secondo il quale è solo al magistero della Chiesa che è stato affidato dal Signore la capacità di interpretare in modo autentico, vale a dire con l'autorità di Cristo, la Parola di Dio scritta e trasmessa. Questa è la dottrina cattolica, richiamata dal Concilio Vaticano II (Dei Verbum, 10), ma già esplicitamente insegnata da Pio XII nella sua enciclica Humani generis. Ciò significa che il Magistero, seppur non è certamente sopra la Scrittura e la Tradizione, è però l'istanza autentica che giudica le interpretazioni della Scrittura e della Tradizione, da qualunque parte provegano. Quindi, se ci sono diversi gradi di autorità e di adesione dei fedeli ai suoi insegnamenti - come indicato nella Costituzione dogmatica Lumen Gentium (25) del Concilio Vaticano II - nessuno si può porre al di sopra del Magistero. Penso e spero sinceramente che, in questo quadro dottrinale che ho appena descritto, si possa trovare il punto di convergenza e di intesa comune, in quanto questo particolare argomento è una dottrina appartenente alla fede cattolica, e non una discussione teologica legittima o un criterio pastorale.
 Altro passaggio:

Non è vero che la Santa Sede intende imporre una capitolazione alla FSSPX. Invece, la invita a ritrovarsi al suo fianco nello stesso quadro di principi dottrinali necessari per garantire una costante aderenza alla fede e alla dottrina cattolica del Magistero e della Tradizione, lasciando al tempo stesso al campo dello studio e dell'approfondimento le sue riserve, sollevate su alcuni aspetti e formulazioni dei documenti del Vaticano II e sul modo in cui alcune riforme che ne sono seguite, ma che non riguardano questioni di dogmatica e dottrinali indiscutibili. Non c'è dubbio che gli insegnamenti del Vaticano II hanno un grado di autorità e un carattere vincolante estremamente variabile, a seconda dei testi. Ad esempio, le costituzioni sulla Chiesa Lumen gentium e Dei Verbum sulla divina Rivelazione hanno il carattere di una dichiarazione dottrinale, anche se non c'erano definizioni dogmatiche. Mentre, d'altra parte, le dichiarazioni sulla libertà religiosa, sulle religioni non cristiane, e il Decreto sull'ecumenismo, hanno un grado di autorità e un carattere vincolante diversi e inferiori.
Sui tempi di una possibile riconciliazione:
Non credo che ora possiamo indicare un termine preciso per la conclusione del cammino intrapreso. L'impegno da parte nostra e, suppongo, da parte del Superiore della Fraternità San Pio X è di procedere per fasi, senza scorciatoie improvvisate, ma anche con il chiaro obiettivo di promuovere l'unità nella carità della Chiesa universale guidata dal successore di Pietro. "Caritas urget nos!", come afferma San Paolo.
Robertus e Enrico

51 commenti:

Anonimo ha detto...

Rev.do,

invece che diciamo di mons. Williamson e dei "Resistenti"?

(Non ho ancora scoperto il suo parere su questo punto: chiedo scusa quindi se la domanda sembrerà irritante)

Peregrino Tuc ha detto...

Reverendo, amici, per amor del Cielo, leggendoci cosa penseranno le autorità religiose?
Di questo passo rischiamo seriamente di essere accusati di eresia, quantomeno prossima.
Le nuove formulazioni dogmatiche sono assai precise, da fare invidia al credo di Atanasio. E non c’è modo di sfuggire allo zelo dei loro guardiani. Che a dire il vero, già sono insospettiti dalla sua divisa cripto-modernista: in dubiis libertas, in omnibus caritas. È sospettabile quantomeno di liberalismo ed esistenzialismo sentimentalista.
Ma ora le eresie si rendono manifeste:
- tradi-bergoglismo normalista;
- cripto-lefebvrismo accordista;
- omo-sinodismo;
- ermeneutica della continuità nella discontinuità (con implicito rigetto del fessurismo e del principio teologico del motus in fine velocior).
Per non parlare – ma non voglio neppure pensarci! – del misconoscimento della legittimità autorità emeritamente regnante.
Perbacco – si domanderanno le autorità - ma cosa ha studiato questo prete in seminario, e a quali sventurati eretici dà accoglienza?

don Camillo ha detto...

Rev.do,
invece che diciamo di mons. Williamson e dei "Resistenti"?


Non mi irrita vorrei solo che tu mi indicassi il link che riguardano S.E. mons. Williamson così lo leggo io e i nostri lettori! Poi ti saprò dire.

una sola fede ha detto...

"con implicito rigetto del FESSURISMO e del principio teologico del motus in fine velocior"

"Per non parlare – ma non voglio neppure pensarci! – del misconoscimento della legittimità autorità EMERITAMENTE regnante"


Basterebbero anche queste due sole frasi per dare la palma di genialità umoristica (però di stampo raffinato, non come il greve sottoscritto!) al grande "acquisto" del don, cioè PEREGRINO TUC...

