lunedì 25 settembre 2017

Correctio filialis de haeresibus propagatis.

Riporto l'articolo di di Francesco Filipazzi mi pare molto chiaro ed esaustivo. C'è poco altro da aggiungere... la Chiesa Cattolica è giunta al bivio, la Madonna ci aiuti.




Tanto tuonò che piovve. Di una correzione ad Amoris Laetitia si parlava da lungo tempo e questa mattina, 24 settembre 2017, è stata finalmente pubblicato un documento di correzione filiale, da parte di un gruppo di sacerdoti e studiosi, alla ormai tristemente nota esortazione post sinodale che tanto male ha fatto alla Chiesa negli ultimi anni. Il documento, Correctio filialis de haeresibus propagatis, è fermo, ma estremamente rispettoso, oltre che lungo e documentato. Si tratta di 17 pagine più 10 di note. Difficilmente potrà essere liquidato come una barzelletta, anche se il tentativo di farlo è già in atto. In primo luogo, il documento è stato presentato al Santo Padre due mesi fa, ma siccome non ha ricevuto risposta è stato reso pubblico oggi. In secondo luogo la stampa schierata sta già cercando di attuare le ben note tecniche orwelliane di disinnesco. Tornielli su la Stampa (seguito poi dagli altri giornali) è arrivato a dedicare il titolo del suo pezzo totalmente ad Ettore Gotti Tedeschi, uno dei 62 firmatari. Perché questa condotta? Per acrimonia personale, certamente, ma anche per cercare di sviare dal contenuto specifico del documento, che andiamo ad illustrarvi. Eppure lo stesso Gotti Tedeschi spiega il senso del gesto: «È una supplica scritta da teologi, non parla di eresie ma dice che indirettamente potrebbe facilitare eresie. Sia chiaro: io non accuso il Papa, io gli voglio bene. Io sono per la Chiesa e per il Papa e non mi distaccherò mai nè dalla Chiesa nè dal Papa. Il documento è un atto devoto, un invito alla riflessione».
Il documento è scaricabile in varie lingue su: correctiofilialis.org

Le note. Come già detto, ci sono 10 pagine di note. Esse coinvolgono i Vangeli, le Lettere, pronunciamenti di sommi pontefici compreso Giovanni Paolo II, concilii (compreso il Vaticano II) e altri documenti canonici. Questo è già sufficiente per capire che non si sta sparando nel mucchio, ma estensori e firmatari del documento sono ben consapevoli di inserirsi all'interno dei pronunciamenti ufficiali della Chiesa.

Questo documento è lecito. «Dalla legge naturale: poiché come gli inferiori per natura hanno il dovere di obbedire ai loro superiori in tutte le cose previste dalla legge, così essi hanno il diritto di essere governati secondo la legge e pertanto di insistere, qualora ci fosse bisogno, che i loro superiori così governino». Gli estensori citano quindi l'episodio di San Paolo e della sua correzione a San Pietro, con relativi commenti di San Tommaso e Sant'Agostino.

L'infallibilità papale. Il centro del documento è, a parere di chi scrive, il chiarimento della questione dell'infallibilità papale, che discende direttamente dalla proclamazione del dogma. In particolare la Pastor Aeternus dice «[…] ai successori di Pietro è stato promesso lo Spirito Santo non perché per sua rivelazione manifestassero una nuova dottrina, ma perché con la sua assistenza custodissero santamente ed esponessero fedelmente la rivelazione trasmessa dagli apostoli, cioè il deposito della fede». Si cita poi una nota dei vescovi tedeschi, ai tempi approvata da Pio IX, secondo cui «l’opinione secondo cui il papa è “un sovrano assoluto in ragione della sua infallibilità” è basata su una comprensione completamente falsa del dogma dell’infallibilità papale». Si sottolinea poi che «le dichiarazioni di Vostra Santità non possono avere un’autorità maggiore di quella dei papi precedenti».

L'avallo degli errori da parte di Bergoglio. «Di conseguenza [dopo Amoris Laetitia], si sono diffusi eresie e altri errori nella Chiesa; mentre alcuni vescovi e cardinali hanno continuato a difendere le verità divinamente rivelate circa il matrimonio, la legge morale e la recezione dei sacramenti, altri hanno negato queste verità e da Vostra Santità non hanno ricevuto un rimprovero ma un favore». Si nota che, mentre molti Vescovi che hanno inteso mantenere la continuità con la dottrina di sempre, altri hanno agito in modo opposto e proprio questi ultimi sono stati avallati dal Papa. Successivamente nel documento vengono citate la mancata risposta ai dubia, l'inserimento nella Relatio del Sinodo di tesi non votate dai due terzi dei partecipanti, l'avallo alle tesi di Schonborn, l'appoggio alle tesi dei vescovi argentini, le linee guida della diocesi di Roma, la promozione di mons. Paglia e quella di mons. Kevin Farrel, la pubblicazione sull'Osservatore Romano delle tesi del vescovo di Malta.

