sabato 15 novembre 2014

In margine al pellegrinaggio Summorum Pontificum di Luciana Cuppo

Con piacere pubblico questo ottimo resoconto di Luciana Cuppo, dando la possibilità di fare nostre risflessioni.


Fra le immagini del recente pellegrinaggio Summorum Pontificum hanno suscitato grande interesse quelle della processione da San Lorenzo in Damaso a San Pietro. 
Vi campeggia la croce: un crocifisso disadorno, in capo ad una fila che sembrava interminabile di preti in cotta e talare, snodantesi lungo il Corso, e poi sul ponte, e poi lungo via della Conciliazione fino a San Pietro. 
Le foto dei laici al seguito di quellq stessa processione sono meno gettonate ma non meno interessanti perche', in contrasto con l'aspetto rigorosamente istituzionale dei preti in talare, in contrasto anche, ma solo apparentemente, con la tristezza della croce, i laici erano di tutti i tipi: giovani e vecchi, famiglie, bambini nel passeggino beatamente intenti a succhiarsi il pollice, anziani nella loro sedia a rotelle, sereni ed a loro modo anch'essi intenti a godersi la vita. 
E c'era veramente di che godersi quella splendida giornata d'autunno romano, quel sole carezzevole e la curiosita' benevola dei passanti; nuovi, evidentemente, ad un tale spettacolo, ma quasi tutti attenti ed interessati. 
I fedeli al seguito di Gesu' crocifisso parevano dei gran cuorcontenti. 
Il cuore, lo conosce Dio.
Ma l'aspetto di quella processione richiamava il perenne paradosso della croce: quello stesso Cristo che ci ha chiesto di seguirlo ci ha anche detto che il suo peso e' soave ed il suo giogo leggero. 
E la processione - bambini, anziani disabili, signore che reggevano stoicamente per un bel tratto di strada lo stendardo del loro gruppo, famiglie che avevano forse sostenuto sacrifici per essere a Roma - era il vivo concretarsi delle parole di Cristo. 
Era lampante il contrasto tra la sobrieta' della processione e la magnificenza del pontificale a San Pietro. 
Ci sono quelli che considerano le solenni celebrazioni liturgiche una forma d'ostentazione, se non di spreco; ma questi dimenticano che Gesu' ordino' ai suoi apostoli, prima di celebrare l'Ultima Cena, di trovare una sala bella, e grande, e addobbata. 
Ma c'e' anche chi vede nella bellezza della liturgia un riflesso della bellezza infinita di Dio; come i pellegrini intenti a gustare ogni nota della musica; forse, per loro, un momento di sollievo dalle interminabili letture semibibliche - e gia', perche' dato il livello di troppe traduzioni, e' il caso di dire che del testo biblioco e' rimasto ben poco. 
Un momento di catarsi, di "disintossicazione", come ben diceva un mio amico vissuto per molti anni in Vaticano.
San Pietro e' luogo di contrasti. 
Il piu' significativo e' la basilica costruita sulla tomba dell'Apostolo. 
E' segno dell'unita' e dell'indefettibilita' della Chiesa e lo e' stata anche durante il pellegrinaggio, con la lettura del messaggio di mons. Parolin della Segreteria di Stato Vaticana (quindi indirettamente da parte del Papa). 
Si va da Pietro per implorare la fedelta' a Cristo; ma Pietro e' l'apostolo che rinnego' Cristo tre volte. 
Come il suo Maestro, anche Pietro e' segno di contraddizione: la sua tomba fu manomessa (si legga la monografia sulla tomba di san Pietro, di mons. Michele Basso, in DIVINITAS 57/3 2014); e quotidianamente c'e' chi cerca di trasformare la basilica in un museo, se non in un bazaar. 
Ma a questo i pellegrini non pensavano, presi dalla bellezza del rito.
Rito (la liturgia) e sacramento (l'eucarestia) sono due cose diverse.
Lapalissiano, eppure in pratica c'e' chi confonde le due cose. 
Un rito liturgico traboccante di bellezza sa generare emozioni fortissime anche fra gli atei devoti e non, purche' provvisti di sensibilita' estetica, ed i piu' elevati sentimenti possono giungere sulle ali del canto anche a chi rifugge dalla messa come il diavolo dall'acqua santa.
D'altra parte il sacrificio di Cristo - perche' questa e' la messa - si compie anche nella chiesa piu' disadorna, fra la sciatteria liturgica e la cacofonia delle invocazioni. 
Dalla sala dell'Ultima Cena al Calvario: oggi come allora, e' lo stesso sacrificio. 
E si e' dunque rivelata provvidenziale, prima della processione e della messa, l'ora di adorazione con il canto dell'Adoro te devote
Un grazie particolare all'organizzatore don Marino Neri che ci ha dato l'inno nella sua interezza e con esso la miglior preparazione alla messa; perche' i versi dell'inno nella loro struggente bellezza ci dicono che adoriamo un Dio che incessantemente si nasconde e che nell'eucarestia e' veramente nascosto. 
E ci rammentano cosi' che ogni nostra emozione alla messa in San Pietro e' come il momento del Tabor, quando i discepoli videro Gesu' trasfigurato; e che se godiamo della manifestazione di Cristo siamo in ottima compagnia, ma lo siamo anche alla discesa dal Tabor, quando la divinita' di Cristo e' nuovamente e totalmente velata. 
Dall'Adoro te devote ci e' venuto un altro insegnamento. 
Nella contemplazione del Santissimo, scrive san Tommaso, i sensi vengono a mancare, il cuore viene meno.
"Venir meno" non vuol dire provare splendide emozioni, ma vuol dire non provar niente, come se il cuore fosse di pietra; e non perche' si sia insensibili, ma perche' si e' di fronte ad una realta' che supera ogni sentimento. 
La visione di Dio faccia a faccia - cosi' si conclude l'Adoro te devote - appartiene all'altra vita. 
La visione beatifica non e' possibile su questa terra nel tram-tram quotidiano, ma neppure nel pontificale a San Pietro; non nelle liturgie disinvolte, ma neppure in quelle splendide; ed il cire questo e' un dono grande, perche' e' un invito a cercare Dio al di la' d'ogni rito. 
Intanto, fra l'uno e l'altro pellegrinaggio Summorum, e' ottima cosa coltivare il vetus ordo; ma se le circostanze ci obbligano a limitarci al novus ordo nella nostra vita quotidiana, dobbiamo essere consapevoli che Cristo e' anche li' ed essere pronti a scendere dal Tabor, se cio' vuol dire adoperarsi perche' anche una messa celebrata secondo il novus ordo riacquisti il carattere di dogma pregato, l'espressione della nostra fede in Cristo. 

