venerdì 21 novembre 2014

Il discorso del Cardinale Burk a Vienna.

Pubblico questo atteso discorso del Cardinale Burke, ringrazio l'ottima Luciana per la sua traduzione. don Camillo
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L'11 novembre u.s. il blog Rorate caeli ha pubblicato l'audio della tavola rotonda per la presentazione del volume 'Rimanere nella verita' di Cristo', edizione tedesca, nella Karlskirche a Vienna. Relatore il card. Raymond Burke; sono seguiti vari interventi.

Il blog 'Chiesaepostconcilio' ha segnalato l'audio (non trovo il link, NdR) con il relativo link, ma che io sappia non c'è' ancora una traduzione italiana dell'intervento del card. Burke. Sembra dunque opportuno pubblicare qui una traduzione - la mia - chiedendo venia per eventuali erroti di trascrizione od di traduzione; sarò grata a chi vorrà segnalarmeli. Il card. Burke parlava a braccio ed ho cercato di mantenere questa caratteristica nella trascrizione e nella punteggiatura.

L'8 settembre u.s. MiL annuncio' la pubblicazione dell'edizione italiana, 'Rimanere nella verità' di Cristo', in base alla scheda libro preparata da Ignatius Press, che ha curato l'edizione inglese. L'OPAC-SBN riporta i nomi dei singoli autori e dei rispettivi saggi, oltre alle biblioteche italiane in cui e' disponibile il libro.

Una lettura attenta delle parole del card. Burke si rende più che mai necessaria, perché vi e' chi scrive che "i cinque autorevoli porporati e altri studiosi esprimono le loro rispettose riserve verso la nuova linea vaticana, aperta all'ipotesi della concessione della Comunione a divorziati risposati e al riconoscimento delle unioni di fatto" (Roberto de Mattei, 'La rimozione di un grande cardinale', Corrispondenza romana del 12 novembre 2014).

Il card. Burke ribadisce a più riprese che gli autori non hanno alcuna intenzione polemica, ma vogliono semplicemente riaffermare la dottrina della Chiesa; che e' quanto disse papa Francesco il 18 ottobre scorso, quando elenco' fra le tentazioni da respingere:

    "La tentazione di trascurare il depositum fidei, considerandosi non custodi ma proprietari e padroni o, d'altra parte, la tentazione di trascurare la realtà utilizzando una lingua minuziosa e un linguaggio di levigatura per dire tante cose e non dire niente!"

Risulta quindi difficile individuare la "nuova linea vaticana" additata da de Mattei, alla quale non aderiscono nè il Papa nè i cinque cardinali ed i loro collaboratori. Non sono anch'essi parte del Vaticano? e la "linea vaticana" qual è, se non la loro?



L'ispirazione per questo libro e' venuta forse, per così dire per via negativa, nel senso che fra molti dei cardinali che udirono il discorso - il prolisso discorso del card. Walter Kaspar nel corso del concistoro straordinario il 20 e 21 febbraio di quest'anno e' sorta una viva preoccupazione per l'eventualità che non si intervenisse riguardo ad un certo numero di erronei presupposti della sua tesi; ed abbiamo immediatamente visto che il discorso, che normalmente sarebbe stato qualcosa di confidenziale per il cardinale, fu immediatamente pubblicato in varie lingue moderne, compresa quest'edizione in inglese.    

E cosi' abbiamo pensato, cosa possiamo fare in risposta all'intervento del cardinal Kaspar; egli ha chiesto che se ne discuta, e cosi' abbiamo deciso di rispondergli facendo qualcosa di molto serio, perché lui ha asserito cose molto serie, per esempio che si potrebbe trovare nei Padri della Chiesa un'approvazione del dar accesso ai sacramenti della penitenza e della santa comunione a quelli che sono in unioni irregolari. Ha anche lodato l'approccio della Chiesa Orientale Ortodossa, la cosiddetta oikonomia, il permesso per un secondo, anche un terzo matrimonio, detto talvolta matrimonio penitenziale; e', in ogni caso, una realtà molto difficile da definire, ed in linea generale abbiamo constatato che il suo intervento non esprime la perenne tradizione della Chiesa, sia nella sua dottrina che nella sua disciplina, riguardo alla questione del matrimonio e della santa comunione.   