I passaggi di AL non conformi. I passaggi problematici di AL sono quindi il 295, 296, 297, 298, 298, 299, 300, 301, 303, 304, 305, 308, 311.

Il modernismo e Lutero. Le tesi erronee propagandate dopo Amoris Laetitia discendono dal modernismo e da un incomprensibile afflato per le tesi luterane. Per ribattere alle tesi moderniste vengono ribaditi gli insegnamenti della Chiesa riguardo la Verità rivelata e si dimostra che il matrimonio non sacramentale è un'idea di Martin Lutero che però va rigettata.

Le 7 affermazioni non in linea con la tradizione della Chiesa. Il documento nota come in numerose uscite pubbliche Papa Francesco abbia confermato le affermazioni non in linea con l'insegnamento di sempre. Esse sono:

1) “Una persona giustificata non ha la forza con la grazia di Dio di adempiere i comandamenti oggettivi della legge divina, come se alcuni dei comandamenti fossero impossibili da osservare per colui che è giustificato; o come se la grazia di Dio, producendo la giustificazione in un individuo, non producesse invariabilmente e di sua natura la conversione da ogni peccato grave, o che non fosse sufficiente alla conversione da ogni peccato grave”.
2) “I cristiani che hanno ottenuto il divorzio civile dal coniuge con il quale erano validamente sposati e hanno contratto un matrimonio civile con un’altra persona (mentre il coniuge era in vita); i quali vivono more uxorio con il loro partner civile e hanno scelto di rimanere in questo stato con piena consapevolezza della natura della loro azione e con il pieno consenso della volontà di rimanere in questo stato, non sono necessariamente nello stato di peccato mortale, possono ricevere la grazia santificante e crescere nella carità”.
3) “Un cristiano può avere la piena conoscenza di una legge divina e volontariamente può scegliere di violarla in una materia grave, ma non essere in stato di peccato mortale come risultato di quell’azione”.
4) “Una persona, mentre obbedisce alla legge divina, può peccare contro Dio in virtù di quella stessa obbedienza”.
5) “La coscienza può giudicare veramente e correttamente che talvolta gli atti sessuali tra persone che hanno contratto tra loro matrimonio civile, quantunque uno dei due o entrambi siano sacramentalmente sposati con un’altra persona, sono moralmente buoni, richiesti o comandati da Dio”.
6) “I principi morali e le verità morali contenute nella Divina Rivelazione e nella legge naturale non includono proibizioni negative che vietano assolutamente particolari generi di azioni che per il loro oggetto sono sempre gravemente illecite”.
7) “Nostro Signore Gesù Cristo vuole che la Chiesa abbandoni la sua perenne disciplina di rifiutare l’Eucaristia ai divorziati risposati e di rifiutare l’assoluzione ai divorziati risposati che non manifestano la contrizione per il loro stato di vita e un fermo proposito di emendarsi”.


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Note tratte dal Documento in questione che evidenziano i testi Magisteriale contro le 7 afferanzioni non in linea con la Tradizione della Chiesa:
 1)  Concilio  di  Trento,  sessione  6,  canone  18:  «Se  qualcuno  afferma  che  i  comandamenti  di  Dio  sono  impossibili da oss ervare per un uomo che è giustificato e stabilito nella grazia, sia su di lui l’anatema» (DH  1568). Vedi anche: Gn 4:7; Dt 30:11 - 19; Sir 15: 11 - 22; Mc 8:38; Lc 9:26; Eb 10:26 - 29; 1Gv 5:17; Zosimo, 15° (or  16°) Sinodo di Cartagine, can. 3 sulla grazia, DH 2 25; Felice III, II Sinodo di Orange, DH 397; Concilio di  Trento, sessione 5, canone 5; sessione 6, canoni 18 - 20, 22, 27 e 29; Pio V, Bolla  Ex omnibus afflictionibus ,  Circa  gli  errori  di  Michele  Baio,  54,  (DH  1954);  Innocenzo  X,  Const.  Cum  occasione ,  Circa  gli  errori  di  Cornelio  Jansen,  1  (DH  2001);  Clemente  XI,  Const.  Unigenitus ,  Circa  gli  errori  di  Pasquier  Quesnel,  71  (DH  2471);  Giovanni  Paolo  II,  Esortazione  Ap.  Reconciliatio  et  paenitentia 17,  AAS  77  (1985)  222;  Id.,  Veritatis splendor 65 - 70, AAS 85 (19 93) 1185 - 89 (DH 4964 - 67)


