mercoledì 10 dicembre 2014

Francesco sgrida i vaticanisti: «scrivono ciò che non penso».

Riprendo questo articolo molto interessante e condivisibile da UCCR.



Nell’ottobre scorso UCCR ha pubblicato un articolo in cui riassumeva tutte le falsità e le manipolazioni dei vaticanisti italiani sul Sinodo per la Famiglia voluto da Papa Francesco. Per ognuno abbiamo osservato i tentativi di orientare l’opinione pubblica verso direzioni opposte a quelle emerse dal Sinodo, a contrapporre fazioni diverse di cardinali patteggiando apertamente per quella più mediaticamente “simpatica”.
L’obiettivo era mostrare una Chiesa in guerra, divisa, pronta allo scisma e dunque inquinare l’autenticità del responso, rendere la verità che proclama come relativa e far apparire la sua voce inattendibile davanti all’opinione pubblica. Ancora oggi ci scrivono lettori confusi e arrabbiati con Papa Francesco perché si sono ridotti ad informarsi sui quotidiani, cadendo nella trappola della disinformazione. Da tempo invitiamo invece a riferirsi sempre al sito del Vaticano, all’Osservatore Romano, a Radio Vaticana e ad “Avvenire” per leggere i discorsi originali di Francesco e a non acquistare più i quotidiani dato che un corretto uso di internet basta a sufficienza per informarsi adeguatamente.
Siamo contenti del fatto che Papa Francesco ci ha proprio “dato ragione” su questo nella sua recente intervista rilasciata a “La Nación” (ben tradotta sull’“Osservatore Romano”). Parlando del timore in molti fedeli cattolici per quelle incomprensibili e presunte “aperture” propagandate sui media, ha spiegato: «Sempre ci sono timori, però perché non leggono le cose, o leggono una notizia in un giornale, un articolo, e non leggono quello che ha deciso il Sinodo, quello che si è pubblicato. Che cosa vale del Sinodo? La relazione post-sinodale, il messaggio post-sinodale, e il discorso del Papa. Il Sinodo è stato un processo e così come l’opinione di un padre sinodale, era di un padre sinodale, la prima bozza era una prima bozza, dove si raccoglieva tutto. Nessuno ha parlato di matrimonio omosessuale nel Sinodo. Quello di cui abbiamo parlato è come una famiglia che ha un figlio o una figlia omosessuale, come lo educa, come lo cresce, come si aiuta questa famiglia ad andare avanti in questa situazione un po’ inedita. Dunque al Sinodo si è parlato della famiglia e delle persone omosessuali in relazione alle loro famiglie, perché è una realtà che incontriamo nei confessionali». Si leggono i giornali e si resta confusi, dice il Papa, invece bisogna andare direttamente al testo ufficiale del Sinodo.
Se qualche cattolico è confuso è perché sbaglia ad informarsi, si fida dei vaticanisti e degli opinionisti. Il Papa continua: «io ho scritto un’enciclica a quattro mani, e un’esortazione apostolica, di continuo faccio dichiarazioni e omelie, e questo è magistero. Questo sta lì, è ciò che penso, non ciò che i media dicono che io pensi. Vada lì, e lo trova ed è ben chiaro. L'”Evangelii gaudium” è molto chiara». Questo è un metodo che dobbiamo imparare se non vogliamo farci manipolare e prendere in giro.
Nella sua intervista Francesco ha parlato apertamente di tanti altri argomenti, chiarendo molte delle questioni amplificate e strumentalizzate dalla stampa. Pensiamo al caso della sostituzione del cardinale conservatore statunitense Raymond Leo Burke, che ha lasciato la Segnatura apostolica per diventare patrono dell’Ordine di Malta, e alle speculazioni su quotidiani conservatori e progressisti che hanno legato questa nomina alle posizioni espresse dallo stesso Burke all’ultimo Sinodo. Un esempio: il vaticanista Marco Ansaldo di “Repubblica” aveva definito la sostituzione di Burke come una «prima resa dei conti in Vaticano», parlando di Francesco come di un despota che elimina tutti coloro che non la pensano come lui: «E la scure di Francesco si abbatte sulle teste dei principali oppositori», come il card. Burke, «reo di avere criticato Francesco anche in alcune dichiarazioni pubbliche». Questa è la disinformazione di Ansaldo, smentita da Papa Francesco: «Il cardinale Burke un giorno mi ha chiesto che cosa avrebbe fatto, dato che non era stato ancora confermato nel suo incarico. Gli ho detto: “Mi dia un po’ di tempo, perché si sta pensando a una ristrutturazione