mercoledì 2 ottobre 2013

Quando PACELLI & MONTINI, "giocavano" con le stesure dei nuovi Breviari in Italiano: 1952.

Si fa un gran parlare della Canonizzazione di Giovanni XXIII, un merito lo ha: ha salvato il Breviario Romano ALMENO nella sua Riforma Piana e in latino, demolita, tagliuzzata, censurata, certamente ma pur sempre mantenuta!! Questo è un fatto! Se Pio XII fosse campato ancora un pò di più, avremmo avuto questo Breviario! Un Bel capolavoro e TUTTO IN ITALIANO, già negli anni '50, quegli anni tanto amati dai nostalgici pseudo tradizionalisti!!






12 commenti:

Anonimo ha detto...

Io amo e recito solo il breviario in italiano e se potessi celebrerei anche la messa ( messale del Beato Giovanni XXIII ) in italiano.
Ma questo purtroppo ancora non mi è concesso.
Dove è possibile acquistare un breviario in italiano di Pio XII ?

Anonimo ha detto...

Non è possibile!, mi dica che è un fotomontaggio! Non posso credere che il grande Pio XII, poteva avallare tali riforme.

don Camillo ha detto...

Anonimo 1: Il Breviario di Pio XII, è praticamente introvabile, mi è capitato tra le mani per puro caso. Dovresti andare in giro per rigattieri e bancarelle di libri usati, o andare in qualche biblioteca e fare le fotocopie.
Non so, se tale Breviario, possa adempiere l'obbligo per i sacerdoti e religiosi, ha un salterio settimanale che non comprende tutti i 150 salmi ma solo una selezione e per giunta pure mutilata. Anche il Calendario Liturgico (con i santi giorno per giorno) che troverai nel (continua) in basso alle foto, come vedrai e mutilato, un po' a casaccio. Insomma se si dovesse scegliere tra Breviari in italiano (ben inteso con le dovute cautele e pesanti riserve) opterei per il Mistrorigo del '69, almeno è una traduzione (non delle migliori) del Breviario del 1962.

Questa edizione (così rispondo ad Anonimo 2) è solo importante per far capire i maneggi di Pio XII, che è stato mite e fermo con la dottrina, ma avanguardista e violento con la venerabile Tradizione liturgica!

Anonimo ha detto...

Don Camillo ma le pare possibile che tutti i Papi del '900 abbiano fatto a gara per maneggiare la Liturgia (Messale e Breviario - chi poco, chi tanto, chi tantissimo) pressoché immutata dal tempo degli Apostoli?

Sandro ha detto...

Grazie don Camillo! E poi c'è ancora qualcuno che dice che la colpa dello "sbandamento liturgico" è solo da attribuire al POST-Concilio!

Domenicano ha detto...

Ma la facciamo finita con la storiella della liturgia immutata dal tempo degli Apostoli? Ma che libro di storia avete? quello dei TdG. La liturgia si è sempre evoluta, o lo ha fatto nel solco della Tradizione o nel solco dell'Innovazione. Ragioniamo di questo. I Papi, a partire già da Pio X, hanno inteso porre mano alla scollatura con la società moderna mostrandosi rigidi sulla conservazione della dottrina ma liberali sull'innovazione liturgica: la liturgia è stata la figlia di Lot offerta come vittima degli stupri dei modernisti (prendetevi la liturgia, ma non la dottrina). Non si è capito che tradire l'una è tradire l'altra.

Louis Martin ha detto...

Difficile darle torto don Camillo.
Non ho un giudizio storico complessivo su Pio XII, non me ne sono mai interessato granché.
Non mi smonti anche Gregorio Magno però! ;-)

don Camillo ha detto...

La liturgia si è sempre evoluta, o lo ha fatto nel solco della Tradizione o nel solco dell'Innovazione. Ragioniamo di questo.

Domenicano ha perfettamente colto nel segno!

Da dopo il "piccolo Breviario", e su tale questione in generale possiamo ricavarne diverse conclusioni.

Innanzitutto il Piccolo Breviario appare in Italia nel 1958 qualche mese prima la morte di Pio XII. Nel 1960, G23 riforma il Breviario in Latino, nel 1962 lo stesso Papa promulga la Veterum Sapientia, sulla salvaguardia del Latino nella Chiesa e nella Liturgia. Non si parlerà di Breviario in Italiano fino al 1969, quando il Vescovo Mistrorigo non lo tradurrà su iniziativa privata, senza nessun mandato. Nel 1971 uscirà il nuovo Breviario in Latino e poco dopo in Italiano.

Quindi Pio XII che cosa voleva fare con il Piccolo Breviario? Farlo utilizzare contemporaneamente al Breviario Romano? Tipo la concessione di Bellarmino alle Visitandine di utilizzare SOLO il "Piccolo Breviario della Beata Vergine Maria"?

Oppure soppiantare il Breviario Romano del tutto?

So che queste domande resteranno senza risposta, anche perché sappiamo come sarebbe finita la faccenda.

don Camillo ha detto...

Louis, non è mia intenzione fare la doppia lista dei Papi "buoni e di quelli "cattivi" come si fa del resto in molti blog!
Dico solo che sulla liturgia: Breviario e Messale, San Pio V fece una buona Riforma (e con il "buona" mi fermo), gli altri non tanto, anzi! Ma grazie a Dio abbiamo ancora tutti i testi, a perenne memoria, di cosa è stato fatto e a cosa hanno portato delle Riforme avvolte insensate (una a caso la ritraduzione dei Salmi della Vulgata). Ma "Ecclesia semper reformanda", come si è fatto per molte cose, così sarà per la Liturgia e per la Dottrina, quando Dio vorrà e sempre per mezzo di "pastori".

don Camillo ha detto...

Sandro, il vero sbandamento avviane con Pio XII, violare la Settimana Santa è stato veramente un atto azzardato! E il Concilio non c'entra nulla! Ma come dicevo prima i testi ci sono ancora tutti!!

Anonimo ha detto...

attenzione però: questo "piccolo breviario" aveva un valore devozionale, per i fedeli o magari le suore, ma non era certo fatto per rimpiazzare il breviario cui erano tenuti i sacerdoti (che Pio XII modificò certo, ma non ha nulla a che vedere con questo libretto composto da qualche pio sacerdote che voleva mettere il breviario in mano ai laici). Mi pare abbiate fatto un po' di confusione. Quanto alla firma di Montini, è solo in quanto il Sostituto firmava di prassi le lettere gratulatorie del Papa per i testi che riceveva.

don Camillo ha detto...

Mi pare abbiate fatto un po' di confusione. Quanto alla firma di Montini, è solo in quanto il Sostituto firmava di prassi le lettere gratulatorie del Papa per i testi che riceveva.

Confusione?! siamo nel 1952 di fatto dovremmo parlare del 1958 quando arriva in Italia. L'introduzione di un nuovo breviario, non so lei, ma è un cambio rivoluzionario all'interno di una Comunità, certo non era previsto per il clero (in quel momento), ma non significa che tale riforma non sia stata meno stravolgente.
Commovente la lotta che fece San Francesco di Sales per far approvare per le sue Monache il Piccolo Breviario della Beata Vergine Maria, quello sì che fu un tenere conto di una necessità oggettiva, preservare la lingua latina, mitigando la gravosità del Salterio per delle monache semi analfabete. Qui parliamo di sovvertimento di una prassi liturgica per far cambiare la mentalità per arrivare a cosa?
In oltre, Montini è solo quello che firma? Un passacarte estraneo a questa Riforma? Può essere, ma con Montini avremmo il breviario in Italiano, cosa che non abbiamo avuto con G23.