Buona notte in anticipo, cari amici, compreso al nostro @Ugoccione disperso non si sa più dove...

hpoirot ha detto...

Dopo aver

1) messo sotto commissario i Francescani dell' Immacolata
2) messo sotto commissario le Francescane dell' Immacolata
3) esiliato Padre Manelli
4) esiliato Padre Lanzetta
5) messo sotto commissario la diocesi più tradizionale di tutto il continente America (Ciudad de l'Este in Paraguay)
6) rimosso il vescovo filo-tradizione di Ciudad de l'Este
7) messo sotto commissario (proprio ieri !!!) la filo-tradizione di Mons Olivieri


... ci vorrebbero far credere che "Roma non vuole la resa della FSSPX"...

e c'é ancora chi ci crede !!

Faccio notare che questi erano i provvedimenti contro i conservatori "molli", quando e se entriamo noi (DIO NON VOGLIA) ci saranno i VERI provvedimenti e li' saranno botte da orbi con tanto di fuochi d'artificio...

hpoirot ha detto...

Perché papa Francesco non va invece a risolvere questa di spaccatura?? Di colpo, gli viene il prurito di regolarizzare SOLO la SPX? Ma basta che tira un sasso e becca sualcuno da "regolarizzare" attorno a lui..

Invece non solo regiolarizza ma aiuta a sregolare TUTTO demolendo la dottrina pezzo dopo pezzo.

http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/la-diocesi-di-atlanta-sostiene-e-promuove-la-gay-pride-parade/

hpoirot ha detto...


"Papa Francesco vuole risolvere definitivamente la questione Lefebvriana!"


...piuttosto la Chiesa vuole risolvere definitivamente la questione del Concilio!

E' Roma che va regolarizzata!

Peregrino Tuc ha detto...

Grazie Una sola Fede!
Buona notte anche a te, a don Camillo, a Poirot e a tutti gli amici e lettori.

ps:

Sul tema del thread, ho espresso una mia opinione qualche giorno fa. Ora purtroppo non ho tempo, e mi limito a postarla nuovamente.
Mi scuso per questo. Se ci sarà ancora occasione domani, magari potremo parlarne insieme.

Peregrino Tuc ha detto...
E' noto che Mons. Lefebvre ha sempre ritenuto che la FSSPX non fosse la chiesa ma fosse nella chiesa. Per questo le accuse di scisma erano infondate.
Dalla chiesa non è mai uscito per sua volontà, neppure dopo l'attuazione del CVII: hanno dovuto sbatterlo fuori con una scomunica formale.
Ora, un riconoscimento unilaterale da parte dell'autorità romana che la FSSPX è formalmente nella chiesa non è altro che la presa d'atto di una realtà mai messa in discussione dal suo stesso fondatore.
Questo esige la verità. I problemi pratici che potrebbero sorgere in seguito andranno affrontati, come mons. Lefebvre affrontò tutte le resistenze e le contrarietà che gli opposero.
26 settembre 2014 07:54

una sola fede ha detto...

"...piuttosto la Chiesa vuole risolvere definitivamente la questione del Concilio!"


...anche col pigiama di flanella per il freddo improvviso che me se magna l'ossa (nun ciò più nè l'età nè tanto meno la salute, nè li sòrdi pe' rriscardamento) volevo dire che finchè è tutto in mano a questo tipo di gerarchia per ora è utopia pura, visto che non fanno altro che:

riconoscersi a vicenda virtu eroicissime-

beatificarsi-

canonizzarsi-

erigersi busti bronzei persino quando l'interessato è ancora tra noi (vedi quello in onore all'ex che viene inaugurato il 27 ottobre nei giardini vaticani da parte dell'attuale)

e in più sappiamo che ogni legittima stoccata ai molti contro-ecclesiali punti espressi dal concilio è vista da TUTTI questi protagonisti (da mezzo secolo, nessuno escluso, neanche quelli considerati menti sottilissime o fanta-teologi-viventi) come fumo nei loro occhi e preferiscono ER FUMACCIO LORO DENTRO L'OCCHI NOSTRI !

Beh ora notte davvero.

Anonimo ha detto...

"Vorrei solo che mi indicassi i link che riguardano S.E. mons. Williamson così li leggo io e i nostri lettori. Poi ti saprò dire"

Guardi, sul sito unavox.it c'è una pagina appositamente dedicata a monsignore, dove si trovano tutti i suoi commenti eleison più interventi di altra natura (es. interviste) in cui parla anche della crisi nella FSSPX.

don Camillo ha detto...

Buona notte a tutti miei cari! E grazie!

Ps. Leggerò!

Ἰουστινιανός ha detto...

e c'é ancora chi ci crede !!

Be', c'era anche chi credeva fosse possibile con Ratzinger (il modernista travestito da conservatore), e vediamo come finì tutto...

questi erano i provvedimenti contro i conservatori "molli"

Come una volta disse il blogger Baronio, forse è proprio per esser "molli" che meritavano i provvedimenti. Se siamo tiepidi, quale pietà possiamo aspettare?