degli organismi giuridici nel C9″ e gli spiegai che ancora non c’era niente di fatto e che si stava pensando. Poi è arrivata la questione dell’Ordine di Malta e lì mancava un americano vivace, che si potesse muovere in quell’ambito, e mi è venuto in mente lui per quel compito. L’ho proposto a lui molto prima del Sinodo. E gli ho detto: “Questo avverrà dopo il Sinodo, perché voglio che lei partecipi come capo dicastero…”. Mi ha ringraziato molto, e lo ha accettato… è un uomo che si muove molto, che viaggia e lì avrà lavoro. Dunque non è vero che l’ho sostituito per come si è comportato al Sinodo». Ricordiamocelo la prossima volta che vogliamo leggere un articolo di Ansaldo su “Repubblica”.
C’è anche una domanda sul cambio del comandante della Guardia Svizzera Daniel Rudof Anrig. La vaticanista Franca Giansoldati de “Il Messaggero” si era inventata che il motivo della sostituzione sarebbe stato quello che Francesco «avrebbe voluto vedere un corpo militare meno rigido, con regole meno ossessive di quanto non fossero quelle imposte dal colonnello Anrig», insultandolo gratuitamente con definizioni come «persona rigidissima. Teutonica». Francesco ha smentito anche le invenzioni della Giansoldati (e di altri che hanno speculato anche su questo pur di dimostrare fantomatici “cambiamenti” del Pontefice attuale): «Due mesi dopo la mia elezione era scaduto il suo mandato di cinque anni. Non mi sembrava giusto prendere una decisione in quel momento e prorogai il mandato». Durante la visita al quartier generale delle Guardie, «ho conosciuto le persone e mi è sembrato più sano un rinnovamento… nessuno è eterno. Ho parlato con lui a luglio, rimanendo d’accordo che alla fine dell’anno avrebbe lasciato. È un cambio normale, non c’è niente di strano, non c’è alcun suo peccato né alcuna sua colpa. E’ una persona eccellente, un cattolico molto buono che ha un’eccellente famiglia». Alla domanda se il cambio è avvenuto perché il comandante era troppo severo, risponde: «No, certamente no». E quanto al suo grande appartamento: «L’anno scorso si è fatta una ristrutturazione degli appartamenti, quello suo è certamente spazioso perché ha quattro figli». Ricordiamocelo se vogliamo ancora leggere gli articoli della Giansoldati sul “Messaggero”.
Rispetto ai “lupi conservatori” che ostacolerebbero ogni iniziativa di Papa Francesco, di cui parla continuamente il vaticanista Marco Politi de “Il Fatto Quotidiano”, il Pontefice ha spiegato semplicemente di ritenere «le resistenze come punti di vista diversi, non come una cosa sporca. Hanno a che vedere con le decisioni che prendo, questo sì. È chiaro che ci sono decisioni che toccano alcuni aspetti economici, altre più pastorali… Non sono preoccupato, mi sembra tutto normale, sarebbe anormale che non ci fossero punti di vista divergenti. Sarebbe anormale che non emergesse nulla».
E’ stata toccata anche la questione della comunione ai divorziati risposati: «Non è una soluzione dargli la comunione», ha risposto Francesco. Questo soltanto non è la soluzione, la soluzione è l’integrazione. Non sono scomunicati. Ma non possono essere padrini di battesimo, non possono leggere le letture a messa, non possono distribuire la comunione, non possono insegnare il catechismo, non possono fare sette cose, ho l’elenco lì. Se racconto questo, sembrerebbero scomunicati di fatto! Allora, aprire un po’ di più le porte. Perché non possono essere padrini? “No, guarda, che testimonianza vanno a dare al figlioccio?”. La testimonianza di un uomo e una donna che dicano: “Guarda, caro, io mi sono sbagliato, sono scivolato su questo punto, ma credo che il Signore mi ami, voglio seguire Dio, il peccato non mi ha vinto, vado avanti”. Ma che testimonianza cristiana è questa? O se arriva uno di questi truffatori politici che abbiamo, corrotti, a fare da padrino ed è regolarmente sposato per la Chiesa, lei lo accetta? E che testimonianza va a dare al figlioccio? Testimonianza di corruzione?».
Ha anche ricordato che «la Chiesa non vuole impegnarsi nel proselitismo, perché la Chiesa non cresce sul proselitismo ma sull’attrazione, come ha detto Benedetto XVI. La Chiesa ha bisogno di essere un ospedale da campo e dobbiamo guarire le ferite, proprio come fece il buon Samaritano».
La redazione

42 commenti:

Anonimo ha detto...

