martedì 12 maggio 2015

ARRIVA FINALMENTE L'AGGIORNAMENTO DI BREVIARIUM MEUM

Finalmente arriva l'aggiornamento! Abbiamo aspettato tanto ma alla fine è un capolavoro! Naufragato, per ora,  il progetto del Breviario in cartaceo, vi presento di nuovo il Breviario per Iphone e Ipad. Sono sicuro che i miei lettori apprezzeranno tale sforzo aiutando anche coloro che l'hanno realizzato.




19 commenti:

Anonimo ha detto...

A quando la versione per Android?

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Ringrazio davvero il rev.do per questa notizia ma soprattutto chi si è effettivamente impegnato per giungere a tale, apprezzatissimo, risultato!

Peregrino Tuc ha detto...

Ut in omnibus glorificetur Deus!

bedwere ha detto...

Ne approfitto per fare rapporto a proposito del sito Divinum Officium. La traduzione in italiano del messale è ormai completata. Manca solo la vigilia pasquale nelle forme romana e pacelliana. Ovviamente ci sono vari bachi (ad esempio il programma si ostina a stampare il credo degli apostoli. Non mi chiedete perché).

Er peccatore ha detto...

Scusate se vengo a rompe qua e pure prima de giugno come avevo detto...ma nun ho saputo resiste e entro un minutello solo, lo prometto, poi me ne rivado...solo pe' di' che quanno er DON CAMILLO nostro in quel'antro tredde ha scritto, a proposito de quel'antro prete...

"...FORSE RACCOGLIERA' QUEI FRUTTI CHE IO NON SONO STATO IN GRADO DI RACCOGLIERE ANCHE A CAUSA DEL MIO PESSIMO CARATTERE!"


...me so' detto allora fra me e mi' moje (che è un pochetto come di' "fra me e me", ormai, dopo diversi anni...), ho detto: ma guarda un po' quanta umirtà cià 'sto DON CAMILLO nostro!"

...no che nun lo sapessi, ma m'è parso che je sia pure cresciuta un po' deppiù...e questo je volevo di'...e che pe' ave' una certa umirtà che oggi nun se incontra tanto facirmente in giro, penzerei che come minimo bisogna che uno ciabbia un ber cammino alle spalle...e se è prete, come è er DON CAMILLO nostro, dovrebbe ave' come minimo...arméno arméno VENT'ANNI DI SACERDOZIO SU LE SPALLE e soprattutto NER CORE...

scusate, ora me ne rivado...

don Camillo ha detto...

(ad esempio il programma si ostina a stampare il credo degli apostoli. Non mi chiedete perché)

Spiega bene non capisco, stampare cosa? c'è un opzione per stampare cosa? da dove, dal sito? come? dove? quando? perche?
....


Ancora grazie per il lavoro titanico...

bedwere ha detto...

No, Reverendo. Non c'e` l'opzione per stampare. Mi sono espresso male. Per ogni giorno dell'anno, il programma produce sullo schermo il testo del Credo degli apostoli. Quando e` domenica (o in altra festa in cui si dice il Credo niceno-constantinopolitano) appaiono entrambi.

don Camillo ha detto...

Er peccatore,
grazie....

Anonimo ha detto...

Bello, però...
gli errori di latino?
Come nello specchietto riportato: "Domitillae Virgini"
anziché "Virginis".

Peregrino Tuc ha detto...

Visto che si parla molto di misericordia ... ho deciso di parlarne anch'io!
Anzi, faccio parlare il grande abate Marmion. Mi permetto di condividere con voi un paio di sue lettere di direzione spirituale che ho trovato molto belle e di grande aiuto per la vita cristiana. Spero lo possano essere anche per voi.

