giovedì 12 novembre 2015

Il Brevetto, NONOSTANTE gli ostacoli.


Aspettavo la conclusione di Firenze, ma ho visto che l'unica cosa interessante sono gli scandaletti e scandalacci di preti sostanzialmente inopportuni. Nulla di nuovo sotto al sole, solo che una volta almeno si ammetteva il valore di uomini di Chiesa con qualche peccataccio, cfr. Papa Alessandro VI, tra i Papi più cattolici della Storia.   Ripropongio questo articolo per chi non l'avesse letto.   

****   

Questa Miniatura, ben rappresenta come è ora la nostra realtà. Il mondo rappresentato dal Principe avvinto da questo mare che rappresenta il male, cioè quella realtà che ci trattiene nel mondo, e il Cristo Solare nel cielo. Separati e uniti nel contempo da questa grande S, che si fa "cammino" di purificazione e di redenzione che ci rende via via sempre più simili a Cristo! E' la via della nostra Cristificazione, via di Grazia che ci rende, già lo siamo con il Battesimo, del tutto Cristo stesso!  



La riflessione che segue è di un maestro spirituale, per me fonte di ispirazione, ve lo dono affinché, in questo "mare" di confusione, si possa trovare quel conforto che noi tutti desideriamo e bramiamo!   In questi anni ho scritto molte cose, soprattutto criticando modernisti e tradizionalisti: ho imparato a vederli come facce di una sola medaglia, di una religione immanentista, fatta di intellettualismo, di volontarismo, ma non di grazia, senza l'operatività reale dello Spirito Santo.    Si parla di Cristo, di Grazia, di Spirito, ma sono discorsi che nascono nel cervello, muovono dalla bocca (o dal ventre) e se va bene colpiscono il cuore, ognuno secondo sue dinamiche mondane: il tridentino si "commuove" per la ieraticità, per la categoricità delle regole morali, per il devozionalismo e le storie, ma è un processo intraumano, dai sensi al cervello al cuore; il modernista è uguale, con altri mezzi, il sociale, il politico, le scienze oppure il mero volontarismo.    
 
È sempre uomo che parla all'uomo, non Dio che parla all'uomo. Poi si vedono certi casi macroscopici in cui questa autoesaltazione immanentistica e razionalistica trionfa, come nella riforma liturgica degli anni 50-70, che è solo ed esclusivamente il frutto di una visione immanentistica e razionalistica, umana, psichica, della liturgia. In cui la Grazia è intesa come il risultato di una equazione, di una somma algebrica di elementi composti dall'uomo (e da che uomini! Scienziati che avendo studiato dicono che quella preghiera va tolta e sostituita con questa, che funziona meglio: meccanici della "Grazia", che sanno produrla ed incrementarla ad arte), che viene postulata ma non indagata in sè stessa. Di fronte a situazioni del genere la tentazione è il reazionarismo immanentista, ossia respingere una tendenza religiosa viziata di materialismo, con un materialismo "più vecchio", che avendo forme esteriori più consuete, tranquillizza di più. In realtà il discorso da fare è un altro, ossia rigettare la tendenza religiosa immanentista, razionalista, antropocentrica, psichica (che è una religiosità dell'uomo per l'uomo, da un organo all'altro; espressione dell'economia adamitica), che è una tendenza che ha preso il sopravvento nella chiesa latina DA SECOLI (alla faccia dell'idolatrare il preconcilio come periodo in cui "tutto va bene"), senza mai imporsi in legge, ma sempre restando come una seduzione popolare e generalmente accettata da tutti di una religiosità più semplice (in quanto solo umana), al massimo complicandola con "precetti" (tante rubriche, tanti digiuni, tante ore di volontariato coi drogati o di attivismo no global...), tutti peró sempre intramondani. Col fine di illudere che la complicazione indotta dall'uomo, abbia prodotto da sè quel salto di qualità, ossia il dialogo salvifico tra Dio e Uomo.    
 