Articolo da Alice nel paese delle meraviglie, ma tutto fa brodo per difendere Francesco, come prima tutto faceva brodo per attaccare Benedetto, don un po' di obbiettività

Paolo ha detto...

Mah.

"[] di continuo faccio dichiarazioni e omelie, e questo è magistero. Questo sta lì, è ciò che penso, non ciò che i media dicono che io pensi. Vada lì, e lo trova ed è ben chiaro."

Che sia tutto ben chiaro non è proprio vero eh...

Se non ci fosse un'ambiguità di fondo (tipica dei gesuiti?) i cattivi vaticanisti non avrebbero così tanti appigli per scrivere menzogne.

bedwere ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
bedwere ha detto...

“Guarda, caro, io mi sono sbagliato, sono scivolato su questo punto, ma credo che il Signore mi ami, voglio seguire Dio, il peccato non mi ha vinto, vado avanti”

No, Santo Padre: il peccato ha vinto sul divorziato risposato/convivente, perche' egli preferisce vivere in una condizione oggettivamente contraria al Vangelo.

Anonimo ha detto...

La polemica non mi piace, però devo dire che il Papa è un po' provocatorio.
Non siamo scemi, quello che ha detto è sempre stato chiaro, purtroppo: la chiarezza nel voler essere sempre equivocabile. Questo è il vero problema, non il trasferimento di un Cardinale, e neppure la Comunione ad un divorziato risposato che sta divenendo un po' una bandiera estremistica.
Altro che vaticanisti...io non li leggo e non ci parlo, ma lui ci parla poi non cada dalle nuvole come un finto tonto "mi fanno dire quello che non ho detto"

Peregrino Tuc ha detto...

Non tutta la stampa è poi animata dalla medesima visione

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2014/8/12/IRAQ-L-amore-di-Francesco-e-l-ideologia-di-Ferrara-e-co-/520000/

bedwere ha detto...


Ferrara e` un neoconservartore, seguace di Leo Strauss, prezzolato della CIA. Adora lo stato e vede nella religione uno strumento per tenere buone le masse. Il Tea-Party e` una realta` assai piu` variegata , anche se e` stata in gran parte cooptata dal GOP, non si puo` accomunarla con Ferrara, che e` un vero guerrafondaio. Francesco, con tutti i suo limiti (dottrinali ed economici, per citare i primi), da buon sudamericano, ha un sanissimo disgusto per l'imperialismo USA. E questo Ferrara non glielo perdona.

Peregrino Tuc ha detto...

Vero Bedwere, e credo che questo spieghi molte cose.

Anonimo ha detto...

Mi duole dirvelo ma, seguire l'idea sinistroide repubblicani: cattivi, democratici:buoni funziona solo nelle menti dei sinistri locali. La realtà è che sia repubblicani sia democratici sono pupazzi in mano alle lobbies e fanno i loro interessi e quelli del loro paese, dal punto di vista dell'imperialismo usa sono la stessa, identica cosa...dirò di più, i democrstici sono ancora peggio perchè sono pure abortisit e omosessualisti in toto, si chieda in Africa cosa pensano della politica obamiana

bedwere ha detto...

Non penso che qui ci sia qualcuno tanto ingenuo da seguire l'opinione sinistroide. E` difficile stabilire chi sia peggio tra rebubblicani e democratici. A riguardo ondeggio. In generale, chi va a Washington lo fa perche' ama il potere, non perche' ama veramente il suo paese. Se amasse il suo paese veramente, non lo trascinerebbe in guerre o non ne distruggerebbe le famiglie e comunita`. Pochissime le eccezioni. Cito solo il mitico Ron Paul, anima naturaliter catholica, anche se protestante.

Peregrino Tuc ha detto...

"Mi duole dirvelo ma, seguire l'idea sinistroide repubblicani: cattivi, democratici:buoni funziona solo nelle menti dei sinistri locali"

Scusi, chi, qui, ha formulato questa banale equivalenza?

Peregrino Tuc ha detto...

Sì Bedwere, da Washington, con le loro belle famiglie, predicano guerre e aborto per i poveracci.
Leoni per agnelli, no?

Anonimo ha detto...

Era un integrazione, spesso sempre che i cattivi siano solo i neo con, ho voluto ricordare che i neodem sono anche peggio, pure abortisti e omosessualisti

bedwere ha detto...

Oh beh, se per questo il candidato repubblicano del mio distretto (ha perso) e` un sodomita dichiarato. Poi i repubblicani quando avevano casa bianca, camera e senato cosa hanno fatto contro l'aborto? In realta` questi per i politici sono solo utilissimi specchietti per le allodole, per spaventare la base e farla votare compatta. Dicono: se vince la parte opposta, succedera` questo e quello, dovete dunque votare per me anche se faccio schifo. Poi si guardano ben da fare qualcosa a riguardo, una volta eletti. Sarebbe contro il loro interesse.
Per questo, stanco di essere divorato dai leoni, sono approdato sulle stesse posizioni di Tolkien

Anonimo ha detto...

