sabato 14 marzo 2015

Anno Santo straordinario che inizierà l'8 dicembre 2015 e durerà fino al 20 novembre 2016, festa di Cristo Re.

Sono felice per questa iniziativa, mi spiace leggere il solito zelo amaro anche difronte a questo evento sopranaturale che porterà tante anime alla conversione. A mio parere veramente l'ultimo appello alla conversione!

 «Cari fratelli e sorelle, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: “Siate misericordiosi come il Padre”. Questo Anno Santo inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, domenica di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo e volto vivo della misericordia del Padre». 
 
Ignacio de Ries, L'Albero della Vita (1653).
La visione non è certo ottimista: l'albero è destinato a cadere, tirato dalla parte del diavolo. Il Cristo non tira dall'altro lato, ma cerca di svegliare i commensali, perchè scendano prima che sia tardi...

47 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutta la LETTERA DI GIACOMO è una continua esortazione alla MISERICORDIA, intesa nelle sue varie sfaccettature e sfumature...

Come sarebbe buona cosa cari fratelli mandare a memoria questi passi per poi APPLICARLI il più possibile!


Dal PRIMO CAPITOLO

[26]Se qualcuno pensa di essere religioso, MA NON FRENA LA LINGUA e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana.

Dal SECONDO CAPITOLO

13 il giudizio sarà senza misericordia contro CHI NON AVRA' USATO MISERICORDIA

[15]Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano [16]e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», MA NON DATE LORO IL NECESSARIO PER IL CORPO, che giova? [17]Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa.

Anonimo ha detto...

Dal TERZO CAPITOLO

[4]Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e vengano spinte da venti gagliardi, sono guidate da un piccolissimo timone dovunque vuole chi le manovra. [5]Così anche la lingua: è un piccolo membro e può vantarsi di grandi cose. Vedete un piccolo fuoco quale grande foresta può incendiare!

[6]Anche LA LINGUA E’ UN FUOCO, è il mondo dell'iniquità, vive inserita nelle nostre membra e contamina tutto il corpo e incendia il corso della vita, traendo la sua fiamma dalla Geenna. [7]Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dalla razza umana, [8]ma la lingua nessun uomo la può domare: è un male ribelle, E’ PIENA DI VELENO MORTALE.

[9]CON ESSA BENEDICIAMO IL SIGNORE E PADRE E CON ESSA MALEDICIAMO GLI UOMINI FATTI A SOMIGLIANZA DI DIO. [10]E' dalla stessa bocca che esce benedizione e maledizione.
NON DEV’ESSERE COSI’, FRATELLI MIEI!”


Dal QUARTO CAPITOLO

[11]NON SPARLATE GLI UNI DEGLI ALTRI, fratelli. Chi sparla del fratello o giudica il fratello, parla contro la legge e giudica la legge. E se tu giudichi la legge non sei più uno che osserva la legge, ma uno che la giudica.

[12]Ora, uno solo è legislatore e giudice, Colui che può salvare e rovinare; MA CHI SEI TU CHE TI FAI GIUDICE DEL TUO PROSSIMO?”

Anonimo ha detto...

..e ancora a proposito di MISERICORDIA, quando malauguratamente ci capita di incorrere in qualche peccato - cioè spesso, visto che siamo tutti peccatori - specie quando il peccato (ahimè) dovesse essere piuttosto grave, almeno impariamo da questo ad essere sempre più MISERICORDIOSI con il nostro fratello, il nostro prossimo.

Infatti a quel punto avremmo appena dimostrato a noi stessi e in faccia al Signore che non solo non siamo migliori di lui (cioè del nostro prossimo, intendo), ma molto peggiori, visto che noi magari conosciamo a memoria cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare e pensare, tuttavia siamo stati capaci di bypassare il tutto e commettere DELIBERATAMENTE ciò che Dio non vuole!

QUIDAM ha detto...

Nessuno che sia veramente cattolico è contro la misericordia, però, però, però non è questa in discussione, ma piuttosto il modo e le connessioni con cui viene proposto questo strano giubileo. Per non dilungarmi rimando all'articolo in materia su www.cordialiter.blogspot.it che condivido pienamente. La fede e il rispetto dell'autorità non ci esimono dal pensare.

don Camillo ha detto...

Ma ormai conosciamo bene i modernisti, sappiamo che sono capaci di sfruttare ogni occasione per combinare “marachelle”, dunque comprendo la preoccupazione di coloro che temono che i seguaci della “sintesi di tutte le eresie” possano di strumentalizzare il Giubileo per tentare di sdoganare i loro errori teologici. Nessuno di noi cattolici legati alla Tradizione nega l'infinita misericordia di Dio, anzi! Tuttavia sappiamo che per ricevere il perdono dal Signore è necessario essere sinceramente pentiti delle colpe commesse e avere il fermo proposito di non peccare più in avvenire. Invece i modernisti affermano erroneamente che Dio perdona anche coloro che non si pentono, ad esempio i divorziati-risposati che vogliono continuare a convivere “more uxorio” (vogliono addirittura legalizzare il sacrilegio dando a costoro la Comunione). Ma con Dio non si scherza. Prima o poi i modernisti faranno la fine del Faraone che ai tempi di Mosè osò ribellarsi alla volontà del Signore.

i seguaci della “sintesi di tutte le eresie” possano di strumentalizzare il Giubileo per tentare di sdoganare i loro errori teologici.

Che c'entra con il Papa e il Giubileo,

Tuttavia sappiamo che per ricevere il perdono dal Signore è necessario essere sinceramente pentiti delle colpe commesse e avere il fermo proposito di non peccare più in avvenire.