E cosi' ci siamo messi al lavoro, decidendo quali argomenti sarebbe stato necessario trattare, e per trattarli volevamo trovare figure autorevoli, ed abbiamo ritenuto molto importante che un certo numero di cardinali dovesse dare il suo contributo al libro, perché un cardinale della Chiesa aveva proposto questa posizione argomentando a favore d'un cambiamento in ciò che e' stato il costante insegnamento e prassi della Chiesa in materia. E cosi' si sono riuniti cinque cardinali che comprendevano due del mondo germanico, il card. Walter Brandmueller, rinomato storico della Chiesa, che diresse anche per dieci anni il Comitato Pontificio per le Scienze Storiche, ed anche il card. Gerhard Ludwig Mueller; e poi il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, che e' un ben noto esperto di teologia morale, ma anche un eccellente giurista, devo dirlo - e' membro del supremo tribunale della Signatura Apostolica; il card. Velasio De Paolis, che e' un esperto in diritto canonico, ed io.

E poi abbiamo anche voluto attingere alla scienza di noti docenti o di autori in alcuni settori specifici, uno la Sacra Scrittura, e qui siamo stati molto lieti di ricevere un eccezionale contributo dal rev.mo Paul Mankowski S.J., che lavora all'Università di Chicago negli Stati Uniti d'America, riguardo alla prassi degli orientali. Riguardo alla questione dei Padri della Chiesa, abbiamo avuto il dono della cooperazione del professor John M. Rist, che e' ordinario, penso sia Oxford, e' Oxford o Cambridge, ma gli inglesi sarebbero terribilmente offesi - beh, qui sta scritto che e' ordinario di lettere classiche e filosofia all'Università di Toronto, emerito, già titolare della cattedra di filosofia "Kritzel" alla Catholic University of America - ma in ogni caso ha completato gli studi in Inghilterra; riguardo alla questione delle chiese orientali, che e' una questione molto difficile e complessa, abbiamo ricevuto l'eccellente collaborazione dell'arcivescovo Cyril Vasil, che e' il segretario della Congregazione per le Chiese Orientali; che e' un cattolico ucraino ed ha già svolto lavoro scientifico in materia. Poi il curatore generale del volume e' padre Robert Dodaro, un agostiniano originario degli Stati Uniti d'America, ma che e' preside dell'Augustinianum.   

Abbiamo anche voluto - quelli fra noi che erano cardinali sapevano ciò che volevamo nel libro e sapevamo che era importante, se volevamo presentare un libro, doveva anche uscire in parecchie lingue, e così ci siamo trovati ad affrontare questo compito di produrre, nel lasso di pochissimi mesi, un lavoro di grande credibilità; e poiché il nostro scopo, e voglio sottolineare questo, questo on e' un lavoro polemico: lo scopo qui e' i presentare lo splendore della verità riguardo al matrimonio nella Chiesa Cattolica Romana, e penso che se leggete il libro ne ricaverete il pieno apprezzamento della straordinaria bellezza, perché e' la verità sul matrimonio nel magistero cattolico, cui siamo tutti chiamati.   

E cosi' dovevamo trovare un curatore e non posso esprimere abbastanza stima e gratitudine a padre Robert Dodaro, che ha curato questo libro con un gruppo di collaboratori; come potete pensare i saggi - i saggi originali - erano redatti in varie lingue, ma si e' dovuto tradurli tutti in cinque lingue. Abbiamo pubblicato il libro simultaneamente in inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo, e grazie a Dio tutte le edizioni sono riuscite benissimo, ed ora avete qui l'edizione tedesca.

Poi, potete immaginare, in un lavoro come questo il diavolo giocava i suoi soliti scherzi ed abbiamo dovuto superare molti ostacoli, ma io ringrazio Dio e voglio in questo contesto, alla vostra presenza, esprimere la mia più profonda gratitudine a Dio onnipotente ed all'intercessione della santa Madre di Dio e quella di san Giuseppe, che pensiamo avevano un particolare interesse nel progetto; per la loro intercessione siamo riusciti a compiere questo lavoro.     L'altro punto su cui vorrei soffermarmi e ripeto, non e' un lavoro polemico, abbiamo risposto al cardinal Kasper presentando studi attendibili in tutti i settori in cui egli aveva messo seriamente in dubbio il magistero e la prassi della Chiesa. Se posso, Padre (deve dirmi Lei quando devo fermarmi), evidenzierò qualche punto e poi mi fermo, perché so che vogliamo lasciar spazio anche alla discussione.