Ma è come cercare di dialogare, quando il soggetto che parla è unicamente l'uomo. Se non ci fosse stato un deserto spirituale in occidente, non sarebbero nate le eresie "moderne": protestantesimo in primis, quale apice di una dimensione psichica (intellettualista, volontarista, immanentista, mondana, antropocentrica, adamitica) della religione (in cui l'uomo si dà da sè la rivelazione e se la interpreta pure come gli pare, e idem i sacramenti! E alla faccia della teorica ipertrofizzazione del ruolo della Grazia e del cristocentrismo!), giansenismo e modernismo, sintesi di tutte queste tendenze (per Loisy, la spiritualità appartiene al subcosciente, è pura psicanalisi: c'è solo l'uomo, Dio è un discorso o un pensiero che l'uomo fa). Per questo il tradizionalismo che si limita a odiare il presente e a idealizzare il passato malato (causa del presente) non è una soluzione, ma altro aspetto dello stesso male.    
 
Con questo non sto dicendo peró che allora va bene buttare nel cesso la forma tradizionale, nel culto, nella teologia, nella filosofia, nella morale. I modernisti buttano, perché a monte sono senza spirito, e dunque non ritengono che la tradizione sia "luogo e mezzo della presenza dello Spirito Santo nella economia storica". Di contro é deprimente ridurre la tradizione ad un catalogo antiquario di edizioni di libri, guardando chi ce l'ha più vecchio o più aggiornato o più completo. Una visione tradizionale e spirituale, non avrebbe mai concepito nemmeno l'esigenza di cambiare la liturgia, di migliorarla: l'innovazione avviene solo nella grazia, nella tradizione e a tutela della grazia e dell'ortodossia. Io credo che un discorso SISTEMATICO, inteso come una vera svolta nella chiesa latina su come concepire la religione stessa e di conseguenza il culto, non sia ancora stato fatto e sia atteso da secoli. Non lo fu Trento, sebbene sia stato necessario e giusto. Non lo é stato tantomeno il CV2, anche se paradossalmente l'intenzione era quella. Ma come si fa a stabilire per legge che da domani la chiesa diventa "trascendente e spirituale"?    
 
Alla fine, con una massa di vescovi e popolo immanentisti, si è solo cambiato lo stile dell'immanenza: da organo a chitarra, da rosario a bandiera della pace. Triste, e tristissimi quelli che fanno gli "oppositori" al modernismo, stando sempre nella stessa psichicità. Che un ritorno di forme passate sia necessario è evidente: le forme moderne furono introdotte follemente e arbitrariamente da degli atei, adoratori idolatri di sè. Che tutta la questione si riduca a un ritorno di forme, assolutamente no. Si puó essere atei anche in latino, come chissà quanti lo furono senza troppo badarci nel secondo millennio. Fortunatamente non ci salviamo da soli (altrimenti saremmo spacciati, avendo gettati nel cesso i doni di Dio per seguire noi stessi), e la Grazia opera: soprattutto coi sacramenti. Non capiti, non vissuti benissimo, non colti in modo opportuno e nel rispetto dovuto alla loro ricchezza, i sacramenti sono un tesoro nascosto che dà frutto nonostante la povertà umana. Il povero è l'uomo vecchio, adamitico e psichico: la povertà è la sua "sola" (insufficiente) immanenza.    
 
Per quanto coperta dal terital e dalle chitarre, la presenza di Cristo ancora porta gente in cielo. Ancora suscita un bisogno di spirito che non si placa con l'attivismo no global bergogliano, col formalismo rubricale tridentino, col volontariato, con la lettura psichica e intellettualista di tomi su tomi (anche di santi eccellentissimi: non sono peró "cultura", da sapere cumulativamente per passare un test ad un concorso; o ti aprono una porta verso la trascendenza e ti mettono in dialogo con Dio, o sono solo un mucchio di curiosità fredde e razionalistiche, versione elaborata del "forse non tutti sanno che" della settimana enigmistica), ma chiede il passo: vivere finalmente da cristificati, da figli di Dio in Cristo, nello spirito. Non per mera formalità burocratico/giuridica, ma per inabitazione vera e attiva dello spirito. Sono i veri santi, i mistici, coloro che sembrano distinguersi dagli altri anche nella stessa chiesa.    
 