Non credo che il Papa o il Sinodo metta o metterà in discussione questo asserto.


Invece i modernisti affermano erroneamente che Dio perdona anche coloro che non si pentono

Allora?

ad esempio i divorziati-risposati che vogliono continuare a convivere “more uxorio” (vogliono addirittura legalizzare il sacrilegio dando a costoro la Comunione)

Innanzitutto parlare così di "divorziati-risposati" vuol dire tutto e niente nel contempo. Non tutti vogliono accostarsi ai Sacramenti e tra questi molti hanno celebrato matrimoni nulli davanti a Dio, come lo sono nella maggioranza dei casi.

In ogni caso cosa c'entrano queste osservazioni col mettere in discussione l'indizione di un Giubileo....

Cari conservatori che vi fingete tradizionalisti ma dietro ad un PC, cercate di conoscere cosa c'è fuori dalle vostre casette, questo davvero sarà un ultimo appello alla conversione, conversione a cui tutti siamo chiamati!

QUIDAM ha detto...

Sì, Sì la conversione... sicuramenti tutti aspettano il giubileo per convertirsi! Che ingenuità! Se la maggioranza ha celebrato matrimoni nulli, tu come lo sai? Che supponenza! Che ottusità! Che miopia! Che fideismo! Che arroganza!

don Camillo ha detto...

Sì, Sì la conversione... sicuramenti tutti aspettano il giubileo per convertirsi! Che ingenuità! Se la maggioranza ha celebrato matrimoni nulli, tu come lo sai? Che supponenza! Che ottusità! Che miopia! Che fideismo! Che arroganza!

sicuramenti tutti aspettano il giubileo per convertirsi! Che ingenuità!

NO COMMENT! (ps. sicuro che sei cattolico?)


Se la maggioranza ha celebrato matrimoni nulli, tu come lo sai?

C'è la Legge sul Divorzio che dal 1970 ha cambiato radicalmente l'approccio al "per sempre" e del "finchè morte non ci separi", e chi fa pratiche matrimoniali da diversi lustri (come me) lo sa, ma la mia esperienza non conta visto che tutta la Chiesa Cattolica ha evidenziato tale punto debole, e da questo punto si partirà.


QUIDAM ha detto...

Hai ragione: speriamo che col giubileo almeno tu ti converta, Don Camillo! Magari!

don Camillo ha detto...

Hai ragione: speriamo che col giubileo almeno tu ti converta, Don Camillo! Magari!

Il tuo sarcasmo mi è del tutto indifferente, ma spero sì, lo desidero profondamente!

Quidam ha detto...

Ma quale sarcasmo? Anche qui c'è forse mania di persecuzione, vittimismo, presunzione? La tua è una semplice opinione personale, come la mia, che non deve avere nessuna pretesa di infallibilità, ma solo diritto di cittadinanza. Del resto sono in buona compagnia: basta leggere gli articoli di Dal Bosco, di Socci, di Ferrara e altri sulla questione, per nulla peregrina. C'è posto per tutti, basta non essere fideisti ed egocentrici.

Er peccatore ha detto...

Premettenno subbito che io so' der popolo e che che nun ho tutta la vostra scienza ne le cose de religgione e che er discernimento spesso me manca assai, io però ce tenevo a entrà solo pe' di' che nun vojo crede che er fratello QUIDAM, che vedo sa tante cose, volesse fa' intenzionarmente der sarcasmo...magari solo un pochetto de ironia, quela sì magari, magara bonaria...;-)

...ma er sarcasmo verso er nostro Don nun credo pecchè noi tutti dovemo esse solo grati a lui e comunque portaje sempre quer rispetto che s'adice portà a un Sacerdote...

...e poi pecchè er Don nostro dicenno anche sopra quele cose de se stesso - cioè che spera da drento er core suo d'arivà a una ancor più profonda conversione - se capisce che in lui ce abbita comunque de l'umirtà...

Ma magari ce l'avessi io 'sta virtù, e se nun me sbrigo anzi a 'mpiegà ar mejo quer che rimane de st'ennesima Quaresima pe' convertimme davero e smette de fà sempre quer che ar Signore Nostro nun je piace - pur dicenno spesso tante bele e sante parole con poche opere corisponnenti però - ora in un senso ora in un antro, sempre co' li stessi peccati...eh, se nun aprofitto manco in questa de Quaresime stavorta ho drento de me la convinzione che sò Kaisers amari, anzi, deppiù...amarissimi..e scusate l'eventuale espressione un po' tera e forse pure sottotera!..ma era pe' capisse bene, pecchè mejo a vorte avecce l'espresione sottotera piutosto che stacce definitivamente co l'anima nostra, no, fratelli?

Cari fratelli mia carissimi, caro Don, sopratutto, ve chiedo de pregà perciò pe' sto poveretto che ve stà davanti ner virtuale spazio..

...e grazie de core!

Er peccatore ha detto...

Ne la speranza cari fratelli mia de nun avevve disturbato troppo co’ quei pensierini mia de l’antro giorno, torno ad abusà un pochetto de la vostra pazienza e sopratutto de quela der caro Don nostro per condivide con voi ‘sta cosa che m’è capitata ieri sera.

Dunque, me ne stavo un po’ mogio pe’ via der fatto che – come già vi dicevo – anche in ‘sta QUARESIMA nun riesco a pijà la vera decisione de lassamme converti’ sur serio da Nostro Signore, e ricasco de novo sempre ne le solite mancanze, ne’ soliti peccati mia co’ una leggerezza che quasi lassa stupiti.

