domenica 12 aprile 2015

Genocidio armeni, Turchia contro il Papa: “Distorce Storia”. Richiama ambasciatore.

La libertà di Papa Francesco, mi da una grande speranza per il futuro! Ricordare, in questo momento, gli orrori di ieri aiuta a non distogliere lo sguardo su gli orrori di oggi!



Scontro diplomatico con il Vaticano. Dopo le parole di Francesco il nunzio apostolico è stato convocato dal ministero degli Esteri. "Dichiarazione inaccettabile”. Ankara continua a negare che quello del 1915-16 sia stato un "genocidio". Fonti della segreteria di Stato a ilfattoquotidiano.it: "Stupore, la posizione è la stessa di Giovanni Paolo II di 14 anni fa".


Le parole di Papa Francesco sul genocidio degli armeni diventano motivo di uno scontro diplomatico tra lo Stato della Città del Vaticano e la Turchia. “Quel massacro fu il primo genocidio del Novecento” ha detto Jorge Mario Bergoglio alla messa per il centenario dell’uccisione di centinaia di migliaia di persone tra il 1915 e il 1916. Un messaggio che non è piaciuto ad Ankara. Prima l’ambasciatore del Vaticano è stato convocato dal ministero degli Esteri turco: al nunzio apostolico Antonio Lucibello è stato espresso il “disappunto” per le dichiarazioni del pontefice e Ankara si è detta “dispiaciuta e delusa”. Poche ore dopo la Turchia ha richiamato il proprio ambasciatore presso la Santa Sede. In una nota il ministero degli Esteri scrive che il popolo turco non riconosce la dichiarazione del Pontefice, “che è discutibile sotto tutti i punti di vista, che è basata sul pregiudizio, che distorce la storia e che riconduce il dolore sofferto in Anatolia nelle particolari circostanze della Prima Guerra Mondiale ai membri di una sola religione”. Per il momento dalla Santa Sede non sono arrivate repliche.

Tuttavia fonti vaticane contattate da ilfattoquotidiano.it riferiscono dello “stupore” negli ambienti della Segreteria di Stato (cioè il “governo” del Vaticano) per la dura reazione di Erdogan. Si sottolinea, tra l’altro, che la posizione del Vaticano sul genocidio armeno non è cambiata ed è la stessa che 14 anni fa fu sottoscritta da papa Giovanni Paolo II. Inoltre le stesse fonti sottolineano anche che quando Bergoglio è andato in Turchia a novembre ha omaggiato sia la memoria di Atatürk, visitandone il mausoleo, sia Erdogan entrando nel suo lussuoso Palazzo Bianco, prima personalità internazionale a farlo. 
Francesco aveva auspicato che riprendesse “il cammino di riconciliazione tra il popolo armeno e quello turco”. “Sono quasi convinto che le parole del Pontefice saranno percepite come spinose dal governo e dai leader turchi” commenta all’Ansa il presidente armeno Serzh Sarkysyan. “Distinguo il governo turco dal popolo turco. Sono convinto che le parole del Papa toccheranno le menti e i cuori di molti turchi che avranno una opportunità di riconsiderare il genocidio degli armeni e di liberarsi del peso della storia”. E’ più netto il ministro degli Esteri armeno Edward Nalbandian: “Siamo in una situazione in cui la Turchia parla in una lingua diversa da quella del resto della comunità internazionale e sembra che non capisca di parlare un diverso linguaggio. In questi ultimi giorni ci sono numerosi organismi internazionali che adottano risoluzioni o dichiarazioni che riconoscono il genocidio e fanno appello alla Turchia affinché faccia questo passo. E le dichiarazioni del papa si inseriscono in questo contesto di valori universali. Quando la Turchia potrà capire ciò, capirà cosa sta dicendo la comunità internazionale e grandi personalità come papa Francesco”.

La Turchia continua a negare che quello del 1915-16 sia stato un genocidio e combatte una guerra diplomatica permanente per cercare di impedire che venga riconosciuto all’estero da un numero crescente di Stati. Ankara, in particolare, ha sempre respinto l’espressione di genocidio, che presuppone premeditazione e volontà sistematica di eliminazione di un popolo, secondo la definizione di genocidio che venne coniata nel 1943 dall’avvocato polacco Raphael Lemkin. Gli armeni fanno risalire l’inizio del genocidio alla notte tra il 23 e 24 aprile del 1915, quando il governo ottomano ordinò l’arresto e l’esecuzione di 50 tra intellettuali e leader della comunità armena, con il pretesto che fossero “una quinta colonna” dei russi.
Dopo quel primo episodio, centinaia di migliaia di armeni vennero deportati e uccisi tra il 1915 ed il 1916. Secondo l’Armenia, le vittime di quei massacri furono almeno 1,5 milioni, secondo la Turchia circa 300mila, mentre l’Associazione internazionale degli studiosi di genocidi ritiene che gli armeni uccisi furono “oltre un milione“. Sono una ventina i Paesi nel mondo che hanno ufficialmente riconosciuto come genocidio il massacro degli armeni: tra questi l’Italia, la Francia, la Russia, l’Argentina e poi anche il Parlamento europeo. Non gli Stati Uniti, dove ancora nei giorni scorsi 49 deputati americani hanno scritto al presidente americano Barack Obama chiedendo che riconosca il massacro degli armeni come genocidio.