Luciana Cuppo

51 commenti:

hpoirot ha detto...

... e cosi' un giorno papa Paolo VI disse a Mons. Lefèbvre: "Eccellenza, dica la nuova messa anche una sola volta e tutto si appianerà tra di noi"

Monsignore gli rispose nel solo modo in cui poteva rispondere un cattolico: Non posso!

Peregrino Tuc ha detto...

Grazie Luciana, bellissime considerazioni!

Ospite ha detto...

Poirot, se mancasse Lei, sarebbe come se mancasse il pepe nelle vivande. Quindi grazie - e vabbe', se non siamo lefebvriani siamo tutti eretici. Buona domenica, Luciana Cuppo

giovanna ha detto...

Articolo davvero prezioso. Magari volesse, il mondo della Tradizione, radunarsi ai piedi del Tabor! Ho imparato a dubitarne, ma confortata da questa magnifica riflessione vien voglia di sperarci ancora un po’. Grazie.

Ugoccione ha detto...

Monsignore gli rispose nel solo modo in cui poteva rispondere un cattolico: Non posso!


Se invece avesse detto vabbè, ora NON esisterebbe il nuovo movimento del summorum pontificum, con relativi pelleggrinaggi al seguito, con manifesti "tradizionali" che fanno apparire la Tradizione come una componente d'elite, quando invece è altra cosa.

Diacronia storica la grande assente!!

Davvero più semplice discettare più o meno eruditamente su singole parole o fatti e, costruire attorno ad esse, fantomatiche cronache e conseguentemente imporle scavalcando chi ha realmente combattuto ad esempio il cv2 e le metastasi del postconcilio, visto che si sta discutendo di Fede ad esempio. Così in ogni campo più o meno scientifico.

Se non si fa pace con la storia a cosa servono tanti buoni propositi?

Concordo solo su un punto, vale a dire che purtroppo se non si può partecipare alla Messa Cattolica VO, si dovrà offrire quell'ora come penitenza cercando di viverla più degnamente possibile.

Ma a questo siamo arrivati grazie al cv2 e "ermeneutiche" al seguito?

hpoirot ha detto...

esatto: dopo 50 anni di silenzio radio assoluto, il popolo SP (in cammino conciliare) approfitta del coraggio della SPX che chiede - al suo posto e per lui - la liberazione del VO, per finire di cercarsi e riuscire a organizzarsi in un movimento ... per poi ergersi subito a giudice della stessa SPX, colpevole di non acettare il loro pur sempre amato NOM...

E vabbé Luciana se non siamo motu-propriani siamo tutti eretici. Buona domenica.

Ugoccione ha detto...

D'accordo con Hpoirot!

Questo è quello che sta costruendo il nuovo movimento SP, al pari degli altri movimenti postconciliari, quando invece la Chiesa DEVE essere Una Santa. Ma è mai possibile? Lungi da me paretecipare a qualsivoglia movimento perchè NON sono LA Chiesa anzi tutt'altro.

Movimenti pseudo cattolici come i focolarini i neocatecumenali, il rinnovamento, Cl e altre simili amenità che sono sette all'interno della Chiesa grazie all'avvallo dei papi cv2.

Ἰουστινιανός ha detto...

Mi godo e allo stesso tempo discrepo leggeramente dallo scritto di Luciana: certo che Dio è sempre al di là di ogni rito, ma è pur certo che lo splendore liturgico è compagno indispensabile della presenza reale. La liturgia è teofania: il cielo sulla terra in quel momento esatto, lo Spirito che santifica il Dono, il Padro che Lo accetta, e il Figlio che è il Dono stesso, tutto mentre i cori angelici e i santi cantano la gloria divina; se non è questa teofania, almeno deve tentare sempre di esserlo. I bizantini, che non conoscono - né vogliono conoscere - la "Messa letta", hanno molto da insegnarci su questo particolare.

Poi, non so como questo abbia finito nella solita discussione sulla SSPX. Buona e santa Domenica a tutti!
K. e.

Ἰουστινιανός ha detto...

PS: Reverendo, ho finito gli impegni universitari (per ora). Quindi torno in arena.

Ugoccione ha detto...

Poi, non so como questo abbia finito nella solita discussione sulla SSPX.

Mah, se non riesce a capirlo è ovvio che manca di diacronia storica sia ecclesiastica che di altro ancora.

Scusi la franchezza sa....

hpoirot ha detto...

perché "anche una messa celebrata secondo il novus ordo riacquisti il carattere di dogma pregato, l'espressione della nostra fede in Cristo."

???

E come, di grazia, cio' puo' essere possibile se i testi stessi del NOM negando la Lex Credendi Lex Orandi, esprimono in una messa NOM (circa una volta al minuto) una qualche NEGAZIONE della Tradizione, della dottrina e/o di un dogma??

*) la Santa Messa diventa nei doc ufficiali del Vaticano, la "Cena del Signore" o l' "Assemblea dei Fedeli" a significare un cambio dell'essenza del rito

*) l'altare é girato a significare che il cuore della messa é ormai l'assemblea

*) la lingua non é più il latino a significare che la Chiesa non é più universale e che é importante per l'essenza del rito che "...il fedele capisca"

*) le parti dette in segreto dal sacerdote scompaiono a ribadire che é veramente importante per l'essenza del rito che "...il fedele capisca"

*) le preghiere ai piedi dell'altare scompaiono, a significare che non serve più preparare con la preghiera una messa

*) il gregoriano scompare in favore di canzonette che lodano le false idee del concilio

*) le preghiere "Judica me" e "Aufer a nobis" sono ecumenicamente soppresse

*) il doppio Confiteor: detto dal sacerdote prima e dal popolo poi scompare a significare l'uguaglianza tra fedeli e ministro (siamo tutti sacerdoti)

*) il graduale scompare significando che la Messa non ci porta più in un luogo più alto (mentre tutte le chiese del pianeta hanno dei gradini verso l'altare proprio per significare il contrario!)