Allora me so’ messo a cercà quarche passo ne la Bibbia che me potesse dà ‘na scosserella su tale questione, pecchè ve dico la verità fratelli mia: me so stufato de annà de fatto ogni vorta con questa leggerezza contro Nostro Signore sia co’ penzieri sia co’ er comportamento mio, anche se ne l’aparenza magara sto’ a pontificà a destra e a manca manco fussi Isaia!

E cercanno cercanno me so’ trovato ner Siracide e me so’ ‘mbattuto ner passo dove se mette in guardia dar rimanè impijati volontariamente pe’ du’ vorte ner peccato, pecchè manco de uno se resterà ‘mpuniti, e poi in quelo dove diche de nun sentisse troppo sicuro der perdono der bon Dio tanto da aggiugne peccato su peccato – abusanno perciò de fatto continuamente de la bontà e de la pazienza de Dio stesso -; e m’esortava poi in un antro passaggio a fuggillo co’ tutte le forze, anzi, er peccato, preciso preciso come se fugirebbe davanti a ER SERPENTE O ER LEONE, pecchè se te ciavvicini te mordeno, e nun so’ morsarelli queli, eh!

Er peccatore ha detto...

Già fin qua, con ‘ste Parole de la Sacra Scrittura riportate appena sopra, devo di’ la verità, ieri sera avevo ricevuto ‘na bella SCOSSETTA QUARESIMALE, ma è stato er passo successivo a damme quela più forte, cioè dove, ne la Seconda Lettera sua, SAN PIETRO me diche che coloro che, dopo aver fuggito le corruzioni der monno pe’ mezzo de la conoscenza der Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, ne restano de novo ‘nvischiati e vinti, vortando le spalle ar santo precetto, allora la condizione loro è ben peggiore de quela in cui se trovaveno prima, e, de fatto – e qui ripija in parte un passo der libro de’ Proverbi – ER CANE E’ TORNATO AR VOMITO SUO E LA SCROFA LAVATA SE N’E’ TORNATA AD AVVORTOLASSE NER BRAGO!!

Ecco, io me so’ sentito in quer momento propio come quer cane, fratelli mia, e come quela scrofa; anzi, in questi du’ cari animali naturarmente nun c’è nissuna corpa in quer che fanno, se sa bene che è solo un’immaggine usata dar Principe de l’Apostoli pe’ descrive la nostra, de corpe, e io ‘sta corpa ce l’ho, eccome, e pure continuativa!

E l’idea de continuà a dispiace’ cosi’ tanto e sopratutto co’ tanta leggerezza a Nostro Signore e de manifestaje l’ingratitudine massima, propio a Lui che è venuto pe’ tojeme, anzi, pe’ sarvamme definitivamente da quer vomito, da quer fango, m’ha indotto stamatina de bon’ora a rivorgeme ar SANTO GIUSEPPE – che propio oggi è la festa sua – a lui che ha avuto l’onore de tene’ in braccio er Bambino Gesù e d’accudillo su questa tera.

E a lui, cioè ar caro San Giuseppe, me so’ racomannato co’ tutto er core mio, che me facesse ‘sta grazia de nun acconsenti’ più a l’istinto de tornà ar vomito-peccato, de nun tornà più ad avvortoramme ner brago de l’OMACCIO VECCHIO che sarebbe anche ora de mette da parte pe’ sempre pe' rimpiazzallo finarmente co' quelo novo!

E so’ sicuro che San Giuseppe farà la parte sua, come senz’antro la fa pure la Santa Madre de Dio, ma pur’io dovrò ‘na bona vorta fa’ quela mia!

Detto tutto questo, me pare perciò che, tornanno a l’argomento de la “MISERICORDIA” specie verso l’antri, ora capite bene carissimi che IO NE DOVREI AVE’ TANTA, MA TANTA che nun se pò di’ quanta... pecchè come vedete, amichi e fratelli mia, la pazienza e la misericordia der bon Dio verso er sotoscritto è adirittura ‘mbarazzante da quanto me sopporta, tutto ‘nfangato come so’ e tranquillo e beato troppo spesso d'esselo, 'nfangato!

Pregate pe’ me e grazie ancora de core e grazie anche d’avemme tollerato anche questa mattina!

Anonimo ha detto...

Siccome siamo in Quaresima, qua mi piace ricordare solo alcuni tra i molti passi che esortano al dovere (ma anche e soprattutto dovrebbe esserci la gioia) di fare l'ELEMOSINA, la beneficenza, il donare insomma a chi è più nel bisogno...


Per prima cosa inserirò quindi alcuni passi a questo proposito tratti dall' Antico Testamento e poi dal Nuovo Testamento


ANTICO TESTAMENTO

Tb 4,7 Dei tuoi beni fà elemosina. Non distogliere mai lo sguardo dal povero, così non si leverà da te lo sguardo di Dio.

Tb 4,8 La tua elemosina sia proporzionata ai beni che possiedi: se hai molto, dà molto; se poco, non esitare a dare secondo quel poco.

Tb 4,10 poiché l'elemosina libera dalla morte e salva dall'andare tra le tenebre.

Tb 4,11 Per tutti quelli che la compiono, l'elemosina è un dono prezioso davanti all'Altissimo.

Tb 4,16 Dà il tuo pane a chi ha fame e fà parte dei tuoi vestiti agli ignudi. Dà in elemosina quanto ti sopravanza e il tuo occhio non guardi con malevolenza, quando fai l'elemosina.

