sabato 23 maggio 2015

Esattamente cento anni fa la canaglia savoiarda dichiarava guerra all'Impero asburgico, del quale concorse a provocare, in tre anni di guerra, il crollo. Lutto per l'unica vera Europa, cattolica, apostolica e romana.



I principali difensori dello Stato della Chiesa erano stati la dinastia dei Savoia, la dinastia dei Borbone e sopratutto l'Impero Asburgico. Ma dalla metà degli anni cinquanta la politica dei Savoia, con il Regno di Sardegna, mostrò una netta virata in senso anticlericale. Il 29 maggio 1855 il Parlamento di Torino approvò una legge che sopprimeva gli ordini religiosi ed ordinava l'incameramento e la vendita di tutti i loro beni. Il re Vittorio Emanuele controfirmò, sancendo così la sua rottura con la Chiesa. Non era mai successo prima che la dinastia Savoia si fosse messa frontalmente contro la Santa Sede. Il papa condannò fermamente la legge con l'allocuzione Cum saepe.  L'anno seguente, in aprile, lo Stato Pontificio subì un duro attacco diplomatico dal primo ministro di casa Savoia, Camillo Cavour. Il Regno di Sardegna aveva partecipato alla Guerra di Crimea come alleata delle potenze europee occidentali. Vinta la guerra, poté sedersi al congresso di Parigi a fianco di Francia e Inghilterra. 

Cavour pronunciò un discorso che conteneva un attacco ben calcolato allo Stato Pontificio. Il conte affermò infatti: “Gli stati della Santa Sede non furono felici che sotto Napoleone I”.  La Santa Sede capì che il piano di Cavour fosse la conquista di Roma che avvenne con la complicità Fracese solo nel 1859, quando  piemontesi entrarono a Roma. 

Gli ultimi amico dello Stato Pontificio furono gli Austriaci, e per questo e anche per la nuova linea politica dovevano essere definitivamente sconfitti.

L'attentato di Sarajevo, cioè l''uccisione dell'arciduca Francesco Ferdinando, l'erede al trono degli Asburgo e sua moglie da parte di un gruppo di nazionalisti serbo-bosniaci, certamente non fu la causa della prima guerra mondiale e non può nemmeno essere considerato la goccia che ha fatto traboccare il vaso ormai pieno di risentimenti nazionali.

Fu invece un pretesto, abilmente sfruttato da chi voleva la guerra ad ogni costo. Per quest'ultimi fu una fortunata coincidenza per poter convincere chi esitava ancora, soprattutto l'imperatore Francesco Giuseppe, anziano e stanco di guerre. E quando questo fatto da solo non bastò fu inventata una provocazione militare da parte di alcuni soldati serbi (un evento in realtà mai avvenuto), davanti al quale l'imperatore, troppo ingenuo per capire l'intrigo, non poté più rifiutare di firmare la dichiarazione di guerra alla Serbia.

La vera tragicità in tutto questo sta nel fatto che coloro che spingevano per la guerra credevano che tutto si fosse risolto in poche settimane, al massimo in pochi mesi e che la vittoria fosse più che scontata. E invece fu l'inizio della carneficina più mostruosa mai vissuta fino ad allora - con 8,5 milioni di morti, di cui 1,2 milioni dell'esercito austro-ungarico - che alla fine provocò il crollo dell'impero asburgico l'ultima frontiera del SACRO ROMANO IMPERO! .
 
I Savoia pertanto anche se alleati con l’Austria, con un accordo segreto con Francia Inghilterra e per mire espansionistiche entrarono in guerra lo stesso con la promessa di ottenere le terre irredente : Trento, Trieste, Bolzano e la Dalmazia .
La gran parte della popolazione italiana era contro.

L’Italia entrò nella prima guerra mondiale nonostante l’Austria avesse comunque promesso il 16 marzo 1915: 
1)  la restituzione di Trentino fino al confine di bolzanino di Salorno  
2) a cedere tutta la riva dell’Isonzo (che costerà all’Italia 500.000 morti a conquistarsela con le armi) 
3)  a garantire la piena autonomia amministrativa a Trieste, 
4) garantire il suo disinteresse per l’Albania 
5) acconsentire l’occupazione italiana di Valona, infine per Gorizia ed alcune isole della Dalmazia c’era una benevole apertura, tutto questo  in cambio della neutralità, della  non belligeranza.