Il problema non è certo nel fatto che non tutto il popolo di Dio e i pastori siano cristificati in atto: non è pensabile in questo mondo una perfezione simile dei membri della chiesa. Ci saranno sempre i peccatori, gli ipocriti, i "salvati" quasi a loro insaputa. Il problema è non indicare quel MODO di essere, come il vero obiettivo dell'essere cristiani. Non lasciando che qualche eroe/martire qui e là, se ne accorga da solo e tenti di vivere nello spirito (con tutta la chiesa, diocesi, parrocchie, comitati, gruppi, associazioni, movimenti, dicasteri, opere, ordini, ecc. che danno contro e perseguitano, perchè quel "modo" spirituale è percepito come discordante dal loro) da autodidatta. Chiaramente non si dà da sè la vita spirituale, c'è Dio con lui, e il resto è secondario. Ma non vuol dire che sia allora giusto lasciare le cose come stanno. Lo spirito soffia dove vuole, ma se gli si chiudono le porte, non fa niente. Il problema strutturale della chiesa latina è di essere involuta in una prassi (giacchè non è negato affatto in dottrina, a livello generale) che è un costante e universale ostacolo per sè e per tutti quelli che ne fanno parte, al soffio del paraclito. Si viene cristificati "nonostante" la chiesa, se appunto nonostante tutto il materialismo e l'immanentismo psichico, si riesce a uscirne vivi, come in corso di addestramento dei Marines, dove chi non muore e non si rompe nei percorsi ad ostacoli (fatti proprio per non essere superati!) riceve alla fine il brevetto, NONOSTANTE gli ostacoli.    
 
Ecco, forse avranno maggior merito quegli eroi/martiri che sopravvivono alla pastorale della chiesa occidentale: ma è una magra consolazione, non si puó far brancolare nel materialismo la massa per rendere "più forgiato" chi vi sopravvive! È ecclesialmente suicida! Io trovo che sia questa la rivoluzione che manca alla chiesa latina: disporsi strutturalmente e tendenzialmente verso una concezione religiosa trascendentale e soprannaturale, nella teologia, nella prassi, nel culto, nella disciplina penitenziale, nella filosofia, nell'educazione spirituale (vorrei capire oggi gli oratori che spiritualità insegnino). Diversamente saremo sempre ostaggi dei Ratzinger e dei Bergoglio di turno, uno che si mette il fanone a mo' di gingillo (stile cravatta nuova) e un po' di pizzi e latino, e l'altro con i discorsi da comunista, le falciemartello, la risibilissima riforma della curia (con i C8 cardinali superesperti!), dello ior, del matrimonio, della comunione. Pensando che dare una mano di vernice nuova (o una elegante patina anticata) ad una struttura intrinsecamente MARCIA (come lo é il corpo abbandonato dallo spirito...) possa essere risolutivo del problema.

36 commenti:

Paolo ha detto...

Bella riflessione.

Luciana Cuppo ha detto...

Splendida, centratissima meditazione. Mi chiedevo dov'era don Camillo, silenzioso per tanto tempo, ma la qualità di questo saggio compensa ampiamente l'attesa. Aggiungerò forse qualche commento, oca tra i cigni canori, dopo aver meditato questo post offertoci da don Camillo. Intanto voglio dire grazie.

don Camillo ha detto...

Grazie Paolo e grazie Luciana, don Camillo non è andato via si è barricato sul campanile, oltre ad essere un luogo sicuro, da li si gode di una visione "dall'Alto" del tutto eccezionale!

Peregrino Tuc ha detto...

Permettete ad un vecchio studioso di Carl Schmitt qualche considerazione simbolica.

Nella cosmogonia biblica lo spirito di Dio aleggia sulle acque.
Dio Padre pone un argine al mare sul quale si infrange l’orgoglio dei suoi flutti.
Il Signore comanda alle acque e cammina su di esse.
Nell’acqua vive il grande Leviatano: non est potestas super terram quae comparetur ei. Nell’iconografia medioevale, l’anticristo è rappresentato in trono sul Leviatano (Liber Floridus, sec. XII).
Nel tempo escatologico, l’Apocalisse afferma la scomparsa del mare e l’avvento di cieli nuovi e terra nuova.
Lo scenario anticristico dell’ora presente prende le mosse dalla prima globalizzazione della storia, rappresentata dalla scoperta del nuovo mondo e dalla decisione dell’Inghilterra di Cromwell per la conquista dei mari (Navigation Acts del 1651). Le potenze europee, anzitutto Germania e Russia, scelsero invece di rimanere essenzialmente terranee. Il mare, diversamente dalla terra, è luogo di anomia e non di diritto (le acque internazionali non hanno legge). Oggi l’anomia viaggia nell’aria e finalmente nell’etere e nella fibra ottica, del tutto liberata dal giogo della terra (per gli antichi, la madre del diritto). Un anomico sovrano mondiale si afferma sulle ceneri dei popoli terranei.
Il simbolismo che ha scelto, caro don Camillo, non poteva essere più attuale. Come sempre, al di sotto delle nostre battaglie interiori si aprono abissi grandi quanto il cosmo: et apparuerunt fontes aquarum, et revelata sunt fundamenta orbis terrarum.