Tb 12,8 Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l'elemosina con la giustizia. Meglio il poco con giustizia che la ricchezza con ingiustizia. Meglio è praticare l'elemosina che mettere da parte oro.

Sir 3,29 L'acqua spegne un fuoco acceso,
l'elemosina espia i peccati.

Sir 7,10 Non mancar di fiducia nella tua preghiera
e non trascurare di fare elemosina.

Sir 12,3 Nessun beneficio a chi si ostina nel male
né a chi rifiuta di fare l'elemosina.

Sir 29,8 Tuttavia sii longanime con il misero,
e non fargli attender troppo l'elemosina.

Sir 29,12 Rinserra l'elemosina nei tuoi scrigni
ed essa ti libererà da ogni disgrazia.

Sir 35,2 Chi serba riconoscenza offre fior di farina,
chi pratica l'elemosina fa sacrifici di lode.

Dn 4,24 Perciò, re, accetta il mio consiglio: sconta i tuoi peccati con l'elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti, perché tu possa godere lunga prosperità».

Anonimo ha detto...

ora qualche passo
nel NUOVO TESTAMENTO:

Lc 7,37-41 Dopo che ebbe finito di parlare, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli entrò e si mise a tavola. Il fariseo si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità. Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, tutto per voi sarà mondo.

Rm 15,25-26 Per il momento vado a Gerusalemme, a rendere un servizio a quella comunità; la Macedonia e l'Acaia infatti hanno voluto fare una colletta a favore dei poveri che sono nella comunità di Gerusalemme.

1Cor 16,1 Quanto poi alla colletta in favore dei fratelli, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia.

2Cor 9,5-9 Ho quindi ritenuto necessario invitare i fratelli a recarsi da voi prima di me, per organizzare la vostra offerta già promessa, perché essa sia pronta come una vera offerta e non come una spilorceria.

Tenete a mente che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà.

Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene, come sta scritto:

ha largheggiato, ha dato ai poveri;
la sua giustizia dura in eterno.

Gal 6,9-10 E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo.
Poiché dunque ne abbiamo l'occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede.

1Tm 6,17-19 Ai ricchi in questo mondo raccomanda di non essere orgogliosi, di non riporre la speranza sull'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che tutto ci dà con abbondanza perché ne possiamo godere; 18di fare del bene, di arricchirsi di opere buone, di essere pronti a dare, di essere generosi, 19mettendosi così da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera.

Gc 2,15-17 Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa.

Eb 13,16 Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.

Peregrino Tuc ha detto...

Mah, per me questo Papa è una punizione inflitta a tanti pastori "intellettuali", di ogni ordine e grado, che da troppo tempo e con troppa facilità disprezzano il proprio gregge.

Peregrino Tuc ha detto...

Questa spada non è spada è una lancia, taglia la gola agli agnelli ed ai bambini
Questo fuoco che brucia le chiese, brucia il raccolto dei contadini
E mio figlio, che è figlio di Francia, rivolta la terra perché ci dia da mangiare
Conosce fatica, dolore e rinuncia, conosce una Croce a cui poterle affidare!

don Camillo ha detto...

Mah, per me questo Papa è una punizione inflitta a tanti pastori "intellettuali", di ogni ordine e grado, che da troppo tempo e con troppa facilità disprezzano il proprio gregge.

Non faccio che riflettere su questo!!! Quanto hai ragione!!!!!

Peregrino Tuc ha detto...

Scusate l’OT, ma la citazione mi è sembrata troppo interessante.

In G. Post, The theory of public law and the State in thirteenth century (citato da E. H. Kantorowicz), si legge che secondo i filosofi scolastici “la salvezza dell’anima di uno è l’unico diritto privato che è superiore all’utilità pubblica fatta eccezione nel caso di un vescovo che non può rinunciare, dichiara papa Innocenzo III, alla sua carica per salvare la sua anima se deve salvare altri”.

Che direbbero i filosofi scolastici ed Innocenzo III dell’Ingravescentem Aetatem?

Peregrino Tuc ha detto...

Come si sente la mancanza di BXVI, che al posto di una facile misericordia ci portava la giustizia di ... Bonhoeffer!

"Dio non può semplicemente ignorare tutta la disobbedienza degli uomini, tutto il male della storia, non può trattarlo come cosa irrilevante ed insignificante. Una tale specie di "misericordia"», di "perdono incondizionato" sarebbe quella "grazia a buon mercato", contro la quale Dietrich Bonhoeffer, di fronte all'abisso del male del suo tempo, si è a ragione pronunciato. L'ingiustizia, il male come realtà non può semplicemente essere ignorato, lasciato stare. Deve essere smaltito, vinto. Solo questa è la vera misericordia. E che ora, poiché gli uomini non ne sono in grado, lo faccia Dio stesso - questa è la bontà "incondizionata" di Dio, una bontà che non può mai essere in contraddizione con la verità e la connessa giustizia"( Joseph Ratzinger, Gesù di Nazareth, vol. II)

Anonimo ha detto...

Durante la Messa in coena Domini al carcere di Rebibbia, Francesco nella sua omelia ha detto, tra le altre cose:

“Io lavo i piedi di questi dodici fratelli e sorelle, ma in essi sono rappresentati tutti voi che abitate qui. Anche io ho bisogno di essere lavato dal Signore e per questo pregate durante questa messa perché egli lavi le mie sporcizie, perché io diventi più schiavo di voi, più schiavo nel servizio della gente come è stato Gesù”.