Come ho detto prima, Rimanere nella verità di Cristo e' preso dalla Familiaris consortio, la splendida esortazione apostolica post-sinodale di san Giovanni Paolo II, ed egli parla del compito del ministero apostolico di assicurare che la Chiesa rimanga nella verità di Cristo e di condurla sempre più profondamente entro quella verità. E questo era il nostro scopo. In un certo senso la verità riguardo al matrimonio e' il vero e proprio fondamento della vita della Chiesa: se non insegnami correttamente la verità riguardo al matrimonio, quel che mettiamo in dubbio e' l'amore di Dio per noi, perché il matrimonio e' il sacramento dell'amore divino, il sacramento dell'amore di Dio - fedele, duraturo e fecondo - per il suo popolo santo.

Ed e' la prima cellula di vita della società ed e' stato, lo sappiamo, sotto attacco da parte del mondo, praticamente dal principio, nel nostro tempo da una mentalità molto secolarizzata. Ma se torniamo a quel testo meraviglioso del Vangelo di san Matteo, capitolo 19, che non penso alcun serio studioso dubiti essere le parole stesse di Cristo - e' un testo talmente ricco e padre Mankowski lo dispiega mirabilmente nel suo testo - ma fra quelle parole vorrei sottolineare questo: i dotti farisei cercavano di cogliere in fallo Gesù chiedendo perché mai Mosè aveva permesso il divorzio, e nostro Signore fa uso di una parola molto interessante, ha detto, non era così dal principio. Fa, in altre parole, riferimento alla legge naturale, al modo in cui Dio ci ha fatti, e che l'amore fra uomo e donna fu pensato come fedele e duraturo e procreativi. Questo e' un punto che voglio sottolineare con molta forza.

Il libro e' stato distribuito od abbiamo tentato di distribuirlo a tutti i membri del Sinodo. Spero che abbia dato qualche contributo al lavoro del Sinodo. Uno degli aspetti preziosi del libro e' l'ultima parte, l'Appendice, che contiene i testi del Magistero su matrimonio e divorzio nelle lingue originali ed in traduzione, nella lingua in cui e' stato pubblicato il libro. E' una risorsa di grande utilità.

Una delle tristezze, delle profonde tristezze di questo Sinodo, almeno nella prima settimana del Sinodo, e' stata quella che quasi sembrava dimenticanza del Magistero. Era come se la Chiesa trattasse per la prima volta del matrimonio e lo facesse oggetto del suo insegnamento, mentre la Chiesa ha, sia nella sua dottrina che nella sua disciplina, una consapevolezza del matrimonio fra le più profonde possibili. Ed ho ricordato la Familiaris consortio, ma si potrebbe ricordare l'Humanae vitae di papa Paolo VI, la Casti connubii di papa Pio XI, e così via. Anche papa Benedetto ha insegnato allo stesso modo.

Se posso soffermarmi su un ultimo punto, Padre, e poi mi fermo - potrei continuare a lungo su questo e sarei felice di farlo, ma non devo abusare della vostra pazienza, ma una delle idee più insidiose contenute nella presentazione del cardinal Kasper e che ha continuato ad insinuarsi nelle discussioni del Sinodo e' che si', noi sosteniamo la dottrina della Chiesa riguardo all'indissolubilità del matrimonio, diciamo persino: chi metterebbe in dubbio la dottrina dell'indissolubilità del matrimonio. Parliamo soltanto di una questione disciplinare.

In altre parole: il matrimonio e' indissolubile, lo crediamo, ma in certi casi quando una persona e' coniugata davanti a Dio ma quel matrimonio e' fallito in un modo o nell'altro, senza commenti su di chi e' la colpa od altro, ma quella persona ha coscientemente e consenzientemente tentato un altro matrimonio e vive con qualcuno che non e' suo marito o sua moglie, in alcuni di questi casi non chiamiamo il matrimonio non indissolubile; ammettiamo le persone al sacramento della confessione ed alla santa comunione.