*) il lettore della Scrittura diventa il laico, a significare che siamo tutti un po' sacerdoti

*) il Canone assume diverse forme molto diverse tra loro andando dal protestate al cattolico-per-tre-quarti a introdurre una nuova arbitrarietà estranea alla dottrina fino al 1962

*) l'offertorio... bah non ci sono parole!

*) dalla preghiera "Haec commixtio" é soppressa la parola "consecratio"

*) il 2° Confiteor (che toglie tutti i peccati veniali degli astanti) é rimosso prima della comunione a significare che non occorre più la migliore purezza possibile per accostarsi alla communione

*) il laico puo' dare la comunione a ribadire (per la terza volta) che siamo tutti un po' sacerdoti

*) dando la comunione il sacerdote si ferma a "Il Corpo di Cristo" togliendo "custodiat anima tua in vitam aeternam" a NEGARE nettamente la vita della grazia nell'anima e la possessione del Paradiso già qui su questa terra per le anime in stato di grazia

*) i tempi in ginocchio sono ridotti a significare che o non siamo davanti al Re dei Re, lo siamo ma la Sua adorazione é facoltativa

*) la comunione in ginocchio non é più indispensabile, la comunione in piedi e in mano é autorizzata

*) l'ultimo vangelo é soppresso per uniformarsi alla rito protestante che finisce con una semplice "benedizione"

*) le preghiere leonine ai piedi dell'altare di fine messa sono soppresse

...

Ἰουστινιανός ha detto...

Ugoccione: mi riferivo al fatto che una riflessione sulla Liturgia come quella proposta nel post (in cui non vedo [forse perché non ho guardato bene?] nessuna critica per se alla Fraternità), che ci dovrebbe fare riflettere sul ruolo mistico della Liturgia nella vita cristiana, deva invece risultare nell'eterna disputa fra SSPXist e MPisti. Disputa su cui non voglio parlare perché ne sono stanco.

E non si deve preoccupare, capisco benissimo quanto dice della "diacronia storica", anzi concordo con Lei - seppur credo che la SSPX non è pronta, né vuole essere, ad andare fino alle ultime conseguenze di questa panoramica diacronica.

K. e.

Luciana Cuppo ha detto...

@ Ioustinianos:

Il Suo indispensabile mi fa molto pensare. Scrivo domani, Deo volente, con alcune domande in proposito; ora sono un po' di fretta, rispondo sul blog precedente ai fedelissimi della SSPX. A domani, grazie.

Ἰουστινιανός ha detto...

Ah, capito. Quindi questa discussione continua quella del post precedente. Dopo di leggerla, mi confermo nella mia decissione di non intervenire - non farebbe bene né a me né agli altri. Fa tanto dolore vedere come ci lanciamo pietre contro noi stessi per colpa di falsificazioni della storia.

Sulla riflessione: il mio "indispensabile" non era una critica, ma una precisazione di quanto da Lei detto. Il fatto che una liturgia valida sia al contempo non tradizionale e/o non solenne (ciò che vale non solo per il NO, ma anche per le Messe lette secondo il VO/'62), e che questo venga accettato dalla maggioranza dei cattolici (latini), ci deve far riflettere su come siamo arrivati a questa situazione paradossale - di cui gli origini sono molto anteriori al "concilio"...

K. e.

bedwere ha detto...

Il mio ordine in termini di elevazione della mente a Dio:

1) Messa antica solenne (meglio se in terzo, meglio ancora se pontificale).
2) Messa antica letta.
3) Messa Novus Ordo "riformato"
4) Messa Novus Ordo con retta intenzione e rispettosa delle rubriche.

Ugoccione ha detto...

seppur credo che la SSPX non è pronta, né vuole essere, ad andare fino alle ultime conseguenze di questa panoramica diacronica.


Mi faccia capire, i discorsi lasciati a metà solitamente mi infastidiscono, così come mi sta infastidendo una certa supponenza della signora Cuppo, che mai avrei pensato potesse avere il dentino avvelenato con la FSSPX. Lo trovo biasimevole, ma almeno questa signora è sincera, altre fanno finta di essere tali.

La diacronia storica solitamente la ricerco e la approffondisco da me, senza il bisogno di "interpreti" che speculano su termini.

Così hanno fatto i "traduttori" della Vulgata ad esempio.

don Camillo ha detto...

*) la Santa Messa diventa nei doc ufficiali del Vaticano, la "Cena del Signore" o l' "Assemblea dei Fedeli" a significare un cambio dell'essenza del rito.
Ma non è vero, dove le leggi ste cose?! Termini come "Cena del Signore" o l' "Assemblea dei Fedeli", sono termini patristici e presenti anche nelle orazioni del Messale Romano tradizionale.

*) l'altare é girato a significare che il cuore della messa é ormai l'assemblea
Per chi lo vuole girare, e poi le Basiliche romane hanno sempre avuto l'Altare girato, forse anche i Santi Pontefici romani tutti erano dei criptomodernisti?

*) la lingua non é più il latino a significare che la Chiesa non é più universale e che é importante per l'essenza del rito che "...il fedele capisca"
Di per se la lingua principale sarebbe il latino! Poi ovviamente ogni conferenza episcopale ha fatto di testa sua!

*) le parti dette in segreto dal sacerdote scompaiono a ribadire che é veramente importante per l'essenza del rito che "...il fedele capisca"
NON E' VERO CI SONO LE ORAZIONI SECRETE anche nel Messale Italiano!

*) le preghiere ai piedi dell'altare scompaiono, a significare che non serve più preparare con la preghiera una messa
Il rito domenicano antico non le ha mai avute, se non sbaglio.

*) il gregoriano scompare in favore di canzonette che lodano le false idee del concilio
IL Concilio nei suoi documenti non ha mai tolto la preminenza del gregoriano, è scritto più volte.

*) le preghiere "Judica me" e "Aufer a nobis" sono ecumenicamente soppresse
Il rito domenicano antico non le ha mai avute! e in ogni caso non mi sembra una basfemia.

*) il doppio Confiteor: detto dal sacerdote prima e dal popolo poi scompare a significare l'uguaglianza tra fedeli e ministro (siamo tutti sacerdoti)
Chi lo dice questo?! Una tua illazione, non ci sono testi nel Concilio ne nei Prenotanda del Messale che affermerebbero quel che tu dici!