Luciana Cuppo ha detto...

Ed ecco come Cassiodoro commenta l'Apocalisse 4.6: In conspectu vero troni quasi vitreum mare videbatur, per quod saeculi huius qualitas indicatur: mare, quia fluctibus agitur, vitreum, quia fragile comprobatur (Al cospetto del trono si vedeva come una mare di vetro, per mezzo del quale si indica la natura di questo mondo: mare, perché sospinto dai flutti, di vetro, perché di provata fragilità).
Pertanto l'anomico sovrano mondiale è instabile - ondivago, appunto - e fragile.

Peregrino Tuc ha detto...

Grazie Luciana. Impagabile.

Anonimo ha detto...


Sono d'accordo tranne che sull'accomunare Ratzinger e Bergoglio.
Non so come si possa in buona fede ed obbiettivamente paragonare il danno che sta facendo alla Chiesa e alla dottrina cattolicail pontificato di Bergoglio , superstar dei media, con quello di Ratzinger.
E' come paragonare una farfalla d un ippopotamo. La musica di Mozart a quella di Vasco Rossi. Dostojeskj a Fabio Volo.
E non solo per la differenza di levatura intellettuale e di spessore culturale, ma proprio dal punto di vista della spiritualità.
Ratzinger avrà fatto i suoi errori , nessuno è perfetto, ma si è sforzato , anche col Motu Proprio, di riportare la Chiesa sui binari dell'Ortodossia, ma il profeta dell'ecologismo globale e del Gesù Falce e Martello sta alla limpida e chiara catechesi di Ratzinger come un nano spirituale sta un gigante spirituale.
Non vedere questo mi sembra una grave mancanza di giudizio che si chiama "fare di ogni erba un fascio"

Peregrino Tuc ha detto...

Reverendo, sono d'accordo praticamente su tutto.
Solo un'evidenziazione, che comunque già mi pare emerga dall'articolo.
Conosco bene i pericoli spirituali del tradizionalismo di oggi, pericoli che normalmente il tradizionalista corre suo malgrado: sono i pericoli di chi si trova costretto a vivere in cattività e gliene viene addebitata anche la colpa. Ma anche il peggiore dei tradizionalisti professa un'oggettività che lo trascende (il dogma, la morale, le forme del culto pubblico). Il migliore dei modernisti professerà invece sempre, inevitabilmente, i riverberi della propria soggettività.
Il suo discorso spirituale mostra l'ideale cristiano: ma non è uno scherzo vivere alla presenza di Dio.

Semenzara ha detto...

Reverendo,

a quale periodo viene fatta risalire l'origine dell'immanentizzazione e dell'antropocentrismo nella cristianità latina?

don Camillo ha detto...

Semenzara... (scusa mi vin da ridere perché ripenso a Fantozzi).


In senso ampio a mio giudizio c'è una tentazione già al tempo del Vangelo: Pietro che bacchetta Gesù circa il suo "piano di Redenzione" e il Signore risponde a Pietro che non pensa secondo Dio ma secondo gli uomini, per non parlare poi del brutale appellativo usato da Gesù, “Satana”, termine di matrice ebraica che significa “avversario, accusatore”, e che rende Pietro non più l’apostolo delegato a rappresentare Cristo nella storia, ma quasi il suo antagonista.

In senso stretto applicato all'ambito liturgico le prime Riforme del Breviario dove i primi "umanisti" i primi "esperti" ridicolizzando il latino medievale del Breviario proposero e imposero delle modifiche su base puramente estetica, che Leone X accolse con la riforma degli inni, con risultati di scarso valore liturgico.

Ma non c'è da stupirsi... Cartesio già dettava legge, con il suo "dubbio" satanico.

don Camillo ha detto...

il peggiore dei tradizionalisti professa un'oggettività che lo trascende (il dogma, la morale, le forme del culto pubblico). Il migliore dei modernisti professerà invece sempre, inevitabilmente, i riverberi della propria soggettività.