Deve essere una negazione dell'indissolubilità del matrimonio, perché quando uno va a confessarsi, per esempio, e confessa un peccato, quella persona ha il fermo proposito di emendarsi, diversamente la confessione non può essere valida, e come può qualcuno che vive in un'unione adulterina - un'unione adulterina - confessare quella colpa quando lui o lei intende rimanere in quella situazione. Questi, semplicemente, sono i fatti. In altre parole, ciò che intendo sottolineare e' che la disciplina della Chiesa non può mai essere altro che fedele alla sua dottrina, e tutto il diritto canonico - ed io ho dedicato parte della mia vita allo studio del diritto canonico e ne ho profonda consapevolezza - ma il diritto canonico nella sua interezza e' al servizio della verità della fede, della grande bellezza della nostra vita in Cristo, e non può mai - se la disciplina della Chiesa viene usata in qualche modo per giustificare qualcosa che non - che non e' vera secondo la dottrina della Chiesa, allora questa non e' la vera disciplina della Chiesa.

Nel mio breve saggio, che e' l'ultimo della serie, lo dimostro anche in base alle leggi procedurali della Chiesa, perché durante questo Sinodo e prima il cardinal Kasper nel suo discorso fa un attacco piuttosto frontale al processo ecclesiastico per la dichiarazione della nullità di matrimonio, ed io cerco di dimostrare nel mio saggio che mentre il cardinale afferma quel che afferma, ed a ragione - suvvia, questi aspetti individuali del processo, ed il processo stesso non e' legge divina, ed ovviamente non lo e', ma: e' legge divina che la Chiesa deve rispondere ad un'accusa di nullità di matrimonio per mezzo di un processo che arrivi con certezza morale alla verità riguardo a quell'asserto.

Questo, la legge divina lo esige, ed allora quel che dobbiamo dire a noi stessi e': in tutti questi secoli di disciplina canonica, tutti i canonisti, comprese grandi figure come papa Benedetto XIV Prospero Lambertini, il cardinal Pietro Gasparri, erano tutti scemi? non hanno capito ciò che tentavano di proteggere, cioè il sacro vincolo del matrimonio? e questi svariati elementi che sono parte del processo hanno avuto tutti un loro ruolo, ma - io come canonista devo affermarlo con voi - ma in generale, qualsiasi tipo di discussione che cerchi di dire che la Chiesa non può mantenere il suo insegnamento sul matrimonio e l'indissolubilità del matrimonio, ed al tempo stesso neghi quella verità nella prassi della Chiesa, questo semplicemente non e' cattolico e non può andare, non si può accettare.

E cosi' io - veramente l'ultimo punto: chiaramente questa - potrei dirla lotta e battaglia a difesa della verità sul matrimonio, e Dio sa che il matrimonio e' stato attaccato; come ho detto all'inizio, nella nostra società secolarizzata il matrimonio ha sostenuto tanti assalti; la Chiesa cattolica deve, per la sua propria integrità ma anche per il suo servizio - la missione della Chiesa e' di salvare il mondo - deve fare tutto ciò che può in questo tempo, quando l'integrità del matrimonio e' nuovamente presa d'assalto; deve fare tutto ciò che può per sostenere - per tener su la verità riguardo al matrimonio e per darle voce, per cogliere ogni opportunità scrivendo o parlando, od anche nella testimonianza da persona a persona, per aiutare il nostro mondo a capire il matrimonio come Dio lo creo' dal principio, come via per la nostra società per la fedeltà, per la felicita', per la pace nella nostra società.

36 commenti:

Peregrino Tuc ha detto...

Guarda un po' chi teorizzò decenni fa la comunione ai risposati ...

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/11/in-silenzio-anche-benedetto-dice-la-sua.html

Peregrino Tuc ha detto...

Grazie cara Luciana.
Io dico solo un cosa, ancora una volta, ad nauseam: NEOCONS!
Se si guarda a tutte queste confuse vicende attraverso quel prisma ideologico, si inizia a scorgere l'ordito e la coerenza interna di azioni e reazioni.
Dal punto di vista tradizionale Francesco sarà quel che sarà, ma non credo proprio che sia questo il motivo per cui è diventato the public enemy.
Quando Francesco passerà, il DNA di tanta parte del nostro tradizionalismo sarà ormai irrimediabilmente mutato.

don Camillo ha detto...

Guarda un po' chi teorizzò decenni fa la comunione ai risposati ...

SEMPRE LUI, IL GRANDE REGISTA dal 1958....

Peregrino Tuc ha detto...

Quando di dice che la toppa è peggio del buco!