In Turchia, l’utilizzo del termine genocidio è punito con il carcere in base all’articolo 301 del codice penale, che prevede il reato di “vilipendio dell’identità turca”: per questo sono stati perseguiti lo scrittore Nobel per la letteratura Orhan Pamuk e il giornalista di origine armena Hrant Dink, che venne ucciso da un ultranazionalista nel gennaio del 2007. Lo scorso anno, l’allora premier oggi presidente Recep Tayyip Erdogan, in un gesto senza precedenti, offrì le sue “condoglianze ai nipoti degli armeni uccisi nel 1915″, auspicando che “gli armeni che hanno perso la vita nelle circostanze dell’inizio del XX secolo riposino in pace”.

5 commenti:

Peregrino Tuc ha detto...

"quando il governo ottomano ordinò l’arresto e l’esecuzione ..."

Ma erro o nel 1915-16, pur nella persistenza almeno formale dell'Impero, al governo in Turchia c'era certa "gioventù"?
No, perché in giro se ne fa un altro caso di "clash of civilizations", quando probabilmente era la medesima civiltà contro se stessa.
Ma forse mi sbaglio ...

Ugoccione ha detto...

Chi sarebbe che distorce la Storia con la S maiuscola? Il Papa o erdogan? Qui un ottimo saggio storico:

http://www.riscossacristiana.it/importate-saggio-dello-storico-alberto-rosselli-lolocausto-armeno-di-piero-vassallo/

L'olocausto degli Armeni la prima nazione nella Storia che ha abbracciato il Cristianesimo, il loro primo Re Haic pronipote di Jafethf al quale fu assegnta l'Anatolia e quindi la grande Armenia (oggi turchia) fu l'uccisore del terribile sanguinario e invasore di terre altrui Nembroth figlio di Cam e ideatore della torre di Babele, il remoto prototipo del mondialismo attuale.

Al suo posto ascese Assur, 2° genito di Sem figlio di Noè.

La Grande Armenia oggi turchia “grazie” alla sua posizione incrocio tra Asia occidentale e orientale, nonché l’altura su cui essa poggia, che guarda la curva sud della Mezzaluna Fertile, è sempre stata una nazione ambita da molti e lungo la sua lunga storia, è stata invasa da assiri, arabi e ottomani.
L'epilogo nel XX sec. Così fino al primo terribile e crudelissimo genocidio di stampo razziale e religioso dove il popolo Armeno fu macellato senza pietà e questo nella totale indifferenza dei testi scolastici, programmi tv , discussioni e incontri che ne diano conto e DOVEROSA Memoria.

Non solo ma la straordinaria architettura sviluppata dai maestri armeni, avrebbe influenzato non poco quella romanica, gotica, in parte anche barocca e l’architettura difensiva, tanto che lo stesso Leonardo da Vinci dopo un viaggio in Armenia ideò e progetto’ i suoi più preziosi capolavori architettonici.

Ancora GRAZIE a papa Francesco per aver ricordato i martiri Armeni. Dio gliene renderà merito anche se è tempo che lui stesso si renda conto della minaccia islamica che incombe sull'Europa. Si rendano conto quei che hanno compiti importanti prima che sia troppo tardi anche per loro, non pensino di salvare la loro pellaccia...

In questi giorni sono arrivati da noi 5000 clandestini tutti islamici. Voglia Iddio rendere giustizia a questa invasione diabolica voluta dai Nembroth e Assur di turno rispettivamente parenti di Sem e di Cam i due ai quali è stato profetizzato che NON avrebbero abitato il Tabernacolo Vivente uscito da un ramo di Sem, l'unico rimasto integro proprio per questo evento. Poi dopo la nascita di Gesù Cristo venne sciolto da Dio stesso.
INFATTI Non aveva più motivo di esistere. Si legga e si rilegga Genesi la tavola dei popoli e il seguito.

Facciamoci quindi due conticini della serva.... capiremo che la vendetta di questi due primi nemici dell'umanità postdiluviana è datata millenni di anni fa e continua alla grande oggi.

Permesso e forza accordati dal criminoso ecumenismo e libertà religiosa del cv2 e dai papocchi G23 e P6 che l'hanno voluto e gli altri a seguire che lo hanno attuato.

Per leggere erdogan che incita alla guerra contro l'Occidente rimando all'articolo:

http://www.nocristianofobia.org/lappello-alla-jihad-del-presidente-turco-recep-erdogan/

E questo preme per far parte dell'Europa .....vogliamo scherzare?

Peregrino Tuc ha detto...

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/04/buenos-aires-il-card-poli-fa.html

Surreali le dichiarazioni di Pozzo

Andrea Carradori ha detto...

Meglio il post su MiL in cui si cita "Don Camillo" - post del 1 giugno 2014 ...
Don Camillo è stato profeta ?
http://blog.messainlatino.it/2015/04/la-fsspx-riconosciuta-persona-giuridica.html

Anonimo ha detto...

Il Papa non ha detto nient'altro che la verità, riprendendo, tra l'altro, le parole di GPII. I Turchi evidentemente hanno la coda di paglia. Comunque si ricordino che gli Armeni vivevano in Anatolia da 2.500 anni prima di loro che hanno occupato quelle terre 500 anni fa con decapitazioni e impalamenti
John