Ma l’Italia non fù  d'accordo voleva  anche da Bolzano in sù,  anche se la gente parla tedesco ed era interamente contraria all’annessione, ( il problema continua fino ai nostri giorni ed è stata mitigata dalla autonomia), l’Austria accetta in tutto ma non  accetta  quest’ultima richiesta .

Non se ne fece nulla e si lascio la trattativa.

A fine guerra l’Italia avrà all’incirca quanto le venne offerto. (Più l’Alto Adige austriaco,  occupato però senza il permesso di Wilson) Si prende anche da Bolzano e su per il Brennero. (Ancora oggi il monumento alla Vittoria a Bolzano è sempre presidiato e circondato da un recinto per paura di danneggiamenti che in passato si sono verificati).

La camera voterà a sfavore della guerra contro l’AUSTRIA ma il Re aveva già preso accordi segreti per la guerra all’Austria con Francia, Russia, Inghilterra.

La festa del 4 novembre fu una ricorrenza istituita nel periodo fascista per trasformare  una guerra spietata in un’epopea vittoriosa, essa fù diretta da Ufficiali incompetenti  e non voluta dalla gente (i tumulti interventisti nelle città furono suscitati dalla propaganda),  le vittime  vennero trasformate in eroi coraggiosi che si immolavano scientemente per la Patria. Le testimonianze delle lettere al fronte e le esecuzioni sommarie dei codardi, le decimazioni, le fucilazioni dei carabinieri verso  chi indietreggiava in prima linea, i 100.000 soldati lasciati morire nei campi di concentramento austriaci (l’italia si doveva incaricare come tutti gli altri paesi in quel tempo di foraggiare i propri prigionieri ma non lo fece): dicono però un’altra storia.  Da allora in poi agli insegnanti fu chiesto di celebrare la Vittoria come necessaria.

Anche Benedetto XV la definì una inutile strage, nonostante abbia favorito insieme a Pio XI la seconda Guerra Mondiale per la sua non consacrazione della Russia a Cuore Immacolato di Maria!

La guerrà tra tutti i paesi  causò complessivamente  10.000.000 di morti di 3.500.000 la triplice Intesa. I morti italiani furono  650.000 morti  e un milione di mutilati e l’Italia celebra oggi la festa della Vittoria. Invece il nostro Presidente ha detto oggi che fù il completamento del Risorgimento: ed è vero, nel senso che fu l'ultimo atto atroce contro l'europa Cristiana e Cattolica... iniziata con quel movimento massonico chiamato appunto Risorgimento, perchè essa  fù una guerra combattuta inutilmente,  a danno della popolazione italiana che pagò un enorme tributo di sangue. 

8 commenti:

Peregrino Tuc ha detto...

Reverendo, questa volta mi permetto di fare io la sua parte, quella critica, che svolge normalmente verso i papi preconciliari ;-)
La ricostruzione che propone è storicamente plausibile ed è sagace nell’identificare le parte in campo e le loro astuzie. Tuttavia risente, come è giusto e del tutto normale, di un punto prospettico papalino (romano), da una parte, e “vandeano”, dall’altra.
Se invece osserviamo le vicende asburgiche da Merano ed Innsbruck, il quadro è almeno in parte diverso.
Francesco I, sua maestà apostolica (!), firmò l’armistizio con Napoleone e gli concesse (niente di meno) sua figlia, la buona duchessa Maria Luisa, in sposa. L’armistizio è un atto comprensibile; le nozze reali sono semplicemente squallide. L’imperatore si voltò così dall’altra parte, e lasciò mano libera a francesi, bavaresi ed italiani perché prendessero il Tirolo e spazzassero via la resistenza dei contadini di Andreas Hofer, vero eroe cristiano, tanto quanto gli eroi vandeani. Fu venduto per pochi denari, umiliato e fucilato a Mantova per ordine diretto di Napoleone. Combatté fino all’ultimo convinto di fare la volontà del Kaiser. Quando morì, la stampa ufficiale quasi non diede la notizia, tutta presa a raccontare i particolari delle fastose nozze di Napoleone e Maria Luisa.
Queste le parole di Hofer dalla sua ultima lettere di prigionia: “Addio mio vile mondo, così leggera viene a me la morte che gli occhi neppure mi si bagnano! Scritto alle ore cinque del mattino, e alle nove con l’aiuto di tutti i Santi farò il mio viaggio verso Dio […] Nel nome del Signore comincerò il mio viaggio con Dio”
Per me la dinastia è morta con quel tradimento, lasciando che si versasse sangue di cristiani in odio alla fede. Ne è rimasto un simulacro, buono per i racconti di Joseph Roth.