A Evelyn Bax
+
PAX
Abbazia di San Benedetto, Maredsous, 10 aprile 1920

Povera piccola Mousie (soprannome datole da dom Marmion),
provo per lei un’intensa pena e prego per lei con tutto il cuore, perché so per cosa sta passando. No, mia cara figli, non è l’orgoglio – anche se, certo, c’è dell’orgoglio in ognuno di noi – la causa della solitudine, del terribile isolamento, del bisogno e della fame dell’amore di Dio, no, cara figlia, è l’azione stessa di Dio, che si accinge a purificare la sua anima per prepararla all’unione con il suo divino Figlio. Se qualcuno porta frutto, il Padre mio lo pota perché ne porti di più. Suvvia, desidero che lei abbia fiducia in me e che creda alle mie parole. Non è la nostra perfezione che può abbagliare Dio, che è attorniato da miriadi di angeli. No, è la nostra miseria, la nostra indegnità riconosciuta che attira la sua misericordia. Tutto quello che Dio fa per noi è un effetto della sua misericordia (la misericordia è la bontà commossa dalla vista della miseria); ed è per questo che il grande san Paolo ci dice di lasciare che siano gli altri ad andare verso Dio basandosi sulla perfezione della loro vita, come i farisei: quanto a me, mi vanto delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Vede, cara Mousie, se lei potesse comprendere una buona volta che non è mai così cara a Dio, che non lo glorifica mai in modo uguale a quando prende piena coscienza della propria miseria e della propria indegnità. Punti gli occhi sulla sua infinita bontà e si getti sul suo seno credendo per fede che la sua misericordia è infinitamente più grande della sua miseria. San Paolo ci dice che Dio ha fatto tutto a lode e a gloria della sua grazia. E il trionfo della sua grazia avviene quando egli innalza ciò che è miserabile e impuro e lo rende degno dell’unione divina. Guardi Maria Maddalena: era peccatrice di professione; aveva sette demoni, che Gesù aveva cacciato, e tuttavia, non soltanto le ha permesso di toccare i suoi piedi divini, ma è a lei che è apparso per primo la mattina di Pasqua. È uno sposo infinitamente ricco e potente e, quando sceglie per fidanzata una povera piccola Mousie come lei, trova la sua gioia nell’arricchire la sua povertà e nel rivestirla della propria bellezza. Cara Mousie, lei sta attraversando un periodo di prove ma Gesù la ama teneramente; è molto felice di vedere che lei aspira ad essere amata da lui. Questo non è amor proprio: è desiderare ciò che Dio stesso vuole che lei desideri. Se solo potessi fare entrare questo nella sua testa e farle tenere lo sguardo fisso su di lui, sulla sua bontà, e non sul suo piccolo io. Cercate il Signore; cercate sempre il suo volto.
Grazie del libro. Sarò a Londra suppergiù dal 9 al 15 agosto per il ritiro del clero di Westminster. Un libro che la aiuterà sono le Massime di fra Laurence, e i suoi altri opuscoli. Che Dio la benedica e la ami sempre più.
Suo Padre
+ Columba Abb.

Peregrino Tuc ha detto...

A madre Gabrielle Cambon

20 dicembre 1920

Mia cara figlia Gabrielle,
soltanto una parola. La santa liturgia ci dice che Dio manifesta la sua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono. Sia per lui un monumento alla sua misericordia per tutta l’eternità. Più la miseria e l’indegnità sono profonde, più la sua misericordia è grande e adorabile. Un abisso chiama l’abisso: l’abisso della nostra miseria richiama l’abisso della sua misericordia. È per me una grandissima consolazione vedere che lei cammina lungo questa via che è così sicura, che conduce così in alto e che glorifica il preziosissimo sangue e la misericordia del nostro Dio. È anche la mia via.
Mi aiuti con le sue preghiere. La lettura di santa Caterina le sarà di aiuto.
Suo Padre
+ Columba Abb.

Peregrino Tuc ha detto...

anzi ... tre lettere ...