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/123046/rubriche/comunione-divorziati-perch-e-quando-benedetto-xvi-ha-cambiato-idea.htm

Paolo Mitri ha detto...

In che data è stato tenuto questo discorso?

Luciana Cuppo ha detto...

@ Paolo Mitri:

La data del discorso e' il 4 novembre 2014, lo stesso giorno in cui il card. Burke celebro' il pontificale nella Karlskirche di Vienna. La presentazone del libro nell'edizione tedesca (In der Wahrheit Christi bleiben) ebbe luogo il mattino, il pontificale alla sera.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Ringraziando per l'opera caritatevole Luciana, se a qualcuno dovesse interessare, l'originale (video) di Burke è su http://www.gloria.tv/media/UjV29qyFYDF poi a mio parere che un teologo/intellettuale -perchè ora è solo ed esclusivamente quello, a dispetto della carta intestata, visto che sul soglio petrino sta Bergoglio- riveda le sue posizioni è:
- possibile
- auspicabile e meritorio, se talune evidenze (probabilmente a Ratzinger non è piaciuto fare un assist involontario a Kasper) lo richiedano..

Anonimo ha detto...

Quindi, la linea di kasper non è assolutamente quella del Papa, nonostante lo abbia chiamato a presentare la relazione introduttiva e abbia definito la sua "teologia in ginocchio", kasper stesso, mai smentito, lo ha rivendicato più volte, mentre la colpa è ancora del solito Benedetto, per il quale non basta neppure che abbia voluto espungere una frase pronunciata quando era semplice teologo per non dare pretesti a kasper (più chiaro di così). Qui non c'è più cieco di chi non vuol vedere, la linea di kasper è la linea del papa, lo hanno capito tutti i suoi sostenitori e i suoi detrattori, ma se volete vivere in un mondo immaginario fate pure. Io posso solo pregare che il Papa si raffeda e cambi linea, questo è sempre possibile e doveroso sperarlo, ma negare l'evidenza perché si ha un pregiudizio ideologico credo sia poco utile, poi fate voi
Un saluto a tutti
John
Ps ottimo Burke (punito perché troppo cattolico) e ottimo il libro che ho letto con soddisfazione e profitto

Peregrino Tuc ha detto...

"più chiaro di così"

Se lo dice lei ...

Ἰουστινιανός ha detto...

Quando abbia tempo di ascoltare l'audio originale -non ho nulla contro la traduzione di Luciana, ma preferisco sentire le parole nella lingua originale- farò la mia apportazione. Ora semplicemente vedo con preoccupazione come Burke (un personaggio che qualche anno fa diceva che lui clebrava il '62 perché le piaceva di più, ma che il NO gli pareva anch'esso ottimo), per il solo fatto di essere stato promosso da Francesco (sì, promosso! Ora che non avrà lavoro da fare a Roma, potrà andare per tutto il mondo celebrando Messe pontificali, pronunciando discorsi, confirmando bambini di parocchie tradizionaliste, &c. Ma di questo nessuno parla, perché non concorda con l'immagine del "Burke-martire"), sta diventando, nella mente di molti preti e fedeli, una sorta di "neo-Siri" o, peggio ancora, "neo-Pacelli". E solo per il timore di un potenziale nuovo Pacelli, preferirei che non diventassi mai Papa!

Comunque, sarà meglio aspettare, e vedere ciò che accade nel futuro. Buona domenica a tutti!
K. e.

Anonimo ha detto...

Per Giustinuano

Prima di parlare del Card. Siri, per favore prima sciacqui la bocca con dell'amuchina concentrata. Grazie.

Ἰουστινιανός ha detto...

Anonimo: parlavo di Siri perché durante molto tempo fu la speranza di molti tradizionlisti per un ristaruro degli "anni dorati" di prima del Concilio, un papabile cui tanti di quei tradizionalisti avrebbero obbedito nella stessa misura in cui i neocons obbedivano GP2. Non valuto la sua vita né le sue opere; è l'atteggiamento di molti cattolici ciò che critico. Sono stato chiaro adesso??

Dopo di sentire il discorso di Burke, devo dire che mi è parso ottimo! Non fa che ribadire la verità. Ma non credo che abbia molta accoglienza...

K. e.

Ἰουστινιανός ha detto...