...piuttosto la Chiesa vuole risolvere definitivamente la questione del Concilio!

Concordo, ma... e dopo? Tornare a Pacelli, come vorrebbero tanti "tradizionalisti"? GIAMMAI!!!! Il maggior problema della Chiesa non è il concilio V2, ma l'ultramontanismo e l'autocrazia papale che soffriamo dall'Ottocento, e che mettono il Papa al di sopra della Tradizione! E purtroppo questo è un problema che - per quanto li conosco, almeno quegli spagnoli - neanche la FSSPX è ancora in grado di affrontare.

Detto questo, mi ritiro per non fare più rumore - chiedo scusi se ho disturbato la discussione. Buonanotte, e con Dio!

K. e.

hpoirot ha detto...

ah ah ah, rileggendo (anche solo il titolo) c'é veramente da scompiscarsi delle ca..te che dice Mgr Pozzo:

...e le consentirà i dissensi non dottrinali"

Che asini!! Nel momento in cui col sinodo la Chiesa Docente ha DIMOSTRATO DEFINITVAMENTE di non avere la più pallida idea di cosa distingue cio' che é dottrinale da cio' che non lo é, Mgr Pozzo ha il coraggio di parlare di spartiacque dottrinali.

Ah, ah, ah ... le comiche!

E' come firmare con un geometra che ti ha appena detto che 1+1 fa 9 ...

hpoirot ha detto...

anzi no, non con un geometra che lo ha detto a te, ma con un geometra che lo ha affermato al più grande (e unico) Congresso Mondiale dei Geometri, quello da cui dipenderanno tutti gli insegnamenti universitari e non del pianeta.

ciechi che seguono altri ciechi, ne parla anche il Vangelo...

don Camillo ha detto...

"Papa Francesco vuole risolvere definitivamente la questione Lefebvriana!"
...piuttosto la Chiesa vuole risolvere definitivamente la questione del Concilio!
E' Roma che va regolarizzata!


Se si risolve la questione Lefevbriana si crea, anzi già c'è un punto, d'appoggio!
Il resto sarà Providenza!

Vedi amico hpoirot, mi fai venire in mente coloro che vedendo un uomo che punta il dito verso il Cielo, guardono il dito e non il Cielo!

Delle volte mi pari proprio questo!

Il Pontificato di Bergoglio, come preannunciato in queste pagine, vuole risolvere, perchè conosce, quelle che sono le ragioni dei Lefebvriani perchè ha capito cosa voleva dire Lefevbre!

Il resto va da se, comprese anzi nonostante le capriole di Muller 2.0 e Pozzo 3.0.

una sola fede ha detto...

"Detto questo, mi ritiro per non fare più rumore - chiedo scusi se ho disturbato la discussione."

Guarda amico blogger che qua credo che nessuno "disturbi la discussione" se interviene, anzi, semmai dovrei essere ad esempio io a chieder scusa, visto che sono l'ultimissimo arrivato e di "rumore" sul blog che ci è messo a disposizione da don Camillo ne sto facendo probabilmente pure troppo (ma mi impegno a farne molto di meno per tornare a qualche sudata carta)..
.

don Camillo ha detto...

Ἰουστινιανός, ti prego rimani con noi! te lo chiedo con tutto il cuore!

In questo momento dobbiamo mantenere viva l'attenzione liturgica che purtroppo la SPX ha mollato miseramente quando mons. Lefebvre per compromesso (COMPROMESSO) con la Santa Sede accettò le riforme di Bugnini

don Camillo ha detto...

una sola fede, è una gioia ed un onore la tua e la vostra presenza tra noi!

Peregrino Tuc ha detto...

"In questo momento dobbiamo mantenere viva l'attenzione liturgica che purtroppo la SPX ha mollato miseramente quando mons. Lefebvre per compromesso (COMPROMESSO) con la Santa Sede accettò le riforme di Bugnini"

Don Camillo, la sua è furia iconoclasta!

Battute a parte ... io ho una grande devozione per Monsignore e nella FSPX ho conosciuto splendidi sacerdoti. La considero senza dubbio un'opera della Provvidenza.
Ma resta il fatto che la Fraternità non è la Chiesa. E forse non va neppure esagerato il significato di una regolarizzazione canonica (ammesso e non concesso che questa "irregolarità", affermata ma non dimostrata da B XVI, ci sia mai stata).
Mons. Fellay, dopo essersi scottato con B XVI, sarà molto prudente. Anche perché le norme interne volute dalla Fraternità dopo quei fatti non gli consentono più di procedere e di decidere da solo.

Ps: sono felicissimo della presenza di Ἰουστινιανός, perché, diversamente da lui e dagli altri amici, il sottoscritto di scienza liturgica ne ha davvero ben poca!

una sola fede ha detto...

Leggo da un articolo su vaticaninsider:

"Ma le pagine che stanno attirando l’attenzione sono quelle che riportano le RICETTE PREFERITE dai tre ultimi PONTEFICI e da alcuni fra I PIU' NOTI PRELATI DELLA CURIA ROMANA.