Bravi! Continuate a parlare dell'America.
Intanto il Circo del sinodo è già ripartito.

Anonimo ha detto...

Il solito Don Camillo che vive tra le nuvole e crede a tutte le favole. Fa tenerezza.

Peregrino Tuc ha detto...

«Non sono un “democratico”, non fosse altro perché l’“umiltà” e l’uguaglianza sono principi spirituali corrotti dal tentativo di meccanizzarli e formalizzarli, così che non si ottiene come risultato una coscienza dei propri limiti e un’umiltà universali, ma un orgoglio e una presunzione universali. Fino al giorno in cui qualche Orco non entrerà in possesso di un anello del potere: e allora quello che otterremo, e stiamo ottenendo, sarà la schiavitù».
J.R.R. Tolkien

don Camillo ha detto...

È già iniziata una guerra planetaria, però è opportuno fare le pulci alle sparate inconsistenti di vescovi e cardinali cialtroni. poi sono io che faccio tenerezza, ehhhh!!!!

Anonimo ha detto...

Certo gli omofili sono ovunque, ma tra i dem sono la quasi totalità. Io detesto bush, ma è un fatto che abbia tolto i finanziamenti alle lobbies abortiste come obama li ha triplicati, quindi pessimi entrambi, peggio i dem

Luciana Cuppo ha detto...

A proposito di pulci a vescovi, cardinali e papa: nel migliore dei casi, quelle continue critiche al papa sono segno di immaturita' psicologica ed infantilismo spirituale, poiche' non si riesce ad accettare il fatto che anche i papi hanno i loro limiti e sono peccatori. Siamo al livello del bambino che crede papa' e mamma onnipotenti ed onniscienti, e quando vede che non lo sono dice "Non sei tu il mio papa'". Cosi' anche per il papa: se non e' perfetto come ce lo immaginiamo noi, si pestano i piedi e si fanno le bizze, protestando che questo papa non ci piace.
Questo nel migliore dei casi. Nel peggiore, queste critiche incessanti, mascherate da una pieta' melata e da purissimo amore per la Chiesa e per la sana dottrina, altro non sono che un espediente per scalzare la fiducia dei fedeli nella successione apostolica; si passa, cioe', dal "o com'e' cattivo il papa" al "un papa cosi' cattivo non puo' essere papa. E' brutto e cattivo, quindi non e' legittimo e la sua elezione non puo' essere valida."
Questi mestatori in pizzi e merletti vogliono in realta' abolire la gerarchia ecclesiastica (papa e vescovi uniti con lui) e per farlo devono abolire la successione apostolica, quindi non riconoscere il papa, anche quando - come nel recente Sinodo di ottobre - parla da Papa ribadendo che a lui spetta l'ultima parola, e che questa parola puo' solo essere secondo la dottrina della Chiesa che tramanda l'insegnamento di Cristo . Ma su quelle parole, silenzio; e silenzio anche - tanto per fare un esempio - sul messaggio inviato al recente pellegrinaggio Summorum Pontificum.
Ancora una volta: dagli amici mi guardi Iddio - con quel che segue.

don Camillo ha detto...

Ben detto Luciana.

Peregrino Tuc ha detto...

"Non più tradizioni, non più categorie: solo persone! La persona oggi è il cardine di tutto. Si sposa, per esempio, la persona che piace, senza tenerne nel minimo conto l'ambiente o la posizione; un regime politico s'incarna in un uomo e
muore con lui, ecc.. Tutto questo porta lontano: al tramonto di tutte le grandi continuità sociali, all'instabilità universale. La persona umana non è un assoluto. Un tempo si amavano gli uomini attraverso le istituzioni: il matrimonio aveva maggior peso, nell'anima di una sposa del gran secolo, della persona di suo marito; si tollerava il re per rispetto alla monarchia, ecc.. Attualmente si sopportano le istituzioni solo attraverso un persona idolatrata; si considerano le categorie come cose astratte e morte. Ma non lo sono state sempre: sono divenute tali a misura che aumentava il culto della persona. Impersonale non è necessariamente sinonimo di morto e di astratto; ciò che non è una persona può essere altrettanto concreto e vivente. E anche le categorie che reggono, difendono e superano le persone possono essere amate con ardore! E poi, dietro queste categorie c'è la persona di Dio - la sola che si possa adorare senza pericolo - che garantisce e vivifica tutto...
La tendenza di certi "personalisti" moderni, che vorrebbero respingere come puramente artificiale e decorativo tutto quello che non è personale, ci lascia preoccupati. Sacrificare le persone alle categorie (qui sta il pericolo di tutti i climi forti e classici) non è un bene, sacrificare le categorie alle persone ci sembra anche peggio: da una parte si causa sterilità, dall'altra putrefazione. Ancora qualche progresso di questa religione della persona, e non avremo più "buone casate", né patria, né spirito di corpo o di casta - non avremo più radici nel tempo e nello spazio. Non andiamo troppo lontano nelle nostre rivendicazioni in favore della persona umana: essa è relativa, effimera, deludente e gonfia spesso dell'impersonale più vano. Noi non crediamo che al personalismo divino.