A madre Marie-Joseph van Aerden
Maredsous, 1 aprile 1918

Mia carissima figlia in Gesù Cristo,
[…]
Sono assai felice che Georges sia tornato alla sua normale condizione; per il momento è la soluzione migliore. Ritengo che le gravi stramberie di questi ultimi tempi dimostrino che non è l’uomo adatto per la direzione di un Carmelo. Penso, mia cara figlia, che se si presenta l’occasione, farebbe bene a parlarne a Joseph. Il padre Parys sarebbe perfetto: dotto, umile, zelante, prudente e totalmente persuaso della verità della nostra dottrina. Pregherò per questo. Santa Teresa ha sofferto molto per colpa dei suoi confessori. È una prova molto dura per lei, ma nostro Signore ha voluto in questo modo santificare la sua anima.
Per me è una consolazione dolcissima sapere che nostro Signore le ha concesso la grande grazia che presentivo da molto tempo. È una grazia molto preziosa per lei e per la Chiesa, perché, se le resta fedele, mette a sua disposizione, per le anime e a vantaggio dello sposo divino, dei doni immensi, dato che Cristo non può rifiutare nulla a un’anima che si è degnato di sposare nella fede.
Ha bisogno di una grande fedeltà, ma senza costrizione né scrupoli, perché più si è figli del Padre celeste, più si gode della santa libertà di tale condizione.
Ecco quello che nostro Signore mi incarica di dirle come direzione.
1) Sia molto schietta con Dio e non appena le occorresse di incorrere in qualche colpa, in qualche infedeltà (cosa che succederà di quando in quando), si rivolga a viso aperto al Padre e gli apra la sua anima nella nudità e nella verità; detesti la colpa commessa, faccia un atto d’amore, e poi vada avanti.
2) Non abbandoni mai del tutto la santa compunzione: è l’espressione più umile dell’amore del figliol prodigo perdonato, ma che dice con Davide: il mio peccato mi sta sempre dinanzi. La preghiera che santa Teresa aveva scritto e che teneva sempre nel suo leggio era: non entrare in giudizio con il tuo servo; per quanto alta fosse la sua contemplazione, questa umile compunzione rimase sempre in fondo al suo cuore. Santa Caterina da Siena, uscendo dalle estasi, diceva: contro di te ho peccato; pietà di me, Signore. Un’anima che conserva la santa compunzione non potrà mai perdersi.
3) Per intima che sia l’unione alla quale nostro Signore l’ammette, non dimentichi mai che egli è Dio, l’Infinito! L’amore della creatura, per essere vero, deve essere un amore di adorazione. La stessa santa umanità assunta dal Verbo sta di fronte al Padre in una infinita riverenza d’amore. Di lui è scritto: lo colmerà dello spirito del timore del Signore. Se seguirà questi consigli del suo padre spirituale non correrà pericoli. Se avesse bisogno per qualsiasi motivo del mio aiuto o dei miei consigli, sono convinto che nostro Signore farà sì che c’incontriamo.
Quanto a me, oggi compio sessant’anni. L’abisso dei miei peccati e della mia ingratitudine è sprofondato nell’abisso infinito della misericordia del Padre celeste.
[ …] Dica alla cara Amélie che prego per le lei e le sue figlie. Dio provvederà a tutto, purché lei non paralizzi il suo braccio per mancanza di fiducia. Gesù non poteva compiere alcun prodigio … a causa della loro incredulità.
La benedico dal profondo del cuore. Il sessantesimo anniversario del mio battesimo.
Suo Padre
+ Columba Abb.

bedwere ha detto...

Anonimo,

ho corretto l'errore nella versione in rete. La versione corretta apparira` sul sito
http://divinumofficium.com/ e quindi anche su Breviarium Meum (di cui non mi occupo). Segnalatemi, per favore errori di ogni genere. Il mio indirizzo di posta elettronica lo trovate sul mio profilo. Grazie!

Anonimo ha detto...

Peregrino Tuc, da questo passaggio...

"Per me è una consolazione dolcissima sapere che nostro Signore le ha concesso la grande grazia che presentivo da molto tempo. È una grazia molto preziosa per lei e per la Chiesa, perché, se le resta fedele, mette a sua disposizione, per le anime e a vantaggio dello sposo divino, dei doni immensi, dato che Cristo non può rifiutare nulla a un’anima che si è degnato di sposare nella fede."

..ne posso dedurre che si riferiva al MATRIMONIO MISTICO della sua figlia spirituale, non è così? Cosi come ad esempio avvenne a Santa Caterina da Siena e ad altri santi mistici...

Grazie, queste sono le letture che sempre ci fanno bene e ci esortano ad inoltrarci sempre più nel cammino di fede verso Nostro Signore (sempre con la Sua grazia, naturalmente).

Peregrino Tuc ha detto...

Sì Anonimo, dom Columba Marmion fu un grande maestro.
Dal 2000 è beato ed è in corso il processo di canonizzazione (ma non saprei dire a che punto si trova; il postulatore è mons. Joseph Murphy).
E' stato celeberrimo prima del Vaticano II, soprattutto per la sua "trilogia" con al centro i misteri di Cristo. Oggi invece è ben poco noto ai più. Fu davvero, sulla scia di san Paolo a cui ispirava quasi la sua intera spiritualità, il grande predicatori dei misteri del Signore; ma non meno fu l'apostolo della misericordia. In agonia, con un gesto di disapprovazione silenziò il confessore che tentava di consolarlo e mormorò le sue ultime parole: Deus meus, misericordia mea.
Io gli sono molto devoto e devo moltissimo ai suoi scritti. Sarebbe bellissimo se il Signore lo volesse sugli altari.