*) il graduale scompare significando che la Messa non ci porta più in un luogo più alto (mentre tutte le chiese del pianeta hanno dei gradini verso l'altare proprio per significare il contrario!)
Mai abrogato il GRADUALE GREGORIANO per le Messe cantate nel NO. C'è un'edizione fatta da SOLESMES per tutta la Chiesa LATINA

*) il lettore della Scrittura diventa il laico, a significare che siamo tutti un po' sacerdoti
Il Suddiacono che legge l'Epistola nel Rito Romano Antico, non è necessariamente sacerdote.

*) il Canone assume diverse forme molto diverse tra loro andando dal protestate al cattolico-per-tre-quarti a introdurre una nuova arbitrarietà estranea alla dottrina fino al 1962
Sì ci sono diverse preghiere eucaristiche ma il canone fu violato da G23 non da P6, e nessuno, PRIMA del CONCILIO aprì bocca!

don Camillo ha detto...

*) l'offertorio... bah non ci sono parole!
Ecco appunto non ci sono parole, non è tradizionale, vabbene, a me non piace, ma non mi sembra eretico o irriverente.

*) dalla preghiera "Haec commixtio" é soppressa la parola "consecratio"
Sì brutta omissione, ma non perde di validità la Messa.

*) il 2° Confiteor (che toglie tutti i peccati veniali degli astanti) é rimosso prima della comunione a significare che non occorre più la migliore purezza possibile per accostarsi alla communione
Pessima omissione, ma non mi sembra cosa gravissima!

*) il laico puo' dare la comunione a ribadire (per la terza volta) che siamo tutti un po' sacerdoti
Sì tutto ciò e brutto! Ma ricordiamoci che molti cristiani furono martirizzati perchè portavano la comunione con loro per portarla ai malati: cfr. San Tarcisio.

*) dando la comunione il sacerdote si ferma a "Il Corpo di Cristo" togliendo "custodiat anima tua in vitam aeternam" a NEGARE nettamente la vita della grazia nell'anima e la possessione del Paradiso già qui su questa terra per le anime in stato di grazia
Forma devozionale lodevolissima, ma non mi sembra un'omissione gravissima, considerando che tale prassi fu introdotta non troppo recentemente.

*) i tempi in ginocchio sono ridotti a significare che o non siamo davanti al Re dei Re, lo siamo ma la Sua adorazione é facoltativa
Ma mi sembra che in molti posti tutto ciò è ampiamente conservato e tramandato.

*) la comunione in ginocchio non é più indispensabile, la comunione in piedi e in mano é autorizzata
Purtroppo!

*) l'ultimo vangelo é soppresso per uniformarsi alla rito protestante che finisce con una semplice "benedizione"
Purtoppo!

*) le preghiere leonine ai piedi dell'altare di fine messa sono soppresse
Anche nelle messe solenni del Rito Romano antico.

...

Ἰουστινιανός ha detto...

@ Ugoccione:
Lei parlava di diacronia storica facendo notare che il MP e coloro che lo seguono hanno molto da ringraziare a mons. Lefebvre per la sua opera. Come ho detto prima, su questo concordo con Lei al 100%.

Poi, avevo preparato un piccolo scritto, ma credo che è meglio non sovraccaricare la discusione con alusioni o affermazioni che possono risultare in nuove discusioni, quindi esprimerò ciò che volevo dire con le "conseguenze ultime":
Riuscirà un giorno la FSSPX a prendere sul serio il suo compromesso con la Tradizione, e quindi abiurare delle riforme liturgiche dal 1911 in poi, ricuperare la Liturgia tradizionale, e infine buttare nel fuoco i "libri liturgici del 1962"??? Questo è ciò che esigerebbe la "diacronia storica" di cui parla, e ciò che mi domando. E, a vista della situazione odierna, direi di no.

Spero che tutto quanto ho scritto serva per esprimere, e chiarire, quanto volevo dire.
K. e.

Ugoccione ha detto...

Spero che tutto quanto ho scritto serva per esprimere, e chiarire, quanto volevo dire.

La ringrazio. Vede il discorso liturgico lo devo approffondire e lo farò come son solito io. Indagini,"scavo stratigrafico" diacronia, analisi.

Alcuni spunti ce li ha offerti don Camillo, per il resto si vedrà.

Un saluto

Ἰουστινιανός ha detto...

Ugoccione: infatti quella frase era per concludere lo scritto lungo che avevo preparato; poi mi dimenticai di toglierla. Ma spero comunque di aver spiegato quanto prima avevo lasciato soltanto intuire.

K. e.

Ἰουστινιανός ha detto...

Reverendo: credo che ha trascinato alcune cose nelle affermazioni di Hpoirot. Mi permetto di fare qualche aportazione:

*) la Santa Messa diventa nei doc ufficiali del Vaticano, la "Cena del Signore" o l' "Assemblea dei Fedeli" a significare un cambio dell'essenza del rito
E allora perché Paolo VI nella bolla Missale Romanum parlava di "nuove regole per il sacrificio eucaristico"? E poi, il fatto che i documenti dicessero così, invalida il rito?

*) l'altare é girato a significare che il cuore della messa é ormai l'assemblea
La ragione originale non era che far vedere ai fedeli tutto ciò che accadeva sull'altare. La stessa ragione che fece scomparire le iconostasi e "rood screens" nel Rinascimento.

*) la lingua non é più il latino a significare che la Chiesa non é più universale e che é importante per l'essenza del rito che "...il fedele capisca"
Mi piacerebbe sapere ché direbbe san Cirillo su questo...

*) le parti dette in segreto dal sacerdote scompaiono a ribadire che é veramente importante per l'essenza del rito che "...il fedele capisca"
Probabilmente il Canone veniva cantato in origine in tono di prefazio. Anzi, incoraggio tutti a tentare di cantarlo come viene cantato il prefazio: almeno a me sembra che è una preghiera fatta per essere cantata.