Con la passione e la meticolosità che lo contraddistingue - è stato paragonato a Jamie Oliver, il famoso chef inglese – Geisser traccia quasi un PROFILO CULINARIO DEI VARI PERSONAGGI.

Veniamo così a scoprire che il piatto preferito dal vescovo GANSWEIN sono i SALTIMBOCCA alla romana, mentre quello del segretario di stato PAROLIN sono gli GNOCCHI conditi con un pesto di basilico e salsa di pancetta e per il cardinale Kurt KOCH il massimo sia una “Wiener schnitzel” (la cotoletta alla milanese portata oltre le Alpi dal maresciallo Radetzky).

Se per san GIOVANNI PAOLO II il piatto preferito erano i pierogi, tipici della cucina polacca (tortelli ripieni spesso anche di frutta secca) e per il Vescovo di Roma EMERITO la cucina bavarese in tutte le sue forme (in testa i WURSTEL alla Regensburg, bianchi con cipolle e lo Schweinsbraten, l’arrosto di maiale), non stupisce che la tavola dedicata a papa FRANCESCO abbia invece i sapori tipici della sua terra d’Argentina. “Empanadas” (fagottini ripieni di carne, verdure e spezie) e “COLITA DE CUADRIL” (bistecca di controfiletto alla griglia) sono i piatti del cuore cui va ad aggiungersi come bevanda il Mate e per dessert il “Dulce de leche”, una crema di latte e zucchero profumata alla vaniglia (biancomangiare)

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/geisser-vaticano-vatican-37112/

una sola fede ha detto...

Aò, ma a noantri nun ce stà a ‘nvità nessuno??
E che te magno a pranzo che nun ciò ‘n quatrino??

Che ce sarta ‘n bocca a me e a quest’antri amichi mia
qua sur brog der don che è bbono e bbravo
ma mica ce po’ apri’ le porte a tutti perché poi ciaprofittamo
e magari je sfasciamo quarche panca o quarche sedia
e chi rompe manco paga!!

Nun ce resta che senti’ dar papa stesso che è sì bono co’ poretti
come dicheno ormai tutti, e si fusse propio vero, Peregrino e amichi mia,
state bboni si potete perché aprisse er Vaticano qua magnamo pe’ mill’anni
e se scoppia co’ l’interessi!!

Ma se er papa nun ciaprisse perché deve penzà tanto
pe' tiracce quarche sorpresa che rifaccia tutto novo ne la Chiesa troppo vecchia,
noi provamo con quer Ghensuen o ‘r Parolin
casomai quarcheccosetta j’avanzasse hai visto mai de li gnocchetti che je piaceno...
o magari ce mettemo giusto giusto
proprio sotto er conventino der tedesco laggiù ‘n fonno:
vedi te che un wurstelletto nun je cada giù de sotto
ed allora in un balletto me ce butto
e rimedio ‘n ber pranzetto!

Ἰουστινιανός ha detto...

Don Camillo: dove vuole che me ne vada? :-) Volevo dire che mi ritiravo della discussione, non dal blog! A volte ho l'impressione (forse causata dalla mia esperienza nei blogs spagnoli) di non fare bene al chiarimento delle quaestiones disputatae...

D'altronde: non so se per compromesso oppure non, e non credo davvero che Mons. Lefebvre abbia voluto mai fare del male; ma la verità è che, avendo conto che la maggioranza dei preti residenti fuori dalla Francia verso 1980 utilizzava Messali anteriori a Pio XII, il danno fu gravissimo. Poi si dovrebbe parlare pure del Breviario di san Pio X, gli inni di Urbano VIII o il Ritus seruandus di Clemente VIII, ma meglio non trattenerci.

E poi, il fatto cui punto non è propriamente liturgico (seppur ha una componente liturgica molto importante), ma ecclesiologico: cioè che la devastazione che oggi vediamo nella Chiesa non è che un prodotto della construzione, negli ultimi secoli, di un'immagine del Papato in cui il "magistero" di ogni pontefice ha più valore della Tradizione millenaria - senza quest'immagine, né Pacelli, né poi Montini, né Ratzinger o Bergoglio potrebbero aver fatto/fare ciò che si è fatto! E mentre non ci rendiamo conto di questo - la FSSPX spagnola (parlo dei fedeli, non dei sacerdoti) mi pare di volere anzitutto tornare ai "dorati" anni 50, piuttosto che alla vera Tradizione - non servirà di niente preoccuparsi di cosa fa un Papa o cosa fece il suo predecessore. È per questo (e don Camillo lo sa bene) che spesso ho comparato la devozione dei "neo-sedevacantisti" con B16 con quella dei sedevacantisti veri e tanti "tradizionalisti" con P12, quando ambidue i papi non sono proprio esempi di ciò che dovrebb'essere un buon Pontefice.

Detto questo, ringrazio Una sola fede e Peregrino Tuc, oltre al Reverendo, il suo appoggio.

K. e.

Anonimo ha detto...