- segue -

Peregrino Tuc ha detto...

- segue -

Il primato della persona spinto all'esagerazione porta con sè un altro pericolo capitale. Ecco dei realisti i quali non amano la monarchia che attraverso il volto di un principe che li ha sedotti, dei cattolici che legano la fede nell'autorità pontificia a una specie di culto infantile della persona del papa, popoli interi sollevati da ridicolo entusiasmo per un dittatore... Le cose più universali sono divenute "questioni di persone", "affari privati". Non si ha occhi e cuore che per gli individui. Essi portano da soli tutto il peso delle istituzioni. Queste si edificano e franano con loro. Questo personalismo stupido è una delle cause delle catastrofi rivoluzionarie dei tempi moderni: di mano in mano che il popolo si abitua a confondere la persona dei grandi con il principio eterno che essi rappresentano, il suo rancore verso di essi tende a trasformarsi in una volontà di distruzione universale. Il passato sapeva distinguere le istituzioni dalle persone: si poteva avere in dispregio un re o un papa (il Medio Evo non vi ha certo rinunciato!) senza mettere per nulla in discussione il principio della monarchia o del papato (10). Si sapeva che un'istituzione sana - una istituzione venuta da Dio - si conservava feconda anche attraverso l'uomo meno perfetto. I capi politici e religiosi erano allora come dei traits d'union tra Dio e gli uomini: si giudicava più importante ciò che essi trasmettevano di ciò che essi erano. L'altare sosteneva il prete, il trono il re. Oggi si chiede al re di sorreggere il trono, al prete di sorreggere l'altare. Le istituzioni non si giustificano agli occhi delle folle che attraverso il genio o il magnetismo di qualche individuo. Tale esigenza porta con sè due rovinose conseguenze: impone ai disgraziati "sostenitori" delle istituzioni un grado di tensione e di attività del tutto inumano, e, correlativamente, lega la sorte delle istituzioni a miserabili casi individuali. Antropocentrismo pietoso, che confonde il canale con la sorgente e che tende a fare della persona umana il sostegno assoluto di ciò che passa attraverso l'uomo e riposa in realtà su Dio solo..."

Gustave Thibon, Diagnosi

Paolo ha detto...

In questo caso il papà mi sgrida di continuo e mi tira anche sberle a sproposito.

Poi però abbraccia e accarezza tutti gli altri bambini.

Continua a essere mio padre (che Dio lo benedica) ma non si comporta come tale.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Premesso che io sarei monarchico, perchè mi pare che, in fondo, anche la Scrittura lo faccia intuire come l'ipotesi migliore dato che, ad esempio, si parla di "Regno dei cieli" e che non ho mai creduto molto in quelli che hanno la "malattia contestataria" credo che GK Chesterton ancora una volta avesse ragione quando diceva: «Il giornalismo consiste perlopiù nel dire "Lord Jones è morto" a persone che non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.» e a maggior ragione quando Wilde(che aveva parecchi difetti ma era indubbiamente un gran osservatore) prima del suo compatriota specificava:«La differenza tra letteratura e giornalismo consiste nel fatto che il giornalismo è illeggibile e che la letteratura non viene letta.»
Visto che siamo sulle pagine di don Camillo vorrei chiudere con questo spezzone,in cui perfino Peppone riesce a dire qualcosa di appropriato.

https://www.youtube.com/watch?v=xC1RrQaLB5s

Ἰουστινιανός ha detto...

Questi mestatori in pizzi e merletti vogliono in realta' abolire la gerarchia ecclesiastica (papa e vescovi uniti con lui)

Cara Luciana, potrebbe spiegare un po' di più cosa intende dire con questa frase? Chi sarebbe dietro "questi"?

Grazie tanto. K. e.

Peregrino Tuc ha detto...

Caro Michele, così ci si avventura nella teologia politica.
Mi permetto una digressione. Spero che il Reverendo abbia pazienza verso queste mie incursioni.