*) le preghiere ai piedi dell'altare scompaiono, a significare che non serve più preparare con la preghiera una messa
Il salmo Iudica me, Deus con la sua antifona, e la confessione con la assoluzione (...) si omettono insieme ai versi seguenti e alle preghiere Aufer a nobis e Oramus te, Domine:
a) Nella Messa della festa della Purificazione BMV che segue la benedizione e la processione delle candele;
b) Nella Messa del Mercoledì delle Ceneri che si dice dopo la benedizione ed imposizione delle ceneri;
c) Nella Messa della Domenica delle Palme che segue la benedizione e processione delle palme;
d) Nella Messa della Veglia Pasquale;
e) Nella Messa delle Rogazioni che segue la processione colle Litanie minori o maggiori;
f) In alcune Messe che vengono dopo alcune consecrazioni, secondo le rubriche del Ponificale.

Fonte: Rubricarum instructum (1960) nº 424 - questa è la regola che regge il Messale del '62: le preghiere al piede dell'altare erano state abolite già nel 1951, sotto Pacelli, dalla Veglia Pasquale. Allora il Messale del '62 dice que alcune Messe non hanno bisogno di essere preparate con queste preghiere??

*) il gregoriano scompare in favore di canzonette che lodano le false idee del concilio
E allora, perché san Pio X doveva, nel 1903, ripristinare l'utilizzo del gregoriano nelle chiese di Roma? Forse perché era già scomparso da secoli e sostituito dai pezzi musicali barocchi che piaccono tanto in chiese "tradizionaliste"?

*) le preghiere "Judica me" e "Aufer a nobis" sono ecumenicamente soppresse
Si veda sopra.

*) il doppio Confiteor: detto dal sacerdote prima e dal popolo poi scompare a significare l'uguaglianza tra fedeli e ministro (siamo tutti sacerdoti)
Il confiteor dev'essere detto prima dal prete, e poi dai ministri, GIAMMAI dai fedeli - ecco l'aberrante equiparazione fra fedeli e ministri! Quest'abitudine cui Lei fa riferimento, cioè la recita da parte dei fedeli delle preghiere al piede dell'altare (="Messa dialogata"), è un'innovazione del Novecento, poi autorizzata dal Vaticano... nel 1922!

*) il graduale scompare significando che la Messa non ci porta più in un luogo più alto (mentre tutte le chiese del pianeta hanno dei gradini verso l'altare proprio per significare il contrario!)
Quale "Graduale"? Il proprio della Messa? Credo che il NO abbia qualcosa di simile. Il libro? Anch'esso esiste.

Ἰουστινιανός ha detto...

(segue)
*) il lettore della Scrittura diventa il laico, a significare che siamo tutti un po' sacerdoti
1) Il Vangelo è ancor oggi riservato al diacono; 2) è vero che è un'attacco alla tradizione romana, e in questo senso Lei ha ragione, ma ricordi che le letture che non sono il Vangelo corrispondono a ruoli (suddiacono, lettore) che, in caso di necessità, possono essere svolti da laici. Ma poi, invalida questo la Messa?

*) il Canone assume diverse forme molto diverse tra loro andando dal protestate al cattolico-per-tre-quarti a introdurre una nuova arbitrarietà estranea alla dottrina fino al 1962
Nel 1962 il Canone è già violentato. E poi, l'introduzione delle nuove preghiere eucaristiche è un vero crimine contro Dio e la Tradizione. Però detto questo, io mi chiedo ancora quali siano le eresie che ci dicono portano queste nuove anafore. Sono non-romane, antitradizionali, estranee, di brutta redazione, ma non eretiche!

*) l'offertorio... bah non ci sono parole!
Certo, non ci sono. Ma offertorio c'è: brutto, ma c'è. E poi, non tutti i riti storici di Occidente avevano l'Offertorio che vediamo nel Messale "tridentino".

*) dalla preghiera "Haec commixtio" é soppressa la parola "consecratio"
Faccio mio quanto detto da don Camillo.

*) il 2° Confiteor (che toglie tutti i peccati veniali degli astanti) é rimosso prima della comunione a significare che non occorre più la migliore purezza possibile per accostarsi alla communione
1) Il confiteor prima della communione era un'aggiunta piuttosto recente, seppur bella e buona; 2) sulla sua scomparsa: Sempre che la santa communione venga distribuita nella Messa, il celebrante, dopo di bere il santissimo Sangue, omesse la confessione e l'assoluzione, e detti Ecce Agnus Dei e tre volte Domine, non sum dignus, procede immediatamente a distribuire la santa Eucarestia: Rubricarum instructum (anno 1960, ripetto) nº 503. Quindi tutti coloro che, utilizzando il Messale del '62, fanno il confiteor prima della communione, lo fanno illecitamente e contro la discipilina vigente nel 1962!!

*) il laico puo' dare la comunione a ribadire (per la terza volta) che siamo tutti un po' sacerdoti
Qui Lei ha ragione.

*) dando la comunione il sacerdote si ferma a "Il Corpo di Cristo" togliendo "custodiat anima tua in vitam aeternam" a NEGARE nettamente la vita della grazia nell'anima e la possessione del Paradiso già qui su questa terra per le anime in stato di grazia
La formula Corpus Chrsiti fu presa, per quanto so, dalla liturgia ambrosiana. Allora questa è una liturgia non-cristiana che porta le anime nell'inferno?

Ἰουστινιανός ha detto...

(e fine)
*) i tempi in ginocchio sono ridotti a significare che o non siamo davanti al Re dei Re, lo siamo ma la Sua adorazione é facoltativa
Che io sappia, il rito della Messa non ha niente a che fare con questo. E poi, chi ci dice che la sola forma di adorazione è l'essere in ginocchio?
Poiché ci sono alcuni che s'inginocchiano nel Giorno del Signore e nei giorni della Pentecoste, dunque, con l'obiettivo di far che tutte queste cose vengano osservate dovunque in maniera uniforme, pare bene a questo Sinodo che la preghiera si faccia alzati. Concilio di Nicea, canone nº 20. I bizantini ancor oggi non s'inginocchiano; in Francia nel Duecento i fedeli non s'inginocchiavano durante Pasqua (su questo cito a memoria). La moda attuale di stare tutta la Messa alzati è d'origine protestante, ma questo non significa che lo stare in piedi durante la Liturgia sia per se condannabile.
E poi, mi pare che in tutto il mondo tradizionalista nessuno ha dei problemi col rimanere parte della Messa nella posizione protestante tout court: seduti nelle panche!