1 Ma perché, che fece Clemente VIII?
2 Quindi cosa: le messe col messale del 1962 sono illecite e non ci si può partecipare?

don Camillo ha detto...

Anonimo legga per incominciare:

http://lepaginedidoncamillo.blogspot.it/p/il-novus-ordo-e-stato-imposto.html


http://lepaginedidoncamillo.blogspot.it/p/io-recito-il-breviario-di-leone-xiii.html

Peregrino Tuc ha detto...

Grande Una sola Fede!
Hai tratteggiato una scena che pare uscire da Berltoldo, Bertoldino e Cacasenno ...

Ad ogni modo, a rischio di apparir dozzinale, io mangerei alla tavola dell'emerito. Non tanto per la compagnia, ma per una mia predilezione per l'atmosfera della Stube bavarese, o, meglio ancora, francone.

Ἰουστινιανός, sulla liturgia non mi addentro, ma sull'ecclesiologia ti seguo.
Forse questo articolo può interessarti:

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2014/10/arcana-imperii-arcana-ecclesiae-la.html

Anonimo ha detto...

Siano lodati Gesù e Maria!

don Camillo,
tempo fa unavox.it ha condiviso un'intervista concessa al settimanale parigino Rivarol dal padre Cedaka.
A una domanda sulle possibili intenzioni di Francesco verso la FSSPX, il rev.do Cedaka ha risposto:

"Bergoglio pone le “buone intenzioni” di una persona prima del fatto di aderire alla vera religione. È per questo che non sarà attaccato come Benedetto XVI alla firma di un accordo dottrinale con la FSSPX. L’accordo proposto da Mons. Fellay, alla fine ha portato ad un annullamento dei negoziati col Vaticano, e questo mi fa dire che, paradossalmente, con Bergoglio l’accordo potrebbe essere più facile.
L’attuale occupante della sede di Pietro l’ha già detto: il Cammino Neocatecumenale ha la sua interpretazione del Vaticano II, come il movimento Comunione e Liberazione e come le congregazioni tradizionaliste. Per Bergoglio, in definitiva, la FSSPX è cattolica al pari di qualsivoglia altro movimento. Se Bergoglio non si sente separato dagli anglicani o dai pentecostali, non si vede in base a quale principio potrebbe lasciare i tradizionalisti al bando dalla sua Chiesa. Infatti, per lui, le questioni dottrinali non devono dividere.
Non potrebbe neanche stupire che egli tolleri le critiche nei suoi confronti dei sacerdoti della FSSPX, che tolleri le critiche al Vaticano II. La sua maniera di risolvere il problema sarebbe quella di reintegrare senza chiedere contropartite. In ogni caso, questo sarebbe coerente con i principii da lui enunciati fino ad oggi."

Don Camillo, Lei che ne dice?

una sola fede ha detto...

grazie Peregrino, me stò 'n pochetto a divertì, anche se tinto d'amaro...

hpoirot ha detto...

Il Pontificato di Bergoglio vuole risolvere, perchè conosce, quelle che sono le ragioni dei Lefebvriani perchè ha capito cosa voleva dire Lefevbre!

maddovvee ??!??

Don, facciamo come l'altra volta. Ne riparliamo tra un anno e vredremo che Hercule avrà avuto ancora ragione.

Se lo segni: ha appuntamento con me il 24 Ottobre 2015

don Camillo ha detto...

Don Camillo, Lei che ne dice?

Che ha ragione...., ovviamente siccome la SPX è UNA CUM con Papa Ciccio, alla fine se ci sono le condizioni giuste si metterà a servizio della Chiesa ma non da "fuori le mura".

Ovviamente il rev.do Cedaka, che stimo, non essendo UNA CUM, utilizzerà il tutto per dire finalmente che la SPX è eretica e cialtrona (come la Chiesa Cattolica tutta, ovviamente), un po' come dice mons. Williamson. Infatti vedo molte convergenze tra di loro.

Le mie riserve sulle norme liturgiche e dottrinali sono note a tutti compresa la SPX, eppure al momento, non ho avuto alcun problema a stare all'interno così come un 100naio di preti che ruotano intorno SPX.

Per cui, per rispondere all'amico di sempre hpoirot.... chi vivrà vedrà! La Chiesa non è nostra.

Ἰουστινιανός ha detto...

Per l'anonimo che mi chiedeva su Clemente VIII, raccomando di leggere questo (è in inglese):

http://civitas-dei.eu/cavendish.htm

Poi ci sarebbero pure da restaurare elementi andati via già con san Pio V, como l'Ufficio Glorioso dell'ottava di Pasqua, ma questo è un'altra storia.

K. e.

hpoirot ha detto...

"E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, NON ESISTE UN DIO CATTOLICO, esiste Dio".

Papa Francesco, nella sua risposta a Scalfari...

Cioé, sarebbe questa la tanta benevolenza? il cielo che io non vedo???

Anonimo ha detto...

"E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, NON ESISTE UN DIO CATTOLICO, esiste Dio".