La preferenza per la monarchia, in ragione della sua mimesi con il governo divino del mondo, è stata duramente attaccata da Erik Peterson (che tanto piaceva a Ratzinger), nel suo tentativo di liquidare, attraverso un abuso del dogma trinitario, ogni teologia politica. In sintesi Peterson, poggiando su Gregorio Nazianzeno, sostiene che nessun monarca terreno potrebbe imitare un Dio trinitario. Tale tentativo di liquidazione, in nome di una presunta maggiore riverenza verso Dio e di una maggiore purezza teologica, ha invero solo contribuito a rafforzare ulteriormente il cattolicesimo liberale (e questo forse spiega bene le simpatie di Ratzinger …). I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il cattolico moderno ormai, quasi istintivamente, considera le questioni politiche teologicamente spurie, se non addirittura pericolose per la fede.
In realtà si tratta di un falso problema generato dalla stessa modernità.
La teologia politica altomedievale sviluppò l’idea del sovrano quale Christomimetes senza con questo forzare in modo alcuno il dogma trinitario. La modernità, nei suoi pensatori reazionari, inizia a pensare il sovrano quale imitatore, genericamente, di Dio; ma Dio nessuno lo conosce se non il Figlio: la concretezza dell’immagine cristocentrica medievale inizia così a dileguare nelle tematizzazioni del legittimismo. Tutto ciò diviene deismo e infine immanentismo. L’idea di “purezza” di Peterson pecca per avere preso seriamente questo sviluppo ereticale della teologia politica, invece che rigettarlo.
Oggi l’immagine trinitaria è usata invece dal progressismo cattolico, questa volta in funzione democratica: Dio è trino, dunque in se stesso intrinsecamente relazionale; analogicamente, la forma politica deve riprodurre tale relazionalità, diciamo così, “orizzontale”. L’argomento non è del tutto falso. Riprende anche motivi aristotelici e tomistici. Diviene tuttavia fallace non appena fa della relazione il fine essenziale e non una perfezione tra le altre.
Al punto in cui siamo oggi, ormai la cosa più assennata è spostare lo sguardo dalle forme legittime (queste sì liquidate, anche con l’aiuto di Peterson …) alle sostanza legittima. La monarchia inglese è ad esempio molto meno cattolica della costituzione della Repubblica d’Irlanda. Avete mai letto il suo bellissimo preambolo trinitario?

In the Name of the Most Holy Trinity, from Whom is all authority and to Whom, as our final end, all actions both of men and States must be referred,
We, the people of Éire,
Humbly acknowledging all our obligations to our Divine Lord, Jesus Christ, Who sustained our fathers through centuries of trial,
Gratefully remembering their heroic and unremitting struggle to regain the rightful independence of our Nation,
And seeking to promote the common good, with due observance of Prudence, Justice and Charity, so that the dignity and freedom of the individual may be assured, true social order attained, the unity of our country restored, and concord established with other nations,
Do hereby adopt, enact, and give to ourselves this Constitution.

Anonimo ha detto...

Chissà perché tutte queste critiche ai critici del Papa mica si sentivano quando il Papa era Benedetto, anzi si partecipava al fuoco sul povero ratzinger che le pigliava da destra e da sinistra. Non si possono usare due pesi e due misure in questo modo

Michele MAcIK Durighello ha detto...

@giustiniano,forse qualche cardinale recentemente balzato agli onori delle cronache(e i suoi)?

@Peregrino, mi piace vedere che la pensiamo in modo abbastanza affine(soprattutto sui sessantottini ke ogni secondo se possono parlano di relazionalità come se fosse la panacea a tutti i mali e non servisse ke qualcuno talvolta,in ambito teologico o meno,facesse concretamente qualcosa) tranne per un paio di aspetti:
-non considero Ratzinger un liberalista ma piuttosto uno che, pur essendo uomo tra uomini, ha messo e continua a mettere per quel che è il suo ruolo attuale qualche pezza alla nave che sta imbarcando acqua..una di queste pezze è anche il fatto di riaprire il dialogo con Lefebvre e i suoi..ma il problema sta tutto nel fatto che per aprire la Chiesa ai sessantottini si è deciso di concentrarsi direi precipuamente sull'umanità di Cristo che ha portato il cattolicesimo ad essere non una religione ma un umanitarismo di stampo confessionale (specie se lo paragoniamo all'umanitarismo sociale di Emergency & co.)
- una costituzione (monarchica o no) è frutto di una forma mentis, di un contesto storico e di molti altri fattori ed è perfettamente comprensibile il motivo per cui la costituzione irlandese e quella inglese(tralasciando la questione della forma di governo adottata) siano così diverse.
NOTA: sono abbastanza stufo di sentire che i sessantottini e i loro nipoti si dicono "democratici" (pur se i nonni dei sessantottini hanno originato i Gulag) come se gli altri ontologicamente non lo fossero,non lo siano, non lo possano essere..