*) la comunione in ginocchio non é più indispensabile, la comunione in piedi e in mano é autorizzata
Ed è una bruttissima cosa, ma: 1) si veda quanto detto sopra; 2) grazie a Dio, la communione in ginocchio non è vietata da nessuna legge.

*) l'ultimo vangelo é soppresso per uniformarsi alla rito protestante che finisce con una semplice "benedizione"
L'ultimo Vangelo tradizionalmente lo recitava il sacerdote a bassa voce, mentre tornava in processione in sagrestia. E sì, nella prassi medioevale la Messa terminava con la benedizione! Anzi, alcuni riti (come il Sarum inglese) non avevano neppure questa benedizione, e finivano la Messa nel modo più antico, col solo Ite missa est. Inoltre, nel Messale del '62 non si trovano più gli ultimi vangeli variabili, soppresi da Pacelli nel 1955.

*) le preghiere leonine ai piedi dell'altare di fine messa sono soppresse
Preghiere aggiunte molto recentemente (da Leone XIII) e solo nella Messa letta: le Messe solenni o cantate no le avevano! Quindi perdita, sì, ma solo relativa e minore.

K. e.

don Camillo ha detto...

Ευχαριστώ πολύ Ἰουστινιανός!

dani ha detto...

Posso chiederle Don Camillo con quale Messale celebra?
Da persona ignorante e semplice fedele, leggendo i vostri commenti mi sento molto confusa..
Allora, un semplice fedele che dovrebbe fare se non sarebbe buona nemmeno la messa celebrata dai sacerdoti della fraternità? Perché da quel che è emerso qua, parrebbe che solo i sedecacantisti usino un messale buono.

dani ha detto...

Refuso: ovviamente intendevo scrivere sedevacantisti.
Mi scuso!

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Scusatemi, sono Michele. Se posso dire la mia siamo partiti da Lefebvre siamo passati per la Fraternità da lui fondata e siamo arrivati al motu proprio del 2007,tangendo anche il sedevacantismo.
A mio parere il vetus ordo è più papista e uso questo termine sapendo che Thomas More e altri per questo sono stati martirizzati, io sono papista anche perchè il papismo ci dona continuità rispetto a 2000 anni di storia e per me la tradizione (come patrimonio,latu sensu, di cui gli avi mi hanno reso partecipe) è fondamentale. Nulla toglie che il cv2 avendo capito (o pensato di capire) in ottica puramente sociologica che era conveniente rendere più partecipe chi assisteva alla celebrazione abbia agito in un certo modo.L'eucaristia come sacramento è immutabile da 2000 anni perchè da 2000 anni a questa parte ogni giorno Cristo si offre (more antiquo o no) per noi al Padre. E solo questo è davvero importante. Se la fraternità di Lefebvre diventerà o no prelatura, potendo mantenere dei dissensi non dottrinali rispetto al magistero, non sta a noi deciderlo e non abbiamo alcun potere per "influenzare" l'andamento delle cose. Se a noi piace-come a don Camillo,per inciso-il modo in cui si celebrava fino a Roncalli dovremmo impegnarci a cercare delle parrocchie in cui questo ci sia consentito, non solo offrire la sofferenza di non poter assistere a quella specifica ritualità. Ad esempio ho visto che nel 1988 Wojtyla ha inquadrato canonicamente la FSSP e loro (che sono anche a Venezia e Roma) trasmettono in streaming dagli USA, dal Messico, dall'Elvezia (e c'è in programma per il futuro anche la nostra Patria) la Messa di sempre. Se volete seguire la diretta andate su livemass.org, inoltre in sardegna c'è l'associazione mater ecclesiae che sta cercando sacerdoti per celebrare more antiquo per chi vuol provare a dare una mano. Credo che facendo troppi distinguo su chi fa cosa nell'ambito della celebrazione more antiquo si finisca per fare il gioco dei "semplificatori" alla Bugnini, che forse non è una gran cosa. Detto questo, il buon Dio sicuramente starà ridendo della miopia che mostriamo contrapponendoci tanto alle riforme quanto tra noi che stimiamo l'usus antiquor.

don Camillo ha detto...

Posso chiederle Don Camillo con quale Messale celebra?

Certo Dani, mettiti con calma a leggere qui! Ma ricordati, più aumenta il sapere più aumenta il dolore, dice la Scrittura.

http://lepaginedidoncamillo.blogspot.it/p/il-novus-ordo-e-stato-imposto.html

don Camillo ha detto...

Detto questo, il buon Dio sicuramente starà ridendo della miopia che mostriamo contrapponendoci tanto alle riforme quanto tra noi che stimiamo l'usus antiquor.

Michele, che rida non so, sapere che in cielo ci sarà SICURAMENTE il "Messale" giusto, tutto ciò mi da gioia e mi da forza per andare avanti, ma fintanto che stiamo quaggiù, e fintanto che il Signore ci continua a donare la ragione e il ben dell'intelletto, perché non utilizzarlo?

Le riforme liturgiche dopo il 1911 sono un problema, prima FILOSOFICO, poi filologico poi liturgico-teologico!

dani ha detto...

Ho provato a leggere tutto, ma è troppo difficile per me.
Più che il dolore, è aumentata la confusione..
Ci vorrebbe un'anima pia che mi riassuma il tutto ad in livello semplice.
.

don Camillo ha detto...

Ho provato a leggere tutto, ma è troppo difficile per me.
Più che il dolore, è aumentata la confusione..
Ci vorrebbe un'anima pia che mi riassuma il tutto ad in livello semplice.


Non è questione di anima pia, è questione che stiamo vivendo una crisi di identità interna senza precedenti! Anche io vorrei qualcuno che mi "semplificasse" il tutto, del tipo "questo è giusto" "questo è sbagliato", "questo è cattolico", "questo non lo è", ma non è così e chi semplifica è solo un ignorante o semplicemente "colui" che non vuole stare inchiodato in questa Chiesa che amiamo ma che oggi ci fa soffrire! Pertanto non ti posso ridurre o semplificare nulla, perché "dentro" la Chiesa si sta male, MA fuori non si sta meglio!

Questo non è un blog come tutti, questo è un modestissimo centro studi che cerca di capire la crisi partendo dalla Liturgia.

Peregrino Tuc ha detto...

Però mi piace lo spirito di Michele ... grazie!

dani ha detto...