Pienamente d'accordo.

Peregrino Tuc ha detto...

Caro don Camillo,
il mio parroco in un'omelia domenicale ha rivolto a noi fedeli, facendola propria, l'accusa a suo tempo rivoltagli da un pastore protestante, e che a suo dire l'ha profondamente persuaso: voi cattolici non conoscete "la parola", vi manca l'impegno culturale nell'approfondirla, siete ignoranti. Andrete sì in paradiso, come ci andranno i protestanti, ma a differenza loro non saprete il perché. In una comunità protestante invece tutti sono in grado di edificare il prossimo con una meditazione sulla scrittura. La parola, ha aggiunto, è "sacramento"!

Ora mi domando: se tutto dipende dal "sacramento" della parola, che non è un sacramento, e non dai veri sacramenti; se la parrocchia diventa la "comunità cristiana" degli ispirati interpreti della parola; se comunque tanto in paradiso ci vanno tutti; ma io, dopo aver inutilmente tentato una correzione, che ci sto a fare in questa "comunità"? Al di là delle complesse questioni sulla validità dei sacramenti, a cui non amo mai giungere, resta il problema di accettare o meno una guida che si giudica cattolicamente non sicura, sulla base di posizioni pubbliche oggettive.
Che dice? Grazie!

Anonimo ha detto...

Il suo parroco avrebbe dovuto rispondere che se tutti i protestanti edificassero sulla parola di Dio non si spiegherebbe come mai vi siano duecento e più confessioni riformate differenti (anche in maniera significativa) che utilizzano dozzine e dozzine di bibbie differenti concordando praticamente soltanto sull'odio verso la Chiesa Cattolica.
E dovrebbe anche dirgli che il catechismo, famiglia cristiana, la riforma liturgica avrebbero dovuto edificare la chiesa cattolica italiana sulla parola di Dio ma il gregge odierno è spesso molto più ignorante rispetto a quello di sessant'anni fa, che conosceva per lo meno diversi episodi della Bibbia a mo'di racconto mentre oggi non sa neanche chi fosse Pietro.
In ultimo, gli porti il grafico sulla secolarizzazione nei paesi protestanti "storici" e vedrà che bel quadretto sacramentale!
Il tutto detto col massimo rispetto per un consacrato che non conosco, ma che potrebbe predicare più saggiamente o, a questo punto, mandare le sue pecore a farsi edificare dai valdesi o dai geovisti o dove meglio crede.

Peregrino Tuc ha detto...

Il tutto detto col massimo rispetto per un consacrato che non conosco, ma che potrebbe predicare più saggiamente o, a questo punto, mandare le sue pecore a farsi edificare dai valdesi o dai geovisti o dove meglio crede.


Quoto.

don Camillo ha detto...


E' un miracolo che il fedele diciamo generico, continui a venire in Chiesa e a Messa... per fortuna che in genere le omelie ideologiche piene dell'EGO del don, così come tutte le altre, si scordano appena varcata la porta d'uscita dalla Chiesa... Rimane forse un vago ricordo di qualcosa infarcito di punti di domanda, perche si sa, la gente vive in una realtà compenetrata seppure inconsapevolmente, di una filosofia realista e non di illusioni! Nel mercato non entra il modernismo, neanche quello conservatore... se le albicocche costano 8 euro e tu gli dai una banconota da 5, tanto è uguale, il fruttarolo (mussulmano) le albicocche non te le da...

Peregrino Tuc ha detto...

Purtroppo ho conosciuto preti che vivono la parrocchia ed il relativo sostentamento del clero come un "beneficio" o una rendita per giocare spensieratamente a fare gli intellettuali. Non è neppure raro che pie signore della parrocchia li sollevino da ogni lavoro quotidiano umile e manuale (e sia chiaro: le pie Signore ne avranno merito davanti a Dio ...).
Riducono la parrocchia ad un circolino culturale o di training autogeno. Il soprannaturale viene nascosto con imbarazzo. L'atmosfera diviene insopportabilmente decadente.
In questi casi, ragionando a mia volta un po' da protestante, mi viene da dire: caro prete, ti "meriteresti" una moglie, tre figli, una suocera ed un lavoro precario! Così apprenderesti un po' di umiltà e torneresti al tuo ministero benedicendo Dio e la Chiesa e servendoli con le zelo dovuto!
Poi gli anni passano per tutti. Il padre di tre figli con lavoro precario sarà un vecchio nonno circondato dall'affetto dei nipoti. Il prete modernista sarà un vecchio solo.
Un sacerdote che invece sia stato un vero padre spirituale in Cristo per molte anime, invecchierà circondato dall'affetto di una famiglia tutta soprannaturale, come testimoniano le vite di tutti i santi sacerdoti.
E per tutti verrà infine il Giudizio.