La stessa cosa che il B16 l'idolo dei vedovi ed orfani neosedevacantisti postconciliari, il quale scrisse un libraccio dal titolo " il Dio di Gesù Cristo"....

Ἰουστινιανός ha detto...

hpoirot:
In questo Francesco non diceva che la verità: Dio è Dio, e basta; cattolici sono gli uomini che fanno parte della Chiesa da Lui istituita, ma dire ch'Egli stesso sia "cattolico", come un uomo qualsiasi, è una bestemmia!

K. e.

Anonimo ha detto...

cattolici sono gli uomini che fanno parte della Chiesa da Lui istituita


E Lui ha istituito NON una Chiesa altra BENSI' quella cattolica apostolica romana. Con ciò Francesco così come B16 hanno detto una pessima e pericolosa frase che NON è la verità.

Non aggiungiamo confusione e/o rivendicazioni di genere ortodosso.

T.

il commento delle 10:02 era il mio.

Ringrazio Una Sola Fede per i bei versetti in prosa che ci propone.

Un saluto a don Camillo e agli amici del blog.

hpoirot ha detto...

http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1129:non-esiste-un-dio-cattolico&catid=64&Itemid=81


"Anche se l’espressione “Dio cattolico” è insolita, negarla nel contesto in cui è stata negata ha conseguenze disastrose. Realmente.
...
Dire “non esiste un Dio cattolico”, nel contesto attuale di ecumenismo massonico e di dialogo interreligioso senza frontiere, significa contribuire alla demolizione della fede cattolica e rafforzare la marcia del mondo contemporaneo verso il deismo, il panteismo, la gnosi universale."

hpoirot ha detto...

noto con orrore che anche questo sito ha i suoi "incondizionati" del papa ...

State facendo con Francesco quello che altrove facevano con Ratzinger: qualunque cosa dica, si trova il modo di scusarlo.

Peregrino Tuc ha detto...

Forse il punto richiede qualche ulteriore caveat.

“Non esiste un Dio cattolico”

- Come affermazione assoluta è corretta. Dio eccede la sua stessa Chiesa, poiché Egli, diversamente dalla Chiesa militante, è increato ed è al di sopra del tempo e dello spazio (con tutto ciò che questo comporta).
- Come affermazione fatta nel contesto di un “dialogo” con un ateo gnostico, la frase è quantomeno inopportuna. Potrebbe essere intesa nel senso che la parte di Dio che “eccede” la Chiesa cattolica si possa ritrovare in qualche altra realtà creata (nelle altre religioni, se non nelle “coscienze” atee).

È da dire che tutta l’intervista (che contiene diverse affermazioni per me non condivisibili) va ormai presa con le molle, dopo che la Santa Sede e lo stesso Scalfari hanno lasciato intendere che non si tratta con sicurezza di parole testuali del Papa. Ad ogni modo, resta il fatto che tutta la vicenda dell’intervista è a dir poco inopportuna. Scalfari è diventato un nuovo, pericolosissimo “ateo devoto”.

Incidentalmente, ricordo di avere letto per la prima volta l’espressione “Dio è cattolico” in un qualche scritto di Rino Fisichella, che considero nel complesso un bravo intellettuale cattolico. L’ho imputata alla sua lunga frequentazione degli scritti di Donoso Cortés. Personalmente ho grande considerazione di Donoso (non altrettanta dei controrivoluzionari francesi de Maistre e Bonald). Tuttavia il suo pensiero non mancava di qualche esagerazione, da ritenere però più dovuta alla retorica e alla polemica di quei tempi (tempi violentemente anticristici!) che ad intenzioni dottrinali.

HPoirot, diversamente che in altri luoghi, qui ho trovato molte persone disposte a confrontarsi e ad approfondire. Siamo in una sorta di 8 settembre 1943 che dura da decenni, nessuno sa più con certezza da che parte stare. Forse l’atteggiamento giusto è quello di aiutarsi a vicenda, anche sulle singole questioni. Tu lo hai fatto offrendoci una considerazione di opportunità. Ἰουστινιανός ci ha offerto invece uno sguardo teologico. Le due considerazioni non mi sembrano incompatibili.

una sola fede ha detto...

FRANCESCO oggi ha incontrato il movimento di Schoenstatt e ha risposto ad alcune domande.

“[…]Quindi rispondendo alla domanda di una famiglia che lo interpellava sul ruolo di testimonianza delle famiglie cristiane, il Pontefice osservava: «Voglio ripetere una frase di papa Benedetto XVI: `LA CHIESA NON CRESCE PER PROSELITISMO, ma per attrazione´, la attrazione dei testimoni, il primo concetto è la testimonianza, vivere in un modo che gli altri vogliono vivere come noi»

Tratto dall’articolo di vatican insider di oggi

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-famiglia-family-familia-37145/

Per chi ancora nutre dubbi serissimi circa le forti vicinanze tra l’ “emerito” e il “regnante”, - che sarebbero invero già più che dimostrate, per chi volesse davvero vedere, oltre che ascoltare dagli stessi due protagonisti che si dichiarano e si dimostrano anche visibilmente in unione d’intenti – basterebbe prendere, ad esempio, le dichiarazioni sull’assoluto NON DOVERE DELLA CHIESA DI FAR PROSELITISMO (quasi facendo capire che sarebbe un’indebita ingerenza) fatte più volte sia da BENEDETTO XVI sia da FRANCESCO, ma anche da GIOVANNI PAOLO II.