Peregrino Tuc ha detto...

"la Chiesa non vuole impegnarsi nel proselitismo, perché la Chiesa non cresce sul proselitismo ma sull’attrazione".

L' "attrazione", puro don Giussani. Non capisco proprio di cosa si lamenti Socci ...

Luciana Cuppo ha detto...

Per Ioustinianos e chiunque altro si interessi a queste cose: cosa intendo dire per "mestatori in pizzi e merletti"?

Innanzitutto e' un'ipotesi, e se e' errata me la rimangero'; ci ho pero' pensato parecchio, e l'errore si deve dimostrare.
"Questi mestatori" sono persone che, mentre si professano difensori della tradizione e della vera fede, agiscono secondo uniamo ispirato dall'ideologia massonica. Ovviamente non so chi sono gli ispiratori, e non so, ne' mi interessa, chi e' formalmente affiliato alla Massoneria. Cio' che conta e' l'impostazione ideologica che anima la loro attivita'. Quest'impostazione mi pare lucida e pianificata, ed anche molto coerente, troppo perche' si possa parlare di coincidenze. D'altra parte, sono convinta che tantissime persone - penso a frequentatori di blog tradizionalisti in senso lato, a simpatizzanti o membri della FSSPX, etc. - sono in perfetta buona fede e pensano di far bene difendendo la tradizione; e non si rendono conto di venir strumentalizzati.
Perche' penso che sia un piano ispirato dall'ideologia massonica? perche' questi sedicenti difensori della tradizione usano tattiche che in realta' portano acqua al mulino degli ideali massonici, che da sempre sono:
(a) in generale, instaurare un ordine mondiale, eliminando qualsiasi potere vi si opponga,
(b) in particolare, e come parte integrante di (a), eliminare la Chiesa Cattolica nelle sue proprieta' costitutive (una - santa - cattolica - apostolica), per he' la Chiesa continua la missione di Cristo, il cui regno non e' di questo mondo. (continua)

Luciana Cuppo ha detto...

Questo e' importante. Molti esponenti massonici - ma lo fece anche papa Giovanni Paolo II a Parigi - hanno spesso ripetuto che molti ideali massoni sono perfettamente conciliabili con la Chiesa. Effettivamente, non c'e' motivo per cui un buon massone ed un buon cattolico non possano entrambi assistere i senzatetto, o per he' un bravo massone non gusti l'arte sacra nelle sue espressioni musicali o figurative. Ma cio' che la Massoneria non fara' mai e' riconoscere che la Chiesa e' una, santa, cattolica ed apostolica, perche' la Massoneria non riconoscera' mai che il fondatore della Chiesa, quello che l'ha costituita con le sue proprieta', e' Dio e uomo, Signore assoluto dell'universo, e che gli dobbiamo ubbidienza.
In pratica, "eliminare la Chiesa" vuol dire non riconoscere la sua origine divina e svuotarla delle sue proprieta' costitutive, facendone un'organizzazione fra le tante; ed a tale scopo i movimenti tradizionalisti possono essere un terreno molto fertile. Quindi (ed ecco l'opera dei mestatori):
- Una: non piu' una sola Chiesa, ma una fra tante; quindi, giu' con l'ecumenismo esasperato, e si cerca di eliminare tutto cio' che, anche esteriormente, puo' essere distintivo della Chiesa Cattolica;
- Santa: e dagli con le critiche alle persone di Chiesa, per dimostrare che la Chiesa santa non e'; oppure (gli estremi si toccano) si vogliono eliminate le differenze fra santi e peccatori, proponendo per esempio la Comunione ai conviventi;
- Cattolica: vuol dire universale, e per evitar cio', niente proselitismi, ed inoltre si cerca di distrarre i tradizionalisti in buona fede, che potrebbero impegnarsi in opere d'apostolato, dirigendo invece le loro energie verso l'ETERNA LAGNA su quanto va male la Chiesa e che martirio soffrono loro, e che comunque presto verra' la fine del mondo;
- Apostolica: vuol dire fondata su Pietro e sugli Apostoli, e per distruggere la successione apostolica si cerca di distruggere il legame fra i fedeli ed i successori degli Apostoli; prima con le critiche, in modo da crear sfiducia, poi, con discutibile logica, con la persuasione che se il papa e' cosi' cattivo, non puo' essere papa, quindi bisogna deporlo o forse non e'
legittimo; e se i vescovi sono cosi' cattivi, meglio trincerarsi in piccoli gruppi che conservano la purezza della fede - e, naturalmente, senza preti. Il tutto condito con pizzi e merletti per far meglio trangugiare il boccone.

don Gianluigi ha detto...