ANGELO BUSICO ha detto...

Per me, che ho scelto di concludere il mio pellegrinaggio terreno in un piccolo centro appenninico, sufficientemente isolato dal resto del mondo, sarebbe una grazia abbeverarmi telematicamente dal maestro dello spirito che ha esposto così chiaramente la desolante realtà della Chiesa latina. Se Lei non potrà o non vorrà farmi entrare in contatto con lui, continuerò a farmi bastare la direzione spirituale dei maestri del passato (San Francesco di Sales, in primis;
Fulton Sheen, padre Molinié e padre Theodossios Maria della Croce per le problematiche che al tempo di S. Francesco di Sales non erano ancora emerse).
Cristo regni ... per Maria

Peregrino Tuc ha detto...

Segnalo questa bella riflessione, degna del Silmarillion.

http://www.avvenire.it/Papa_Francesco/santmarta/Pagine/dio-grande-bellezza-unica.aspx

don Camillo ha detto...

Peregrino, in questa Chiesa che pensa solo a costruire il "regno su questa terra" (per mezzo di Movimentio e Kammini) un Papa che ci ricorda che esiste "anche" il Cielo, è davvero una rarità!

Peregrino Tuc ha detto...

Gli sono riconoscente anche per la canonizzazione dei coniugi Martin.
La loro sete del Cielo ne ha fatto, pur nel secolo, "delle dita silenziose puntate verso il cielo, il richiamo ostinato, non negoziabile, che esiste un altro mondo di verità e di bellezza, di cui l'attuale non è che un'assai caotica e goffa preparazione", come diceva Dom Gérard dei monasteri.

Peregrino Tuc ha detto...

Peccato che quando cade preda del demone ambientalista pare dimentico del fatto che i cieli e la terra passeranno, come ci ricorda il Signore nel Vangelo. Ma tant'è. Questo papa abbiamo e non un altro.
Saluti a tutti

Peregrino Tuc ha detto...

Nonostante l'apostasia delle società cattoliche e lo scandalo per la fede dato dalla sua stessa Chiesa, il Signore continua a regnare, con i suoi castighi e la sua misericordia, già nell'aldiqua. E soprattutto in quanti prendono la propria croce e lo seguono. Regnavit a ligno Deus.
Che Cristo regni!

Peregrino Tuc ha detto...

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2015/12/soli-deo-placere-cupiens-sulla.html

Peregrino Tuc ha detto...

Davvero imperdibile!

La sera dell’8 dicembre, si concluderà in Piazza san Pietro con una suggestiva e unica rappresentazione dal titolo “Fiat lux: Illuminating Our Common Home”. Si tratta di una proiezione di fotografie sulla facciata e sulla cupola di san Pietro, tratte dal repertorio di alcuni grandi fotografi del mondo, che presentano immagini ispirate alla misericordia, all’umanità, al mondo naturale e ai cambiamenti climatici. Lo spettacolo è offerto dalla World Bank Group (Connect4Climate), da Paul G. Allen's Vulcan Productions, dalla Fondazione Li Ka-shing e dall’Okeanos. Tale evento, ispirato all’ultima Enciclica di Papa Francesco Laudato si’, vuole proporre la bellezza del creato, anche in occasione della Ventunesima Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite (Cop 21), che è iniziata a Parigi lo scorso lunedì 30 novembre e che terminerà il prossimo 11 dicembre. Lo spettacolo avrà inizio alle ore 19.00. Posso assicurare che è un evento unico nel suo genere e realizzato per la prima volta su uno scenario così significativo. Siamo grati per questo dono e ci auguriamo che possa essere seguito da tante persone nel mondo per poter gustare la bellezza della creazione attraverso la fantasia, la professionalità e l’arte di grandi firme mondiali della fotografia.

http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/12/04/0958/02144.html

Anonimo ha detto...