Peregrino Tuc ha detto...

Don Camillo, ci informi se negli ambienti romani sente qualche informazione, ovviamente non riservata, sulla canonizzazione di Marmion.
Scusate per l'OT.
Buona giornata a tutti!

don Camillo ha detto...

Don Camillo, ci informi se negli ambienti romani .. sulla canonizzazione di Marmion.

Ok, mi informo! Grazie per il resto!

Anonimo ha detto...

SUPPLICA A SANTA RITA DA CASCIA NEL GIORNO DELLA SUA FESTA, OGGI 22 MAGGIO

Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo. Amen.

O’ eccelsa Taumaturga del mondo cattolico, o
gloriosa S. Rita da Cascia, come sale bel la a te,
dal nostro cuore, la preghiera in questo giorno,
dedicato dalla Chiesa, alla tua solennità.

In quest’ora solenne in cui, mille e mille cuori,
a te si rivolgono fidenti e pieni di santa speranza
nella tua celeste protezione, anch’io unisco la
mia umile preghiera perché dal Cuore Sacratissimo
di Gesù, per i meriti della sua Madre
Immacolata, mi ottenga le grazie di cui ho bisogno.

O’ gran Santa della Chiesa di Dio, non sarà
possibile che la mia fiducia, nel tuo patrocinio,
resti delusa! Non sei tu che i popoli chiamano
la Santa degli impossibili, l’Avvocata dei casi
disperati? Ed io appunto mi trovo in tante infelici condizioni per le mie colpe! Tu non
vorrai allontanare da me il tuo sguardo: non
sarà per me chiuso il tuo cuore; che anzi sono
certo che sperimenterò la tua potente intercessione.

Capisco, che ne sono indegno per i
miei peccati; ebbene si rifulgerà la tua celeste
carità, il tuo grande amore, ottienimi la salvezza
dell’anima mia.

È questa la grazia che principalmente domando
a Dio, per la tua intercessione in questo giorno
sacro al tuo Natale in Paradiso; e con questa le
altre grazie necessarie al mio stato.

O’ buona Santa Rita, appaga i miei voti, ascolta i
miei gemiti, asciuga le mie lacrime, ed anche
io proclamerò al mondo, che chi vuol grazia e
la domanda a Dio, per mezzo di Santa Rita da
Cascia, sicuramente sarà esaudito.

In questo giorno di gloria, in cui maggiore e
più viva si ridesta la comune fiducia nel tuo
patrocinio, ti prego di ottenere da Dio la benedizione,
che imploro su me, sui presenti, sul
Vicario di Gesù Cristo, sul cattolico Episcopato
e Sacerdozio, sui tuoi Religiosi Confratelli e
Consorelle, che formano l’eletta figliolanza del
grande Sant’Agostino, sui benefattori del tuo
Monastero di Cascia, sui promotori del tuo culto,
sugli infermi, sui poveri, sui derelitti, sui peccatori,
su tutti ed anche sulle Anime sante del
Purgatorio.

O’ Santa Rita, Sposa amabilissima di Gesù Crocifisso,
dal quale avesti in dono una delle spine della
sua sacratissima corona, in questo giorno del
tuo trionfo, aiutami e la tua protezione non mi
venga mai meno nella vita e nel punto della
mia morte. Amen.

Tre Padre nostro, Ave e Gloria.

D) Segnasti o Signore, la Tua serva Rita.

R) Col suggello della tua carità e della tua passione.


Orazione

O’ Dio, che Ti degnasti elargire a Santa Rita tanta
grazia da amare i nemici, e da portare in
cuore e in fronte i segni della Tua carità e
passione, per l’intercessione ed i meriti di lei,
Ti preghiamo concedici di perdonare i nostri
nemici, e di meditare i dolori della Tua passione
così che noi otteniamo il premio promesso ai
miti e piangenti. Amen.

http://www.santaritadacascia.org/preghiere/preghiere-ritiane-supplica-santa-rita.php

Anonimo ha detto...

Grazie mille ! L'ho appena scaricata e avete fatto un lavoro egregio! Un servizio davvero utile per la lode a Dio! Grazie!