E come volevasi dimostrare, ancora una volta, si può vedere come PF non si sia inventato niente neanche in questo campo della concezione conciliare e post-conciliare del “proselitismo”, anche se sono molti i fratelli e le sorelle affetti da strani “VUOTI DI MEMORIA A SENSO UNICO o limitata a quella a breve termine dal 2013 ad oggi…

una sola fede ha detto...

Per facilitare quindi la memoria, o per raddrizzare quella che pare appunto a senso unico e prolungare quella limitata al breve termine corrispondente all’anno e mezzo appena trascorso, ecco dunque qualche passaggio di questi ultimi quindici anni...

1) GIOVANNI PAOLO II durante la sua visita in Ucraina del giugno 2001

[…]DESIDERO RASSICURARLI che non sono venuto qui con intenti di PROSELITISMO, ma per testimoniare Cristo insieme con tutti i cristiani di ogni Chiesa e Comunità ecclesiale e per invitare tutti i figli e le figlie di questa nobile Terra a volgere lo sguardo verso Colui che ha donato la sua vita per la salvezza del mondo.

Tratto da
www.vatican.va/news_services/or/or_quo/bnw/143q05a.rtf


2) BENEDETTO XVI - Dalla lettera enciclica “Deus caritas est”:

31 c) La carità, inoltre, non deve essere un mezzo in funzione di ciò che oggi viene indicato come PROSELITISMO. L'amore è gratuito; non viene esercitato per raggiungere altri scopi"

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20051225_deus-caritas-est_it.html


3) BENEDETTO XVI nell’omelia durante la Messa di inaugurazione della V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, nella Spianata del Santuario dell'Aparecida la VI Domenica di Pasqua, 13 maggio 2007

“La CHIESA NON FA PROSELITISMO. Essa si sviluppa piuttosto PER “ATTRAZIONE”: come Cristo “attira tutti a sé” con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della Croce, così la Chiesa compie la sua missione nella misura in cui, associata a Cristo, compie ogni sua opera in conformità spirituale e concreta alla carità del suo Signore”.

Tratto da
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2007/documents/hf_ben-xvi_hom_20070513_conference-brazil_it.html

4) FRANCESCO intervistato da Scalfari:

Il PROSELITISMO è una solenne sciocchezza, non ha senso. Bisogna conoscersi, ascoltarsi e far crescere la conoscenza del mondo che ci circonda
È l’amore per gli altri, come il nostro Signore l’ha predicato. NON E’ PROSELITISMO, è amore. Amore per il prossimo, lievito che serve al bene comune.
Mi pare d’aver già detto prima che il nostro obiettivo NON E’ IL PROSELITISMO ma l’ascolto dei bisogni, dei desideri, delle delusioni, della disperazione, della speranza

http://www.repubblica.it/cultura/2013/10/01/news/papa_francesco_a_scalfari_cos_cambier_la_chiesa-67630792/

una sola fede ha detto...

Infine solo due esempi dal Nuovo Testamento circa la necessità invece del proselitismo, che in troppi anche tradi stanno a mio avviso troppo sottilmente - e pericolosamente - distinguendo, esattamente come i protagonisti conciliari e post-, dall'evangelizzare:

Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
(Mc 16, 15-16)

Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.
Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui?
E come potranno credere, senza averne sentito parlare?
E come potranno sentirne parlare SENZA UNO CHE LO ANNUNZI?
E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati?
(Rm 10, 13-15)


ps grazie @T. ore 13.17 per l'apprezzamento...ogni tanto mi diverto un po' a buttar giù sia "versi in prosa" come li chiami tu, altre volte, la maggior parte, son proprio versi satitirici tout court che hanno poche pretese, naturalmente, direi "VESTITI DI STRACCI" - come persino il grande Giacomo Leopardi in una sua lettera a Pietro Giordana diceva dei suoi, pensa un po'!! - anche perchè fatti comunque in pochi minuti a botta calda a commento di notizie o di lanci di libri o altro...

Peregrino Tuc ha detto...

Una Chiesa che codifica il diritto umano alla libertà religiosa (anche se con un successivo – ma ormai poco credibile - dovere di cercare la verità …) non può concepire il proselitismo che come inaudita violenza alle coscienze. Così facendo distrugge la sua propria autorità, oltre che quella dei genitori, degli insegnanti e dei pochi governanti cristiani ancora rimasti.
Che cosa rimane a una simile Chiesa per giustificare se stessa? L’ “attrattiva Gesù” e il “senso religioso” (che sono tra l'altro i titoli di due celebri libri di don Giussani ...), che si incastrano tra loro quasi magneticamente e senza trauma: una sorta di richiamo della foresta. Una religione che non parla più alla ragione e non si affida più all’azione della grazia, ma scende nei livelli inferiori, nelle acque torbide degli inconsci. La conversione personale è sostituita dalla “realizzazione” personale. Il risultato è suor Cristina.