Scusi Don Camillo, abbia pazianza con me, io sono solo una povera ignorante che prega.

Grazie Michele! Adesso ho capito, sei stato chiaro.
Stasera ti ricorderò insieme al reverendo nel Santo Rosario.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Dani, c'è un linguaggio specifico di natura
filosofico-teologica ma provo comunque ad esprimerti in breve per punti quel che si intende dire:

Ratzinger dice nel 2007 che il rito antico non è mai stato abrogato, ma Montini nel '76 afferma che il messale adottato sotto il suo pontificato sostituisce il precedente. Ratzinger non fornisce prove riguardo alla non abrogazione del rito antico; in ogni caso dichiarare la non abrogazione (pur senza averla dimostrata) da parte di Ratzinger contraddicendo apertamente Montini fa venire (giuridicamente) il dubbio che Montini non fosse Pontefice validamente eletto e quindi non potesse (legittimamente) obbligare tutti i sacerdoti al nuovo rito. Ad ogni modo tutto questo giuridicismo (attenzione sproporzionata alle leggi della Chiesa) è il frutto della cattiva interpretazione del pensiero di san Tommaso d'Aquino (un pensiero che invece andrebbe molto stimato, in quanto capace di connettere ottimamente il naturale e il soprannaturale), una interpretazione che dal medioevo (1274) arriva fino a Marx (1883), volendo ricondurre tutto l'esistente alla (pura) razionalità (che rifiuta di aprirsi a tutto ciò che è spirituale/soprannaturale).
A mio avviso comunque 3 cose vanno evidenziate:
- don Cekada sottolinea che Montini non va considerato Papa se - come illustri studiosi di diritto, teologia, etc. dicono - aveva perso la fede e quindi l'autorità di Pontefice.
- don Camillo sottolinea che, al giorno d'oggi, la crisi in ambito ecclesiale è frutto della "cattiva" guida della Chiesa(che si è staccata dalla Tradizione, ovvero dall'insegnamento di persone quali sant'Agostino) e del cambio di mentalità dei fedeli, non è frutto della mancanza di guida della Chiesa (cioè del "sedevacantismo")
- don Camillo continua poi dicendo che ritiene "quantomeno illecita la posizione tanto di chi celebrasse la Messa credendo ingenuamente" che nulla è cambiato almeno dagli anni '60 in poi e "decisamente illecita la posizione di chi celebrasse la Messa Tradizionale usufruendo del Motu Proprio, sostenendo che le due forme di liturgia si equivalgono e che non esiste in alcun modo una intrinsecità della crisi della Chiesa" ovvero (detto in modo assai grezzo e veloce) non venite a dire che solo perchè entrambi i riti sono ammessi la Chiesa non è in crisi..

Se ti viene ancora difficile capire qualcosa, sono a disposizione (sempre lasciando campo libero al reverendo)..
Grazie, Peregrino Tuc!
Felice di averti :) aiutata, grazie dani!
Scusate ho eliminato i due commenti sopra perchè l'impaginazione non mi piaceva.
Ciao a tutti!

don Camillo ha detto...

"io sono solo una povera ignorante che prega."


Io sono peggio di te, ma che prega pure poco! Quindi se puoi ricordami alla Madonna.

hpoirot ha detto...

ma cosa andate dicendo??

E' proprio perche il NOM assomiglia molto a cio' che si faceva prima che é la messa che ha svuotato le chiese in meno di 20 anni ?!? E quando mai nella Chiesa, nonostante i punti che evocate, si é instituzionaliszzata una messa parallela protestante e fatta per i protestanti??

I NOM é il "culmen et fons" dell'orrore conciliare, e a mio avviso puo' anche tranquillamnete essere l'abominio della desolazione.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Caro Hercule, ben sappiamo come la stimatissima Agatha si sia pronunciata già più di qualche tempo fa per il rito antico, ma solo Cristo è Via, Verità, Vita. Noi non siamo Lui e vedrai che a suo tempo Lui valuterà (data la sua onniscienza) correttamente chi merita castighi e/o premi..

Ad maiora!

hpoirot ha detto...

Certo che ho letto i documenti (indigesti e pseudo-cattolici) del Concilio. Sono 100% modernisti, come diceva S.PioX:

"il modernismo é la più perniciosa delle eresie perche leggi una pagina e se EDIFICATO dalle parole, la giri e se in piena eresia"

Le note a pié di pagina, quando rimandano alla sana Tradizione, servono sono a far passare meglio la pillola degli errori...

come questo...

La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra (5), che ha parlato agli uomini. ..

... la cui nota a pié di pagina, guarda caso, non cita i numerosi dottori della Chiesa che hanno parlato contro l'islam, ma la sola ipotetica eccezione: una lettera attribuita a Gregorio VII (la cui fonte é in realtà incerta).

la nota cita anche lo storico Erich Caspar e il suo libro del 1920 "Monumenta Germaniae Historica" !!

Citare S.Tommaso d'Aquino no, citare uno laico storico del 1920 si ???

Belle, le note a pié di pagina che non avrei visto!!

Magari non le avessi viste, potrei ancora credere alle favole, invece le conosco bene per quello che sono!

Luciana Cuppo ha detto...

Poirot, questa poi e' colossale. I (PLURALE!) Monumenta Germaniae historica NON sono un libro, e men che meno di Caspar, ma UNA COLLANA, nota lippis et tonsoribus ma non a Lei; e guarda caso, mi han fatto l'onore di pubblicare online fra i loro 'Documenti' un mio articolo pubblicato in forma cartacea qualche anno fa.
Quando si dice castronerie...

Ἰουστινιανός ha detto...

Mi si permetta di fare un excursus: qualche settimana fa un lettore mi accusava di andare contro la Tradizione della Chiesa per difendere che le rappresentazioni di san Giuseppe dovrebbero mostrare un uomo piuttosto anziano. Ma ecco cos'ho trovata! Secondo l'articolo, proveniente dall'antica basilica di san Pietro:

http://theradtrad.blogspot.com.es/2014/11/st-joseph-elderly.html

K. e.

don Camillo ha detto...