2) Mc 10, 11 - 12: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la  donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio». Vedi anche: Es. 20:14; Mt. 5:32, 19:9; Lc 16:18; 1Cor 7: 10 - 11; Eb 10:26 - 29; Concilio di Trento, Sessione  6, canoni 19 - 21, 27; Sessione 24, canoni 5 and 7; Innocenzo XI, Proposizioni condannate dei ‘Lassisti’, 62 - 63 (DH 2162 - 63); Alessandro VIII, Decreto del Santo Uffizio sul ‘Peccato Filosofico, DH 2291; Giovanni  Paolo II,  Veritatis splendor , 65 - 70, AAS 85 (1993) 1185 - 89 (DH 4964 - 67).

3) Concilio di Trento, sessione 6, canone 20: «Se qualcuno afferma che un uomo giustificato, per quanto  perfetto egli possa essere, non è tenuto ad osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa ma è tenuto  soltanto a credere, come se il Vangelo fosse solo una promessa assoluta di vita eterna senza la condizione  che i comandamenti siano osservati, sia l'anatema su di lui» (DH 1570). Vedi anche: Mc 8:38; Lc 9:26; Eb 10:26 - 29; 1G v 5:17; Concilio di Trento, sessione 6, canoni 19 and 27;  Clemente  XI,  Const.  Unigenitus ,  Circa  gli  errori  di  Pasquier  Quesnel,  71  (DH  2471);  Giovanni  Paolo II,  Esortazione Ap. 17, AAS 77 (1985) 222; Id.,  Veritatis splendor , 65 - 70, AAS 85 (1993) 1185 - 89 (D H 4964 - 67).

4) Sal 18, 8: «La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima». Vedi anche: Sir 15:21; Concilio di Trento, sessione 6, canone 20; Clemente XI, Const.  Unigenitus , Circa gli  errori di Pasquier Quesnel, 71 (DH 2471); Leone XIII,  Libertas prae stantissimum , ASS 20 (1887 - 88) 598 (DH  3248); Giovanni Paolo II,  Veritatis splendor , 40, AAS 85 (1993) 1165 (DH 4953).

5) Concilio di Trento, sessione 6, canone 21: «Se qualcuno afferma che Gesù Cristo è stato dato da Dio  agli uomini come un redentore nel quale avere fede ma non anche come un legislatore al quale sono tenuti  ad obbedire, che l'anatema sia su di lui» (DH 1571). Concilio di Trento, sessione 24, canone 2: «Se qualcuno afferma che è lecito per i Cristiani avere più mogli  allo stesso tempo, e c he ciò non è proibito da alcuna legge divina, sia su di lui l’anatema" (DH 1802). Concilio di Trento, sessione 24, canone 5: "Se qualcuno afferma che il legame del matrimonio può essere  disciolto per  causa  di  eresia  o  difficoltà  nella  coabitazione  o  a  caus a  della  volontaria  assenza  di  uno dei  coniugi, sia su di lui l’anatema» (DH 1805) Concilio  di  Trento,  sessione  24,  canone  7:  «Se  qualcuno  afferma  che  la  Chiesa  è  in  errore  per  aver  insegnato  e  per  insegnare  tuttora  che,  in  accordo  con  la  dottrina  evangelic a  ed  apostolica,  il  legame  matrimoniale non può essere disciolto per causa di adulterio da parte di uno dei coniugi e che nessuno dei  due, nemmeno l'innocente che non ha dato alcun motivo di infedeltà, può contrarre un altro matrimonio  durante la vita dell ’altro, e che il marito che ripudia una moglie adultera e si sposa di nuovo e la moglie che  ripudia il marito adultero e si sposa di nuovo sono entrambi colpevoli di adulterio, sia su di lui l'anatema»  (DH 1807). Vedi  anche:  Sal  5,5;  Sal  18,8 - 9;  Ecclesiast ico  15,21;  Eb  10,26 - 29;  Gc.  1:13;  1Gv  3,7;  Innocenzo  XI,  Proposizioni  condannate  dei  ‘Lassisti’,  62 - 63  (DH  2162 - 63);  Clemente  XI,  Const.  Unigenitus ,  Circa  gli  errori di Pasquier Quesnel, 71 (DH 2471); Leone XIII, Lettera enc.  Libertas praestantissimum , ASS 20 (1887 - 88)  598  (DH  3248);  Pio  XII,  Decreto  del  Santo  Uffizio  sull’etica  della  situazione,  DH  3918;  Concilio  Vaticano II,  Gaudium et spes , 16; Giovanni Paolo II,  Veritatis splendor , 54, AAS 85 (1993): 1177; Catechismo  della Chiesa Cattolica, 1786 - 87 .