Sbaglieranno certamente quelli che sono appostati per sparare al Papa ogniqualvolta apre bocca, ma, permetti Don Camillo, se devo ritenere magistero da seguire con ossequio ciò che tu stesso riporti come parole della Somma Autorità: «io ho scritto un’enciclica a quattro mani, e un’esortazione apostolica, di continuo faccio dichiarazioni e omelie, e questo è magistero. Questo sta lì, è ciò che penso, non ciò che i media dicono che io pensi...» Beh allora permetti qualche perplessità mi sorge, dopo aver cercato in ogni modo di interpretare sempre "pro bono", ora mi chiedo come si fa a condividere certe uscite come quelle contenute in diverse interviste, vedi l'ultima sui divorziati che sembrano scomunicati, ma dovrebbero invece essere accettati come padrini? Che razza di logica c'è in tali e tante affermazioni? Io come giustifico il rifiuto che ho, con delicatezza ma con decisione, sempre opposto a chi divorziato e risposato chiedeva di fare il padrino al battesimo? Ci vorrà un minimo di coerenza tra dottrina e disciplina! O no? Che razza di ragionamento è riconoscere che un divorziato possa essere migliore di un corrotto e quindi essere un padrino più idoneo? Ma Don Camillo, il corrotto non ce l'ha scritto in fronte che è un ladro e poi può sempre convertirsi, ma chi vive in una situazione oggettiva di peccato come può convertirsi, se non rinunciando a vivere un rapporto coniugale che non esiste? Mi accorgo che da un po' di tempo questo clima di continue aperture a novità non ben definite crea confusione, non per colpa dei giornali, ma per la fonte stessa da cui provengono. C'è confusione tra noi preti, confusione tra i catechisti e peggio ancora tra la gente comune. Quindi caro Don Camillo difendiamo sempre ciò che rappresenta il Papa, ma attenzione che il suo magistero non può essere tutto ciò che dice con la massima libertà.

Peregrino Tuc ha detto...

Tradizionalismo e massoneria

http://doncurzionitoglia.net/2014/04/16/il-tradizionalismo-esoterico-joseph-de-maistre-una-nuova-edizione-de-le-serate-di-pietroburgo/

Anonimo ha detto...

Che la massoneria sia infiltrata dappertutto ormai è un fatto. Agiscono persino allo scoperto...
E ancora sembra (o non volete parlarne) che non vi rendete conto di ciò che DAVVERO succede al sinodo?
E chi è che sta tessendo l'ONU delle religioni? Mi nonno?

Anonimo ha detto...

l'ONU delle religioni è un grande pericolo, senza dubbio

Anonimo ha detto...

Mi levo il cappello a chi riconosce il grande pericolo. Ma non riesco a capire chi non vuol vedere chi è uno degli artefici di questi cambiamenti rivoluzionari.
Non ne volete parlare? Padronissimi.

Angelo ha detto...

Scriveranno pure quel che non pensa il papa (ma perché, possono accedere al cervello di Bergoglio?). Il problema è che quel che dice continuamente, in effetti, questo malvagio babbeo che molti definiscono papa.

Anonimo ha detto...

E intanto il buon Braz assolve e si complimenta con le suore eretiche omosessualiste amiche di Obama, la visita apostolica è andata benissimo, promosse a pieni voti, mi sembra giusto d'altronde: loro sì che esprimono la vera chiesa moderna e misericordiosa, mica quei cattivoni dei FI, sempre lì a insistere con preghiere, digiuni, dottrina, morale, per fortuna il buon Braz ha sistemato a dovere quegli eticisti criptolefebvriani. Evviva le suore mondane, evviva la nuova moderna misericordia a corrente alternata
John

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Mah, io penso che il 2017 è vicino e forse faremmo bene a tener presente il (non completamente svelato?) messaggio di Fatima, perchè la Scrittura dice molto che pure la Vergine là ha ribadito. Se abbiamo avuto delle "epifanie" è perchè esse hanno un significato da scoprire e capire, Dio non fa mai nulla per caso. Poi se la vedrà Dio con chi più o meno degnamente è nella gerarchia ecclesiastica..

bedwere ha detto...
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bedwere ha detto...

Domani parto per l'Italia. Auguro al Reverendo e a tutti voi gioioso S. Natale e buon anno.