PS: Quando il cardinale parla della legge del matrimonio, e di come i "kasperiani" tentano ridurne la gravità perché mera disciplina, non so perché, ma mi venne in mente che proprio questo è ciò che si è fatto negli ultimi secoli con la Liturgia...

don Camillo ha detto...

PS: Quando il cardinale parla della legge del matrimonio, e di come i "kasperiani" tentano ridurne la gravità perché mera disciplina, non so perché, ma mi venne in mente che proprio questo è ciò che si è fatto negli ultimi secoli con la Liturgia...

Tutto qui il discorso, hanno dimenticato che dalle pagine del Messale Romano colava il Sangue di Cristo.... se non c'è amore e devozione tutto si riduce ad "oggetto" che può essere smembrato e profanato senza alcune pietà!

don Camillo ha detto...

E SIRI DOVE STAVA?! Quando venivano aboliti gli Ordini Minori e istituito quel monstro chiamato Diconato Permanente, prossimo clero uxorato?

A sì tra i pizzi e merletti di Genova e dintorni!

Anonimo ha detto...

Caro Don Camillo, si fa presto a parlare di chi non si è mai conosciuto e a farci dell'ironia.
Penso che se tu da lui avessi ricevuto la Cresima, fossi stato accolto in seminario, avessi ricevuto i Sacri Ordini, raccolto dalle sue labbra le ultime parole prima che spirasse, come è capitato a chi ora ti scrive, non avresti risposto in quel modo. Ma non importa. Metto tutto nelle mani del Signore. E scusa se hop osato scrivere sul tuo blog. Don C.

Ἰουστινιανός ha detto...

Mi pare che l'anonimo sia un "troll". Quindi è meglio lasciar perdere. E poi, ho sentito da qualche parte che Siri obbligava i suoi preti a celebrare la Messa ad orientem col nuovo messale, mentre vietava ogni tentativo di ripristinare la Liturgia tradizionale. E' questo una bugia che mi hanno racontato, o è vero?

Reverendo: non ho letto il brano del CV2 dove si parla del "diaconato permanente", ma non so se lo si deve chiamare "mostruo". Seppur è vero che è stato utilizzato per indevolire la dignità sacerdotale, il fatto è che il Diaconato è un'ordine di origine apostolica come il Presbiterato, e non dev'essere visto come una mera tappa verso questo, come spesso accadeva fino agli anni '60. Anzi, credo ricordare (anche questo lo dovrei controllare) che Trento chiedeva più diaconi e più clero in ordini minori - e sì, l'abolizione di queste fu un vero crimine! Quindi il fatto di avere dei diaconi che non diventino preti col tempo non mi pare così malo...

O forse non La ho capita bene.

K. e.

Ἰουστινιανός ha detto...

Ancora su Siri: nel 1951 criticava la riforma della Veglia Pasquale - ma non perché fosse un distruzione della Tradizione, no, ma soltanto perché obbligava alle famiglie a non stare a casa di notte! - mentre nel 1969 difendeva il nuovo Ordo Missae perché "stabilito con la stessa autorità di Pio V quando stabilì il Messale nel 1570".
Si deve riconoscere che, seguendo la logica legalistica, Siri aveva ragione su quest'ultimo punto.

K. e.

Peregrino Tuc ha detto...

“È a stento concepibile che un rigoroso filosofo della dittatura autoritaria come il diplomatico spagnolo Donoso Cortés e un ribelle come Padrig Pearse – che con carità francescana si è dedicato con abnegazione al povero popolo irlandese, alleandosi coi sindacalisti – siano stati entrambi buoni cattolici” (C. Schmitt, Cattolicesimo romano e forma politica).

Mi pare una riflessione attualissima. Se lo capiva a stento Carl Schmitt, figuriamoci i conservatori nostrani!

don Camillo ha detto...

Carissimo Don C. (che sarai sempre il benvenuto qui)

Tu almeno ti puoi vantare, la nostra generazione grazie a chi non ha aperto bocca, di nascosto apriva il Messale Romano considerato "libro proibito e maledetto" e sempre di nascosto si imparava a dire la Messa in latino, con assistenti che tolleravano più riviste pornografiche che tali hobby liturgici IN SEMINARIO!

Nessuno vuole condannare nessuno, questo Cardinale come tutti gli attori e protagonisti del concilio morti e sepolti, perchè i unici condannati siamo noi, ora.

Anonimo ha detto...