Davvero terribile....
john

Peregrino Tuc ha detto...

E' una follia continua.
Ormai dalla chiesa giunge come unica indicazione ai cattolici quella di "stare in mezzo", sempre in mezzo, a tutto e a tutti. Per chi vuole semplicemente cercare il Signore e stare in pace con Lui e con il prossimo sembra non ci sia più posto. Ma forse è meglio così: siamo vittime di un'indifferenza, se non di un'ostilità, benedette.
Costoro costruiscono le mura della cella in cui possiamo cercare in pace il Signore. Una messa in cui cercare solo Lui nell'eucaristia, senza badare a tutto ciò che la circonda, e non dovrebbe invece circondarla. Una preghiera privata e un'orazione mentale che, colmando il vuoto comunitario, si fanno più simili alla preghiera del Signore sulla montagna, quando fuggì le lusinghe di un mondo carnale che voleva farlo suo re. La mancanza dell'oppio comunitario che relativizza le prove della vita: le croci si portano nella solitudine, come fece il Signore. E l'umiltà di sapere che valiamo solo quanto valiamo agli occhi di Dio, né più né meno.
E' davvero opportuno che gli scandali accadano. Guai a chi di noi dovrà risponderne. Ma benedetto il Signore: quam bonus te qaerentibus!

Peregrino Tuc ha detto...

Scusate le considerazioni personali qui sopra e buona Immacolata a tutti.
Maria ci custodisca sotto il suo manto e ci doni la pace di suo Figlio.

Peregrino Tuc ha detto...

Segalo questo passo significativo di p. Calmel:

«Alcuni, un piccolo numero soltanto, sono stati dei Vicari così fedeli che noi li invochiamo quali amici di Dio e Santi intercessori; un numero ancora più ridotto è caduto in mancanze gravissime; il maggior numero dei Vicari di Cristo, invece, furono più o meno convenienti; nessuno di loro, essendo ancora Papa, ha tradito e potrà tradire fino ad insegnare esplicitamente l’eresia nella pienezza della sua autorità. Tale essendo il rapporto di ogni Papa e della serie dei Papi col Sommo Sacerdote Gesù Cristo, le debolezze di un Papa non debbono farci dimenticare, sia pure per poco, la saldezza e la santità della signoria del nostro Salvatore, impedendoci di vedere la potenza e la sapienza di Gesù, che tiene in mano anche i Papi insufficienti e contiene la loro insufficienza nei limiti invalicabili»

Peregrino Tuc ha detto...

Don Camillo, che fine ha fatto?
Se non disturbo, saltuariamente continuerei con i miei commenti solitari ...

don Camillo ha detto...

Don Camillo, che fine ha fatto?

Scusatemi, ci sono e ti leggo, ma da settembre mi sono piovute addosso molti nuovi incarichi che mi hanno tolto il tempo da dedicare al blog.


http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/12/11/la-curia-avra-quindici-malattie-ma-anche-lui-sta-poco-bene/

Poi dopo questi lamenti vedovili... mi prende la depressione

Peregrino Tuc ha detto...

Capisco bene don Camillo, meglio la realtà!
Buona novena di Natale a tutti

Peregrino Tuc ha detto...

Domani non mi collegherò alla rete.
Faccio pertanto oggi i miei auguri di un santo Natale a don Camillo e a tutti gli amici che leggono.
Crastina die delebitur iniquitas terrae et regnabit super nos salvator mundi!

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=l6nW-pE6hTY&feature=share

Pregherete per sta roba?

don Camillo ha detto...

In linea di massima posso comprendere che la preoccupazione del Papa è quella di instaurare un clima di dialogo tra religioni, quello che non capisco sono le reazioni isteriche dei cattoliconi come se il papa avesse dichiarato con questo spot la fine della religione cattolica, cioè come se dal papa dipendesse la nostra fede.
Io questa fase l'ho già superata... già 4 anni fa.

Peregrino Tuc ha detto...

E io che pensavo che ma messa fosse un'azione soprannaturale.
Perbacco quanto so' ignorante!

http://liturgia-opus-trinitatis.over-blog.it/2016/01/una-indagine-sulla-messa.html

don Camillo ha detto...

Peregrino Tuc, bisogna solo attendere con tanta pazienza.