6)  Giovanni  Paolo  II,  Veritatis  splendor 115:  «Ciascuno  di  noi  conosce  l’importanza  della  dottrina  che  rappresenta il nucleo dell'insegnamento di questa Enciclica e che oggi viene richiamata con l’autorità del  successore di Pietro. Ciascuno di noi può a vvertire la gravità di quanto è in causa, non solo per le singole persone  ma  anche  per  l'intera  società,  con  la  riaffermazione  dell'universalità  e  della  immutabilità  dei  comandamenti  morali,  e  in  particolare  di  quelli  che  proibiscono  sempre  e  senza  eccezio ni  gli  atti  intrinsecamente cattivi» (DH 4971). Vedi anche: Rom 3,8; 1Cor 6: 9 - 10; Gal 5: 19 - 21; Ap 22:15; Concilio Lateranense IV, cap. 22 (DH 815);  Concilio di Costanza, Bolla  Inter cunctas , 14 (DH 1254); Paolo VI,  Humanae vitae , 14, AAS 60 (1968) 490 - 91 ;  Giovanni Paolo II,  Veritatis splendor , 83, AAS 85 (1993) 1199 (DH 4970).

7) 1 Cor. 11, 27: “Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo  del corpo e del sangue del Signore”. Giovanni  Paolo  II,  Esortazione  Ap.  Fam iliaris  consortio ,  84:  «La  riconciliazione  nel  sacramento  della  penitenza  - che  aprirebbe  la  strada  al  sacramento  eucaristico  - può  essere  accordata  solo  a  quelli  che,  pentiti  di  aver  violato  il  segno  dell’Alleanza  e  della  fedeltà  a  Cristo,  sono  sinceramen te  disposti  ad  una  forma di vita non più in contraddizione con l’indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto,  che quando l'uomo e la donna, per  seri motivi  - quali, ad esempio, l'educazione dei figli  - non possono  soddisfare l’obbligo della s eparazione, «assumono l'impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi  dagli atti propri dei coniugi». Concilio Lateranense II, canone 20: «Poiché vi è una cosa che in modo evidente causa grave turbamento  alla santa Chiesa, ovvero la falsa  penitenza, ammoniamo i nostri fratelli nello episcopato e i sacerdoti di  non permettere che le anime dei laici siano ingannate o trascinate in inferno da false penitenze. È certo  che  una  penitenza  è  falsa  quando  molti  peccati  sono  ignorati  ed  una  penitenza è  fatta  per  uno  solo,  o  quando è fatta in modo tale che il penitente non rinuncia ad un altro» (DH 717). Vedi anche: Mt 7,6; Mt 22,11 - 13; 1Cor 11:27 - 29; Eb 13:8; Concilio di Trento, sessione 14, Decreto sulla  penitenza, cap. 4; Concilio di Trento, session e 13, Decreto sulla SS. Eucaristia (DH 1646 - 47); Innocenzo  XI, Proposizioni condannate dei ‘Lassisti’, 60 - 63 (DH 2160 - 63); Catechismo della Chiesa Cattolica, 1451,  1490.

5 commenti:

Massimiliano ha detto...

Da quel poco che mi ricordo di quello che mi dicevano i preti, il papa dovrebbe essere il rappresentante di dio sulla terra, quindi ciò che dice non é discutibile, perché rappresentando dio non si può non accettare cosa dice: o va bene, o si cambia religione. Se é così, allora i 62 possono diventare musulmani ed andare poi a commentare la loro nuova religione.

plinthos ha detto...

Massimiliano certamente non capisce affatto l'argomento. Il papa non puo contradire Gesu, la bibbia, la Tradizione, nemeno tutti i papi precedenti. La verita, di Dio, non puo contradirsi!

don Camillo ha detto...

plinthos, lascia perdere se un papa romano ha perso così l'orientamento, come possiamo pretendere che la gente semplice comprenda la gravità di certi errori.

Peregrino Tuc ha detto...

Crastina die delebitur iniquitas terrae et regnabit super nos Salvator mundi!

don Camillo ha detto...

carissimo Peregrino, grazie per gli auguri che ricambio di cuore!