giovedì 21 gennaio 2016

Papa Francesco modifica la rubrica del Messale Romano sul rito della lavanda dei piedi

Su Pio XII, ho già parlato ampiamente, assolutamente risibile  pensare che le Riforme "AD EXPERIMENTUM" potessero fermarsi con il decreto del 1955. In ogni caso, non aggiungo altro, sono azioni liturgiche che possono essere bellamente omesse senza "spargimenti di sangue". Ovviamente non lo dice don Camillo, ma Arthur Roche, Arcivescovo Segretario della Congrecazione per il Culto Divino.

"La lavanda dei piedi non è obbligatoria nella Missa in cena Domini. Sono i pastori a valutarne la convenienza, secondo circostanze e ragioni pastorali, in modo che non diventi quasi automatica o artificiale, priva di significato e ridotta a elemento scenico. Neppure deve diventare così importante da catalizzare tutta l’attenzione della messa nella cena del Signore, celebrata nel «giorno santissimo nel quale Gesù Cristo nostro Signore fu consegnato alla morte per noi» (Communicantes proprio del Canone romano); nelle indicazioni per l’omelia si ricorda la peculiarità di questa messa, commemorativa dell’istituzione dell’eucaristia, dell’ordine sacerdotale e del comandamento nuovo dell’amore fraterno, suprema legge per tutti e verso tutti nella Chiesa."



Papa Francesco modifica la rubrica del Messale Romano sul rito della lavanda dei piedi


Papa Francesco ha disposto la modifica della rubrica del Messale Romano riguardante la lavanda dei piedi durante la messa nella Cena del Signore, stabilendo che la partecipazione al rito non sia più limitata soltanto agli uomini o ai ragazzi.
Questo il testo del decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti:
«Lavanda dei piedi» (basilica di Aparecida cappella del Santissimo Sacramento)
La riforma della Settimana santa, con decreto Maxima Redemptionis nostrae mysteria (30 novembre 1955), diede la facoltà, dove lo consigliava un motivo pastorale, di compiere la lavanda dei piedi a dodici uomini durante la Messa nella cena del Signore, dopo la lettura del Vangelo secondo Giovanni, quasi a manifestare rappresentativamente l’umiltà e l’amore di Cristo verso i suoi discepoli.
Nella liturgia romana, tale rito era tramandato col nome di Mandatum del Signore sulla carità fraterna secondo le parole di Gesù (cfr. Gv 13, 34), cantate nell’Antifona durante la celebrazione.
Nel compiere tale rito, Vescovi e sacerdoti sono invitati a conformarsi intimamente a Cristo che «non è venuto per farsi servire, ma per servire» (Mt 20, 28) e, spinto da un amore «fino alla fine» (Gv 13, 1), dare la vita per la salvezza di tutto il genere umano.
Per manifestare questo pieno significato del rito a quanti partecipano, è parso bene al Sommo Pontefice Francesco mutare la norma che si legge nelle rubriche del Missale Romanum (p. 300 n. 11): «Gli uomini prescelti vengono accompagnati dai ministri…», che deve essere quindi variata nel modo seguente: «I prescelti tra il popolo di Dio vengono accompagnati dai ministri…» (e di conseguenza nel Caeremoniale Episcoporum n. 301 e n. 299 b: «le sedie per i designati»), così che i pastori possano scegliere un gruppetto di fedeli che rappresenti la varietà e l’unità di ogni porzione del popolo di Dio. Tale gruppetto può constare di uomini e donne, e convenientemente di giovani e anziani, sani e malati, chierici, consacrati, laici.
Questa Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in vigore delle facoltà concesse dal Sommo Pontefice, introduce tale innovazione nei libri liturgici del Rito Romano, ricordando ai pastori il loro compito di istruire adeguatamente sia i fedeli prescelti sia gli altri, affinché partecipino al rito consapevolmente, attivamente e fruttuosamente.
Nonostante qualsiasi cosa in contrario.
Dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 6 gennaio 2016, solennità dell’Epifania del Signore.
+ Robert Card. Sarah, Prefetto
+ Arthur Roche, Arcivescovo Segretario

9 commenti:

Ἰουστινιανός ha detto...

Come al di solito, ci saranno molti che si scandalizzeranno, mentre non hanno dubbi sulle "bontà" delle "riforme" sotto Pio XII. Infine quante discusioni inutili!!

PS: Aproffitto per salutare il blogger e anche gli altri lettori, dopo di così tanto tempo allontanato dai dibattiti su internet.

don Camillo ha detto...

Carissimo Giustinianum,
grazie per la visita che mi fa sempre tanto piacere.
Il dibattito al momento lo trovo inutile e dannoso.
Bisogna aspettare e cercare di resistere e se la Fede vacilla, resistere in forza della buona educazione ricevuta, che almeno per me, mi ha sempre aiutato nei momenti difficili.

Peregrino Tuc ha detto...

Ricordo male o lo stesso PF in Coena Domini lavò i piedi a delle signore musulmane? Questo aggiustamento formale, oltretutto sottoscritto per competenza dal paladino della fede Sarah, mi pare ormai poco significativo.
Ricambio i saluti di Ἰουστινιανός.

Ἰουστινιανός ha detto...

Inoltre, un fatto che di solito non viene preso in considerazione è che, prima delle riforme piane, il rito della lavanda dei piedi non si svolgeva durante la Messa, ma dopo di essa, di sera (ricordiamo che la Messa in cena Domini aveva luogo nel mattino), come ancor oggi accade nel rito bizantino. È una celebrazione diversa dalla Messa, e non c'è nessun motivo per mescolarle (be', questa fu una malattia molto caratteristica delle riforme degli anni '50 e '60).

Ancora di più, per quanto so nel Medioevo questo rito non veniva svolto mai nelle parocchie, ma soltanto in cattedrali e monasteri, essendo la sua introduzione nel livello parocchiale molto più tarda. Quindi si dibatte su cose non così "vitali", ancor di meno quando non se ne riconosce la causa ultima.

Peregrino Tuc ha detto...

Adesso le parrocchiane rivendicheranno le quote rosa. Qualcun altro quello lilla.

Peregrino Tuc ha detto...

La questione atropologica che, diversamente da quella teologica, è stata il puntello di tutte le riforme vaticanosecondiste, diviene ora fonte di imbarazzo se utilizzata da una piazza non sufficientemente clericale e democristianizzata. I silenzi o le massime anfibologiche di tanta gerarchia, fino al Papa stesso, sono poi divenute armi nelle mani dei nemici di Cristo per mettere a cuccia gli interlocutori cattolici.
L'istantanea politica riportata nel link qui sotto è purtroppo molto vicina al vero.
Scusate l'ot, mi sembrava una significativa nota di cronaca.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-e-ora-vietato-venderequesto-popolo-15126.htm

Peregrino Tuc ha detto...

Segnalo questo articolo.
Vera l'esortazione ad essere costruttivi e non solo a lamentarsi. Poi però mi pare introduca solo un altra distinzione poco chiara, che rischia di dividere ancora (i cristiani borghesi?).
Che le sembra don Camillo?
Cari saluti a tutti

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/02/poveri-della-tradizione-non-borghesi.html

Anonimo ha detto...

La Bonino e Napolitano due "grandi italiani" secondo il papa regnante.
forse era vera la notizia di tumore al cervello....

Peregrino Tuc ha detto...

Per i tradizionalisti che considerano eretici gli ortodossi. Sono ormai più cattolici di noi!

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/02/testo-integrale-della-dichiarazione.html#more