Egli ha poi lavato e baciato i piedi a dodici carcerati, inginocchiandosi, con l’aiuto di due cerimonieri, davanti a ognuno di loro, a partire da una giovane detenuta nigeriana con in braccio il figlio di pochi anni, al quale ha pure accarezzato i piedi, e accomiatandosi da ognuno con un sorriso

Al suo arrivo alla casa circondariale Nuovo Complesso Rebibbia di Roma, poco dopo le 17, Papa Francesco, seguito da vicino solo dall’anziano cappellano, don Sandro Spriano, tra gli applausi aveva salutato e abbracciato uno a uno i trecento detenuti che lo attendevano nel cortile

Fonte
http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francisco-francis-rebibbia-40181/

Anonimo ha detto...

Papa FRANCESCO:

“Ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia. Lo vogliamo vivere alla luce della parola del Signore: “SIATE MISERICORDIOSI COME IL PADRE"


Anonimo ha detto...

...e allora ecco qualche Parola della Scrittura che ci esorta in questo senso:

"Chi si vendica avrà la vendetta dal Signore
ed egli terrà sempre presenti i suoi peccati.
Perdona l'offesa al tuo prossimo
e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Se qualcuno conserva la collera verso un altro uomo,
come oserà chiedere la guarigione al Signore?
Egli non ha misericordia per l'uomo suo simile,
e osa pregare per i suoi peccati?
Egli, che è soltanto carne, conserva rancore;
chi perdonerà i suoi peccati?
Ricòrdati della tua fine e smetti di odiare,
ricòrdati della corruzione e della morte
e resta fedele ai comandamenti.
Ricòrdati dei comandamenti
e non aver rancore verso il prossimo,
dell'alleanza con l'Altissimo
e non far conto dell'offesa subìta".
(Sir 28,1-7)

Anonimo ha detto...

Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
(Mt 6,9-13)

Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.
(Mt 18,21-22)

Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».
(Lc 6,36-38)

Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità.
Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
(Ef 4,31-32)

Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.
(Col 3,12-13)

Peregrino Tuc ha detto...

Terra trémuit, et quiévit, dum resúrgeret in iudício Deus, allelúia!

Buona Pasqua a tutti!

Ugoccione ha detto...

Buona e Santa Pasqua a don Camillo e a tutti i presenti.

don Camillo ha detto...

Santa Pasqua a tutti voi, don Camillo vi vuole tanto bene!

ps

Argomenti che vi piacerebbe affrontare? non so più che scrivere.....

Anonimo ha detto...

Aò, don Camillo, ecche!.. l'anno de la misericordia te fà finì l'ispirazione??!

Hai voja te de scrive, ce ne sta tante de cose spirituali in quest'anno providenziale che er papa nostro ha procramato, che se poi se facesse tutti come vole er Signore Nostro se trovamo tutti quanti in Paradiso...io, te caro Don, er bon Ugoccione, er Peregrino Tuc e tutti l'antri fratelli...

...hai voja de scrive, Don...qua se pò diventà come lo scriba Esdra de la Bibbia a furia de scrive...ehhh!!
Invece lo scajasse l'uno contro l'antro e move sempre er ditino contro, lassamolo ad antri, se lo vojono...che ognuno cià le travi drento l'occhio suo che nun se finiscono più!!

Er peccatore ha detto...

Scusa caro don, nun me so' fatto riconosse...sò sempre "Er peccatore", quelo der popolo che aveva scritto giorni fa.

ps..tra l'argomenti spirituali ce potrebbe esse presempio, se me posso permette, quelo che potrebbe pijà spunto da 'na frase de 'n omo de gran fede che però nun m'aricordo chi è, ma m'aricordo più o meno la frase che lassò scritta:

"PER POTE' AMA' TUTTI L'OMINI (ma propio tutti, senza eccezione arcuna, eh!) NUN BISOGNA AMA' PIU' GNENTE D'UMANO"

...bella, no?..aò, a me me piace amichi mia e me cià fatto reflette parechio, pur co' la mi' ignoranza...

Er peccatore ha detto...

...e infine (e me scuso pe' la lunghezza, ma dopo prometto che me metterò ginochioni su' ceci pe' fà penitenza...) riflettenno pure su le parole de San Paolo, cioè:

"Il frutto dello Spirito invece è AMORE, GIOIA, PACE, PAZIENZA, BENEVOLENZA, BONTA', FEDELTA', MITEZZA, DOMINIO DI SE'.."
(Gal 5,22)

...me se sò parate davanti quele parole der santo DOROTEO DE GAZA, monaco der VI secolo ner deserto appunto de Gaza, che dopo essersi compretamente abandonato a la guida di omini spirituali come BARSANUFIO e GIOVANNI, co' l'aiuto poi der bon Dio - senza er Quale nun semo gnente e nun se pò fà gnente de bono - t'arivò a possedè gran virtù, come umirtà, bontà, mitezza, misericordia, uniti a l’amore fraterno ner servizio e ne la gioia.

Sotto me permetto, visto l'Anno de la misericordia che inizierà a dicembre, de 'nserì uno scritto suo che diche tutto de lui e de come dovremmo esse pure noantri, fratelli...anche se io so' quasi sicuro che tanti de voi lo sono deggià, sò io più che antro che n'ho bisogno pe' davero...

Er peccatore ha detto...

...ecco dunque, come anunciato prima, quele belle e sante parole de un vero seguace der Signore Nostro Gesù Cristo, cioè appunto DOROTEO DE GAZA (da "INSEGNAMENTI SPIRITUALI" ed Paoline, 1980, che nun sò però se è fori catalogo...ma de certo l'insegnamento de Doroteo fori catalogo nun è de certo!)