Carissimo Don Camillo,
grazie per le tue parole.
Per i preti della mia età "il Cardinale" era davvero un padre.
Non pretendo certo di dire che non abbia fatto degli sbagli.
Il più grande è stato forse quello di avere troppa fiducia negli altri.
Ma credo che per la Liturgia abbia fatto tutto quello che poteva fare in quei tempi. Soprattutto con l'esempio. Ci bastava vedere le sue genuflessioni davanti al Santissimo per vedere anche la sua grande fede.
E' a tutti noto come il Beato Paolo VI lo abbia rimosso da Presidente della CEI: con una lettera che gli si annunciava che il Santo Padre aveva accettato le sue dimissioni. (Che lui non aveva mai presentato.)
Lui ci passò sopra e ringraziò il Papa per avergli tolto un peso.
Ma era un avvertimento... Nonostante ciò, aveva un grande rispetto per il Papa e lo insegnava anche a noi.
Quando ormai era alla fine, le ultime parole che mi ha detto sono state: "Difendete l'Eucarestia. Adorazione. Adorazione."
Per questo ci patisco troppo quando su di lui si danno giudizi affrettati e a volte anche ingiusti.
E se poi sono io che mi sbaglio, sono contento così. Io non lo giudico. Invidio la sua fede.
Don C.

Peregrino Tuc ha detto...

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/11/26/papa-il-paradiso-e-uno-stato-dellanima_1ca6a6a5-b71a-4612-a7ee-c1383e701068.html

Don Camillo, ma che hanno addosso questi papi, cos'è questo spirto moderno ch'entro gli rugge!
Pensare al Paradiso come ad un luogo è forse una cosa brutta? Sapevo che il paradiso è entrambe le cose, un luogo e uno stato.
Cosa sarebbe uno stato interiore senza un luogo concreto? Non è neppure immaginabile, assomiglia ad un incubo.
Cosa ancora occorre concedere all'uomo moderno, con la sua testa piena di mitologie metropolitane ed industriali che sembrano un incubo cubista, con la sua arrogante interiorità disincarnata che disprezza la creazione con la quale il buon Dio provvede a tutti noi?
Riduciamo ormai la creazione ad "ambiente", deformandola attraverso il prisma di un'ideologia tecnicista ed economicista; e i cieli nuovi e terra nuova ad una sorta di compimento interiore del senso religioso, che finalmente si "incastra" con il proprio oggetto.
Poi è sufficiente mettere su una pellicola la fantasia di Tolkien per sbancare i botteghini. Questo non suggerisce proprio nulla su quali siano le reali e cattolicissime esigenze delle anime assetate?

So che queste trovate sono roba vecchia, non un'invenzione di Francesco, ma mi lasciano sempre di stucco.
Scusi lo sfogo sincero ...

Peregrino Tuc ha detto...

"Se volete parlare di poveri, qui dentro io solo posso parlare, perchè sono stato 25 anni nella nera miseria in una galera comunista. Ma ai poveri, che hanno già poco pane, volete ancora togliere le espressioni dell'arte, della musica, della bellezza? Anche quello? Non sapete che ne hanno più bisogno di quelli che stanno bene?"(Cardinale Josip Slipyj Patriarca della Chiesa Cattolica Ucraina, discorso al Sinodo dei vescovi del 1971).

http://unafides33.blogspot.it/2014/11/altri-cardinali-e-altri-sinodi.html

Ecco!

bedwere ha detto...

Sabato scorso abbiamo festeggiato Santa Cecilia con una Messa cantata (la prima in quella chiesa dal 69). Un quartetto di musicisti ha cantato l'ordinario (Missa super Dixit Maria di Hans Leo Hassler). C'era un povero, un barbone, in chiesa. E` venuto a ringraziarci dopo la funzione domandando quando ci sarebbe stata la prossima.

Peregrino Tuc ha detto...

Bellissimo, grazie Bedwere.

don Camillo ha detto...

Peregrino Tuc, premesso che non sono l'avvocato di Papa Ciccio, tuttavia ti consiglierei di leggere tutta l'udienza, mi pare nel paragrafo precedente non negava che il Paradiso fosse un luogo, tuttavia non dice manco una scemenza visto che con la "visio beatifica" non avremmo la somma gioia dell'anima.

bedwere ha detto...