L'unico vero cambiamento e rottura con la Tradizione è il "nuovo" rapporto con il mondo giudaico, ex-deicidi, con tutto ciò che ha cascata comporta, e questo lo dice lo stesso Gherardini, Ecumenismo, libertà religiosa, ect...
Tutto il resto, messa tra parentesi la liturgia, che non è poco si può aggiustare....

don Camillo ha detto...

Giustiniano ti dico la verità, storicamente le giovani date al Tempio di Gerusalemme e poi date in sposa non si davano a vedovi troppo anziani, la mistica cattolica parla concordemente di un uomo di 35 anni, sì grande, maturo, potremmo dire, ma non anziano e sicuramente non vedovo.

Ἰουστινιανός ha detto...

Don Camillo: può darsi. Le tradizioni divergono su questo punto - e, infatti, il vero volto di san Giuseppe non lo vedremo mai qui in terra. Ciò che non mi pare logico è presentare un'iconografia giovanilistica dell'Ottocento come la sola ad essere valida.

Tornando al nostro argomento, mi piacerebbe conoscere le osservazioni della sra. Cuppo sul mio indispensabile; credo che discutere su queste cose è molto meglio di farlo, como al solito, sul "Concilio buono - Concilio cattivo".

K. e.

Luciana Cuppo ha detto...

D'accordo, Ioustinianos! non sono tornata sull'argomento perché i suoi successivi interventi avevano risposto alle domande che mi facevo sull'"indispensabile", e cioè: in che senso. Ora credo d'aver capito: e' indispensabile l'impegno da parte nostra perché la liturgia sia veramente culto divino. Ma ho un'altra domanda, anche per don Camillo: vi sono (erano), nella Chiesa Cattolica di rito latino od in altri riti o fra gli Ortodossi, circosatnze in cui non e' consentito celebrare se non vi sia un minimo di decoro? non parlo, ovviamente, della materia e della formula che sono necessarie per la validita' del sacramento. Grazie.

Peregrino Tuc ha detto...

"L'unico vero cambiamento e rottura con la Tradizione è il "nuovo" rapporto con il mondo giudaico"

Reverendo, ha visto l'improvviso cambio di programma di Papa Ciccio al muro del pianto(rectius: del tempio)?
Chissà in quanti qui da noi ne hanno colto la portata dirompente ...

http://www.repubblica.it/esteri/2014/05/30/foto/papa-87649672/1/#1

Ugoccione ha detto...

Caro Ἰουστινιανός, sono io il comemntatore che le ha "tirato le orecchie" su S. Giuseppe.

Lei dice che "Le tradizioni divergono su questo punto"

Le rispondo ancora una volta.

Si, ci sono le tradizioni protestanti, che lo fanno anziano e pure vedovo, quella cattolica invece al contrario giustamente mostra il vero volto di S. Giuseppe trentenne.

Riporto quanto ebbe a dire San Bernardino da Siena:

“Gli sciocchi dipintori el dipingono vecchio maninconioso e colla mano alla gota, come s’ell avessi dolore malinconia avuta dalla guardia di Maria che gli era dato, che era tutto el contrario, allegro di cuore, di mente e di viso, veggendosi in tanta grazia di Dio”.

Mentre un S. Epifanio alla fine cedette in parte alle narrazioni insite negli apocrifi che usavano anche gli eretici del suo tempo i quali ostinatamante negavano la verginità di Maria.

Ecco allora che S. Giuseppe sarà un marito già reduce da un precedente matrimonio e ormai vecchio, sfinito dall’età, ossia vecchio-decrepito.

Però però, come la mettiamo con la fuga in Egitto, dove per forza ci volle una certa resistenza giovanile per affrontarla?

E ancora come la mettiamo con l’incredibile iconografia di S. Giuseppe, che tiene in braccio Gesù infante, rappresentato talmente vecchio da sembrare il bisnonno della madre del Bambino, età inconciliabile con il ruolo di “padre”, riconosciutogli dalla letteratura apostolica, testimoniata nei Vangeli?

Ἰουστινιανός ha detto...

Ugoccione: per quanto so, che non è molto, la tradizione del san Giuseppe anziano (o al meno non così giovane) non è protestante, ma orientale. Non capisco cosa abbiano a che fare i protestanti. Comunque La ringrazierei molto se mi fornisse dei riferimenti precisi delle citazioni che Lei riporta di alcuni santi; sempre è buono leggere i santi!

Poi, i suoi argomenti non mi convincono pienamente. Che età aveva Giacobbe quando andò in Egitto a causa della fame che asolava Palestina? E poi, il fatto che fosse un'uomo piuttosto anziano - avendo anche conto che nel mondo antico si invecchiava fisicamente più presto di quanto accade oggi nelle nostre società urbane e comode - non significa che non potesse svolgere un ruolo paterno, al meno a mio avviso. Non era Abramo molto più anziano quando Dio gli concesse la nascita sia d'Ismaele che d'Isacco?

Comunque, non pretendo avere più ragione di Lei; soltanto mostrare che ci può essere diversità di opinioni su questo punto. Il punto che non capisco bene è il ruolo dei protestanti. Potrebbe essere più preciso su questo?

Mi permetta di aggiungere un articolo che ho trovato poco tempo fa, su questo discorso proprio:
http://imaginemdei.blogspot.com.es/2012/05/st-joseph-spouse-as-mousetrap.html

K. e.

hpoirot ha detto...

Luciana, non facciamo i furbi!

Mi scuso per l'errore grossolano, ma il fatto che mi sia sbagliano su un dettaglio (leggendo in 10 minuti prima di partire al lavoro) non cambia la sostanza.

Hanno preso la sola nota a pié di pagina (dubbia) che permetterebeb di giustificare il loro ERRORE conciliare, contro decine di altri scritti di dottori della Chiesa che vanno contro quella nota!

La malafede é più che evidente...

bedwere ha detto...

La tradizione di S. Giuseppe come uomo anziano proviene dal protovangelo di Giacomo, 140-170 DC

https://it.wikipedia.org/wiki/Protovangelo_di_Giacomo

Andrea Carradori ha detto...

Caro Don Camillo : bellissima discussione assai interessante !
Ma ... lasciamo cadere una cortina di silenzio sul " l'offertorio... bah non ci sono parole!
Ecco appunto non ci sono parole, non è tradizionale, vabbene, a me non piace, ma non mi sembra eretico o irriverente."
Sull'Offertorio nel NO meglio tacere.