Che la Madre Santissima m'aiuti a vivelle per davero e nun solo a riportalle come faccio stamatina:

Ecchile qua, LEGGETE FRATELLI MIA CARISSIMI, perché è un gran godimento spirituale questo, antro che!!


DOROTEO DI GAZA:

“Una volta un fratello, sia perché stava subendo qualche tentazione, sia perché era un uomo semplice e un po’ grossolano, o Dio sa perché, per un certo tempo DI NOTTE URINAVA VICINO ALLA MIA TESTA COSI' CHE MI INONDAVA ANCHE IL LETTO.

Allo stesso modo, ALTRI FRATELLI venivano ogni giorno a SBATTERE LE LORO STUOIE davanti alla mia cella ed entravano nella mia cella COSI' TANTE CIMICI che non riuscivo ad ucciderle; erano così numerose a causa del gran caldo. Poi, quando andavo a dormire, SI AVVENTAVANO (le cimici, cioè) TUTTE SU DI ME. Ero così stanco che mi addormentavo subito, ma, quando mi svegliavo, MI TROVAVO COMPLETAMENTE DIVORATO IN TUTTO IL CORPO.

EPPURE NON DISSI MAI: “Non fare così!” o “Ma perché fai questo?”. Non mi risulta, come ho già detto, di aver mai detto una parola che potesse ferire o far del male a qualcuno.

Imparate a portare i pesi gli uni degli altri (Gal 6, 2), imparate a rispettarvi a vicenda. Se a qualcuno capita di sentire una parola spiacevole o di dover sopportare qualcosa che non gli piace, non si lasci subito scoraggiare, non si irriti subito; al momento della lotta, quando cioè gli viene offerta un’occasione di crescita spirituale, non si faccia trovare con il cuore disattento e negligente, senza forza, INCAPACE di sopportare ogni minima provocazione.

NON ASSOMIGLIATE AI MELONI CHE MARCISCONO SUBITO NON APPENA SONO TOCCATI DA UN SASSOLINO".

Ugoccione ha detto...

Grande Er peccatore, grande davvero. Grazie per le belle e ricche riflessioni.

Per la richiesta di don Camillo, debbo dire che ultimamente nemmeno io ho più argomenti, non perchè non ce ne siano, ma solo per il fatto che ho deciso di staccare un po'.

Un caro saluto

Er peccatore ha detto...

Sò io semmai che ringrazio te, carissimo fratello UGOCCIONE, pe' la genuinità, sincerità e sempricità con cui nutri la fede tua, e se vede da fora, quanno te se legge.

Me dispiacerebbe tanto perciò che tu staccassi come dichi...

Siccome comunque m'hai dato un pochetto de coraggio pe' continuà a riportà quarche bella frase de quei granni omini spirituali, allora, sempre a proposito de quele virtù di cui se stava a parlà sopra, ecco un'antra bella cosa che diche er santo DOROTEO DE GAZA, e che va a braccetto con quanto aveva detto prima, riportato appunto più su.

DOROTEO DI GAZA:

"CREDI PURE: tutto quanto ci capita avviene per disegno di Dio, anche le minime cose; sicché sopporta senza turbamento quanto ti accade. CREDI che l’essere disprezzato e offeso è PER TE RIMEDIO contro l’orgoglio e prega per quelli che ti maltrattano come per I TUOI VERI MEDICI.

Sii certo che CHI ODIA ESSERE DISPREZZATO, odia l’umiltà e CHI RIFUGGE DA COLUI CHE LO IRRITA, fugge la mitezza.

("Lett.II,187.Oeuvres spirituelles de Dorothée de Gaza, S Ch 92.)

Er peccatore ha detto...

...e 'sto Santo nostro, DOROTEO, poi, ne su' "INSEGNAMENTI SPIRITUALI", pare spiegalla ancor più a fonno la questione co' un esempio pratico, come è solito e bravo lui a fare sempre pe' fasse capì da tutti, in primisse da noantri der popolo, come dovrebb'esse...


DOROTEO DI GAZA:

“A volte un fratello CREDE di essere in pace, tranquillo, ma non appena un altro gli rivolge una parola molesta, ecco ne rimane subito turbato e per questo crede di avere ragione a rattristarsi e infatti dice contro di lui:

“Se questo fratello non fosse venuto a parlarmi e a turbarmi, non avrei peccato”.

ILLUSO! E’ un ragionamento sbagliato! Ha forse messo dentro di lui la passione dicendogli quella parola? No, gli ha semplicemente manifestato la passione che aveva dentro di sé perché, se lo vuole, possa pentirsene. Costui infatti assomiglia a un pane di grano puro che all’esterno ha un ottimo aspetto, ma non appena viene spezzato, lascia vedere il suo marciume.

Così anche quel fratello se ne stava in pace, come credeva, MA dentro di sé aveva una passione e non lo sapeva. E’ BASTATA UNA SOLA PAROLA del fratello per far venir fuori il marciume nascosto dentro di lui.

Se dunque vuole ottenere misericordia, faccia penitenza, purifichi il suo cuore, avanzi, e vedrà che DEVE PIUTTOSTO RINGRAZIARE QUEL FRATELLO per essergli stato d’aiuto”

Luciana Cuppo ha detto...