5. Dort soll er niederknie'n,
Er sprach: "Das tu ich nit!
Will sterben, wie ich stehe,
Will sterben, wie ich stritt!
So wie ich steh' auf dieser Schanz',
Es leb' mein guter Kaiser Franz,
Mit ihm sein Land Tirol!
Mit ihm sein Land Tirol!"

6. Und von der Hand die Binde
Nimmt ihm der Korporal;
Und Sandwirt Hofer betet
Allhier zum letzten Mal;
Dann ruft er: "Nun, so trefft mich recht!
Gebt Feuer! Ach, wie schießt ihr schlecht!
Ade, mein Land Tirol!
Ade, mein Land Tirol!" »

5. Da esser fucilato,
Dovrebbe inginocchiar,
"Giammai non ho tremmato,
Nemmen qui vo' tremmar!
In piedo vo' morire,
Viva Francesco il Sire
Con esso il suo Tirol!
Con esso il suo Tirol!"

6. La benda ei gitta via
ed alza gli occhi al ciel,
Mormora prece pia
Il servo ognor fedel.
Poi grida: "Orsù, sparate,
Oh come mal tirate!
Addio mio bel Tiroll!
Addio mio bel Tiroll!. »

don Camillo ha detto...

Per me la dinastia è morta con quel tradimento

Grazie innanzitutto... aspettavo un tuo commento in questo senso.

Per il resto, sì una restaurazione è davvero impensabile!

Peregrino Tuc ha detto...

"Per il resto, sì una restaurazione è davvero impensabile!"

E' vero, ormai ha capitolato anche la povera terra d'Irlanda.
Preghiamo perché la Provvidenza non abbandoni l'Europa e l'Italia... possiamo almeno sperare in una giunta militare, magari con l'aiuto di papa Ciccio ;-) E' solo una battuta ovviamente ...

Buona Pentecoste a tutti! Quella vera ovviamente, unica ed irripetibile nella storia, non novella o sedicente ... è vero che lo Spirito soffia dove vuole, ma dove vuole Lui, non dove vogliono i modernisti.

Peregrino Tuc ha detto...

A proposito di Irlanda, Roma e dintorni.
Ma non c'è qualche pastore che ricordi ad i gay, al di là di ordine naturale, diritto naturale, etc., che hanno anche un'anima?
La pastorale modernista-naturalista sta mostrando ormai tutti i suoi limiti. Degradata al livello della carne, la fede non ha davvero più un buon motivo per essere abbracciata.

Anonimo ha detto...

Peregrino, perfetto il suo ultimo commento che sottoscrivo. Grazie a don Camillo per questa riflessione interessante e condivisibile e anche alla sua critica-aggiunta
John

La Scrittura è viva e operante ha detto...

Carissimi amici Peregrino e John, San Paolo la sapeva lunga...lunga...lunga...d'altra parte era stato rapito fino al Terzo Cielo, perciò...

"Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole".

Dalla Seconda Lettera di San Paolo a Timoteo, cap. 4, vv. 3-4

La Scrittura è viva e operante ha detto...

...dopo che Geremia - la bocca del Signore - aveva già tuonato in questo modo....ROBA DA FAR TREMARE..


Geremia 23,1-4

«GUAI AI PASTORI CHE FANNO PERIRE E DISPERDONO IL GREGGE DEL MIO PASCOLO». Oracolo del Signore.

Perciò dice il Signore, Dio di Israele, CONTRO I PASTORI che devono pascere il mio popolo: «Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco IO MI OCCUPERO' DI VOI E DELLA MALVAGITA' DELLE VOSTRE AZIONI. Oracolo del Signore".


..MA alla fine una profezia più che confortante...


"Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho lasciate scacciare e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno.

Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; di esse non ne mancherà neppure una». Oracolo del Signore."


Grazie Signore, sempre sia lodato il Tuo Santo Nome!

Ostiense ha detto...

2 giugno, abbiamo festeggiato (amaramente, che la repubblica è anche peggiore) l'avverarsi delle profezie di Don Bosco sui Savoia: "la famiglia che ruba a Dio non arriva alla quarta generazione".