Peregrino Tuc ha detto...

Lapsus calami alle 15.27.

Ho scritto Rino Fisichella: intendevo ovviamente Rino Camilleri!

Peregrino Tuc ha detto...

Reverendo, è al pellegrinaggio SP?

Anonimo ha detto...

Rev.do,
ho letto il suo Manifesto, ma comunque ci sono due cose che non mi sono chiare:

1 quindi per Lei il semplice fedele a quali messe può partecipare, e che deve fare chi non ha la messa di san Pio V a disposizione?
2 quando dice che le celebrazioni Novus Ordo non possono essere dette blasfeme o che non sono peccato mortale o veniale: si riferisce a quelle celebrate decentemente o anche a quelle che prevedono applausi, chierichettE, Comunione sulla mano etc..?

P.S.: Viva Cristo Re ... che festeggiamo tra quattro ore e mezza ca.!

don Camillo ha detto...

Reverendo, è al pellegrinaggio SP?

Ovviamente sì.L'ho fatto solo per il Signore e per il Rito Romano che lui ha voluto ed ama. Ma vi assicuro che dopo appena 10 minuti già volevo andare via!

don Camillo ha detto...

1. Andare a Messa! sempre comunque è precetto! OVVIO! e non fare come molti tradi, che dicono: "basta il Rosario"..... manco per niente!!!!!


2.Trovarsi una messa mattutina, la prima Messa nel Santuario più vicino, i cialtroni e i pagliacci che fanno le mossete sull'altare fanno tardi la notte e non si alzano all'alba.

Vedrai che troverai la Messa Giusta. Basta sacrificarsi un po'.

Peregrino Tuc ha detto...

"Andare a Messa! sempre comunque è precetto! OVVIO!"

Concordo don Camillo.
Ma oggi la giornata è drammatica per chi non possa andare per ragioni oggettive ad un VO.
Con il NO oggi non si festeggia Cristo Re, e lo spostamento di questa festa del Signore ha un significato preciso nella mente de novatori.
Ah sì, c'è il motu proprio. Quanti sacerdoti non sono stati disposti a pagare niente per avere almeno una messa VO, anche solo settimanale. Tutti degnissimi e santi, per carità, non siamo mica donatisti noi! Ma le loro parole dai pulpiti non sono più credibili. Agnelli davanti ad un vescovetto, da buoni conservatori chiedono ai fedeli di essere leoni davanti al mondo. Meglio che mi fermo ...
Mi perdoni sa, già le ho detto delle mie inclinazioni ghibelline! ;-)

Anonimo ha detto...

NOTA: Quando ho detto che "festeggiamo Cristo Re", ovviamente facevo riferimento al calendario Vetus Ordo.

don Camillo ha detto...

Con il NO oggi non si festeggia Cristo Re, e lo spostamento di questa festa del Signore ha un significato preciso nella mente de novatori.

Peregrino tuC, Ti dico senza polemica che mi sfugge il motivo dei novatori per la traslazione. Nel rito di Paolo VI viene celebrato solennemente come nel Rito Romano. Si Celebra l'ultima domenica del Tempo Ordinario, in prospettiva dell'Avvento del Signore. Ha anche un senso ti dirò, tuttavia certo, sarebbe stato opportuno che almeno questa festa così solenne fosse celebrata insieme, pazienza!

Mi perdoni sa, già le ho detto delle mie inclinazioni ghibelline! ;-)


Non so cosa ti dovrei perdonare! Non c'è lo Imperatore! Magari ritornasse lo Sacro Romano Impero!

Peregrino Tuc ha detto...

Io ho inteso che i motivi fossero questi, che riporto dal thread successivo

"Aggiungo che non è solo un problema di data (che è già un problema in sé: la simbolica relegazione della regalità di NS al sono tempo escatologico) ma anche di significato annesso alla festa. Il commento al messale VO (G. Lefebvre) parla di “solenne proclamazione della regalità universale di Cristo contro il laicismo del nostro tempo”. Il commento al messale NO (I. Biffi) parla di regalità che “silenziosamente e misteriosamente si va costruendo ogni giorno con la grazia che libera le creature dal peccato”.
Due intenzione ben diverse mi pare. L’una l’eroica testimonianza; l’altra la conversione personale. Buone entrambe, ma ben diverse."

Nessuna polemica don Camillo, si figuri!
Grazie piuttosto per la risposta. Sono abituato da tanti anni con sacerdoti molto intransigenti verso il NO, per questo ogni tanto faccio qualche domanda in più ...
Grazie ancora!

Peregrino Tuc ha detto...

"Non so cosa ti dovrei perdonare! "

Mi riferivo solo al mio tono, ogni tanto un po' duro verso il clero. Del quale comunque ho sempre grande rispetto.