Circola in questi giorni su blogs cattolici di orientamento tradizionale un post ripreso da Il Foglio del 7 marzo 2014 dal titolo: Ratzinger e la Teologia della liberazione: "Fu falsificazione della fede".
Nel post ci si riferisce pero' a Il Foglio "di ieri" ed al libro, ancora di la' da venire, "Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici e i collaboratori ricordano". Il libro e' ora ben che pubblicato ed a portata di mano nelle librerie. Io non l'ho letto, ed i miei commenti riguardano quindi solo quanto pubblicato nel post; se dal libro dovessero risultare conclusioni diverse, mi rimangero' i commenti senza smorfie.
Quella della teologia della liberazione, scrive il card. Ratzinger, fu "falsificazione della fede" che diventava un movimento politico-rivoluzionario. Si tratta quindi di una falsa idea di liberazione, mentre Giovanni Paolo II guido' i cattolici, compreso il card. Ratzinger, "a esporre l'autentica vocazione della chiesa alla liberazione dell'uomo."
Il che, amici cari - e ditemi se ho le traveggole - vuol dire cadere dalla padella nella brace, con tanto di benedizione dell'allora cardinale ed ora papa emerito Ratzinger. Perche',sia che la liberazione dell'uomo co sista in un movimento politico-rivoluzionario che ha (questo si legge tra le righe) le simpatie del brutto e cattivo papa Francesco, sia che essa venga semplicemente enunciata senza ulteriori spiegazioni dal bello e buon ex-papa Ratzinger come "autentica vocazione della chiesa", sempre di liberta' dell'uomo si tratta; becera e stracciona la prima, in giacca e cravatta o fors'anche in smoking la seconda, ma entrambe fanno coincidere la vocazione della chiesa con la liberazione dell'uomo.
(conti ua)

Luciana Cuppo ha detto...

Dal Catechismo Maggiore di san Pio X (riassumo):

145D: La Chiesa e' la convocazione (che vuol dire 'chiamata', n.d.r.) di molte persone.
146D: Siamo stati chiamati alla Chiesa di Gesu' Cristo da una grazia particolare di Dio, affinche' con il lume della fede e l'osservanza della divina legge Gli rendiamo il debito culto e perveniamo alla vita eterna.
148D: Le diverse parti della Chiesa (trionfante, purgante, militante) hanno il medesimo fine che e' la felicita' eterna.

Ed in tutto questo, la liberazione dov'e'? non c'e', ma non e' necessaria, perche' Gesu' e' via, verita' e vita e la verita' - cioe' Lui - ci fara' liberi.
Ed adesso non ditemi che questo e' sottinteso, che c'e' qualche baco, che ci sono forse i brutti e cattivi che hanno sempre ostacolato il buon papa Benedetto XVI.
Io vi dico che nel post il fine ultimo della Chiesa - condurre gli uomini a Dio - non c'e'. Manca Dio. E quando manca Dio, non c'e' liberta' che tenga, per he' si resta sempre prigionieri di se stessi, e questo e' l'inferno.
"La Chiesa esiste per togliere l'uomo da un mondo (quello naturale, n.d.r.) e metterlo in un altro (quello soprannaturale o della fede, cui si giunge solo attraverso Cristo, n.d.r.)", disse un noto teologo. Questa e' vera liberta', e non ve n'e' altra.

Ed i commenti estatici su quei cattolicissimi blogs? Mah, spiegatemeli voi.

Luciana Cuppo

Peregrino Tuc ha detto...

Cara Luciana, la lotta dei papi post-conciliari contro la teologia della liberazione ricorda molto da vicino quella di Lutero contro Thomas Müntzer.
Una faccenda interna alla medesima eresia teologico-politica, come hai lucidamente colto.

Luciana Cuppo ha detto...

Splendido, Peregrino Tuc. Lutero -Muentzer: non ci avevo pensato, ma dovro' istruirmi, questa e' troppo ghiotta da lasciar passare.

Ma che si tratti di faccende interne alla medesima eresia, dovrebbero coglierlo molti cattolici accecati dalla melassa sentimentale condita con pizzi e merletti, tanto generosamente propinataci - e non dico da chi.

Luciana Cuppo

Peregrino Tuc ha detto...

Io mi do questa risposta. L'anti-comunismo, in sé pur sacrosanto, è uno dei cavalli di Troia con cui i liberal-conservatori fanno breccia nel cattolicesimo. Chi si rifiuta di considerare il lato politico delle vicende, ne cade vittima e non distingue più la linea del fronte.

Anonimo ha detto...

A proposito.. circa il suo essere considerato comunista, ecco cosa diceva HELDER CAMARA (del quale la Santa Sede ha dato il via al processo di beatificazione):

"Non capisco perchè, se do da mangiare ai poveri mi chiamano SANTO, ma se poi chiedo perchè i poveri non hanno da mangiare mi chiamano COMUNISTA".

Anonimo ha detto...

Siccome in altri lidi si sta parlando del vescovo Helder Camara (di cui sappiamo essere iniziato il processo di beatificazione, fortemente voluto da papa Francesco) talvolta in modo piuttosto negativo, riporterei, col permesso di don Camillo, questo estratto che a mio modesto parere rende maggior giustizia al valore di quest'uomo di fede:

dom Helder ”Ah, LA PREGHIERA! è lì, in ogni attimo della nostra vita! Dio è dovunque. Giorno e notte, siamo immersi nel Signore. Camminiamo, parliamo, viviamo, siamo sempre in lui. E Dio è in noi. Signore Gesù, non nasconderti dentro di me! Guarda con i miei occhi! Ascolta con le mie orecchie! Parla con la mia bocca! Cammina con i miei piedi! Saranno sorpresi i cristiani, i cattolici, quando vedranno di non essere i soli invitati a entrare nella casa del Padre! Perché il cuore del Padre è molto più grande del registro di tutte le nostre parrocchie e perché lo Spirito del Padre soffia dappertutto, anche dove i missionari non sono ancora approdati!"