Della serie, spezziamo una lancia per il Papa, New Catholic di Rorate Caeli e` scandalizzato dalla risposta ad Andreas Englisch
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/november/documents/papa-francesco_20141125_strasburgo-conferenza-stampa.html
in cui Francesco condanna il terrorismo di Stato, avendo chiaramente in mente gli USA.

Peregrino Tuc ha detto...

Reverendo,
so che lei non è l'avvocato di Francesco.
Sa anche che io non sono tra i suoi accusatori.
Come dicevo, era uno sfogo che non riguardava lui in particolare.
Ognuno di noi ha i suoi punti sensibili ...

Peregrino Tuc ha detto...

Ps: sa poi che non sono tipo da fare le "pulci" dottrinali a nessuno, men che meno al papa.
Sono solo divenuto da tempo insofferente verso certe concessioni, anche retoriche, alla mentalità moderna, che rendono - a mio modestissimo avviso e secondo la mia sensibilità - la fede triste.

Bedwere, non sono sicuro che si riferisse agli USA, o quantomeno solo agli USA. Potrebbe trattarsi anche delle recenti vicende di Gaza. Forse.

Buona notte a tutti!

Anonimo ha detto...

Don Camillo e sig. Iustinianos,

per come vi conosco, sapreste indicarmi in quale spazio web io possa trovare un Eucologio orientale CATTOLICO.

Sto facendo una ricerca mia personale sul rito orientale della Consacrazione episcopale, ma finora su Internet ho trovato quasi solo degli Eucologi degli Orientali scismatici.

Ἰουστινιανός ha detto...

Anonimo: che io sappia, i rituali sono gli stessi - altrimenti questi gruppi non avrebbero ragion d'essere.

K. e.

don Camillo ha detto...

Lo scisma è dottrinale, non liturgico.

Anonimo ha detto...

Rev.do don Camillo e sig. Iustinianos,
ma Papa Benedetto XIV, con l'enciclica "Ex quo primum" non fornì gli Orientali di un Eucologio un po' differente in alcuni punti rispetto a quello degli scismatici?

Ἰουστινιανός ha detto...

Non conoscevo la vicenda dell'Ex quo primum e infatti, per quanto so, i riti degli uniati e degli ortodossi sono gli stessi - lasciando perdere le diversità fra paesi.

Ad ogni modo, le pubblicazioni di testi liturgici bizantini sono difficili di trovare in Italia. C'è il Prosefchitarion di Damiano Como, degli anni '60, che sarebbe una sorta di "Messalino dei fedeli", ma con molti errori tipografici (il sr. Pietro Chiaranz, del blog traditioliturgica.blogspot.com, ne fece un'edizione migliorata qualche anno fa).

Poi, se è interessato a liturgie propriamente "non scismatiche", forse possa trovare su internet (Abebooks?) qualche Eucologio stampato a Grottaferrata all'inizio del Novecento. Si deve dire che questo monastero, giacché isolato dal restante mondo bizantino, conserva ancora usi e consuetudini che non si trovano più in Grecia.

Spero averLa aiutata un po'.
K. e.

Peregrino Tuc ha detto...

Segnalo questo articolo molto interessante:

http://isoladipatmos.com/antonio-livi-e-giuliano-ferrara-pastori-teologi-ed-atei-devoti/

Riporto per esteso le condivisibili conclusioni:

"Quello che il Papa fa e dice nell’esercizio del ministero petrino deve interessare tutti i fedeli — indipendentemente dalle diverse appartenenze all’interno della Chiesa, dal diverso feeling o da qualunque altra variabile sul piano umano — sempre e solo per un motivo di fede: perché Cristo stesso lo ha voluto come Pastore della Chiesa universale, ossia perché in modo eminente egli è davvero il “Vicario di Cristo”. Di conseguenza, so di poter dire e di dover dire a tutti i credenti che il Papa — chiunque egli sia in un dato momento della storia — non interessa, od interessa assai poco, come personalità umana o come “privato dottore”, cioè come semplice teologo, ma solo come supremo garante della verità divina affidata alla Chiesa dall’unico Maestro, che è Cristo. In questo senso dicevo prima che si può tranquillamente fare a meno di seguire le tante polemiche ecclesiastiche od ecclesiologiche e fidarsi dei documenti della vera fede, che sono a disposizione di tutti, ma non ovviamente sulle pagine del Foglio o della Repubblica o degli altri giornali."

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Grazie del contributo, caro Peregrino Tuc!