Ogni notte, dom Helder si alza alle due del mattino e si immerge nella preghiera. Si immerge come in un’acqua vivificante da cui esce ristorato, pieno di un ardore rinnovato. Queste ore di veglia permettono di ricostruire l’unità della vita, di tirare le somme degli avvenimenti e degli incontri della giornata ormai terminata, di “raccogliersi” dopo aver “raccolto” i fatti, piccoli e grandi, del giorno ormai passato. Mentre prega l’ufficio mattutino, è in unione misteriosa ma reale con tutti i religiosi del mondo che si alzano per cantare la gloria di Dio nel silenzio della notte. La calma di queste ore favorisce la riflessione.

Poi, finalmente, la Messa, l’Eucarestia. La Messa non è un momento intenso della vita sacerdotale, è LA vita! La Messa è il momento culminante di ogni giorno...

"LA PREGHIERA, L'EUCARISTIA sono l’aria e l’acqua della vita. L’aria e l’acqua SONO la vita. È straordinario come la Messa copra l’arco della giornata. Tutto diventa offertorio. IO NON PASSO la giornata con le mani alzate, come sull’altare: la gente non capirebbe e mi prenderebbe per pazzo. Ma spiritualmente è così che trascorro tutti i miei incontri della giornata, offrendo le gioie e le sofferenze, le speranze e le paure, le virtù e le debolezze, tutto ciò che si vede, si sente, si immagina, si sogna.

LA MIA PORTA E IL MIO CUORE saranno aperti a tutti, assolutamente a tutti. Cristo è morto per tutti gli uomini: io non voglio escludere nessuno dal dialogo fraterno. Cristo vuole che tutti i cristiani operino per la liberazione dei loro fratelli. La fedeltà al Vangelo può essere vissuta solo nel servizio ai fratelli. La promozione umana, la lotta contro le ingiustizie, la conquista della dignità sono il modo con cui gli uomini possono contribuire alla salvezza e alla redenzione, per le quali il Signore ha donato la sua vita. Aiutiamoci a vicenda ad affrontare, con la grazia di Dio, la conversione dai nostri peccati e la conversione dai peccati collettivi delle strutture ingiuste. In unione completa e costante con Cristo, di conversione in conversione, fino alla fine della vita, si imparerà la spoliazione, si imparerà a perdonare, a vivere l’esperienza della croce, a sperare contro ogni speranza".

Marie Jo Hazard
da "Helder Camara"
Paoline editoriale libri, Milano 2005
ripreso da http://paroledivita.myblog.it/2009/03/16/vegliate-e-pregate/

don Camillo ha detto...

Cara Luciana, la lotta dei papi post-conciliari contro la teologia della liberazione ricorda molto da vicino quella di Lutero contro Thomas Müntzer.
Una faccenda interna alla medesima eresia teologico-politica, come hai lucidamente colto.


Andando a Berlino, ho visto la cattedrale luterana (inaugurata nel 2009, dopo la ricostruzione post bellica), magnifica, tra Santi e Madonne Angeli e cupole spiccava un meraviglioso Altare orientato sormontato da un meraviglioso crocefisso... se non ci fossero state le statue di Lutero, Zwingli, Calvino e Knox, che la gente cattolica comune non riusciva a riconoscere poteva essere scambiata per una maestosa Basilica Cattolica.

Per contro, nella Cattedrale Cattolica (inaugurata negli anni '80) a 300 metri di distanza, a forma di Pantheon (!!!!!) grigia con vetrate a quadretti, non c'era MANCO un'immagine sacra, ma manco un crocefisso, o di quelle rappresentazioni posto avanguardiste con miscuglioni di colori vomitati su una tela! c'era solo una Altare-Mensa buttato in mezzo all'aula. Giusto una madonnina dietro (!!!) ad una colonna!

Peregrino Tuc ha detto...

I vecchi luterani ancora celebrano ad orientem.

Peregrino Tuc ha detto...

http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1431:lo-hanno-detronizzato-43a&catid=113&Itemid=317

Come aveva ragione!

Ronald Stark ha detto...

Agghiacciante silenzio dei noti blog "tradizionalisti" (MIL, CEPC) sulla protesta assurda e ridicola della Turchia contro le parole del papa di oggi sul genocidio armeno. Ma questi tradizionalisti non lo accusavano sempre di tacere per non irritare? Adesso che parla apertamente si evita di riferirne. Quella gentaglia è una massa di criptogiudei lordi avidi di denaro, altro che cattolici tradizionalisti, sono servi di Mammona, gente paragonabile ai mercanti del tempio ben scacciati da Gesù

Ronald Stark ha detto...

Chiedo scusa se continuo con un altro commento: sono ancora più agghiacciato ora che ho visto i commenti online all'articolo de "Il Giornale" appunto su Papa-Armeni-Turchia: c'è gente che lo accusa di aver "voluto il dialogo con l'ISIS"!!!! (Ma quando mai??? Ma smettere di pippare roba bianca magari, ma di cosa si fa quella gente?), di non voler "accogliere i cristiani perseguitati ma solo i clandestini islamici" (mai pensato che magari tanti profughi sono cristiani in fuga dai terroristi islamici? no eh?). io veramente, stasera sono schifato, io credo che tutto questo venga da quella che ben fu definita 20 secoli fa la "sinagoga di Satana", che oggi controlla finanza, informazione, spettacolo (pornografia) ecc.

Ugoccione ha detto...


GRAZIE Ronald Stark mi ha tolto le parole di bocca!!!